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	Commenti a: Expo 2015: che cosa mai vuol dire nutrire il pianeta?	</title>
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	<description>Teorie e pratiche della creatività.</description>
	<lastBuildDate>Sun, 25 May 2014 12:04:58 +0000</lastBuildDate>
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		<title>
		Di: Barbara Favaro		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/nutrire-il-pianeta/#comment-95523</link>

		<dc:creator><![CDATA[Barbara Favaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 May 2014 12:04:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Perfettamente d&#039;accordo su tutta la linea. Il senso di nausea forse è causato da tutto questo, ora l&#039;ho capito... grazie :)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Perfettamente d&#8217;accordo su tutta la linea. Il senso di nausea forse è causato da tutto questo, ora l&#8217;ho capito&#8230; grazie 🙂</p>
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		<title>
		Di: Rodolfo		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/nutrire-il-pianeta/#comment-95466</link>

		<dc:creator><![CDATA[Rodolfo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 May 2014 13:12:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://nuovoeutile.it/nutrire-il-pianeta/#comment-95370&quot;&gt;Alesatoredivirgole&lt;/a&gt;.

(Faccio mia la frase: non sono stato sintetico e mi sono dilungato perché ero di fretta). Intendevo dire che lo stupore che non si è manifestato è quello circa le ruberie, le mazzette, il malaffare. Nessuno si è stupito del ritorno dei vari Greganti, della mafia e della camorra, mentre molti si sarebbero meravigliati del contrario.
Queste opere -è la mia conclusione- si fanno per rubare, a qualunque costo, anche a costo dei morti sul lavoro, quindi si ci caccia dentro la prima idea a caso, seguita da altre mille altrettanto sconclusionate (basta vedere anche il sito qui di seguito segnalato)...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://nuovoeutile.it/nutrire-il-pianeta/#comment-95370">Alesatoredivirgole</a>.</p>
<p>(Faccio mia la frase: non sono stato sintetico e mi sono dilungato perché ero di fretta). Intendevo dire che lo stupore che non si è manifestato è quello circa le ruberie, le mazzette, il malaffare. Nessuno si è stupito del ritorno dei vari Greganti, della mafia e della camorra, mentre molti si sarebbero meravigliati del contrario.<br />
Queste opere -è la mia conclusione- si fanno per rubare, a qualunque costo, anche a costo dei morti sul lavoro, quindi si ci caccia dentro la prima idea a caso, seguita da altre mille altrettanto sconclusionate (basta vedere anche il sito qui di seguito segnalato)&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: La scribacchina		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/nutrire-il-pianeta/#comment-95403</link>

		<dc:creator><![CDATA[La scribacchina]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 May 2014 08:01:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Segnalo &quot;permettendo a turisti, cittadini e city user...&quot; in Expo in città (http://it.expoincitta.com/Expo-In-Citta/Expo-In-Citta.kl).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Segnalo &#8220;permettendo a turisti, cittadini e city user&#8230;&#8221; in Expo in città (<a href="http://it.expoincitta.com/Expo-In-Citta/Expo-In-Citta.kl" rel="nofollow ugc">http://it.expoincitta.com/Expo-In-Citta/Expo-In-Citta.kl</a>).</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Alesatoredivirgole		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/nutrire-il-pianeta/#comment-95370</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alesatoredivirgole]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 May 2014 15:34:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Come sempre qualcuno dirà che è troppo facile criticare … dopo.

Sì, è mancato lo stupore … ma credo sia mancato molto altro … 

Lo ammetto, per mie colpe non ho ancora capito cosa davvero sia Expo2015 e quale sia lo scopo di tutto ciò nei confronti del futuro, nostro e del territorio.

Ma non credo di essere l’unico a chiedersi cosa sia realmente EXPO 2015? 

Tanti slogan (posti di lavoro in primis), ma cosa rimarrà realmente dopo? 

Solo cemento?
Speriamo di no …

E’ mancato lo stupore nel presente e ancora una volta il conto lo pagheremo probabilmente nel futuro.

Nutrire il pianeta?
Slogan bello e affascinante, se fosse stato reale … molto meglio però sarebbe stato NUTRIRE IL FUTURO ... per davvero.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come sempre qualcuno dirà che è troppo facile criticare … dopo.</p>
<p>Sì, è mancato lo stupore … ma credo sia mancato molto altro … </p>
<p>Lo ammetto, per mie colpe non ho ancora capito cosa davvero sia Expo2015 e quale sia lo scopo di tutto ciò nei confronti del futuro, nostro e del territorio.</p>
<p>Ma non credo di essere l’unico a chiedersi cosa sia realmente EXPO 2015? </p>
<p>Tanti slogan (posti di lavoro in primis), ma cosa rimarrà realmente dopo? </p>
<p>Solo cemento?<br />
Speriamo di no …</p>
<p>E’ mancato lo stupore nel presente e ancora una volta il conto lo pagheremo probabilmente nel futuro.</p>
<p>Nutrire il pianeta?<br />
Slogan bello e affascinante, se fosse stato reale … molto meglio però sarebbe stato NUTRIRE IL FUTURO &#8230; per davvero.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Lucia		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/nutrire-il-pianeta/#comment-95366</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lucia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 May 2014 12:46:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Che bello questo articolo, Annamaria! Stavo aspettando una tua osservazione su Expo, sapevo che sarebbe stata lucida e argomentata, come sempre ma ancor di più, essendo coinvolta la tua città.
Attualmente lavoro presso un&#039;associazione che ha come finalità la tutela e l&#039;incremento delle relazioni economiche tra l&#039;Italia e le Francia, e spesso i miei interlocutori sono le istituzioni regionali francesi,che mi chiedono, tra le altre cose, come fare strutturare la loro presenza su Expo2015, e cosa stiano facendo gli organizzatori. 
La realtà è confusa, oltre che oscura per alcuni versi, ma quel che è certo è che il progetto ed il tema dell&#039;esposizione universale potrebbero essere sviluppati per ottenere un dibattito e delle risposte di grandissima importanza e attualità. 
Spero si possa fare di più che stare ad osservare o cercare di barcamenarsi nel marasma di informazioni e notizie che arrivano sul grande evento dell&#039;anno prossimo. 
Intanto adesso mi nutro dei link che hai inserito qui: hai visto mai che riuscirò a tirare le fila del discorso e trovare una risposta da dare ai francesi. Grazie! :)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che bello questo articolo, Annamaria! Stavo aspettando una tua osservazione su Expo, sapevo che sarebbe stata lucida e argomentata, come sempre ma ancor di più, essendo coinvolta la tua città.<br />
Attualmente lavoro presso un&#8217;associazione che ha come finalità la tutela e l&#8217;incremento delle relazioni economiche tra l&#8217;Italia e le Francia, e spesso i miei interlocutori sono le istituzioni regionali francesi,che mi chiedono, tra le altre cose, come fare strutturare la loro presenza su Expo2015, e cosa stiano facendo gli organizzatori.<br />
La realtà è confusa, oltre che oscura per alcuni versi, ma quel che è certo è che il progetto ed il tema dell&#8217;esposizione universale potrebbero essere sviluppati per ottenere un dibattito e delle risposte di grandissima importanza e attualità.<br />
Spero si possa fare di più che stare ad osservare o cercare di barcamenarsi nel marasma di informazioni e notizie che arrivano sul grande evento dell&#8217;anno prossimo.<br />
Intanto adesso mi nutro dei link che hai inserito qui: hai visto mai che riuscirò a tirare le fila del discorso e trovare una risposta da dare ai francesi. Grazie! 🙂</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Rodolfo		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/nutrire-il-pianeta/#comment-95365</link>

		<dc:creator><![CDATA[Rodolfo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 May 2014 12:18:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Quando le decisioni circa gli spazi, i contenitori e tutto quanto c&#039;è intorno erano già state prese, il suggerimento su cosa metterci dentro era venuto da Carlo Petrini, il quale però, dopo aver visto cos&#039;è in realtà Expo 2015, mi pare abbia rinunciato ad ogni sua collaborazione, affermando che l&#039;Expo lui la fa già da dieci anni e si chiama Terra Madre. In quanto a nutrire il pianeta ci pensa già la FAO nei modi geneticamente modificati, brevettati e monsantiani che sappiamo. 
Ora, quello che Annamaria Testa descrive giustamente come ciò che dovrebbe essere il format, richiede un cambio di paradigma economico (descritto ad esempio nell&#039;ultimo libro dell&#039;economista Mauro Bonaiuti &quot;La grande transizione&quot; edito da Bollati-Boringhieri) al di fuori di ogni capacità di comprensione da parte dei Nostri che sono da tempo arrivati e bivaccano sulle macerie.
Ciò che invece è totalmente nelle corde e negli interessi di quanti hanno operato per avere l&#039;Expo a Milano è ciò che si è reso manifesto con gli interventi della Magistratura. Quello che è mancato da parte nostra, degli italiani, è stato lo stupore. Nessuno si è stupito o ha mostrato incredulità. Tutto, e anche tutto quel pasticcio sconclusionato finora realizzato, era nelle premesse e nelle aspettative. Nutrire il pianeta? Si potrebbe cominciare con i più prossimi e famelici, devono aver pensato. 
Sono ormai convinto che, al di la di ogni affermazione di buoni propositi, qual&#039;è nutrire il pianeta, sia necessario ricondurre le iniziative come l&#039;Expo alle sue originali motivazioni, in larga misura indicibili.
L&#039;Expo è una grande opera a scadenza. Da un lato abbiamo grandi opere senza tempo che hanno portato alla salernoreggiocalabrizzazione di un numero notevole di cantieri d&#039;ogni dimensione, dall&#039;altra abbiamo cantieri che garantiscono ritorni certi in tempi certi, come ad esempio le Olimpiadi invernali di Torino 2006. Le previsioni circa l&#039;esito fallimentare del loro ritorno economico erano già chiarissime anni prima ma questa consapevolezza non ha impedito le peggiori nefandezze, gli sperperi, la devastazione del territorio. Le nuove abitazioni del villaggio olimpico (area ex mercati generali) sono fatiscenti, dopo sei anni non sono abitabili, restaurare il cemento depotenziato non è buona cosa, probabilmente saranno demolite. Chi volesse fare un giro dalle parti di Pragelato potrebbe invece ammirare lo stato dei trampolini o delle piste di bob… e si potrebbe continuare.
Dove interviene il malaffare primigenio, origine di tutte le expo, le tav, i mose…? Quando si fanno i preventivi dei costi di opere pubbliche di queste dimensioni si tiene conto, fra l&#039;altro, delle misure di sicurezza per cui neppure un chiodo in una scarpa dell&#039;ultimo manovale è possibile che accada. Quindi il costo medio orario di ogni lavoratore è stimato  oltre gli 80 euro e prossimo ai 150. Se non che il sistema dei sub-sub-appalti determina che chi esegue realmente il lavoro ne prenda 5 di euro, possibilmente in nero. L&#039;impresa capofila si limita a gestire gli acquisti, distribuire mazzette (e non solo quelle di ferro, col manico) e a subappaltare. Risultato: costruzione del Tav, tratto Novara-Chivasso (TO-MI), sei morti in incidenti sul lavoro, uno ogni 12 chilometri. Tre dei lavoratori erano clandestini che lavoravano in nero e che non avrebbero in alcun caso essere lì.  Un caso? Tratto Bologna-Firenze dell&#039;alta velocità: altri 6 morti. E se ci sono 6 morti è perché si verificano almeno 12 feriti gravissimi, 24 gravi, 48 medi… insomma, se c&#039;è stato uno che non si almeno pestato un&#039;unghia è un miracolo.
Cantiere dell&#039;inceneritore del Gerbido (Torino): tre morti volati dalle impalcature fra i lavoratori avventizi delle ditte subappaltanti. Queste sono le grandi opere pubbliche. Sempre a Torino, ma cantiere privato del grattacelo Sanpaolo, progettato da Renzo Piano e molto più intrinsecamente pericoloso di un inceneritore: zero incidenti. I morti sul lavoro hanno chiuso i loro occhi ma hanno avuto almeno il pregio di aprire i miei e di farmi capire. La ragione ultima che collega le persone che muoiono sul lavoro all&#039;ignobile crenatura della headline nei poster del PD -povero Bersani- è sempre la stessa. Nutrire il pianeta? Ma contatela a un&#039;altro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando le decisioni circa gli spazi, i contenitori e tutto quanto c&#8217;è intorno erano già state prese, il suggerimento su cosa metterci dentro era venuto da Carlo Petrini, il quale però, dopo aver visto cos&#8217;è in realtà Expo 2015, mi pare abbia rinunciato ad ogni sua collaborazione, affermando che l&#8217;Expo lui la fa già da dieci anni e si chiama Terra Madre. In quanto a nutrire il pianeta ci pensa già la FAO nei modi geneticamente modificati, brevettati e monsantiani che sappiamo.<br />
Ora, quello che Annamaria Testa descrive giustamente come ciò che dovrebbe essere il format, richiede un cambio di paradigma economico (descritto ad esempio nell&#8217;ultimo libro dell&#8217;economista Mauro Bonaiuti &#8220;La grande transizione&#8221; edito da Bollati-Boringhieri) al di fuori di ogni capacità di comprensione da parte dei Nostri che sono da tempo arrivati e bivaccano sulle macerie.<br />
Ciò che invece è totalmente nelle corde e negli interessi di quanti hanno operato per avere l&#8217;Expo a Milano è ciò che si è reso manifesto con gli interventi della Magistratura. Quello che è mancato da parte nostra, degli italiani, è stato lo stupore. Nessuno si è stupito o ha mostrato incredulità. Tutto, e anche tutto quel pasticcio sconclusionato finora realizzato, era nelle premesse e nelle aspettative. Nutrire il pianeta? Si potrebbe cominciare con i più prossimi e famelici, devono aver pensato.<br />
Sono ormai convinto che, al di la di ogni affermazione di buoni propositi, qual&#8217;è nutrire il pianeta, sia necessario ricondurre le iniziative come l&#8217;Expo alle sue originali motivazioni, in larga misura indicibili.<br />
L&#8217;Expo è una grande opera a scadenza. Da un lato abbiamo grandi opere senza tempo che hanno portato alla salernoreggiocalabrizzazione di un numero notevole di cantieri d&#8217;ogni dimensione, dall&#8217;altra abbiamo cantieri che garantiscono ritorni certi in tempi certi, come ad esempio le Olimpiadi invernali di Torino 2006. Le previsioni circa l&#8217;esito fallimentare del loro ritorno economico erano già chiarissime anni prima ma questa consapevolezza non ha impedito le peggiori nefandezze, gli sperperi, la devastazione del territorio. Le nuove abitazioni del villaggio olimpico (area ex mercati generali) sono fatiscenti, dopo sei anni non sono abitabili, restaurare il cemento depotenziato non è buona cosa, probabilmente saranno demolite. Chi volesse fare un giro dalle parti di Pragelato potrebbe invece ammirare lo stato dei trampolini o delle piste di bob… e si potrebbe continuare.<br />
Dove interviene il malaffare primigenio, origine di tutte le expo, le tav, i mose…? Quando si fanno i preventivi dei costi di opere pubbliche di queste dimensioni si tiene conto, fra l&#8217;altro, delle misure di sicurezza per cui neppure un chiodo in una scarpa dell&#8217;ultimo manovale è possibile che accada. Quindi il costo medio orario di ogni lavoratore è stimato  oltre gli 80 euro e prossimo ai 150. Se non che il sistema dei sub-sub-appalti determina che chi esegue realmente il lavoro ne prenda 5 di euro, possibilmente in nero. L&#8217;impresa capofila si limita a gestire gli acquisti, distribuire mazzette (e non solo quelle di ferro, col manico) e a subappaltare. Risultato: costruzione del Tav, tratto Novara-Chivasso (TO-MI), sei morti in incidenti sul lavoro, uno ogni 12 chilometri. Tre dei lavoratori erano clandestini che lavoravano in nero e che non avrebbero in alcun caso essere lì.  Un caso? Tratto Bologna-Firenze dell&#8217;alta velocità: altri 6 morti. E se ci sono 6 morti è perché si verificano almeno 12 feriti gravissimi, 24 gravi, 48 medi… insomma, se c&#8217;è stato uno che non si almeno pestato un&#8217;unghia è un miracolo.<br />
Cantiere dell&#8217;inceneritore del Gerbido (Torino): tre morti volati dalle impalcature fra i lavoratori avventizi delle ditte subappaltanti. Queste sono le grandi opere pubbliche. Sempre a Torino, ma cantiere privato del grattacelo Sanpaolo, progettato da Renzo Piano e molto più intrinsecamente pericoloso di un inceneritore: zero incidenti. I morti sul lavoro hanno chiuso i loro occhi ma hanno avuto almeno il pregio di aprire i miei e di farmi capire. La ragione ultima che collega le persone che muoiono sul lavoro all&#8217;ignobile crenatura della headline nei poster del PD -povero Bersani- è sempre la stessa. Nutrire il pianeta? Ma contatela a un&#8217;altro.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Barbara Berlendis		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/nutrire-il-pianeta/#comment-95362</link>

		<dc:creator><![CDATA[Barbara Berlendis]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 May 2014 11:41:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ma come mi trovi d&#039;accordo! Sarei anche più talebana...intanto non può essere che una cosa che si titola &quot;nutrire il pianeta&quot; diventi una scavallata enogastronomica delle nostre prelibatezze alla facciazza di chi crepa di fame. Non lo vedrei davvero come un inno al cibo, ma se mai come un&#039;educazione più vasta che sappia includere gli esclusi, ovvero quei 5 miliardi di disperati e molto affamati (di tutto, non di solo pane) che sono la popolazione mondiale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ma come mi trovi d&#8217;accordo! Sarei anche più talebana&#8230;intanto non può essere che una cosa che si titola &#8220;nutrire il pianeta&#8221; diventi una scavallata enogastronomica delle nostre prelibatezze alla facciazza di chi crepa di fame. Non lo vedrei davvero come un inno al cibo, ma se mai come un&#8217;educazione più vasta che sappia includere gli esclusi, ovvero quei 5 miliardi di disperati e molto affamati (di tutto, non di solo pane) che sono la popolazione mondiale.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: giacomo		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/nutrire-il-pianeta/#comment-95358</link>

		<dc:creator><![CDATA[giacomo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 May 2014 10:09:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nutrire il pianeta (dei tangentisti). La solita tecnica di dire la verità solo parzialmente, spacciandola però per verità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nutrire il pianeta (dei tangentisti). La solita tecnica di dire la verità solo parzialmente, spacciandola però per verità.</p>
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