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	Commenti a: Perché la creatività non abita in tv	</title>
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	<description>Teorie e pratiche della creatività.</description>
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		<title>
		Di: Fiorella Palomba		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/la-creativita-non-abita-in-tv/#comment-84659</link>

		<dc:creator><![CDATA[Fiorella Palomba]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Jun 2013 21:27:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tutto è cominciato nel 1976. Partiamo da lì. 

Il sentimento prevalente nella lettura del link é rabbia. Sentire la morte in diretta di Francesco a Radio Alice è stato tremendo. 

Poi il viaggio nella memoria di quegli anni. 

Ricordo l&#039;invasione della televisione nella vita. Per me c&#039;era la vita reale e poco mi importava della televisione, ma col senno di poi e con questa bellissima lettura, mi diventa palese quanto sia accaduto con il passare degli anni, quanto la televisione commerciale abbia giocato nel RICACCIARE la vita nella famiglia, quindi nel privato. Per un decennio almeno, a partire dal 1967/68, avevamo vissuto una dimensione di gruppo, di vita intellettuale e politica condivisa e a poco a poco la prevalenza della televisione, ha segnato un cambiamento che, anche se non coinvolta direttamente, avvertivo con malessere.  

Sembrerebbe che questo mio dire poco abbia a che fare con la caduta della creatività nelle emittenti. Non credo sia così. Il grande business, la grande abbuffata di denaro, a mio avviso, hanno ammazzato la creatività. 

C’era prima? Non lo so. C’era però un fermento ovunque nel design, nella cultura, nel cinema, nell’arte. 
Quando circolano idee, io credo, tutto cresce. Se, di contro, il denaro e l’affare sono la sola spinta non c’è materia (*_))]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tutto è cominciato nel 1976. Partiamo da lì. </p>
<p>Il sentimento prevalente nella lettura del link é rabbia. Sentire la morte in diretta di Francesco a Radio Alice è stato tremendo. </p>
<p>Poi il viaggio nella memoria di quegli anni. </p>
<p>Ricordo l&#8217;invasione della televisione nella vita. Per me c&#8217;era la vita reale e poco mi importava della televisione, ma col senno di poi e con questa bellissima lettura, mi diventa palese quanto sia accaduto con il passare degli anni, quanto la televisione commerciale abbia giocato nel RICACCIARE la vita nella famiglia, quindi nel privato. Per un decennio almeno, a partire dal 1967/68, avevamo vissuto una dimensione di gruppo, di vita intellettuale e politica condivisa e a poco a poco la prevalenza della televisione, ha segnato un cambiamento che, anche se non coinvolta direttamente, avvertivo con malessere.  </p>
<p>Sembrerebbe che questo mio dire poco abbia a che fare con la caduta della creatività nelle emittenti. Non credo sia così. Il grande business, la grande abbuffata di denaro, a mio avviso, hanno ammazzato la creatività. </p>
<p>C’era prima? Non lo so. C’era però un fermento ovunque nel design, nella cultura, nel cinema, nell’arte.<br />
Quando circolano idee, io credo, tutto cresce. Se, di contro, il denaro e l’affare sono la sola spinta non c’è materia (*_))</p>
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		<title>
		Di: Rodolfo		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/la-creativita-non-abita-in-tv/#comment-84620</link>

		<dc:creator><![CDATA[Rodolfo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Jun 2013 07:23:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gentile Annamaria, l&#039;immagine in alto me ne ha ricordata un&#039;altra che ritengo più pregnante, quella del direttore del carcere che parla ai detenuti all&#039;interno del ‪Panopticon‬. L&#039;illustrazione mi pare fosse contenuta in &quot;Condannare e punire&quot; di Focault ma non sono riuscito a trovarla, probabilmente la conosci.
Tutto sommato questa piccola folla di americani inizi anni &quot;60 descrive il momento nel quale il marketing s&#039;impossessava pesantemente del mezzo ma c&#039;erano ancora riserve di creatività abbinate all&#039;ingenuità degli spettatori. Oggi gli spettatori non sono più ingenui, sono ottusi, fritti e rassegnati, la creatività non serve più, bastano decine di idioti con davanti un fornello e si va avanti per ore e per anni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile Annamaria, l&#8217;immagine in alto me ne ha ricordata un&#8217;altra che ritengo più pregnante, quella del direttore del carcere che parla ai detenuti all&#8217;interno del ‪Panopticon‬. L&#8217;illustrazione mi pare fosse contenuta in &#8220;Condannare e punire&#8221; di Focault ma non sono riuscito a trovarla, probabilmente la conosci.<br />
Tutto sommato questa piccola folla di americani inizi anni &#8220;60 descrive il momento nel quale il marketing s&#8217;impossessava pesantemente del mezzo ma c&#8217;erano ancora riserve di creatività abbinate all&#8217;ingenuità degli spettatori. Oggi gli spettatori non sono più ingenui, sono ottusi, fritti e rassegnati, la creatività non serve più, bastano decine di idioti con davanti un fornello e si va avanti per ore e per anni.</p>
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		<title>
		Di: leila		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/la-creativita-non-abita-in-tv/#comment-84569</link>

		<dc:creator><![CDATA[leila]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Jun 2013 21:11:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ciao,
non credo più ai &quot;ripensamenti radicali&quot;.
In generale, e ancora meno per la tv. Non ci sono i soldi, non c&#039;è lo spirito, non c&#039;è neanche la voglia. Insomma, non è periodo. 
La tv la guardo, ma sul pc. Lo dico perchè parlo senza essere nè un&#039; esperta nè una fruitrice del mezzo. Credo invece nell&#039; originalità e nella creatività dei programmi occasionali, affidati all&#039; estro o  alla sventatezza di chi deve fare un programma con due soldi. Per esempio Gazebo, ne posso parlare tanto è finito (sob). A me è sembrato creativo, originale e pieno di contenuti. Per esempio, la scena del giuramento del governo vista in quel programma mi sembrava più vicina al giornalismo di tutti i servizi dei tg messi insieme. Oppure l&#039; elezione di Epifani vissuta in diretta coi giovani della sede del  PD la dice lunga sia sullo stato del PD sia su  come i giovani vivano questo tempo, se avessero fatto un programma apposito sull&#039; argomento non sarebbero riusciti ad essere così spietatamente realistici. O la Concia che prende una tipa terrorizzata e la butta davanti alla platea..  ho riso, ma c&#039; era da piangere. Niente ha senso se non c&#039; è una forte motivazione che ti spinge a fare le cose. Perchè la generazione della Concia e lì sempre nell&#039; arena e quei giovani se la fanno sotto dalla paura? Un programma tipo &quot;Generazioni a confronto&quot; non sarebbe riuscito ad essere tanto vero quanto efficace, tanto &quot;nuovo&quot; quanto &quot;utile&quot; a me, che guardo la tv anche se sul pc, e mi serve per capire in che tempo viviamo.
Credo che ora la tv viva di estemporanee perle di creatività, da prendere al volo. I &quot;ripensamenti radicali&quot; sarebbero un&#039; impresa titanica per chi li deve pensare. E non è detto che chi li pensi sia creativo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao,<br />
non credo più ai &#8220;ripensamenti radicali&#8221;.<br />
In generale, e ancora meno per la tv. Non ci sono i soldi, non c&#8217;è lo spirito, non c&#8217;è neanche la voglia. Insomma, non è periodo.<br />
La tv la guardo, ma sul pc. Lo dico perchè parlo senza essere nè un&#8217; esperta nè una fruitrice del mezzo. Credo invece nell&#8217; originalità e nella creatività dei programmi occasionali, affidati all&#8217; estro o  alla sventatezza di chi deve fare un programma con due soldi. Per esempio Gazebo, ne posso parlare tanto è finito (sob). A me è sembrato creativo, originale e pieno di contenuti. Per esempio, la scena del giuramento del governo vista in quel programma mi sembrava più vicina al giornalismo di tutti i servizi dei tg messi insieme. Oppure l&#8217; elezione di Epifani vissuta in diretta coi giovani della sede del  PD la dice lunga sia sullo stato del PD sia su  come i giovani vivano questo tempo, se avessero fatto un programma apposito sull&#8217; argomento non sarebbero riusciti ad essere così spietatamente realistici. O la Concia che prende una tipa terrorizzata e la butta davanti alla platea..  ho riso, ma c&#8217; era da piangere. Niente ha senso se non c&#8217; è una forte motivazione che ti spinge a fare le cose. Perchè la generazione della Concia e lì sempre nell&#8217; arena e quei giovani se la fanno sotto dalla paura? Un programma tipo &#8220;Generazioni a confronto&#8221; non sarebbe riuscito ad essere tanto vero quanto efficace, tanto &#8220;nuovo&#8221; quanto &#8220;utile&#8221; a me, che guardo la tv anche se sul pc, e mi serve per capire in che tempo viviamo.<br />
Credo che ora la tv viva di estemporanee perle di creatività, da prendere al volo. I &#8220;ripensamenti radicali&#8221; sarebbero un&#8217; impresa titanica per chi li deve pensare. E non è detto che chi li pensi sia creativo.</p>
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