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	Commenti a: La scuola uccide la creatività?	</title>
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	<description>Teorie e pratiche della creatività.</description>
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		Di: Utente Anonimo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Utente Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Feb 2009 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E&#039; vero, artisti, stilisti e designer sono pagati bene per la loro creatività. Perché non succede lo stesso per gli scienziati e i ricercatori che studiano, osservano, sperimentano, scoprono? Non è forse creatività quella? Luca C.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; vero, artisti, stilisti e designer sono pagati bene per la loro creatività. Perché non succede lo stesso per gli scienziati e i ricercatori che studiano, osservano, sperimentano, scoprono? Non è forse creatività quella? Luca C.</p>
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		Di: Utente Anonimo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Utente Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Feb 2009 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La Creatività è frutto di una visione, di un modo di approssimarsi al limite, all&#039;Oltre, a ciò che si trova al di là di noi. La creatività è un modo di sospendere il Giudizio, la Misurazione, la Quantificazione, il Raggiungimento di un Risultato. Proprio quello a cui invece la nostra società tiene di più. L&#039;atto creativo invece sopraggiunge dopo infinite approssimazioni ed è per questo che i più grandi creativi provengono da percorsi individuali di conoscenza: perchè per creare bisogna investire sull&#039;errore, sulla diversità, sulla propbabilità di afferrare il vuoto per molto tempo. La nostra società ci consegna una sorta di scizofrenia: da una parte nella scuola e nella famiglia non c&#039;è alcuna considerazione per la creatività; e’ considerata un fastidioso commensale, si associa a stranezze, inaffidabilita’, non conformita’, non e’ una opportunita’ dignitosa. e nella scuola è quasi sempre relegata ad attività marginali e passatempo.Dall&#039;altra invece, riconosce ricompense altissime ai creativi e ai loro prodotti: i più alti compensi sono pagati per gli art-director; i collezionisti pagano milioni di dollari per dipinti ed oggetti d’arte; stilisti e designer sono fra le persone più pagate. La società, nonostante non abbia strumenti per coltivare e migliorare le attitudini creative, di fatto ne ignora l&#039;esistenza fino a quando non ne ha bisogno. Ed ora questo bisogno si è fatto spasmodico. Soltanto la novità è in grado di produrre fascinazione ed interesse e questa forza attrattiva, induce ad un nuovo bisogno. Il bisogno di possederlo: Il Nuovo produce il desiderio di essere posseduto. Per questo la Creatività è ormai un ambito di interesse generale. In passato essa era ritenuta attributo esclusivo del Dio ( o degli dei). L’uomo poteva trasformare ma non creare. “Dio rapisce la mente degli uomini e li usa quali suoi propri ministri, come fa con i Profeti e i divini veggenti” diceva Platone. Ora, dopo averla ritenuta negletta, la creatività prorompe sulla scena. Marco Orlandi ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Creatività è frutto di una visione, di un modo di approssimarsi al limite, all&#8217;Oltre, a ciò che si trova al di là di noi. La creatività è un modo di sospendere il Giudizio, la Misurazione, la Quantificazione, il Raggiungimento di un Risultato. Proprio quello a cui invece la nostra società tiene di più. L&#8217;atto creativo invece sopraggiunge dopo infinite approssimazioni ed è per questo che i più grandi creativi provengono da percorsi individuali di conoscenza: perchè per creare bisogna investire sull&#8217;errore, sulla diversità, sulla propbabilità di afferrare il vuoto per molto tempo. La nostra società ci consegna una sorta di scizofrenia: da una parte nella scuola e nella famiglia non c&#8217;è alcuna considerazione per la creatività; e’ considerata un fastidioso commensale, si associa a stranezze, inaffidabilita’, non conformita’, non e’ una opportunita’ dignitosa. e nella scuola è quasi sempre relegata ad attività marginali e passatempo.Dall&#8217;altra invece, riconosce ricompense altissime ai creativi e ai loro prodotti: i più alti compensi sono pagati per gli art-director; i collezionisti pagano milioni di dollari per dipinti ed oggetti d’arte; stilisti e designer sono fra le persone più pagate. La società, nonostante non abbia strumenti per coltivare e migliorare le attitudini creative, di fatto ne ignora l&#8217;esistenza fino a quando non ne ha bisogno. Ed ora questo bisogno si è fatto spasmodico. Soltanto la novità è in grado di produrre fascinazione ed interesse e questa forza attrattiva, induce ad un nuovo bisogno. Il bisogno di possederlo: Il Nuovo produce il desiderio di essere posseduto. Per questo la Creatività è ormai un ambito di interesse generale. In passato essa era ritenuta attributo esclusivo del Dio ( o degli dei). L’uomo poteva trasformare ma non creare. “Dio rapisce la mente degli uomini e li usa quali suoi propri ministri, come fa con i Profeti e i divini veggenti” diceva Platone. Ora, dopo averla ritenuta negletta, la creatività prorompe sulla scena. Marco Orlandi </p>
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		Di: Utente Anonimo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Utente Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Feb 2009 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Perchè la ricerca non paga. La moda, il design, la pubblicità sì. E anche tanto...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Perchè la ricerca non paga. La moda, il design, la pubblicità sì. E anche tanto&#8230;</p>
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