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	Commenti a: Novantacinque tesi sulla scuola (ma non le appenderò alla porta del ministero)	</title>
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	<description>Teorie e pratiche della creatività.</description>
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		Di: Fiorella Palomba		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fiorella Palomba]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Sep 2016 16:49:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Vale sempre ciò che scrissi due anni fa.
C&#039;è stato un tempo in cui dalla scuola partivano sollecitazioni per grandi cambiamenti nella società. Speriamo che ciò riaccada *_*]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vale sempre ciò che scrissi due anni fa.<br />
C&#8217;è stato un tempo in cui dalla scuola partivano sollecitazioni per grandi cambiamenti nella società. Speriamo che ciò riaccada *_*</p>
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		<title>
		Di: Alia		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Mar 2015 14:12:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Direi che vale anche per l&#039;università, nonostante l&#039;ovvia diversità nel sistema ridicolizzi il confronto. Alcuni insegnanti (forse un paio?) hanno saputo risvegliare la fame di soddisfare la curiosità - quella sana, non quella fine a se stessa - che avevo all&#039;asilo e alle elementari. Per il resto: nozionismo, &quot;arrangiati&quot;, &quot;te lo spiegherò male perché è difficile&quot;. Forse dipende dalle facoltà (io frequento Lettere Moderne) ma non ne sarei troppo sicura.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Direi che vale anche per l&#8217;università, nonostante l&#8217;ovvia diversità nel sistema ridicolizzi il confronto. Alcuni insegnanti (forse un paio?) hanno saputo risvegliare la fame di soddisfare la curiosità &#8211; quella sana, non quella fine a se stessa &#8211; che avevo all&#8217;asilo e alle elementari. Per il resto: nozionismo, &#8220;arrangiati&#8221;, &#8220;te lo spiegherò male perché è difficile&#8221;. Forse dipende dalle facoltà (io frequento Lettere Moderne) ma non ne sarei troppo sicura.</p>
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		<title>
		Di: Valerio		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/novantacinque-tesi-sulla-scuola/#comment-94969</link>

		<dc:creator><![CDATA[Valerio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 May 2014 08:25:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ho pensato una volta e continuo a credere che un problema dei libri di testo oggi sia che facilitano troppo. Non stimolano la creatività perché sono &quot;troppo perfetti&quot;. Quanto sarebbe più divertente (e interessante) se non ci fossero i numeri sui capitoli e se questi fossero sparsi casualmente nel libro e se la sfida consistesse nel metterli nel giusto ordine? Si imparerebbe molto di più e molto meglio. Si vedrebbe il libro per quello che è: uno strumento che serve a capire il mondo, come i capitoli semplici servono a capire quelli complessi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ho pensato una volta e continuo a credere che un problema dei libri di testo oggi sia che facilitano troppo. Non stimolano la creatività perché sono &#8220;troppo perfetti&#8221;. Quanto sarebbe più divertente (e interessante) se non ci fossero i numeri sui capitoli e se questi fossero sparsi casualmente nel libro e se la sfida consistesse nel metterli nel giusto ordine? Si imparerebbe molto di più e molto meglio. Si vedrebbe il libro per quello che è: uno strumento che serve a capire il mondo, come i capitoli semplici servono a capire quelli complessi.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Antonio Vigilante		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/novantacinque-tesi-sulla-scuola/#comment-94418</link>

		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vigilante]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Apr 2014 05:58:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://nuovoeutile.it/novantacinque-tesi-sulla-scuola/#comment-92003&quot;&gt;Emanuela Pulvirenti&lt;/a&gt;.

Grazie per la lezione di didattica. Anche io un po&#039; me la cavo. Ma la questione era un&#039;altra.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://nuovoeutile.it/novantacinque-tesi-sulla-scuola/#comment-92003">Emanuela Pulvirenti</a>.</p>
<p>Grazie per la lezione di didattica. Anche io un po&#8217; me la cavo. Ma la questione era un&#8217;altra.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Antonio Vigilante		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/novantacinque-tesi-sulla-scuola/#comment-94417</link>

		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vigilante]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Apr 2014 05:57:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://nuovoeutile.it/novantacinque-tesi-sulla-scuola/#comment-92000&quot;&gt;Annamaria Testa&lt;/a&gt;.

Ma io non escludo che un docente possa motivare gli studenti, anche se escludo che lo possa fare sempre, in ogni condizione e con ogni studente. Dico semplicemente che se si presenta questo problema, vuol dire che c&#039;è qualcosa che non va nel sistema. Il problema della motivazione dovrebbe essere risolto a monte; se insegno qualcosa, dovrei poter dare per scontato di avere di fronte persone interessate. D&#039;altra parte, questa è la situazione normale al di fuori della scuola. Nessun professore di violino, o di inglese, o di pilates si trova di fronte al problema di motivare i suoi studenti, perché è scontato che se vai a un corso di violino è perché vuoi imparare. Non così a scuola.
Ad aggravare la situazione c&#039;è anche la rigidità del nostro sistema scolastico, che non prevede nessuna flessibilità e nessuna possibilità di scelta. In altri paesi gli studenti hanno margini più o meno ampi di scelta delle discipline da studiare. Per non parlare delle scuole libertarie.
Per quanto riguarda il voto, riporto quello che ha scritto un alunno in un bigliettino anonimo sul tema &quot;La scuola che vorrei&quot;: 
&quot;...non avere voti affinché tutti studiano per capire le cose e non per avere voti alti.Questo nella mia scuola non c&#039;è, si studia solo per avere appunto voti alti e non per una questione di cultura&quot; (http://antoniovigilante.blogspot.it/2014/04/student-voice.html).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://nuovoeutile.it/novantacinque-tesi-sulla-scuola/#comment-92000">Annamaria Testa</a>.</p>
<p>Ma io non escludo che un docente possa motivare gli studenti, anche se escludo che lo possa fare sempre, in ogni condizione e con ogni studente. Dico semplicemente che se si presenta questo problema, vuol dire che c&#8217;è qualcosa che non va nel sistema. Il problema della motivazione dovrebbe essere risolto a monte; se insegno qualcosa, dovrei poter dare per scontato di avere di fronte persone interessate. D&#8217;altra parte, questa è la situazione normale al di fuori della scuola. Nessun professore di violino, o di inglese, o di pilates si trova di fronte al problema di motivare i suoi studenti, perché è scontato che se vai a un corso di violino è perché vuoi imparare. Non così a scuola.<br />
Ad aggravare la situazione c&#8217;è anche la rigidità del nostro sistema scolastico, che non prevede nessuna flessibilità e nessuna possibilità di scelta. In altri paesi gli studenti hanno margini più o meno ampi di scelta delle discipline da studiare. Per non parlare delle scuole libertarie.<br />
Per quanto riguarda il voto, riporto quello che ha scritto un alunno in un bigliettino anonimo sul tema &#8220;La scuola che vorrei&#8221;:<br />
&#8220;&#8230;non avere voti affinché tutti studiano per capire le cose e non per avere voti alti.Questo nella mia scuola non c&#8217;è, si studia solo per avere appunto voti alti e non per una questione di cultura&#8221; (<a href="http://antoniovigilante.blogspot.it/2014/04/student-voice.html" rel="nofollow ugc">http://antoniovigilante.blogspot.it/2014/04/student-voice.html</a>).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Miriam		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/novantacinque-tesi-sulla-scuola/#comment-92424</link>

		<dc:creator><![CDATA[Miriam]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Feb 2014 13:01:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://nuovoeutile.it/novantacinque-tesi-sulla-scuola/#comment-92399&quot;&gt;Anna Genovesi&lt;/a&gt;.

Grazie mille per le sue tesi, mi vorrei qui soffermare su un punto in particolare; i voti. Ho sempre sosetnuto da quando insegno alle superiori se sono ormai 20 anni che i voti, così come sono concepiti, compromettono la relazione studente-insegnante. Gli studenti si arroccano sulla media matematica, molti genitori, non tutti, si fanno vivi solo per una insufficienza, e così nel tempo si è persa la fondamentale valenza PEDAGOGICA di questo mestiere. L&#039;apprendimento è un PROCESSO, sono super d&#039;accordo, allora Lei che sicuramente ha più voce in capitolo visto che ormai gli insegnanti negli ultimi ventanni sono stati oggetto di una sistematica polemica (certo, come in tutti i lavori c&#039;è chi fa più e chi meno... e questo è un problema nella scuola) ... bene dicevo, perchè non va Lei a dire q quegli inocmpetenti del ministero che i voti così non servono, che bisognerebbe assumere gli insegnanti sulla loro preparazione e controllarne periodicamente la formazione, che i genitori non dovrebbero arrogarsi il diritto di fare il mestiere delgi altri ... davvero, ci serve qualcuno che possa ridare credibilità alla ctegoria 
grazie]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://nuovoeutile.it/novantacinque-tesi-sulla-scuola/#comment-92399">Anna Genovesi</a>.</p>
<p>Grazie mille per le sue tesi, mi vorrei qui soffermare su un punto in particolare; i voti. Ho sempre sosetnuto da quando insegno alle superiori se sono ormai 20 anni che i voti, così come sono concepiti, compromettono la relazione studente-insegnante. Gli studenti si arroccano sulla media matematica, molti genitori, non tutti, si fanno vivi solo per una insufficienza, e così nel tempo si è persa la fondamentale valenza PEDAGOGICA di questo mestiere. L&#8217;apprendimento è un PROCESSO, sono super d&#8217;accordo, allora Lei che sicuramente ha più voce in capitolo visto che ormai gli insegnanti negli ultimi ventanni sono stati oggetto di una sistematica polemica (certo, come in tutti i lavori c&#8217;è chi fa più e chi meno&#8230; e questo è un problema nella scuola) &#8230; bene dicevo, perchè non va Lei a dire q quegli inocmpetenti del ministero che i voti così non servono, che bisognerebbe assumere gli insegnanti sulla loro preparazione e controllarne periodicamente la formazione, che i genitori non dovrebbero arrogarsi il diritto di fare il mestiere delgi altri &#8230; davvero, ci serve qualcuno che possa ridare credibilità alla ctegoria<br />
grazie</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Anna Genovesi		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/novantacinque-tesi-sulla-scuola/#comment-92399</link>

		<dc:creator><![CDATA[Anna Genovesi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Feb 2014 17:26:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Siamo sicuri che gli over-55, siano così vecchi e inadeguati? Lo dico contro i miei interessi. Quanti insegnanti, discutono e collaborano su web! Hanno adottato i 95 punti da tempo e dico tempo! Il problema vero è che i miei alunni sono passati da 20 a 47 in 4 anni e per fortuna che ho due insegnanti di sostegno coscienziose e preparate. Anche qui il rapporto è passato da 2 a  8. Eppure si fa, qualcosa si fa ed è possibile per i titoli e l&#039;esperienza che abbiamo. I problemi sono: l&#039;organizzazione, le strutture, nuove figure fisse all&#039;interno delle scuole (Tecnici in primis, psicopedagogisti attivabili settimanalmente), aggiornamento costante e retribuito. Una guida sicura in tal senso dal MIUR, denaro per innovare. Con questo: non sono favorevole all&#039;uscita a 67 anni, 60 andavano bene. Anticipare l&#039;uscita in Europa serve, accorciare no.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo sicuri che gli over-55, siano così vecchi e inadeguati? Lo dico contro i miei interessi. Quanti insegnanti, discutono e collaborano su web! Hanno adottato i 95 punti da tempo e dico tempo! Il problema vero è che i miei alunni sono passati da 20 a 47 in 4 anni e per fortuna che ho due insegnanti di sostegno coscienziose e preparate. Anche qui il rapporto è passato da 2 a  8. Eppure si fa, qualcosa si fa ed è possibile per i titoli e l&#8217;esperienza che abbiamo. I problemi sono: l&#8217;organizzazione, le strutture, nuove figure fisse all&#8217;interno delle scuole (Tecnici in primis, psicopedagogisti attivabili settimanalmente), aggiornamento costante e retribuito. Una guida sicura in tal senso dal MIUR, denaro per innovare. Con questo: non sono favorevole all&#8217;uscita a 67 anni, 60 andavano bene. Anticipare l&#8217;uscita in Europa serve, accorciare no.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Daniele Lo Vetere		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/novantacinque-tesi-sulla-scuola/#comment-92391</link>

		<dc:creator><![CDATA[Daniele Lo Vetere]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Feb 2014 10:22:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://nuovoeutile.it/novantacinque-tesi-sulla-scuola/#comment-92366&quot;&gt;Francesco Paolo Magno&lt;/a&gt;.

Grazie delle tue parole. Buon lavoro anche a te.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://nuovoeutile.it/novantacinque-tesi-sulla-scuola/#comment-92366">Francesco Paolo Magno</a>.</p>
<p>Grazie delle tue parole. Buon lavoro anche a te.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Francesco Paolo Magno		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/novantacinque-tesi-sulla-scuola/#comment-92366</link>

		<dc:creator><![CDATA[Francesco Paolo Magno]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jan 2014 18:18:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Carissimo  collega  Daniele  Lo  Vetere,  dai  tuoi  interventi  ricavo  che  hai  una  profonda  sensibilità  di  EDUCATORE,  accompagnata  da  un&#039;agguerrita ATTREZZATURA IDEOLOGICA. Oggi da  parte  di  pseudo-competenti  si   propongono  modelli  e  tecniche  educative  &quot;SPERSONALIZZANTI&quot; e &quot;DISUMANIZZANTI&quot;.  E&#039;  il  trionfo  delle  tecniche  organizzative,  elaborate  dai  pensatoi  del  padronato  per  coloro  che  lavorano  nelle  fabbriche. Sono  tempi  neri e  infausti :  è  certo  che  gli  UOMINI ne  sapremo  uscire,  come  è  già  avvenuto  nel  passato  per  tanti  momenti  di  inabissamento.  Il  che  accade  perchè  gli  uomini  sono  creature  viventi,  che  hanno  cuore e  mente,  sentimento e  ragione. Buon  lavoro  per te e  per  i  tuoi  alunni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Carissimo  collega  Daniele  Lo  Vetere,  dai  tuoi  interventi  ricavo  che  hai  una  profonda  sensibilità  di  EDUCATORE,  accompagnata  da  un&#8217;agguerrita ATTREZZATURA IDEOLOGICA. Oggi da  parte  di  pseudo-competenti  si   propongono  modelli  e  tecniche  educative  &#8220;SPERSONALIZZANTI&#8221; e &#8220;DISUMANIZZANTI&#8221;.  E&#8217;  il  trionfo  delle  tecniche  organizzative,  elaborate  dai  pensatoi  del  padronato  per  coloro  che  lavorano  nelle  fabbriche. Sono  tempi  neri e  infausti :  è  certo  che  gli  UOMINI ne  sapremo  uscire,  come  è  già  avvenuto  nel  passato  per  tanti  momenti  di  inabissamento.  Il  che  accade  perchè  gli  uomini  sono  creature  viventi,  che  hanno  cuore e  mente,  sentimento e  ragione. Buon  lavoro  per te e  per  i  tuoi  alunni.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Moreno		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/novantacinque-tesi-sulla-scuola/#comment-92364</link>

		<dc:creator><![CDATA[Moreno]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jan 2014 18:05:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mio figlio IV elementare in psicoterapia a causa di un&#039;insegnante che di questi fantastici 95 punti manco ne conosce/condivide/applica il 5%... 
Grazie per questi temi sempre stimolanti!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mio figlio IV elementare in psicoterapia a causa di un&#8217;insegnante che di questi fantastici 95 punti manco ne conosce/condivide/applica il 5%&#8230;<br />
Grazie per questi temi sempre stimolanti!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Daniele Lo Vetere		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/novantacinque-tesi-sulla-scuola/#comment-92358</link>

		<dc:creator><![CDATA[Daniele Lo Vetere]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jan 2014 14:55:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ovviamente ciascuna delle proposte di Agostino Quadrino meriterebbe una lunga discussione. 
Ne scelgo solo due, e fra quelle che non condivido (altre mi trovano d&#039;accordo). 

1)&quot;Creazione di un profilo individuale dell’alunno da pubblicare online, dotato di indicazioni quantitative e qualitative sull’impegno e sui risultati, e della documentazione delle personali inclinazioni e qualità, con abolizione delle bocciature e del sistema dei crediti e debiti.&quot;

Una cosa del genere non solo m&#039;inquieta, direi che mi terrorizza. E spero di non essere il solo a provare questo sentimento.
In un mio commento precedente ho postato un link, lo incollo di nuovo qui: http://www.leparoleelecose.it/?p=13284 e aggiungo quest&#039;altro ugualmente interessante, magari anche meno complesso e più breve: http://www.leparoleelecose.it/?p=12797

Ci rendiamo conto che siamo di fronte a un&#039;immensa opera di &quot;esternalizzazione&quot; e tecnicalizzazione della valutazione?
Mi spiego. Il sistema tradizionale della bocciatura prevede che della valutazione si faccia carico un essere umano (l&#039;insegnante), che si è &quot;preso cura&quot; di un altro essere umano (lo studente). Si puà sbagliare? Sì, si può. Siamo esseri umani. E&#039; ingiusto? Lo è. 
Ma con che cosa si pensa di sostituire questo imperfetto sistema? 
Oggi chiedere l&#039;abolizione del sistema delle bocciature ha un valore completamente diverso dall&#039;epoca, diciamo, di Don Milani, perché la bocciatura non verrà abolita, ma sostituita da altro. 
Quadrini ad esempio propone di sostituirla 
con un sistema di portfoli pubblici: cioè l&#039;offerta delle proprie prestazioni erga omnes perché vengano valutate, la volontaria sottomissione al giudizio di un terzo, freddo, impersonale, distaccato, apparentemente oggettivo. Un terzo che non sai chi sia: certo non è più il tuo professore, che magari, sì, ti vuole male, ma più spesso ti vuole bene e si fa carico di te, in una relazione umana complessa e viva.

Aggiungo che oggi, se la scuola rinuncia a valutare (e a trarre le spiacevoli conseguenze che la valutazione a volte comporta) ci pensano terzi a farlo in sua vece. Il sistema della certificazione delle competenze è in ascesa vertiginosa: per le competenze linguistiche ci sono enti appositi, per quelle di base, literacy e numeracy, c&#039;è l&#039;Invalsi, leggevo oggi che iniziano a certificare anche le competenze di latino... 
Si sta, senza che nemmeno ce ne rendiamo conto, espropriando la scuola di una funzione educativa, umana e delicatissima come quella della valutazione e la si sta dando in mano a terzi, alla tecnica, alla sua finta neutralità. Cui prodest? 
Quali sono le logiche profonde dell&#039;onnipresenza e onnipervasività della categoria &quot;valutazione&quot; (connessa a quest&#039;altra: &quot;trasparenza&quot;, magari dei portfoli pubblici) nella società odierna? Quanto noi stessi siamo disposti a soggiacere volontariamente a questa forma di controllo biopolitico?

2) &quot;Scansione della giornata scolastica in tempo di lezione, tempo di laboratorio aperto, tempo di studio individuale e di gruppo interclasse.&quot;.

Ormai la mentalità improntata alla razionalità organizzatrice ci pervade a tal punto da essere percepita come ovvia e naturale, nonché la più auspicabile. 
Tutto il nostro tempo deve essere scandito: persino il tempo libero è sempre più ossessivamente riempito di cose e attività. In questo caso, il tempo dello studio autonomo diventa tempo &quot;concesso&quot;, inquadrato in uno schema, casella riservata in un organigramma nevrotizzante.

No, invece l&#039;uomo ha bisogno di disorganizzazione (almeno di qualche spazio), di anarchia, di noia, di momenti di totale dispendio, in perdita, senza scopo.
In termini meno astratti: non possiamo organizzare tutto il tempo dei ragazzi. Sono contro una scuola aperta mattina e pomeriggio, che diventa totalizzante. 
Le ore di attività programmate devono essere limitate: poi si stabiliscono delle cose che lo studente deve fare per la volta successiva, e in quel tempo &quot;altro&quot;, lui se le gestirà per i fatti suoi: a casa, al parco, col pc acceso su Facebook (peggio per lui), oppure deciderà di gestirsele facendo altro (buon per lui se l&#039;attività alternativa è divertente e buon per lui se pur non studiando riuscirà a realizzarsi nella vita: chi lo può sapere).
E&#039; meno razionale ed efficiente? Sì che lo è. Ma è umano.

Saluti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ovviamente ciascuna delle proposte di Agostino Quadrino meriterebbe una lunga discussione.<br />
Ne scelgo solo due, e fra quelle che non condivido (altre mi trovano d&#8217;accordo). </p>
<p>1)&#8221;Creazione di un profilo individuale dell’alunno da pubblicare online, dotato di indicazioni quantitative e qualitative sull’impegno e sui risultati, e della documentazione delle personali inclinazioni e qualità, con abolizione delle bocciature e del sistema dei crediti e debiti.&#8221;</p>
<p>Una cosa del genere non solo m&#8217;inquieta, direi che mi terrorizza. E spero di non essere il solo a provare questo sentimento.<br />
In un mio commento precedente ho postato un link, lo incollo di nuovo qui: <a href="http://www.leparoleelecose.it/?p=13284" rel="nofollow ugc">http://www.leparoleelecose.it/?p=13284</a> e aggiungo quest&#8217;altro ugualmente interessante, magari anche meno complesso e più breve: <a href="http://www.leparoleelecose.it/?p=12797" rel="nofollow ugc">http://www.leparoleelecose.it/?p=12797</a></p>
<p>Ci rendiamo conto che siamo di fronte a un&#8217;immensa opera di &#8220;esternalizzazione&#8221; e tecnicalizzazione della valutazione?<br />
Mi spiego. Il sistema tradizionale della bocciatura prevede che della valutazione si faccia carico un essere umano (l&#8217;insegnante), che si è &#8220;preso cura&#8221; di un altro essere umano (lo studente). Si puà sbagliare? Sì, si può. Siamo esseri umani. E&#8217; ingiusto? Lo è.<br />
Ma con che cosa si pensa di sostituire questo imperfetto sistema?<br />
Oggi chiedere l&#8217;abolizione del sistema delle bocciature ha un valore completamente diverso dall&#8217;epoca, diciamo, di Don Milani, perché la bocciatura non verrà abolita, ma sostituita da altro.<br />
Quadrini ad esempio propone di sostituirla<br />
con un sistema di portfoli pubblici: cioè l&#8217;offerta delle proprie prestazioni erga omnes perché vengano valutate, la volontaria sottomissione al giudizio di un terzo, freddo, impersonale, distaccato, apparentemente oggettivo. Un terzo che non sai chi sia: certo non è più il tuo professore, che magari, sì, ti vuole male, ma più spesso ti vuole bene e si fa carico di te, in una relazione umana complessa e viva.</p>
<p>Aggiungo che oggi, se la scuola rinuncia a valutare (e a trarre le spiacevoli conseguenze che la valutazione a volte comporta) ci pensano terzi a farlo in sua vece. Il sistema della certificazione delle competenze è in ascesa vertiginosa: per le competenze linguistiche ci sono enti appositi, per quelle di base, literacy e numeracy, c&#8217;è l&#8217;Invalsi, leggevo oggi che iniziano a certificare anche le competenze di latino&#8230;<br />
Si sta, senza che nemmeno ce ne rendiamo conto, espropriando la scuola di una funzione educativa, umana e delicatissima come quella della valutazione e la si sta dando in mano a terzi, alla tecnica, alla sua finta neutralità. Cui prodest?<br />
Quali sono le logiche profonde dell&#8217;onnipresenza e onnipervasività della categoria &#8220;valutazione&#8221; (connessa a quest&#8217;altra: &#8220;trasparenza&#8221;, magari dei portfoli pubblici) nella società odierna? Quanto noi stessi siamo disposti a soggiacere volontariamente a questa forma di controllo biopolitico?</p>
<p>2) &#8220;Scansione della giornata scolastica in tempo di lezione, tempo di laboratorio aperto, tempo di studio individuale e di gruppo interclasse.&#8221;.</p>
<p>Ormai la mentalità improntata alla razionalità organizzatrice ci pervade a tal punto da essere percepita come ovvia e naturale, nonché la più auspicabile.<br />
Tutto il nostro tempo deve essere scandito: persino il tempo libero è sempre più ossessivamente riempito di cose e attività. In questo caso, il tempo dello studio autonomo diventa tempo &#8220;concesso&#8221;, inquadrato in uno schema, casella riservata in un organigramma nevrotizzante.</p>
<p>No, invece l&#8217;uomo ha bisogno di disorganizzazione (almeno di qualche spazio), di anarchia, di noia, di momenti di totale dispendio, in perdita, senza scopo.<br />
In termini meno astratti: non possiamo organizzare tutto il tempo dei ragazzi. Sono contro una scuola aperta mattina e pomeriggio, che diventa totalizzante.<br />
Le ore di attività programmate devono essere limitate: poi si stabiliscono delle cose che lo studente deve fare per la volta successiva, e in quel tempo &#8220;altro&#8221;, lui se le gestirà per i fatti suoi: a casa, al parco, col pc acceso su Facebook (peggio per lui), oppure deciderà di gestirsele facendo altro (buon per lui se l&#8217;attività alternativa è divertente e buon per lui se pur non studiando riuscirà a realizzarsi nella vita: chi lo può sapere).<br />
E&#8217; meno razionale ed efficiente? Sì che lo è. Ma è umano.</p>
<p>Saluti</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Francesco Paolo Magno		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/novantacinque-tesi-sulla-scuola/#comment-92319</link>

		<dc:creator><![CDATA[Francesco Paolo Magno]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jan 2014 20:13:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://nuovoeutile.it/?p=12810#comment-92319</guid>

					<description><![CDATA[Scelgo  di  dire  la  mia  opinione  solo  su  due delle  proposte,  formulate  da  AGOSTINO QUADRINO.  E&#039;  totalmente irricevibile  la  proposta  di  ridurre  da  tredici anni a  dodici  anni  la  durata  del  corso  di  studi  dalla  Scuola  primaria  alla  Scuola  secondaria  di  secondo  grado. Il  sapere  oggi  è  divenuto  così  ampio e  così  complesso  che   richiede  non  un  accorciamento  ma  un  consistente  ALLUNGAMENTO  della  durata  degli  studi.  Egualmente  irricevibile  è  la  proposta  di  portare a 25  il  numero  di  alunni  per  classe. Ogni  classe  dovrebbe  accogliere  non  più  di  10  alunni.Formare  gli  alunni,  seguendo  un  approccio  individualizzato -come  correttamente  suggerì  Edoardo CLAPAREDE-  è  un&#039;impresa  faticosissima.  Già  un  gruppo  di  dieci  alunni  comporta  un  lavoro  improbo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scelgo  di  dire  la  mia  opinione  solo  su  due delle  proposte,  formulate  da  AGOSTINO QUADRINO.  E&#8217;  totalmente irricevibile  la  proposta  di  ridurre  da  tredici anni a  dodici  anni  la  durata  del  corso  di  studi  dalla  Scuola  primaria  alla  Scuola  secondaria  di  secondo  grado. Il  sapere  oggi  è  divenuto  così  ampio e  così  complesso  che   richiede  non  un  accorciamento  ma  un  consistente  ALLUNGAMENTO  della  durata  degli  studi.  Egualmente  irricevibile  è  la  proposta  di  portare a 25  il  numero  di  alunni  per  classe. Ogni  classe  dovrebbe  accogliere  non  più  di  10  alunni.Formare  gli  alunni,  seguendo  un  approccio  individualizzato -come  correttamente  suggerì  Edoardo CLAPAREDE-  è  un&#8217;impresa  faticosissima.  Già  un  gruppo  di  dieci  alunni  comporta  un  lavoro  improbo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Agostino Quadrino		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/novantacinque-tesi-sulla-scuola/#comment-92316</link>

		<dc:creator><![CDATA[Agostino Quadrino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jan 2014 15:38:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://nuovoeutile.it/?p=12810#comment-92316</guid>

					<description><![CDATA[Apprezzo molto le 95 tesi e rilancio, condividendo questo documento in discussione nella mia Rete di docenti registrari ai servizi web di Garamond (circa 67 mila docenti).
Grazie!

------------------------------

Cambiamo la scuola. 
5 proposte per rinnovare la scuola italiana

Piattaforma di discussione per un piano complessivo di innovazione del sistema dell&#039;istruzione italiano.

1. STUDENTI

    Innalzamento del diritto/dovere all&#039;istruzione a 18 anni.
    Alternanza scuola lavoro o esperienza estero per alunni 4° anno superiori (stage estivo in aziende, laboratori o sedi lavorative estere).
    Finanziamento statale per tutti per acquisto di strumenti digitali personali (PC, tablet, palmare, lettore ebook ecc.).
    Creazione di un profilo individuale dell’alunno da pubblicare online, dotato di indicazioni quantitative e qualitative sull’impegno e sui risultati, e della documentazione delle personali inclinazioni e qualità, con abolizione delle bocciature e del sistema dei crediti e debiti.

 
2. DOCENTI

    Adeguamento retribuzioni docenti, su base media europea, da raggiungere progressivamente in 5 anni
    Turn over, con pensionamento o attribuzione ad altro incarico agli insegnanti over 55 e relativa immissione in ruolo dei 30enni. Diversificazione incarichi e ruoli, non solo di docenza, con riconoscimento retributivo dell&#039;impegno aggiuntivo.
    Piano di riqualificazione professionale, con corsi di aggiornamento retribuiti dall’amministrazione. Defiscalizzazione per spese in libri, musica, cinema, teatro, musei, contenuti digitali, riviste e altre risorse culturali.
    Incentivazione economica e di carriera per i docenti che si sottopongono volontariamente a valutazioni qualitative della loro azione, incluse alcune forme di “rating” sociale di studenti e famiglie.


3. DISCIPLINE

    Riduzione cicli da tre a due (primario e secondario, di sei anni ciascuno) e ridefinizione piani di studio per primarie e secondarie, nella prospettiva europea della società della conoscenza
    Potenziamento lingua inglese, dal primo all’ultimo anno di scuola, con docenti madrelingua e/o esperienze di condivisione in rete. Potenziamento della cultura musicale, dei temi ambientali e del diritto/educazione civica.
    Studio di una lingua di immigrazione (arabo, rumeno o cinese) per facilitare integrazione multiculturale.
    Ridefinizione degli obiettivi di apprendimento, puntando ad un graduale passaggio dalla didattica per argomenti alla didattica per competenze e a quella centrata sui problemi.
    Conversione del modello di apprendimento dal tipo &quot;riproduttivo&quot; a quello &quot;creativo&quot;, più coerente con le esigenze della società della conoscenza e le forme della comunicazione orizzontale, collaborativa e di Rete.


4. STRUTTURE

    Abbassamento limite massimo di alunni per classe a 25 unità, garantendo assistenza e sostegno a tutti i diversamente abili.
    Potenziamento e rinnovamento di laboratori scientifici, musicali, tecnici. Ampliamento delle biblioteche e mediateche di istituto.
    Superamento del concetto di classe (spazio chiuso) in funzione della prospettiva della scuola aperta e “senza pareti”.
    Accesso wireless garantito in tutti gli spazi della scuola e negli spazi pubblici inerenti o adiacenti alla scuola. Dotazione di computer connesso alla rete, proiettore e LIM in ogni spazio didattico.
    Adeguamento impianti sportivi e palestre e piano quinquennale di verifica sicurezza stabili e impianti.


5. DIDATTICA

    Apertura delle “classi” ad una pluralità di esperienze didattiche con altri alunni dello stesso istituto e di altre scuole, con gemellaggio europeo o mediterraneo di ogni istituto, sviluppato e coltivato in rete.
    Scansione della giornata scolastica in tempo di lezione, tempo di laboratorio aperto, tempo di studio individuale e di gruppo interclasse.
    Valutazioni non solo individuali ma di gruppo, per incentivare lo stile collaborativo di studio e apprendimento, al fine di educare alla cooperazione e alla condivisione delle conoscenze, andando oltre la logica della competizione e della selezione individuale.
    Sviluppo della conoscenza come bene comune, superando l&#039;idea del sapere come proprietà privata di chi distribuisce contenuti didattici. Abolizione libro di testo in adozione, e promozione della costruzione collaborativa, pluralistica e condivisa della conoscenza.
    Introduzione di strumenti digitali di rete per la didattica anche a distanza e in mobilità (elearning, e-portfolio, podcast didattici ecc).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Apprezzo molto le 95 tesi e rilancio, condividendo questo documento in discussione nella mia Rete di docenti registrari ai servizi web di Garamond (circa 67 mila docenti).<br />
Grazie!</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p>Cambiamo la scuola.<br />
5 proposte per rinnovare la scuola italiana</p>
<p>Piattaforma di discussione per un piano complessivo di innovazione del sistema dell&#8217;istruzione italiano.</p>
<p>1. STUDENTI</p>
<p>    Innalzamento del diritto/dovere all&#8217;istruzione a 18 anni.<br />
    Alternanza scuola lavoro o esperienza estero per alunni 4° anno superiori (stage estivo in aziende, laboratori o sedi lavorative estere).<br />
    Finanziamento statale per tutti per acquisto di strumenti digitali personali (PC, tablet, palmare, lettore ebook ecc.).<br />
    Creazione di un profilo individuale dell’alunno da pubblicare online, dotato di indicazioni quantitative e qualitative sull’impegno e sui risultati, e della documentazione delle personali inclinazioni e qualità, con abolizione delle bocciature e del sistema dei crediti e debiti.</p>
<p>2. DOCENTI</p>
<p>    Adeguamento retribuzioni docenti, su base media europea, da raggiungere progressivamente in 5 anni<br />
    Turn over, con pensionamento o attribuzione ad altro incarico agli insegnanti over 55 e relativa immissione in ruolo dei 30enni. Diversificazione incarichi e ruoli, non solo di docenza, con riconoscimento retributivo dell&#8217;impegno aggiuntivo.<br />
    Piano di riqualificazione professionale, con corsi di aggiornamento retribuiti dall’amministrazione. Defiscalizzazione per spese in libri, musica, cinema, teatro, musei, contenuti digitali, riviste e altre risorse culturali.<br />
    Incentivazione economica e di carriera per i docenti che si sottopongono volontariamente a valutazioni qualitative della loro azione, incluse alcune forme di “rating” sociale di studenti e famiglie.</p>
<p>3. DISCIPLINE</p>
<p>    Riduzione cicli da tre a due (primario e secondario, di sei anni ciascuno) e ridefinizione piani di studio per primarie e secondarie, nella prospettiva europea della società della conoscenza<br />
    Potenziamento lingua inglese, dal primo all’ultimo anno di scuola, con docenti madrelingua e/o esperienze di condivisione in rete. Potenziamento della cultura musicale, dei temi ambientali e del diritto/educazione civica.<br />
    Studio di una lingua di immigrazione (arabo, rumeno o cinese) per facilitare integrazione multiculturale.<br />
    Ridefinizione degli obiettivi di apprendimento, puntando ad un graduale passaggio dalla didattica per argomenti alla didattica per competenze e a quella centrata sui problemi.<br />
    Conversione del modello di apprendimento dal tipo &#8220;riproduttivo&#8221; a quello &#8220;creativo&#8221;, più coerente con le esigenze della società della conoscenza e le forme della comunicazione orizzontale, collaborativa e di Rete.</p>
<p>4. STRUTTURE</p>
<p>    Abbassamento limite massimo di alunni per classe a 25 unità, garantendo assistenza e sostegno a tutti i diversamente abili.<br />
    Potenziamento e rinnovamento di laboratori scientifici, musicali, tecnici. Ampliamento delle biblioteche e mediateche di istituto.<br />
    Superamento del concetto di classe (spazio chiuso) in funzione della prospettiva della scuola aperta e “senza pareti”.<br />
    Accesso wireless garantito in tutti gli spazi della scuola e negli spazi pubblici inerenti o adiacenti alla scuola. Dotazione di computer connesso alla rete, proiettore e LIM in ogni spazio didattico.<br />
    Adeguamento impianti sportivi e palestre e piano quinquennale di verifica sicurezza stabili e impianti.</p>
<p>5. DIDATTICA</p>
<p>    Apertura delle “classi” ad una pluralità di esperienze didattiche con altri alunni dello stesso istituto e di altre scuole, con gemellaggio europeo o mediterraneo di ogni istituto, sviluppato e coltivato in rete.<br />
    Scansione della giornata scolastica in tempo di lezione, tempo di laboratorio aperto, tempo di studio individuale e di gruppo interclasse.<br />
    Valutazioni non solo individuali ma di gruppo, per incentivare lo stile collaborativo di studio e apprendimento, al fine di educare alla cooperazione e alla condivisione delle conoscenze, andando oltre la logica della competizione e della selezione individuale.<br />
    Sviluppo della conoscenza come bene comune, superando l&#8217;idea del sapere come proprietà privata di chi distribuisce contenuti didattici. Abolizione libro di testo in adozione, e promozione della costruzione collaborativa, pluralistica e condivisa della conoscenza.<br />
    Introduzione di strumenti digitali di rete per la didattica anche a distanza e in mobilità (elearning, e-portfolio, podcast didattici ecc).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: grazia tarulli		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/novantacinque-tesi-sulla-scuola/#comment-92231</link>

		<dc:creator><![CDATA[grazia tarulli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jan 2014 21:15:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://nuovoeutile.it/?p=12810#comment-92231</guid>

					<description><![CDATA[mi piacerebbe sapere se chi ha scritto le &#039;tesi&#039; è un insegnante. e anche se chi ha commentato è un insegnante. giusto per sapere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>mi piacerebbe sapere se chi ha scritto le &#8216;tesi&#8217; è un insegnante. e anche se chi ha commentato è un insegnante. giusto per sapere.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Alesatoredivirgole		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/novantacinque-tesi-sulla-scuola/#comment-92218</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alesatoredivirgole]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jan 2014 10:23:49 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://nuovoeutile.it/?p=12810#comment-92218</guid>

					<description><![CDATA[Difficile se non impossibile dire quale sia la soluzione migliore per la nostra cara scuola, una cosa però è certa: la strada non è quella dei tagli selvaggi.

Troppi sono gli “attori” in “gioco” e sempre meno sono le risorse a disposizione per giocare la “partita”, sia in termini di moneta che in termini di persone: sempre meno soldi per investire in progetti basilari, sempre meno personale per portarli avanti, sempre più contributi (persino “volontari” …) a carico delle famiglie.

Troppo diversi gli interessi in &quot;gioco&quot;.

Le idee potrebbero essere tantissime, ne esprimo alcune come semplice cittadino:

1.	guardare cosa fanno nel resto del mondo senza “innamorarsi” dei casi di successo e senza “tralasciare” i casi di insuccesso; prendere quello che di buono può esserci e valutare in modo obiettivo  se davvero può essere applicato anche nelle nostre scuole.

2.	Chiedere ai ragazzi (in ingresso al primo anno) cosa si aspettano dalla scuola che vanno ad iniziare. 

3.	Chiedere ai ragazzi (in uscita dopo il terzo o il quinto anno) cosa non hanno trovato nella scuola che hanno appena concluso. 

4.	Dare la possibilità a docenti ed istituti di apportare cambiamenti ai programmi, se migliorativi.

5.	Dare la possibilità agli istituti di offrire programmi specifici/alternativi agli istituti, in funzione delle caratteristiche e delle competenze di classi/studenti/docenti.   
Inutile nascondersi, anche nel nostro paese sono presenti differenze a vario livello, culturali, regionali, provinciali, umane, strutturali, organizzative ed è illogico pensare che la stessa “regola” vada bene per tutti. 

6.	Proporre almeno DUE programmi differenti, modulabili e non un unico programma da completare a tutti i costi:
1.	Un primo programma, completo, dove tutte le materie devono essere portate a termine:
o	Ideale forse per classi omogenee, dove tutti gli alunni avanzano più o meno di pari passo.

2.	Un secondo programma, di “base”, che fornisca le competenze basilari, lasciando spazio ai docenti per portare avanti “progetti reali”, approfondimenti sul mondo che circonda i ragazzi :
o	Ideale forse per classi disomogenee e/o con problematiche interne (ragazzi disadattati o altro). Questo programma potrebbe offrire la possibilità di apprendere le basi delle materie e, allo stesso tempo, affrontare i problemi del vissuto quotidiano, stimolando i ragazzi ad affrontare, capire e studiare argomenti e problematiche che li toccano da vicino. 
Esempio: Studiare la storia, capire “chi siamo” e da “dove arriviamo” è fondamentale …  ma se percepita dai ragazzi come “racconto fantastico che non posso toccare con mano” è  inutile … ! Al contrario, studiare quello che accade oggi attorno a te, capire le dinamiche della “vita reale” che ci circonda il ragazzo, potrebbe essere uno stimolo eccezionale.

7.	Applire il metodo della valutazione a &quot;doppio senzo&quot; come avviene ormai anche nelle aziende private. Dare un voto agli studentiper misuralri; dare un voto ai docenti per stimolarli. 

La scuola è una palestra di vita, una palestra che può dare moltissimo, ma anche togliere altrettanto.

I ragazzi si aspettano dalla scuola grandi cose, ma se già il passaggio dalle elementari alla medie trasmette loro un senso di disorientamento, qualcosa non va … 11 o 12 docenti che si alternano in un vortice di materie differenti, con metodi di insegnamento differenti, valutazioni e atteggiamenti differenti, docenti e ragazzi che in alcuni casi si “incontrano” una-due ore a settimana. 

Domanda 1- Come può un docente trasmettere passione, metodo ed altro in questo modo? 

Domanda 2- come può uno studente appassionarsi in questa macedonia di variabili?

La scuola dovrebbe insegnare innanzitutto ai ragazzi un metodo di studio, dovrebbe fornire loro gli “strumenti” necessari per affrontare lo studio.
Questo avviene?

La scuola dovrebbe TRASMETTERE PASSIONE ai ragazzi, voglia di approfondire, voglia di mettersi in gioco.
Questo avviene?

La scuola dovrebbe INCENTIVARE i suoi tanti “soldati” (docenti e studenti insieme), fornire strumenti in grado di fare emergere nuove idee e nuove opportunità per tutti.
Questo avviene?

Molti lavori di oggi, anche ben remunerati, non esistevano solo pochi anni fa e come sempre la scuola  arranca cercando in qualche modo di tenere il passo. 

Forse è proprio questo l’errore: l’eterna rincorsa … il tempo passerà e, tra solo pochi anni, lavori che non esistono oggi fioriranno e offriranno nuove opportunità. 
E i nostri studenti dove saranno? 

Investimenti, apertura/visione, confronto, ascolto, sperimentazione, ricerca, collaborazione e formazione costante (vera!) dei docenti per consentire loro di stare al passo coi tempi … 

La scuola, con il suo esercito di “soldati”, dovrebbe essere il primo mattone di un lungo ponte chiamato futuro … un ponte che rischia di crollare ancora prima di essere costruito in nome di altri ... ideali ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Difficile se non impossibile dire quale sia la soluzione migliore per la nostra cara scuola, una cosa però è certa: la strada non è quella dei tagli selvaggi.</p>
<p>Troppi sono gli “attori” in “gioco” e sempre meno sono le risorse a disposizione per giocare la “partita”, sia in termini di moneta che in termini di persone: sempre meno soldi per investire in progetti basilari, sempre meno personale per portarli avanti, sempre più contributi (persino “volontari” …) a carico delle famiglie.</p>
<p>Troppo diversi gli interessi in &#8220;gioco&#8221;.</p>
<p>Le idee potrebbero essere tantissime, ne esprimo alcune come semplice cittadino:</p>
<p>1.	guardare cosa fanno nel resto del mondo senza “innamorarsi” dei casi di successo e senza “tralasciare” i casi di insuccesso; prendere quello che di buono può esserci e valutare in modo obiettivo  se davvero può essere applicato anche nelle nostre scuole.</p>
<p>2.	Chiedere ai ragazzi (in ingresso al primo anno) cosa si aspettano dalla scuola che vanno ad iniziare. </p>
<p>3.	Chiedere ai ragazzi (in uscita dopo il terzo o il quinto anno) cosa non hanno trovato nella scuola che hanno appena concluso. </p>
<p>4.	Dare la possibilità a docenti ed istituti di apportare cambiamenti ai programmi, se migliorativi.</p>
<p>5.	Dare la possibilità agli istituti di offrire programmi specifici/alternativi agli istituti, in funzione delle caratteristiche e delle competenze di classi/studenti/docenti.<br />
Inutile nascondersi, anche nel nostro paese sono presenti differenze a vario livello, culturali, regionali, provinciali, umane, strutturali, organizzative ed è illogico pensare che la stessa “regola” vada bene per tutti. </p>
<p>6.	Proporre almeno DUE programmi differenti, modulabili e non un unico programma da completare a tutti i costi:<br />
1.	Un primo programma, completo, dove tutte le materie devono essere portate a termine:<br />
o	Ideale forse per classi omogenee, dove tutti gli alunni avanzano più o meno di pari passo.</p>
<p>2.	Un secondo programma, di “base”, che fornisca le competenze basilari, lasciando spazio ai docenti per portare avanti “progetti reali”, approfondimenti sul mondo che circonda i ragazzi :<br />
o	Ideale forse per classi disomogenee e/o con problematiche interne (ragazzi disadattati o altro). Questo programma potrebbe offrire la possibilità di apprendere le basi delle materie e, allo stesso tempo, affrontare i problemi del vissuto quotidiano, stimolando i ragazzi ad affrontare, capire e studiare argomenti e problematiche che li toccano da vicino.<br />
Esempio: Studiare la storia, capire “chi siamo” e da “dove arriviamo” è fondamentale …  ma se percepita dai ragazzi come “racconto fantastico che non posso toccare con mano” è  inutile … ! Al contrario, studiare quello che accade oggi attorno a te, capire le dinamiche della “vita reale” che ci circonda il ragazzo, potrebbe essere uno stimolo eccezionale.</p>
<p>7.	Applire il metodo della valutazione a &#8220;doppio senzo&#8221; come avviene ormai anche nelle aziende private. Dare un voto agli studentiper misuralri; dare un voto ai docenti per stimolarli. </p>
<p>La scuola è una palestra di vita, una palestra che può dare moltissimo, ma anche togliere altrettanto.</p>
<p>I ragazzi si aspettano dalla scuola grandi cose, ma se già il passaggio dalle elementari alla medie trasmette loro un senso di disorientamento, qualcosa non va … 11 o 12 docenti che si alternano in un vortice di materie differenti, con metodi di insegnamento differenti, valutazioni e atteggiamenti differenti, docenti e ragazzi che in alcuni casi si “incontrano” una-due ore a settimana. </p>
<p>Domanda 1- Come può un docente trasmettere passione, metodo ed altro in questo modo? </p>
<p>Domanda 2- come può uno studente appassionarsi in questa macedonia di variabili?</p>
<p>La scuola dovrebbe insegnare innanzitutto ai ragazzi un metodo di studio, dovrebbe fornire loro gli “strumenti” necessari per affrontare lo studio.<br />
Questo avviene?</p>
<p>La scuola dovrebbe TRASMETTERE PASSIONE ai ragazzi, voglia di approfondire, voglia di mettersi in gioco.<br />
Questo avviene?</p>
<p>La scuola dovrebbe INCENTIVARE i suoi tanti “soldati” (docenti e studenti insieme), fornire strumenti in grado di fare emergere nuove idee e nuove opportunità per tutti.<br />
Questo avviene?</p>
<p>Molti lavori di oggi, anche ben remunerati, non esistevano solo pochi anni fa e come sempre la scuola  arranca cercando in qualche modo di tenere il passo. </p>
<p>Forse è proprio questo l’errore: l’eterna rincorsa … il tempo passerà e, tra solo pochi anni, lavori che non esistono oggi fioriranno e offriranno nuove opportunità.<br />
E i nostri studenti dove saranno? </p>
<p>Investimenti, apertura/visione, confronto, ascolto, sperimentazione, ricerca, collaborazione e formazione costante (vera!) dei docenti per consentire loro di stare al passo coi tempi … </p>
<p>La scuola, con il suo esercito di “soldati”, dovrebbe essere il primo mattone di un lungo ponte chiamato futuro … un ponte che rischia di crollare ancora prima di essere costruito in nome di altri &#8230; ideali &#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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