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	Commenti a: Lavoro ben fatto: una questione di senso, di orgoglio e di valore	</title>
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	<description>Teorie e pratiche della creatività.</description>
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		Di: Patrizia		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Patrizia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Sep 2017 06:38:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un lavoro ben fatto è zen. Colui che lo fa ne beneficia quanto colui che ne usufruisce. Grazie per l&#039;articolo. Felice sempre di vedere sociologi in azione  .]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un lavoro ben fatto è zen. Colui che lo fa ne beneficia quanto colui che ne usufruisce. Grazie per l&#8217;articolo. Felice sempre di vedere sociologi in azione  .</p>
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		Di: cristina de nigris		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[cristina de nigris]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Sep 2017 16:58:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[un articolo proprio ben fatto. 
grazie Annamaria]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>un articolo proprio ben fatto.<br />
grazie Annamaria</p>
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		Di: Rodolfo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rodolfo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Sep 2017 12:11:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://nuovoeutile.it/lavoro-ben-fatto/#comment-157394&quot;&gt;Rodolfo&lt;/a&gt;.

...raccontato... raccontato... e ho anche riletto! C&#039;è poco da fare: ecco la dimostrazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://nuovoeutile.it/lavoro-ben-fatto/#comment-157394">Rodolfo</a>.</p>
<p>&#8230;raccontato&#8230; raccontato&#8230; e ho anche riletto! C&#8217;è poco da fare: ecco la dimostrazione.</p>
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		<title>
		Di: Rodolfo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rodolfo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Sep 2017 12:07:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ettore Sottsass ha raccontato, nella sua biografia Scritto di notte, che, quando era ancora studente, la signora che dava una mano in casa aveva raccontato che quel mattino suo marito si era risvegliato con una sana intenzione. Mentre era impegnato nel rapporto, lei gli aveva chiesto cosa preferiva per cena. Ma come –aveva esclamato il marito– io sono qui che sudo e ci do&#039; dentro e tu pensi alla cena? Così avevano litigato. Al termine del racconto la signora aveva commentato: &quot;Chissà cosa si credeva di fare!&quot;. 
Sottsass racconta quest&#039;episodio per dire che nella sua vita e nel suo lavoro si era sempre impegnato a fondo e senza risparmio e, ripensandoci, anche lui chissà cosa aveva creduto di fare. È un commento che, immodestamente, vale anche per me, suppongo anche per Annamaria e per quanti ritengono che lavorare vuol dire essenzialmente risolvere problemi, avere un buon motivo per farlo con rigore, anche  indipendentemente dal tornaconto economico. Il mio motivo è che ho stima di me stesso e non posso pensare di accontentarmi di produrre mediocrità, se non miro all&#039;eccellenza. Sono mediocre, quindi riuscirci è un altro paio di maniche, ma provarci almeno!
Per questo fa ancora più malinconia vedere una infinità di lavori approssimativi, fatti senza orgoglio, con noncuranza e controvoglia.
Categorie prestigiose che un tempo erano indicate ad esempio, si accontentano di vivere di rendita. Penso ai giornalisti che hanno perso il senso della realtà, che passano tutto il tempo a ricomporre notizie che leggono sui monitor  e ritrasferiscono sulla tastiera come nel gioco del passaparola. Così abbiamo che l&#039;uomo che ha ucciso la sorella distribuendone il corpo in più cassonetti, le ha tagliato le gambe all&#039;altezza del glutine. E che questa bella novità venga ridetta per oltre sei ore nelle successive edizioni del TG News24, e pubblicata sul sito on-line. È vero che, per uno di quelli molto ma molto ben pagati ci sono dieci precari a due euro a cartella, ma questo non giustifica l&#039;idiozia, e anche due euro sono mal spesi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ettore Sottsass ha raccontato, nella sua biografia Scritto di notte, che, quando era ancora studente, la signora che dava una mano in casa aveva raccontato che quel mattino suo marito si era risvegliato con una sana intenzione. Mentre era impegnato nel rapporto, lei gli aveva chiesto cosa preferiva per cena. Ma come –aveva esclamato il marito– io sono qui che sudo e ci do&#8217; dentro e tu pensi alla cena? Così avevano litigato. Al termine del racconto la signora aveva commentato: &#8220;Chissà cosa si credeva di fare!&#8221;.<br />
Sottsass racconta quest&#8217;episodio per dire che nella sua vita e nel suo lavoro si era sempre impegnato a fondo e senza risparmio e, ripensandoci, anche lui chissà cosa aveva creduto di fare. È un commento che, immodestamente, vale anche per me, suppongo anche per Annamaria e per quanti ritengono che lavorare vuol dire essenzialmente risolvere problemi, avere un buon motivo per farlo con rigore, anche  indipendentemente dal tornaconto economico. Il mio motivo è che ho stima di me stesso e non posso pensare di accontentarmi di produrre mediocrità, se non miro all&#8217;eccellenza. Sono mediocre, quindi riuscirci è un altro paio di maniche, ma provarci almeno!<br />
Per questo fa ancora più malinconia vedere una infinità di lavori approssimativi, fatti senza orgoglio, con noncuranza e controvoglia.<br />
Categorie prestigiose che un tempo erano indicate ad esempio, si accontentano di vivere di rendita. Penso ai giornalisti che hanno perso il senso della realtà, che passano tutto il tempo a ricomporre notizie che leggono sui monitor  e ritrasferiscono sulla tastiera come nel gioco del passaparola. Così abbiamo che l&#8217;uomo che ha ucciso la sorella distribuendone il corpo in più cassonetti, le ha tagliato le gambe all&#8217;altezza del glutine. E che questa bella novità venga ridetta per oltre sei ore nelle successive edizioni del TG News24, e pubblicata sul sito on-line. È vero che, per uno di quelli molto ma molto ben pagati ci sono dieci precari a due euro a cartella, ma questo non giustifica l&#8217;idiozia, e anche due euro sono mal spesi.</p>
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		Di: Annamaria Testa		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/lavoro-ben-fatto/#comment-157381</link>

		<dc:creator><![CDATA[Annamaria Testa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Sep 2017 14:32:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Uh, grazie. Davvero. Il nonno sarebbe contento.
:)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uh, grazie. Davvero. Il nonno sarebbe contento.<br />
🙂</p>
]]></content:encoded>
		
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		Di: Magari		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/lavoro-ben-fatto/#comment-157378</link>

		<dc:creator><![CDATA[Magari]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Sep 2017 08:13:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E allora, se bisogna riconoscere un lavoro ben fatto, anche se è talmente ovvio da sembrare scontato, devo rinnovare i complimenti per questo blog: ogni articolo è come un comodino perfettamente levigato.
E forse anche meglio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E allora, se bisogna riconoscere un lavoro ben fatto, anche se è talmente ovvio da sembrare scontato, devo rinnovare i complimenti per questo blog: ogni articolo è come un comodino perfettamente levigato.<br />
E forse anche meglio.</p>
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		<title>
		Di: giorgio narcisi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[giorgio narcisi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Sep 2017 20:48:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Leggere questo testo, breve e completo, come nello stile dell&#039;autrice, ti ricarica le batterie. E&#039; un inno al gusto del lavoro ben fatto. Una &quot;manosanta&quot;, di questi tempi. Grazie Annamaria !
Giorgio Narcisi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Leggere questo testo, breve e completo, come nello stile dell&#8217;autrice, ti ricarica le batterie. E&#8217; un inno al gusto del lavoro ben fatto. Una &#8220;manosanta&#8221;, di questi tempi. Grazie Annamaria !<br />
Giorgio Narcisi</p>
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