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	Commenti a: La tela di Penelope: la creatività infinita del web	</title>
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	<description>Teorie e pratiche della creatività.</description>
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		<title>
		Di: eli		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[eli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo post mi ha istintivamente intrigato da subito, ma, confesso, l’ho letto un sacco di volte e se vi sembra non ci abbia capito nulla ditemelo chiaramente. Ulisse forse ha una perfetta cognizione delle coordinate, sa da dove viene, dove sta andando, che cosa cerca e dove si trova in quel momento. Sono le insidie che si moltiplicano. Non solo terre di ciclopi e di maghe, ma anche creature fantastiche nelle nuvole e nelle onde in ogni secondo della giornata. E se io sono Ulisse, incarno il nomos e so dove voglio arrivare, ma sono anche uno dei Proci e scardino l’autorità, in realtà sono anche Penelope, in quanto parte attiva dell’intelligenza collettiva e dell’intelligenza connettiva. E Penelope, che secondo me era creativa quando sfaceva la tela, è ora immensamente creativa perché non solo dilata il tempo, ma lo frantuma e lo moltiplica in molte possibili direzioni. Per essere concreta: tutte le mattine, dopo il caffè, ho già visitato mezzo mondo. Questo un tempo non mi era possibile. Ma io sono sempre la stessa? il mio modo di procedere è cambiato? Ho alle spalle un quarantina d’anni di soli libri e solo una decina di libri più rete, Quindi parto dalla lettura: qualche cosa colpisce e finisce in un cassetto della mente fino a che qualche altra cosa, anche di caratteristiche molto distanti, non va a sovrapporsi alla prima creando un collegamento sul quale io comincio a riflettere. La differenza è che ora di prima mattina ho già avuto più stimoli che in una giornata di biblioteca. E un’altra grande differenza è che senza l’uso del web io continuo ad acquisire informazioni monotematiche, strettamente inerenti a ciò che sto studiando, mentre con l’uso della rete posso mettere rapidamente in relazione anche mondi apparentemente lontani. E così la Penelope che è in me deve impormi di recuperare il tempo della mia esperienza reale, altrimenti i Proci smonteranno senza alcun senso i pezzi del Lego e Ulisse vagherà in eterno verso una meta chiara ma irraggiungibile. elisabetta ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo post mi ha istintivamente intrigato da subito, ma, confesso, l’ho letto un sacco di volte e se vi sembra non ci abbia capito nulla ditemelo chiaramente. Ulisse forse ha una perfetta cognizione delle coordinate, sa da dove viene, dove sta andando, che cosa cerca e dove si trova in quel momento. Sono le insidie che si moltiplicano. Non solo terre di ciclopi e di maghe, ma anche creature fantastiche nelle nuvole e nelle onde in ogni secondo della giornata. E se io sono Ulisse, incarno il nomos e so dove voglio arrivare, ma sono anche uno dei Proci e scardino l’autorità, in realtà sono anche Penelope, in quanto parte attiva dell’intelligenza collettiva e dell’intelligenza connettiva. E Penelope, che secondo me era creativa quando sfaceva la tela, è ora immensamente creativa perché non solo dilata il tempo, ma lo frantuma e lo moltiplica in molte possibili direzioni. Per essere concreta: tutte le mattine, dopo il caffè, ho già visitato mezzo mondo. Questo un tempo non mi era possibile. Ma io sono sempre la stessa? il mio modo di procedere è cambiato? Ho alle spalle un quarantina d’anni di soli libri e solo una decina di libri più rete, Quindi parto dalla lettura: qualche cosa colpisce e finisce in un cassetto della mente fino a che qualche altra cosa, anche di caratteristiche molto distanti, non va a sovrapporsi alla prima creando un collegamento sul quale io comincio a riflettere. La differenza è che ora di prima mattina ho già avuto più stimoli che in una giornata di biblioteca. E un’altra grande differenza è che senza l’uso del web io continuo ad acquisire informazioni monotematiche, strettamente inerenti a ciò che sto studiando, mentre con l’uso della rete posso mettere rapidamente in relazione anche mondi apparentemente lontani. E così la Penelope che è in me deve impormi di recuperare il tempo della mia esperienza reale, altrimenti i Proci smonteranno senza alcun senso i pezzi del Lego e Ulisse vagherà in eterno verso una meta chiara ma irraggiungibile. elisabetta </p>
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		Di: wc		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[wc]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#039;olivo Una delle cose che più mi hanno colpito di Ulisse, era che dopo tutto quel suo girovagare e dormire in giacigli e letti stranieri, alla fine ritorna nel suo letto costruito sopra un ceppo di olivo, ancora ben piantato in terra e inamovibile, grazie alle nodose e forti radici penetrate in profondità del terreno. Io credo di fare lo stesso col web, perdersi cercando tracce remote per scoprire l&#039;inaspettato ma poi tornarmene alla sera sulle solide cose materiali e concrete, sui miei taccuini, sui ritagli, sulle pagine sottolineate, (anche su qualche pagina web salvata) e da quelle cose lì il giorno dopo ripartire. walter]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;olivo Una delle cose che più mi hanno colpito di Ulisse, era che dopo tutto quel suo girovagare e dormire in giacigli e letti stranieri, alla fine ritorna nel suo letto costruito sopra un ceppo di olivo, ancora ben piantato in terra e inamovibile, grazie alle nodose e forti radici penetrate in profondità del terreno. Io credo di fare lo stesso col web, perdersi cercando tracce remote per scoprire l&#8217;inaspettato ma poi tornarmene alla sera sulle solide cose materiali e concrete, sui miei taccuini, sui ritagli, sulle pagine sottolineate, (anche su qualche pagina web salvata) e da quelle cose lì il giorno dopo ripartire. walter</p>
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		Di: Polimnia		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Polimnia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Destini. Ulisse è, da sempre per me, figura dell&#039;uomo, anzi... dell&#039;Uomo. Mi piace trovarlo approdare anche in questi lidi, fluttuare in una nuova geografia, saggiare confini che sono metafora di una nuova &#039;classicità&#039;. Mi innamorai di lui sui banchi del liceo, dove già cominciavo a sfumare la &#039;metis&#039; greca, il multiforme ingegno che consente di affrontare il nuovo e di creare una soluzione, nel carattere tutto umano di chi non arretra pur sapendo che tutto lo condurrebbe a farlo. Perché noi tutti &quot;de&#039; remi facemmo ali al folle volo&quot;, almeno una volta nella vita... Lo vidi solcare la storia della letteratura e la mia, di storia, per ritrovarlo - forse ancor più Uomo - nel breve romanzo di Jean Giono: &quot;La nascita dell&#039;Odissea&quot;. Dove si immagina che egli non abbia &#039;realmente&#039; vissuto le vicende raccontate nel poema, ma sia stato semplicemente un abile narratore, cioè... mentitore. Perché, tutto sommato, è bello sapere che &#039;finzione&#039; non è affatto l&#039;antitesi di &#039;verità&#039; né sinonimo di &#039;menzogna&#039;. Perché il desiderio dell&#039;Uomo di creare mondi attraverso il racconto mi piace credere che sia proprio il suo &#039;destino&#039;... &quot;Sentì crescere in sé lo sboccio di nuovi racconti. E già udiva, nella sera inoltrata, gli applausi: scorgeva il pubblico sconvolto dalla gioia...&quot; PS Il nickname e l&#039;avatar che ho scelto e che da qualche tempo mi rappresentano appartengono alla figura di Polimnia: secondo gli Inni Orfici, la Musa del racconto... Simona]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Destini. Ulisse è, da sempre per me, figura dell&#8217;uomo, anzi&#8230; dell&#8217;Uomo. Mi piace trovarlo approdare anche in questi lidi, fluttuare in una nuova geografia, saggiare confini che sono metafora di una nuova &#8216;classicità&#8217;. Mi innamorai di lui sui banchi del liceo, dove già cominciavo a sfumare la &#8216;metis&#8217; greca, il multiforme ingegno che consente di affrontare il nuovo e di creare una soluzione, nel carattere tutto umano di chi non arretra pur sapendo che tutto lo condurrebbe a farlo. Perché noi tutti &#8220;de&#8217; remi facemmo ali al folle volo&#8221;, almeno una volta nella vita&#8230; Lo vidi solcare la storia della letteratura e la mia, di storia, per ritrovarlo &#8211; forse ancor più Uomo &#8211; nel breve romanzo di Jean Giono: &#8220;La nascita dell&#8217;Odissea&#8221;. Dove si immagina che egli non abbia &#8216;realmente&#8217; vissuto le vicende raccontate nel poema, ma sia stato semplicemente un abile narratore, cioè&#8230; mentitore. Perché, tutto sommato, è bello sapere che &#8216;finzione&#8217; non è affatto l&#8217;antitesi di &#8216;verità&#8217; né sinonimo di &#8216;menzogna&#8217;. Perché il desiderio dell&#8217;Uomo di creare mondi attraverso il racconto mi piace credere che sia proprio il suo &#8216;destino&#8217;&#8230; &#8220;Sentì crescere in sé lo sboccio di nuovi racconti. E già udiva, nella sera inoltrata, gli applausi: scorgeva il pubblico sconvolto dalla gioia&#8230;&#8221; PS Il nickname e l&#8217;avatar che ho scelto e che da qualche tempo mi rappresentano appartengono alla figura di Polimnia: secondo gli Inni Orfici, la Musa del racconto&#8230; Simona</p>
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		<title>
		Di: annamaria		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[annamaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ Visto cha Graziano è troppo signore per fare qualcosa che possa apparire autopromozionale. E visto che, invece, molti amici di NeU seguono con interesse i temi riguardanti il lavoro, e con simpatia l&#039;iniziativa di Graziano. Ecco, riprendo io l&#039;annuncio: oggi un pezzo su Overquaranta.it è stato pubblicato da Miojob. Un richiamo è, per ora, anche nella homepage di Repubblica.it (colonnino a destra). Questo il link all&#039;articolo. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Visto cha Graziano è troppo signore per fare qualcosa che possa apparire autopromozionale. E visto che, invece, molti amici di NeU seguono con interesse i temi riguardanti il lavoro, e con simpatia l&#8217;iniziativa di Graziano. Ecco, riprendo io l&#8217;annuncio: oggi un pezzo su Overquaranta.it è stato pubblicato da Miojob. Un richiamo è, per ora, anche nella homepage di Repubblica.it (colonnino a destra). Questo il link all&#8217;articolo. </p>
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		<title>
		Di: Giuliano Cuccurullo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuliano Cuccurullo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Avete mai pensato che in realtà la storia del mito di Ulisse possa essere completamente diversa? Se fosse invece che fu Ulisse a inventarsi di tutto pur di non ritornare a casa da quella pesantona della moglie, fissatissima con i lavori a maglia? In fondo in una storia possiamo trovare infinite interpretazioni, il punto è, forse, come fare a non perdersi per strada. Sappiamo distinguere un gesto creativo dalla pura fantasia? giu.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avete mai pensato che in realtà la storia del mito di Ulisse possa essere completamente diversa? Se fosse invece che fu Ulisse a inventarsi di tutto pur di non ritornare a casa da quella pesantona della moglie, fissatissima con i lavori a maglia? In fondo in una storia possiamo trovare infinite interpretazioni, il punto è, forse, come fare a non perdersi per strada. Sappiamo distinguere un gesto creativo dalla pura fantasia? giu.</p>
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		<title>
		Di: annamaria		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/la-tela-di-penelope-la-creativita-infinita-del-web/#comment-3311</link>

		<dc:creator><![CDATA[annamaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Antonio: ciao, e... eccome se hai ragione. E il guaio è che non solo in rete si trovano pensieri già pensati, ma anche quelli che, magari, si sarebbero voluti pensare domani, o dopodomani. Gran cosa, la disciplina di matita e foglio a quadretti. I miei post-it si scollano e scappano da tutte le parti, invece. @ elisabetta. Wikipedia a me pare una roba straordinaria. Non solo per le informazioni che contiene, ma per come è nata e per la cura e la dedizione dei redattori. Spesso, quando qualche pagina italiana manca, o è solo un abbozzo, scivolo sull&#039;edizione inglese. Della quale, per esempio, la voce creativity è ampia ed eccellente. E se solo penso alla fatica che mi costerebbe cercare per altre vie tutti i dati e le informazioni e le spiegazioni che trovo con un clic, quasi quasi -non sto scherzando- mi commuovo. Il tema vero è Google: altra risorsa fantastica. Ma pensare che gerarchie d&#039;importanza tra i contenuti (e le gerarchie d&#039;importanza significano visibilità: che in rete fa la differenza tra l&#039;esistere e il non esistere) sono stabilite da un sofisticato algoritmo che &quot;non sa leggere&quot; (cioè che non è in grado di comprendere il senso di quanto mette in ordine) è abbastanza spaesante. Una volta avevo pensato di scriverci sopra un racconto e di intitolarlo &quot;Il dio del terzo millennio&quot;. ... che dici, Antonio, qualcuno l&#039;avrà già scritto, vero? @ Graziano: acciughe forever.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Antonio: ciao, e&#8230; eccome se hai ragione. E il guaio è che non solo in rete si trovano pensieri già pensati, ma anche quelli che, magari, si sarebbero voluti pensare domani, o dopodomani. Gran cosa, la disciplina di matita e foglio a quadretti. I miei post-it si scollano e scappano da tutte le parti, invece. @ elisabetta. Wikipedia a me pare una roba straordinaria. Non solo per le informazioni che contiene, ma per come è nata e per la cura e la dedizione dei redattori. Spesso, quando qualche pagina italiana manca, o è solo un abbozzo, scivolo sull&#8217;edizione inglese. Della quale, per esempio, la voce creativity è ampia ed eccellente. E se solo penso alla fatica che mi costerebbe cercare per altre vie tutti i dati e le informazioni e le spiegazioni che trovo con un clic, quasi quasi -non sto scherzando- mi commuovo. Il tema vero è Google: altra risorsa fantastica. Ma pensare che gerarchie d&#8217;importanza tra i contenuti (e le gerarchie d&#8217;importanza significano visibilità: che in rete fa la differenza tra l&#8217;esistere e il non esistere) sono stabilite da un sofisticato algoritmo che &#8220;non sa leggere&#8221; (cioè che non è in grado di comprendere il senso di quanto mette in ordine) è abbastanza spaesante. Una volta avevo pensato di scriverci sopra un racconto e di intitolarlo &#8220;Il dio del terzo millennio&#8221;. &#8230; che dici, Antonio, qualcuno l&#8217;avrà già scritto, vero? @ Graziano: acciughe forever.</p>
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		<title>
		Di: eli		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[eli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Rimango sulla linea scherzosa tracciata da Graziano. Caro Graziano, la streghetta Elisabetta ti aveva già associato all’acciuga. E’ andata così: nella mia testa da qualche tempo c’è il concetto da te espresso di crisi come risultato della struttura del lavoro che sta cambiando, è lì e rumina in pace. Qualche giorno fa stavo guardando il sito della mostra su Chagall e il Mediterraneo. Su Chagall si è appiccicata l’acciuga, sull’acciuga il pangasio e su tutto questo la tua frase sul lavoro che non sarà mai più lo stesso. E’ chiaro il ragionamento? Già il collegamento con l’acciuga ti piace, quello con Chagall è un vero regalo di noncompleanno. La parte concettuale purtroppo non è divertente, prevede fatiche e disagi. Siamo fuori tema? A me non sembra. elisabetta ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rimango sulla linea scherzosa tracciata da Graziano. Caro Graziano, la streghetta Elisabetta ti aveva già associato all’acciuga. E’ andata così: nella mia testa da qualche tempo c’è il concetto da te espresso di crisi come risultato della struttura del lavoro che sta cambiando, è lì e rumina in pace. Qualche giorno fa stavo guardando il sito della mostra su Chagall e il Mediterraneo. Su Chagall si è appiccicata l’acciuga, sull’acciuga il pangasio e su tutto questo la tua frase sul lavoro che non sarà mai più lo stesso. E’ chiaro il ragionamento? Già il collegamento con l’acciuga ti piace, quello con Chagall è un vero regalo di noncompleanno. La parte concettuale purtroppo non è divertente, prevede fatiche e disagi. Siamo fuori tema? A me non sembra. elisabetta </p>
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		Di: Graziano		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Graziano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ciao a tutti, ciao Annamaria, ciao Elisabetta. Non ho molto da dire su questo argomento ma la &quot;sana normalissima acciuga&quot; mi ha fatto uscire una lacrima... Un mio amico di Rimini, che fa l&#039;albergatore, ne prende a chili, le lava, le apre, le sommerge di olio, le copre di cipolla, e me le fa avere. E io e mia moglie ne mangiamo a sfare. Non ho dato un grande contributo alla discussione, me ne rendo conto, ma, nella vita, non c&#039;è solo l&#039;approfondimento...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao a tutti, ciao Annamaria, ciao Elisabetta. Non ho molto da dire su questo argomento ma la &#8220;sana normalissima acciuga&#8221; mi ha fatto uscire una lacrima&#8230; Un mio amico di Rimini, che fa l&#8217;albergatore, ne prende a chili, le lava, le apre, le sommerge di olio, le copre di cipolla, e me le fa avere. E io e mia moglie ne mangiamo a sfare. Non ho dato un grande contributo alla discussione, me ne rendo conto, ma, nella vita, non c&#8217;è solo l&#8217;approfondimento&#8230;</p>
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		<title>
		Di: eli		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[eli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questa mattina sul Sole 24 ore online c’è un articolo che riguarda la navigazione in internet: Internet libera non è il Far West Sull’argomento web si possono fare mille commenti positivi e negativi. Su un aspetto particolare vorrei riportare l’attenzione. Internet viene spesso esaminata in astratto, da tutte le angolazioni, ma svincolata da ogni contesto. Non c’è Ulisse, non ci sono i Proci, non c’è Penelope. L&#039;appiattimento è caratteristica specifica di internet? Terminata l’analisi, quale possibilità abbiamo di incidere su questo sistema? E la sola denuncia a quanti arriverà? Perché non scendiamo uno scalino e da fruitori non cerchiamo di sviluppare la capacità di scelta? Perché demonizziamo wikipedia? Ogni strumento è adatto ad un uso specifico, ma ogni scelta implica uno sforzo di ricerca e la capacità di attuarla, ma sono cose potenzialmente alla portata di tutti. E questo problema è relativo solo ad Internet? Allora perché si consumano pangasio e surimi in quantità al posto di sane normalissime acciughe? elisabetta ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa mattina sul Sole 24 ore online c’è un articolo che riguarda la navigazione in internet: Internet libera non è il Far West Sull’argomento web si possono fare mille commenti positivi e negativi. Su un aspetto particolare vorrei riportare l’attenzione. Internet viene spesso esaminata in astratto, da tutte le angolazioni, ma svincolata da ogni contesto. Non c’è Ulisse, non ci sono i Proci, non c’è Penelope. L&#8217;appiattimento è caratteristica specifica di internet? Terminata l’analisi, quale possibilità abbiamo di incidere su questo sistema? E la sola denuncia a quanti arriverà? Perché non scendiamo uno scalino e da fruitori non cerchiamo di sviluppare la capacità di scelta? Perché demonizziamo wikipedia? Ogni strumento è adatto ad un uso specifico, ma ogni scelta implica uno sforzo di ricerca e la capacità di attuarla, ma sono cose potenzialmente alla portata di tutti. E questo problema è relativo solo ad Internet? Allora perché si consumano pangasio e surimi in quantità al posto di sane normalissime acciughe? elisabetta </p>
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		<title>
		Di: Utente Anonimo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Utente Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E si cara Annamaria, è veramente impressionante. A volte, navigando in rete e la rete, ci si sente proprio come Ulisse, destinati a salpare per ricercare e provare soddisfazione in questo continuo ricominciare. Il nostro mondo avvolto da un mondo immateriale più vero del reale. Ci sono giorni in cui subisco la mortificazione di trovare in rete i miei pensieri gia pensati, già scritti da altri, molti altri. Non mi accadeva con i librie e con i giornali. I miei progetti si liquefanno in mille rivoli e io sarei propenso a seguirli tutti per vedere sempre altri mondi. Quanta disciplina mi devo imporre per annotare su un taccuino vero ( una vecchia matita e un foglio a quadretti) le rotte seguite. E&#039; forse Penelope ad evere la sola ricetta per non perdersi? Decostruire per tornare a tirare su i sogni. Ogni mattina. Come fa Elisabetta, mi pare di capire. Un saluto a tutti. Anche ai Proci senza i quali non ci sarebbero approdi ai quali fare ritorno con urgenza. Antonio]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E si cara Annamaria, è veramente impressionante. A volte, navigando in rete e la rete, ci si sente proprio come Ulisse, destinati a salpare per ricercare e provare soddisfazione in questo continuo ricominciare. Il nostro mondo avvolto da un mondo immateriale più vero del reale. Ci sono giorni in cui subisco la mortificazione di trovare in rete i miei pensieri gia pensati, già scritti da altri, molti altri. Non mi accadeva con i librie e con i giornali. I miei progetti si liquefanno in mille rivoli e io sarei propenso a seguirli tutti per vedere sempre altri mondi. Quanta disciplina mi devo imporre per annotare su un taccuino vero ( una vecchia matita e un foglio a quadretti) le rotte seguite. E&#8217; forse Penelope ad evere la sola ricetta per non perdersi? Decostruire per tornare a tirare su i sogni. Ogni mattina. Come fa Elisabetta, mi pare di capire. Un saluto a tutti. Anche ai Proci senza i quali non ci sarebbero approdi ai quali fare ritorno con urgenza. Antonio</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: annamaria		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/la-tela-di-penelope-la-creativita-infinita-del-web/#comment-3306</link>

		<dc:creator><![CDATA[annamaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E&#039; proprio come dice Elisabetta, credo. Una cosa interessante è capire che ciascuno di noi può sostenere, in questo gioco, e all&#039;interno della trama che lega i movimenti dei giocatori, più ruoli. Un&#039;altra cosa interessante è continuare a stupirsi per la quantità e la varietà delle risorse (e delle trappole, e dei luoghi oscuri) che si trovano in rete. In questo periodo sto scrivendo, e navigo tantissimo. Il web mi permette di scovare, a volte in modo immediato, a volte seguendo, di link in link, di autore in autore, percorsi davvero complicati, una quantità di cose impensabile solo dieci anni fa. Di sviluppare istantaneamente un&#039;intuizione o riacchiappare un ricordo vago. Di trovare dati, fatti, relazioni. Meraviglia, meraviglia... Ogni tanto, naturalmente, mi perdo. Ma anche questa è un&#039;opportunità interessante. E il fatto vero è che, da quando c&#039;è il web, il mio modo di progettare e costruire un testo -sto parlando di un saggio, ovviamente, e non di narrativa- è profondamente cambiato. Per dire: non cinque idee di base, ma cinquanta, o cinquecento. Un solo esempio, su un &quot;search&quot; di cui ho registrato i dati: a fine 1999, digitando &quot;creatività&quot; su Virgilio, trovo 319 risultati. Nel 2005 Google ne genera 604.000. Oggi, con il medesimo termine, e sempre in italiano, i risultati che Google mi offre sono 3.380.000 circa. Impressionante, no?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; proprio come dice Elisabetta, credo. Una cosa interessante è capire che ciascuno di noi può sostenere, in questo gioco, e all&#8217;interno della trama che lega i movimenti dei giocatori, più ruoli. Un&#8217;altra cosa interessante è continuare a stupirsi per la quantità e la varietà delle risorse (e delle trappole, e dei luoghi oscuri) che si trovano in rete. In questo periodo sto scrivendo, e navigo tantissimo. Il web mi permette di scovare, a volte in modo immediato, a volte seguendo, di link in link, di autore in autore, percorsi davvero complicati, una quantità di cose impensabile solo dieci anni fa. Di sviluppare istantaneamente un&#8217;intuizione o riacchiappare un ricordo vago. Di trovare dati, fatti, relazioni. Meraviglia, meraviglia&#8230; Ogni tanto, naturalmente, mi perdo. Ma anche questa è un&#8217;opportunità interessante. E il fatto vero è che, da quando c&#8217;è il web, il mio modo di progettare e costruire un testo -sto parlando di un saggio, ovviamente, e non di narrativa- è profondamente cambiato. Per dire: non cinque idee di base, ma cinquanta, o cinquecento. Un solo esempio, su un &#8220;search&#8221; di cui ho registrato i dati: a fine 1999, digitando &#8220;creatività&#8221; su Virgilio, trovo 319 risultati. Nel 2005 Google ne genera 604.000. Oggi, con il medesimo termine, e sempre in italiano, i risultati che Google mi offre sono 3.380.000 circa. Impressionante, no?</p>
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		Di: Utente Anonimo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Utente Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il Web è il mare infinito, liquido, alla Bauman. Il nauta sono io, che navigo nel mondo marino già predisposto o che posso creare un&#039;isola dove non c&#039;era. Conoscenze e nuovi incontri (i nodi della ragnatela); il passato che può tornare e il futuro che si può disegnare. L&#039;informazione che forma la mente (etimologia); l&#039;informazione che riduce l&#039;incertezza e sostituisce l&#039;ignoto. L&#039;avventura e il pericolo: &quot;e misi me nell&#039;alto mare aperto&quot; (Ulisse di Dante). Gabri]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Web è il mare infinito, liquido, alla Bauman. Il nauta sono io, che navigo nel mondo marino già predisposto o che posso creare un&#8217;isola dove non c&#8217;era. Conoscenze e nuovi incontri (i nodi della ragnatela); il passato che può tornare e il futuro che si può disegnare. L&#8217;informazione che forma la mente (etimologia); l&#8217;informazione che riduce l&#8217;incertezza e sostituisce l&#8217;ignoto. L&#8217;avventura e il pericolo: &#8220;e misi me nell&#8217;alto mare aperto&#8221; (Ulisse di Dante). Gabri</p>
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