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	Commenti a: La letteratura sommersa, la paranoia, la fortuna e il cigno nero	</title>
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	<description>Teorie e pratiche della creatività.</description>
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		<title>
		Di: michelangelo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[michelangelo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Apr 2013 14:26:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un dato che forse manca, tra quelli forniti, è quello della quantità percentuale di successi attribuibili alla semplice metodica di mercato, che comprende tutto il ciclo dalla produzione al consumo. 
Credo che tutti si accorgano di quanti passaggi a stampa o televisivi a questo o quel personaggio (che scrive per mestiere o per mestiere fa altro ma in più scrive) non siano, per così dire, casuali, ma frutto del lavoro degli uffici stampa e relazioni delle case editrici o cinematografiche.
Le notizie, si sa, si costruiscono se non ci sono, e più hanno ingredienti perché le si possa costruire più facilitano il compito. 
Nel caso di molti personaggi politici, questi ingredienti, ad esempio, non son certo relativi soltanto alla qualità della scrittura, ma quantomeno alla visibilità loro e, quantopeggio, ad altro tipo di intercessioni.
Il che nn vuol dire che siano sempre giustificate le lamentazioni sulla difficoltà di pubblicare, perché evidentemente le precondizioni per farlo vanno assicurate,  anche se non è detto che una qualità assoluta e in astratto ne faccia parte imprescindibile. Ci son generi, iperstore, nicchie ecc. 
Quel che si deve capire è che, come per ogni forma di lavoro o prestazione professionale, le competenze van di pari passo con la coltivazione (in senso buono o cattivo) delle relazioni che le legittimano. E che i modi per legittimarle son tanti, a loro volta buoni e cattivi: anche se, dal punto di vista puramente produttivo, diventa difficile definir cattivo un prodotto letterario che aveva lo scopo prevalente dki vendersi e lo raggiunge.
Si scrive per tanti motivi, quindi, e ciascuno dovrebbe esser consapevole del perché lo fa e di quale destino desidera per se e per la sua opera.
Persino tra i volumi autopubblicati, potreste scovare al proposito curiosità interessanti: io, ad esempio, ho empiricamente notato che guide turistiche, manuali specifici ecc. vendono quasi sempre più dei romanzi, e spesso raggiungono tirature notevoli. 
Per il resto, cioè per la produzione industriale di variabile tiratura, mi rammento che un mio giovane amico che opera nel campo della discografia tuttora, anche a livello internazionale, al tempo in cui ancora non si parlava di euro ma di lire mi diceva: &quot;Guarda, se vuoi lanciare un cd con QUALCHE  probabilità di successo, dimmi prima quanti milioni puoi investirci. Perchè tra promozioni, passaggi radiofonici e televisivi, sollecitazioni ai gangli dell&#039;intero sistema , ci voglion soldi, e il tutto va pianificato. Poi se hai pure qualità e fortuna, vendi&quot;. 
Chiaro che con Youtube, l&#039;editoria online, l&#039;e-reading alcuni processi  son cambiati, ma non so se più all&#039;apparenza che nella realtà. 
Per un Gangnam che spopola, quanti van al macero o o in conserva fino alla putrefazione. 
E non è che il Web sia sottratto alle regole commerciali più di quel che c&#039;era prima, semplicemente ha agevolato un poco il passaparola, ma se si tratti di  marketing o di passaparola reale non sempre è dato vedere.
Soprattutto  non so quanto sia cambiato il modo realistico di veder la situazione sul campo da parte di chi vorrebbe entrarvi a vario titolo. come scrittore, come poeta, come musicista ecc..
Ci vuol consapevolezza di quel che ci si aspetta e di quel che ti aspetta. 
E non è detto neppure che questa consapevolezza basti, come per qualsiasi imprenditore. Ergo: se qualcuno ha qualcosa che ritiene così interessante da proporre agli altri e ai posteri, rifletta bene se la sua percezione corrisponda al vero. 
Raramente un buon lavoro costa solo divertimento e passione e non fatica, intendendo come fatica non solo il tempo dedicato a farlo, ma proprio la fatica di farlo, con concentrazione e rigore quotidiano. 
Se questo è quel che cerca, lo faccia comunque, indipendentemente dall&#039;esito che avrà. 
Poi che pubblichi con un editore o autopubblichi, a mio parere è indifferente, la parola sarà fissata, se interessante qualcuno la scoverà e promuoverà. O forse no. 
Se, invece,  vuol campare di questa attività facendone una professione in tempi relativamente brevi, sappia che le strade son tante, cerchi quella più adatta al suo prodotto e si aiuti ad esser un prodotto lui stesso. 
Saviano, per dire, non è più tanto uno scrittore, ma il personaggio di scrittore che interpreta.
E&#039; una constatazione, non una critica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un dato che forse manca, tra quelli forniti, è quello della quantità percentuale di successi attribuibili alla semplice metodica di mercato, che comprende tutto il ciclo dalla produzione al consumo.<br />
Credo che tutti si accorgano di quanti passaggi a stampa o televisivi a questo o quel personaggio (che scrive per mestiere o per mestiere fa altro ma in più scrive) non siano, per così dire, casuali, ma frutto del lavoro degli uffici stampa e relazioni delle case editrici o cinematografiche.<br />
Le notizie, si sa, si costruiscono se non ci sono, e più hanno ingredienti perché le si possa costruire più facilitano il compito.<br />
Nel caso di molti personaggi politici, questi ingredienti, ad esempio, non son certo relativi soltanto alla qualità della scrittura, ma quantomeno alla visibilità loro e, quantopeggio, ad altro tipo di intercessioni.<br />
Il che nn vuol dire che siano sempre giustificate le lamentazioni sulla difficoltà di pubblicare, perché evidentemente le precondizioni per farlo vanno assicurate,  anche se non è detto che una qualità assoluta e in astratto ne faccia parte imprescindibile. Ci son generi, iperstore, nicchie ecc.<br />
Quel che si deve capire è che, come per ogni forma di lavoro o prestazione professionale, le competenze van di pari passo con la coltivazione (in senso buono o cattivo) delle relazioni che le legittimano. E che i modi per legittimarle son tanti, a loro volta buoni e cattivi: anche se, dal punto di vista puramente produttivo, diventa difficile definir cattivo un prodotto letterario che aveva lo scopo prevalente dki vendersi e lo raggiunge.<br />
Si scrive per tanti motivi, quindi, e ciascuno dovrebbe esser consapevole del perché lo fa e di quale destino desidera per se e per la sua opera.<br />
Persino tra i volumi autopubblicati, potreste scovare al proposito curiosità interessanti: io, ad esempio, ho empiricamente notato che guide turistiche, manuali specifici ecc. vendono quasi sempre più dei romanzi, e spesso raggiungono tirature notevoli.<br />
Per il resto, cioè per la produzione industriale di variabile tiratura, mi rammento che un mio giovane amico che opera nel campo della discografia tuttora, anche a livello internazionale, al tempo in cui ancora non si parlava di euro ma di lire mi diceva: &#8220;Guarda, se vuoi lanciare un cd con QUALCHE  probabilità di successo, dimmi prima quanti milioni puoi investirci. Perchè tra promozioni, passaggi radiofonici e televisivi, sollecitazioni ai gangli dell&#8217;intero sistema , ci voglion soldi, e il tutto va pianificato. Poi se hai pure qualità e fortuna, vendi&#8221;.<br />
Chiaro che con Youtube, l&#8217;editoria online, l&#8217;e-reading alcuni processi  son cambiati, ma non so se più all&#8217;apparenza che nella realtà.<br />
Per un Gangnam che spopola, quanti van al macero o o in conserva fino alla putrefazione.<br />
E non è che il Web sia sottratto alle regole commerciali più di quel che c&#8217;era prima, semplicemente ha agevolato un poco il passaparola, ma se si tratti di  marketing o di passaparola reale non sempre è dato vedere.<br />
Soprattutto  non so quanto sia cambiato il modo realistico di veder la situazione sul campo da parte di chi vorrebbe entrarvi a vario titolo. come scrittore, come poeta, come musicista ecc..<br />
Ci vuol consapevolezza di quel che ci si aspetta e di quel che ti aspetta.<br />
E non è detto neppure che questa consapevolezza basti, come per qualsiasi imprenditore. Ergo: se qualcuno ha qualcosa che ritiene così interessante da proporre agli altri e ai posteri, rifletta bene se la sua percezione corrisponda al vero.<br />
Raramente un buon lavoro costa solo divertimento e passione e non fatica, intendendo come fatica non solo il tempo dedicato a farlo, ma proprio la fatica di farlo, con concentrazione e rigore quotidiano.<br />
Se questo è quel che cerca, lo faccia comunque, indipendentemente dall&#8217;esito che avrà.<br />
Poi che pubblichi con un editore o autopubblichi, a mio parere è indifferente, la parola sarà fissata, se interessante qualcuno la scoverà e promuoverà. O forse no.<br />
Se, invece,  vuol campare di questa attività facendone una professione in tempi relativamente brevi, sappia che le strade son tante, cerchi quella più adatta al suo prodotto e si aiuti ad esser un prodotto lui stesso.<br />
Saviano, per dire, non è più tanto uno scrittore, ma il personaggio di scrittore che interpreta.<br />
E&#8217; una constatazione, non una critica.</p>
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		<title>
		Di: Barbara		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/letteratura-sommersa/#comment-83777</link>

		<dc:creator><![CDATA[Barbara]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Apr 2013 23:54:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Credo che il 90% degli scrittori oggi sulla piazza non meriti di essere pubblicato e che il 90% di quelli che vogliono pubblicare non debbano essere pubblicati.
Credo che il 90% delle odierne case editrici non meritino di vendere i libri che pubblicano.
Amo quel 10% di scrittori e editori che sanno fare il proprio mestiere e mi aiutano a vivere meglio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Credo che il 90% degli scrittori oggi sulla piazza non meriti di essere pubblicato e che il 90% di quelli che vogliono pubblicare non debbano essere pubblicati.<br />
Credo che il 90% delle odierne case editrici non meritino di vendere i libri che pubblicano.<br />
Amo quel 10% di scrittori e editori che sanno fare il proprio mestiere e mi aiutano a vivere meglio.</p>
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		<title>
		Di: Gianni Lombardi		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/letteratura-sommersa/#comment-83766</link>

		<dc:creator><![CDATA[Gianni Lombardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Apr 2013 17:54:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#039;affermazione e i dati citati da Ewan Morrison sono sicuramente veri (&quot;La metà degli scrittori autopubblicati guadagna meno di 500 dollari l’anno, 320 sterline, 87 pence al giorno.&quot;) ma sono anche *fuorvianti*, perché non viene fatto un confronto con analoghi dati dell&#039;editoria cartacea. 

Anche nell&#039;editoria *cartacea* la metà degli scrittori guadagna meno di 500 dollari l&#039;anno dai libri che scrive :-)

A me risulta che - ben lungi dall&#039;arricchire tutti gli autori - anche in mercati ultradinamici come negli Stati Uniti circa il 50% di tutti i titoli pubblicati _su carta_ vendono pochissime copie (meno di qualche decina). Ovvero nell&#039;editoria cartacea la maggior parte dei titoli servono per fare massa nel catalogo dell&#039;editore, e sono degli spari nel buio nella speranza di fare centro con quella quota di &quot;best seller&quot; e &quot;long seller&quot; che sono i titoli che mantengono prima di tutto l&#039;Editore (e poi l&#039;autore).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;affermazione e i dati citati da Ewan Morrison sono sicuramente veri (&#8220;La metà degli scrittori autopubblicati guadagna meno di 500 dollari l’anno, 320 sterline, 87 pence al giorno.&#8221;) ma sono anche *fuorvianti*, perché non viene fatto un confronto con analoghi dati dell&#8217;editoria cartacea. </p>
<p>Anche nell&#8217;editoria *cartacea* la metà degli scrittori guadagna meno di 500 dollari l&#8217;anno dai libri che scrive 🙂</p>
<p>A me risulta che &#8211; ben lungi dall&#8217;arricchire tutti gli autori &#8211; anche in mercati ultradinamici come negli Stati Uniti circa il 50% di tutti i titoli pubblicati _su carta_ vendono pochissime copie (meno di qualche decina). Ovvero nell&#8217;editoria cartacea la maggior parte dei titoli servono per fare massa nel catalogo dell&#8217;editore, e sono degli spari nel buio nella speranza di fare centro con quella quota di &#8220;best seller&#8221; e &#8220;long seller&#8221; che sono i titoli che mantengono prima di tutto l&#8217;Editore (e poi l&#8217;autore).</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: paolo		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/letteratura-sommersa/#comment-83765</link>

		<dc:creator><![CDATA[paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Apr 2013 17:41:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[il respiro dell&#039;arte è molto più lungo di quello del &quot;prodotto&quot; 
(non sono saggio me lo ha detto mio figlio)
nel breve periodo sembra che ci sia sempre poca &quot;arte&quot; e un sacco di mediocrità.
Basta fermarsi e guardare indietro 
Visto così capiamo le 50 sfumature , Moccia ecc...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>il respiro dell&#8217;arte è molto più lungo di quello del &#8220;prodotto&#8221;<br />
(non sono saggio me lo ha detto mio figlio)<br />
nel breve periodo sembra che ci sia sempre poca &#8220;arte&#8221; e un sacco di mediocrità.<br />
Basta fermarsi e guardare indietro<br />
Visto così capiamo le 50 sfumature , Moccia ecc&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: hommequirit		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/letteratura-sommersa/#comment-78297</link>

		<dc:creator><![CDATA[hommequirit]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Nov 2012 13:00:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Aggiungo solo un paio di note: la fortuna può premiare un testo mediocre (e punirne uno meritevole), ma raramente premia un testo proprio pessimo&quot;

Magari, Annamaria fosse così. Provi a leggere &lt;i&gt; 50 sfumature di grigio &lt;/i&gt; , al cui confronto la Tamaro è Manzoni e la Rosamunde Pilcher una Charlotte Brontë.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Aggiungo solo un paio di note: la fortuna può premiare un testo mediocre (e punirne uno meritevole), ma raramente premia un testo proprio pessimo&#8221;</p>
<p>Magari, Annamaria fosse così. Provi a leggere <i> 50 sfumature di grigio </i> , al cui confronto la Tamaro è Manzoni e la Rosamunde Pilcher una Charlotte Brontë.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Bruno Bertuzzi		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/letteratura-sommersa/#comment-77522</link>

		<dc:creator><![CDATA[Bruno Bertuzzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Nov 2012 18:45:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gran bel post! E soprattutto veritiero. Anche a me (come un sacco di altri italiani) piace scrivere (ma anche leggere) e mi piacerebbe pubblicare (sempre che quello che scrivo sia degno di essere letto!). Per ora scrivo per me, perché mi piace e scrivendo mi diverto. Ogni tanto invio i mie frutti a qualche editore ma - almeno per ora - senza proposte editoriali. Ma siamo inguaribilmente ottimisti!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gran bel post! E soprattutto veritiero. Anche a me (come un sacco di altri italiani) piace scrivere (ma anche leggere) e mi piacerebbe pubblicare (sempre che quello che scrivo sia degno di essere letto!). Per ora scrivo per me, perché mi piace e scrivendo mi diverto. Ogni tanto invio i mie frutti a qualche editore ma &#8211; almeno per ora &#8211; senza proposte editoriali. Ma siamo inguaribilmente ottimisti!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Fiorella Palomba		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/letteratura-sommersa/#comment-73994</link>

		<dc:creator><![CDATA[Fiorella Palomba]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Nov 2012 13:58:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grande verità, Annamaria! 

Opere pubblicate indegne, altre sconosciute. Giustamente scrivi accade in molti ambiti. 
Penso al povero Puccini (non si é affermato facilmente) e di contro al fortunatissimo Verdi... 

Credo comunque che scrivere sia prima di tutto un piacere, se questo non c&#039;é si generano frustrazioni e inutili aspettative (*_))]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grande verità, Annamaria! </p>
<p>Opere pubblicate indegne, altre sconosciute. Giustamente scrivi accade in molti ambiti.<br />
Penso al povero Puccini (non si é affermato facilmente) e di contro al fortunatissimo Verdi&#8230; </p>
<p>Credo comunque che scrivere sia prima di tutto un piacere, se questo non c&#8217;é si generano frustrazioni e inutili aspettative (*_))</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Mario Ricci		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/letteratura-sommersa/#comment-73923</link>

		<dc:creator><![CDATA[Mario Ricci]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Nov 2012 13:13:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non posse che invitari  a leggere ciò che scrivo e pubblico in modo autoprodotto]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non posse che invitari  a leggere ciò che scrivo e pubblico in modo autoprodotto</p>
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