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	Commenti a: La classe dirigente e i primati (intesi come scimmie)	</title>
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	<description>Teorie e pratiche della creatività.</description>
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		Di: Annamaria		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/la-classe-dirigente-e-i-primati-intesi-come-scimmie/#comment-94920</link>

		<dc:creator><![CDATA[Annamaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 May 2014 14:57:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://nuovoeutile.it/la-classe-dirigente-e-i-primati-intesi-come-scimmie/#comment-94916&quot;&gt;Carlotta&lt;/a&gt;.

Gentile Carlotta,
ho la sensazione che questo commento si riferisca a un altro post di NeU, e per la precisione questo: 
https://nuovoeutile.it/vecchi-creativi/
... là dove dice &quot;Essere giovani è una precondizione per ottenere risultati importanti in alcune discipline che, come la matematica, gli scacchi o la fisica teorica, chiedono sforzi mentali intensivi e un approccio speculativo.&quot;

Cerchiamo di capirci. Non sostengo che occorre essere giovani per &quot;studiare&quot; matematica ma (legga bene) per &quot;ottenere risultati importanti&quot;: tali, per esempio, da comportare la vincita di una medaglia Fields (il Nobel della matematica)
http://en.wikipedia.org/wiki/Fields_Medal

Su NeU tendo a separare in modo chiaro i fatti dalle opinioni. 
E qui sto parlando di un fatto:  i grandi matematici, da Gauss a Lagrange, rivelano le loro doti già da giovanissimi, e di norma ottengono i loro risultati più importanti quando sono ancora piuttosto giovani.  
Uno dei non molti che hanno ottenuto risultati importanti un po&#039; dopo i quarant&#039;anni è Wiles (Teorema di Fermat):
http://matematica.unibocconi.it/articoli/intervista-andrew-wiles]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://nuovoeutile.it/la-classe-dirigente-e-i-primati-intesi-come-scimmie/#comment-94916">Carlotta</a>.</p>
<p>Gentile Carlotta,<br />
ho la sensazione che questo commento si riferisca a un altro post di NeU, e per la precisione questo:<br />
<a href="https://nuovoeutile.it/vecchi-creativi/" rel="ugc">https://nuovoeutile.it/vecchi-creativi/</a><br />
&#8230; là dove dice &#8220;Essere giovani è una precondizione per ottenere risultati importanti in alcune discipline che, come la matematica, gli scacchi o la fisica teorica, chiedono sforzi mentali intensivi e un approccio speculativo.&#8221;</p>
<p>Cerchiamo di capirci. Non sostengo che occorre essere giovani per &#8220;studiare&#8221; matematica ma (legga bene) per &#8220;ottenere risultati importanti&#8221;: tali, per esempio, da comportare la vincita di una medaglia Fields (il Nobel della matematica)<br />
<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Fields_Medal" rel="nofollow ugc">http://en.wikipedia.org/wiki/Fields_Medal</a></p>
<p>Su NeU tendo a separare in modo chiaro i fatti dalle opinioni.<br />
E qui sto parlando di un fatto:  i grandi matematici, da Gauss a Lagrange, rivelano le loro doti già da giovanissimi, e di norma ottengono i loro risultati più importanti quando sono ancora piuttosto giovani.<br />
Uno dei non molti che hanno ottenuto risultati importanti un po&#8217; dopo i quarant&#8217;anni è Wiles (Teorema di Fermat):<br />
<a href="http://matematica.unibocconi.it/articoli/intervista-andrew-wiles" rel="nofollow ugc">http://matematica.unibocconi.it/articoli/intervista-andrew-wiles</a></p>
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		Di: Carlotta		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/la-classe-dirigente-e-i-primati-intesi-come-scimmie/#comment-94916</link>

		<dc:creator><![CDATA[Carlotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 May 2014 13:55:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ma come, bisogna essere giovani per studiare matematica?! esiste una qualche prova di questa affermazione o si tratta dell&#039;opinione personale di chi scrive? ho 36 anni e sto per rimettermi a studiare statistica dopo aver abbandonato qualsiasi forma di matematica da 20 anni. So di essere mentalmente arrugginita rispetto a tanti adolescenti ma spero di ovviare con l&#039;esperienza.. farei meglio a dedicarmi alle parole crociate?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma come, bisogna essere giovani per studiare matematica?! esiste una qualche prova di questa affermazione o si tratta dell&#8217;opinione personale di chi scrive? ho 36 anni e sto per rimettermi a studiare statistica dopo aver abbandonato qualsiasi forma di matematica da 20 anni. So di essere mentalmente arrugginita rispetto a tanti adolescenti ma spero di ovviare con l&#8217;esperienza.. farei meglio a dedicarmi alle parole crociate?</p>
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		Di: Marcello42		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/la-classe-dirigente-e-i-primati-intesi-come-scimmie/#comment-5112</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marcello42]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Mar 2012 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Vero. Ma..... Sono d&#039;accordo sulla diagnosi generale circa la classe dirigente &quot;sazia, appagata ed attaccata con unghie e denti ai loro privilegi&quot;. Un po&#039; meno d&#039;accordo sul fatto che la societá &quot;automaticamente&quot; espella gli over 45 perchè troppo costosi e poco produttivi. Puó forse succedere nelle fasce di lavoro meno specializzate (manovali o operai generici) dove, percontro, le differenziazioni di salario con l&#039;etá sono meno sensibili. Ció che avviene (e parlo per esperienza personale) é che superati i 35-40 le persone tendono a sedersi nell&#039;illusione (vera nella generazione scorsa) di poter raccogliere con poca fatica i frutti di ció che si é seminato prima. E questo, a mio parere, é un errore. La dinamica della societá attuale richiede un continuo aggiornamento professionale con disponibilitá a cambiare lavoro e tipo di lavoro anche piú volte nel corso della vita, non smettendo mai di studiare, di imparare, di guardare avanti con lo stesso spirito e disposizione d&#039;animo come se si avessero ancora 20 anni. Se si resta &quot;giovani&quot; lavorativamente parlando, non é vero che il rapporto tra retribuzione e produttivitá rende poco conveniente assumere gli over 45, é vero esattamente il contrario. Questo mio commento vuole essere sia una testimonianza (ho 70 anni ed ancora lavoro, ho cambiato lavoro e tipo di lavoro almeno 15 volte) che uno stimolo per gli over 45.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vero. Ma&#8230;.. Sono d&#8217;accordo sulla diagnosi generale circa la classe dirigente &#8220;sazia, appagata ed attaccata con unghie e denti ai loro privilegi&#8221;. Un po&#8217; meno d&#8217;accordo sul fatto che la societá &#8220;automaticamente&#8221; espella gli over 45 perchè troppo costosi e poco produttivi. Puó forse succedere nelle fasce di lavoro meno specializzate (manovali o operai generici) dove, percontro, le differenziazioni di salario con l&#8217;etá sono meno sensibili. Ció che avviene (e parlo per esperienza personale) é che superati i 35-40 le persone tendono a sedersi nell&#8217;illusione (vera nella generazione scorsa) di poter raccogliere con poca fatica i frutti di ció che si é seminato prima. E questo, a mio parere, é un errore. La dinamica della societá attuale richiede un continuo aggiornamento professionale con disponibilitá a cambiare lavoro e tipo di lavoro anche piú volte nel corso della vita, non smettendo mai di studiare, di imparare, di guardare avanti con lo stesso spirito e disposizione d&#8217;animo come se si avessero ancora 20 anni. Se si resta &#8220;giovani&#8221; lavorativamente parlando, non é vero che il rapporto tra retribuzione e produttivitá rende poco conveniente assumere gli over 45, é vero esattamente il contrario. Questo mio commento vuole essere sia una testimonianza (ho 70 anni ed ancora lavoro, ho cambiato lavoro e tipo di lavoro almeno 15 volte) che uno stimolo per gli over 45.</p>
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		<title>
		Di: annamaria		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/la-classe-dirigente-e-i-primati-intesi-come-scimmie/#comment-5113</link>

		<dc:creator><![CDATA[annamaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Mar 2012 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ciao Marcello. Gli stessi ricercatori di Bocconi sono rimasti sorpresi dal crescente (e recente) fenomeno della discriminazione anagrafica. Se clicchi il link arancione trovi l&#039;articolo del Corsera che ne parla. In Italia abbiamo sia un problema di ostilità e di pregiudizio (nel post cerco di ipotizzarne i motivi), sia un problema, strutturale, di formazione permanente scarsa sia per qualità che per quantità: solo il 20% circa degli adulti si aggiornano, contro una media europea del 50% (cito i dati a memoria, ma sono piuttosto certa che siano queste le proporzioni). Intanto, in Germania, il ministro del lavoro incoraggia le aziende ad assumere gli over 50: &quot; è dimostrato che in media aumentano la produttività del 2%.... arricchiscono l&#039;ambiente di lavoro con un bagaglio di competenze e conoscenze, sono più collaborativi e costruttivi, non hanno oneri familiari e quindi sono più flessibili negli orari e nella mobilità&quot; Questo è Rampini, oggi, su Repubblica. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Marcello. Gli stessi ricercatori di Bocconi sono rimasti sorpresi dal crescente (e recente) fenomeno della discriminazione anagrafica. Se clicchi il link arancione trovi l&#8217;articolo del Corsera che ne parla. In Italia abbiamo sia un problema di ostilità e di pregiudizio (nel post cerco di ipotizzarne i motivi), sia un problema, strutturale, di formazione permanente scarsa sia per qualità che per quantità: solo il 20% circa degli adulti si aggiornano, contro una media europea del 50% (cito i dati a memoria, ma sono piuttosto certa che siano queste le proporzioni). Intanto, in Germania, il ministro del lavoro incoraggia le aziende ad assumere gli over 50: &#8221; è dimostrato che in media aumentano la produttività del 2%&#8230;. arricchiscono l&#8217;ambiente di lavoro con un bagaglio di competenze e conoscenze, sono più collaborativi e costruttivi, non hanno oneri familiari e quindi sono più flessibili negli orari e nella mobilità&#8221; Questo è Rampini, oggi, su Repubblica. </p>
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		Di: Ciaputele		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/la-classe-dirigente-e-i-primati-intesi-come-scimmie/#comment-5114</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ciaputele]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Mar 2012 13:25:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://ita_classe_dirigente_primati.html#comment-5114</guid>

					<description><![CDATA[Direi che sono d&#039;accordo proprio su tutto. Ma aggiungo, i danni sono parecchi. I primati, intesi come classe dirigente (ad esclusione delle eccezioni, ovvio), stanno creando tanto disordine, troppo. Io parlo da Milano, vivo a Milano, in questo momento credo la città italiana con meno propensione allo sviluppo. Una città ormai completamente scollegata da qualunque produzione: se non c&#039;è fabbrica, manca il prodotto, mancano gli operai, manca un&#039;intera classe sociale fondamentale tanto quanto tutte le altre, gli operai sono come i mattoni, idem per i dirigenti, di cui però Milano è zeppa, oltre che zuppa. Morale: cultura del prodotto uguale a zero. Pance grasse da pranzi con carta di credito aziendale a sbafo, progettano, chiacchierano, presuppongono e analizzano, scrivono inutili business plan a dozzine, disquisiscono e...di fatto non fanno nulla, non servono. Ma in più, e qui c&#039;è il danno con dolo, &quot;bocciano&quot; qualunque giovane, di fatto timorosi di essere sbranati in un boccone da menti in gamba, fresche, creatività allo stato puro, l&#039;innovazione nel sangue. Io lavoro in Internet, un canale televisivo web, roba che a Milano ne capiscono la valenza in due, forse tre, gli altri sono sempre a &quot;colazione&quot; (la mia è alle 7 del mattino, loro non mangiano mai ?!), grassi e buffoni arroganti da strapazzo non mollano la poltrona, senza di quella potrebbero solo lavare vetri al semaforo. Il mio canale l&#039;ho costruito esclusivamente lavorando con i giovani, ragazzi e ragazze che vanno a cento all&#039;ora, entusiasti, appassionati, semplicemente vivi e sempre nuovi. C&#039;è in giro una classe dirigente che usa Facebook per raccontarsi robe da matti. Si alzano la mattina e vince chi la spara più grossa, chi crede di essere un leader dell&#039;arguzia e della battuta folgorante, chi pensa che Facebook l&#039;abbia nominato di fatto tuttologo, esperto d&#039;ogni cosa, libertà di dire ciò che si vuole sempre e comunque e su qualunque argomento. Attenti primati, esclusi corvi, delfini e macachi, perchè i giovani nemmeno vi ascoltano di striscio, vi stanno lasciando deperire e morire come in una riserva protetta, siete già in gabbia, il mondo è fuori. Sciallatevi vecchietti e rideteci sopra panzoni, la vita è bella, voi comici di prim&#039;ordine, primati. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Direi che sono d&#8217;accordo proprio su tutto. Ma aggiungo, i danni sono parecchi. I primati, intesi come classe dirigente (ad esclusione delle eccezioni, ovvio), stanno creando tanto disordine, troppo. Io parlo da Milano, vivo a Milano, in questo momento credo la città italiana con meno propensione allo sviluppo. Una città ormai completamente scollegata da qualunque produzione: se non c&#8217;è fabbrica, manca il prodotto, mancano gli operai, manca un&#8217;intera classe sociale fondamentale tanto quanto tutte le altre, gli operai sono come i mattoni, idem per i dirigenti, di cui però Milano è zeppa, oltre che zuppa. Morale: cultura del prodotto uguale a zero. Pance grasse da pranzi con carta di credito aziendale a sbafo, progettano, chiacchierano, presuppongono e analizzano, scrivono inutili business plan a dozzine, disquisiscono e&#8230;di fatto non fanno nulla, non servono. Ma in più, e qui c&#8217;è il danno con dolo, &#8220;bocciano&#8221; qualunque giovane, di fatto timorosi di essere sbranati in un boccone da menti in gamba, fresche, creatività allo stato puro, l&#8217;innovazione nel sangue. Io lavoro in Internet, un canale televisivo web, roba che a Milano ne capiscono la valenza in due, forse tre, gli altri sono sempre a &#8220;colazione&#8221; (la mia è alle 7 del mattino, loro non mangiano mai ?!), grassi e buffoni arroganti da strapazzo non mollano la poltrona, senza di quella potrebbero solo lavare vetri al semaforo. Il mio canale l&#8217;ho costruito esclusivamente lavorando con i giovani, ragazzi e ragazze che vanno a cento all&#8217;ora, entusiasti, appassionati, semplicemente vivi e sempre nuovi. C&#8217;è in giro una classe dirigente che usa Facebook per raccontarsi robe da matti. Si alzano la mattina e vince chi la spara più grossa, chi crede di essere un leader dell&#8217;arguzia e della battuta folgorante, chi pensa che Facebook l&#8217;abbia nominato di fatto tuttologo, esperto d&#8217;ogni cosa, libertà di dire ciò che si vuole sempre e comunque e su qualunque argomento. Attenti primati, esclusi corvi, delfini e macachi, perchè i giovani nemmeno vi ascoltano di striscio, vi stanno lasciando deperire e morire come in una riserva protetta, siete già in gabbia, il mondo è fuori. Sciallatevi vecchietti e rideteci sopra panzoni, la vita è bella, voi comici di prim&#8217;ordine, primati. </p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: guydebord		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/la-classe-dirigente-e-i-primati-intesi-come-scimmie/#comment-5115</link>

		<dc:creator><![CDATA[guydebord]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Mar 2012 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ricordo una massiccia campagna Telecom, con tante faccine sui poster, che chiedeva: &quot;Come vorresti che fosse il futuro?&quot;. Dato che più che pubblicità mi era parsa propaganda, nel senso peggiore del termine, mi ero chiesto come avrebbero voluto che fosse il loro futuro i dirigenti che avevano promosso quella campagna. Ho immaginato che fosse: immobile. Essere in una posizione di grandi privilegi e benefit non può che portare all&#039;immobilismo. Parlando con uno degli alti dirigenti regionali della compagnia avevo chiesto, anche in relazione a quella campagna, la sua posizione circa l&#039;utilizzo di giovani laureati -cervelli nuovi e disponibili a fare molto altro- nei call center, a fare uno dei peggiori lavori mai concepiti, in totale precarietà. In fondo l&#039;algoritmo di Google lo ha sviluppato un giovane italiano emigrato negli USA. Non tutti devono fare cose prestigiose, ma meglio della la tentata vendita si può fare. L&#039;amico dirigente mi aveva confermato la mia ipotesi: i giovani che utilizzano la testa potrebbero destabilizzare lo status così sgomitatamente raggiunto. Una volta in quella posizione meglio non cambiare nulla. I macachi allignano anche fra di noi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ricordo una massiccia campagna Telecom, con tante faccine sui poster, che chiedeva: &#8220;Come vorresti che fosse il futuro?&#8221;. Dato che più che pubblicità mi era parsa propaganda, nel senso peggiore del termine, mi ero chiesto come avrebbero voluto che fosse il loro futuro i dirigenti che avevano promosso quella campagna. Ho immaginato che fosse: immobile. Essere in una posizione di grandi privilegi e benefit non può che portare all&#8217;immobilismo. Parlando con uno degli alti dirigenti regionali della compagnia avevo chiesto, anche in relazione a quella campagna, la sua posizione circa l&#8217;utilizzo di giovani laureati -cervelli nuovi e disponibili a fare molto altro- nei call center, a fare uno dei peggiori lavori mai concepiti, in totale precarietà. In fondo l&#8217;algoritmo di Google lo ha sviluppato un giovane italiano emigrato negli USA. Non tutti devono fare cose prestigiose, ma meglio della la tentata vendita si può fare. L&#8217;amico dirigente mi aveva confermato la mia ipotesi: i giovani che utilizzano la testa potrebbero destabilizzare lo status così sgomitatamente raggiunto. Una volta in quella posizione meglio non cambiare nulla. I macachi allignano anche fra di noi.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Utente Anonimo		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/la-classe-dirigente-e-i-primati-intesi-come-scimmie/#comment-5116</link>

		<dc:creator><![CDATA[Utente Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Mar 2012 13:25:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://ita_classe_dirigente_primati.html#comment-5116</guid>

					<description><![CDATA[Buttarle sulla competizione generazionale è un ottimo metodo per parlare d&#039;altro. Per gettare su chi ascolta la responsabilità della situazione. Così i macachi cavalcano la crisi arricchendosi. Ma si sa: la colpa non è della struttura economica del finanzcapitalismo (come direbbe Gallino) ma è della competizione generazionale... Uno dei tanti argomenti di distrazione di massa. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Buttarle sulla competizione generazionale è un ottimo metodo per parlare d&#8217;altro. Per gettare su chi ascolta la responsabilità della situazione. Così i macachi cavalcano la crisi arricchendosi. Ma si sa: la colpa non è della struttura economica del finanzcapitalismo (come direbbe Gallino) ma è della competizione generazionale&#8230; Uno dei tanti argomenti di distrazione di massa. </p>
]]></content:encoded>
		
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