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	Commenti a: Paradosso della visibilità: come i media premiano chi deplorano	</title>
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	<description>Teorie e pratiche della creatività.</description>
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		<title>
		Di: Annalisa Sartori		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/paradosso-della-visibilita/#comment-160292</link>

		<dc:creator><![CDATA[Annalisa Sartori]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Mar 2018 16:22:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie Annamaria, i suoi articoli sono una fonte di conoscenza e curiosità insieme.
Mi rivolgo a lei, ma anche ai suoi lettori, per sapere se qualcuno conosce il nome di un eventuale modello scientifico psico-sociale che descriva il &quot;paradosso della visibilità&quot;. O studi su questo argomento, con supporto scientifico.
Grazie]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Annamaria, i suoi articoli sono una fonte di conoscenza e curiosità insieme.<br />
Mi rivolgo a lei, ma anche ai suoi lettori, per sapere se qualcuno conosce il nome di un eventuale modello scientifico psico-sociale che descriva il &#8220;paradosso della visibilità&#8221;. O studi su questo argomento, con supporto scientifico.<br />
Grazie</p>
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		<title>
		Di: Cornetta Maria		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/paradosso-della-visibilita/#comment-157032</link>

		<dc:creator><![CDATA[Cornetta Maria]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Aug 2017 09:09:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io penso che, proprio grazie alla varietà infinita di contenuti, buoni, cattivi, costruttivi, contraddittori, o di qualunque tipo, la pericolosità di un messaggio sia diluita fino ad annullarsi nel marasma delle  informazioni (vere o false, poco importa). E&#039; il singolo soggetto che sceglie cosa leggere e cosa scartare, smettiamola di vedere tutti gli esseri umani come contenitori passivi di notizie manipolatorie. Oggi la gente è istruita, può decidere se schierarsi da una parte o dall&#039;altra, perciò la tecnologia resta sempre e comunque un interessante e prezioso strumento per formare una personalità che,al contrario, un mondo monotematico non garantirebbe. Se nel discorso si dovessero intromettere davvero elementi che eventualmente destabilizzano la società, abbiamo l&#039;ottimo servizio della polizia postale e in queste condizioni mi sento sicura. La libertà di parola non si può limitare a causa del ricatto delle paure. Un popolo maturo le affronta, non le rifugge.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io penso che, proprio grazie alla varietà infinita di contenuti, buoni, cattivi, costruttivi, contraddittori, o di qualunque tipo, la pericolosità di un messaggio sia diluita fino ad annullarsi nel marasma delle  informazioni (vere o false, poco importa). E&#8217; il singolo soggetto che sceglie cosa leggere e cosa scartare, smettiamola di vedere tutti gli esseri umani come contenitori passivi di notizie manipolatorie. Oggi la gente è istruita, può decidere se schierarsi da una parte o dall&#8217;altra, perciò la tecnologia resta sempre e comunque un interessante e prezioso strumento per formare una personalità che,al contrario, un mondo monotematico non garantirebbe. Se nel discorso si dovessero intromettere davvero elementi che eventualmente destabilizzano la società, abbiamo l&#8217;ottimo servizio della polizia postale e in queste condizioni mi sento sicura. La libertà di parola non si può limitare a causa del ricatto delle paure. Un popolo maturo le affronta, non le rifugge.</p>
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		<title>
		Di: Annamaria Testa		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/paradosso-della-visibilita/#comment-156431</link>

		<dc:creator><![CDATA[Annamaria Testa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Apr 2017 10:28:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[AGGIORNAMENTO
Steve Stephens, 37 anni, ammazza una persona scelta a caso, a Cleveland, e poi mette il video su Facebook. Le immagini restano online per 3 ore e vengono condivise più di un milione di volte.

L’anarchia dei contenuti è uno tsunami che rischia di travolgere la creazione di Zuckerberg. E adesso l’azienda ha paura. Beppe Severgnini sul Corriere della Sera, ricorda che solo nel 2016 Zuckerberg definiva Facebook una &quot;tech company&quot; senza responsabilità diretta dei contenuti pubblicati. Ora i fatto lo costringono a cambiare idea.

http://www.corriere.it/cronache/17_aprile_18/immagini-online-3-ore-responsabilita-social-facebook-omicidio-diretta-severgnini-b93c7842-23ac-11e7-9fca-ec0025fa502c.shtml]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>AGGIORNAMENTO<br />
Steve Stephens, 37 anni, ammazza una persona scelta a caso, a Cleveland, e poi mette il video su Facebook. Le immagini restano online per 3 ore e vengono condivise più di un milione di volte.</p>
<p>L’anarchia dei contenuti è uno tsunami che rischia di travolgere la creazione di Zuckerberg. E adesso l’azienda ha paura. Beppe Severgnini sul Corriere della Sera, ricorda che solo nel 2016 Zuckerberg definiva Facebook una &#8220;tech company&#8221; senza responsabilità diretta dei contenuti pubblicati. Ora i fatto lo costringono a cambiare idea.</p>
<p><a href="http://www.corriere.it/cronache/17_aprile_18/immagini-online-3-ore-responsabilita-social-facebook-omicidio-diretta-severgnini-b93c7842-23ac-11e7-9fca-ec0025fa502c.shtml" rel="nofollow ugc">http://www.corriere.it/cronache/17_aprile_18/immagini-online-3-ore-responsabilita-social-facebook-omicidio-diretta-severgnini-b93c7842-23ac-11e7-9fca-ec0025fa502c.shtml</a></p>
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		<title>
		Di: Cornetta Maria		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/paradosso-della-visibilita/#comment-155933</link>

		<dc:creator><![CDATA[Cornetta Maria]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Feb 2017 16:56:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La silenziosa indifferenza può diventare &quot;colpevole&quot; quando si trasforma nell&#039;omertà di un popolo o di una categoria (ha citato le donne). Sono convinta che sia più produttiva la parola, perché il silenzio va interpretato, quindi, non esprimendosi esplicitamente, può essere ignorato da chi ha interesse che certi argomenti o certe censure restino nell&#039;ombra. Meglio un urlo di protesta, è la mia personale opinione, perché, in ogni caso, non rimane inascoltato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La silenziosa indifferenza può diventare &#8220;colpevole&#8221; quando si trasforma nell&#8217;omertà di un popolo o di una categoria (ha citato le donne). Sono convinta che sia più produttiva la parola, perché il silenzio va interpretato, quindi, non esprimendosi esplicitamente, può essere ignorato da chi ha interesse che certi argomenti o certe censure restino nell&#8217;ombra. Meglio un urlo di protesta, è la mia personale opinione, perché, in ogni caso, non rimane inascoltato.</p>
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		<title>
		Di: Nicola		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/paradosso-della-visibilita/#comment-155816</link>

		<dc:creator><![CDATA[Nicola]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Jan 2017 23:06:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[mentre noi siamo qui ci sono dei giornalisti o dei presentatori in certe televisioni che chiedono al padre di un morto: “Cosa prova in questo momento?”. Era solo per dire, perché siccome mi hanno spiegato che se cade un albero in Amazzonia presto ci saranno dei problemi anche qua perché tutto è collegato e l’energia negativa gira e ha degli effetti anche su di noi, non vorrei che fosse così anche per certi presentatori, certi giornalisti, certi programmi televisivi che, anche se non li stiamo vedendo e sentendo perché siamo a teatro, non vorrei che fossero comunque nocivi, provocando, come fumo passivo, dei tumori cerebrali, delle metastasi intellettuali. Allora vorrei scrivere, sotto certi personaggi televisivi, NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE, è possibile?”
Alessandro Bergonzoni, &quot;urge&quot;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>mentre noi siamo qui ci sono dei giornalisti o dei presentatori in certe televisioni che chiedono al padre di un morto: “Cosa prova in questo momento?”. Era solo per dire, perché siccome mi hanno spiegato che se cade un albero in Amazzonia presto ci saranno dei problemi anche qua perché tutto è collegato e l’energia negativa gira e ha degli effetti anche su di noi, non vorrei che fosse così anche per certi presentatori, certi giornalisti, certi programmi televisivi che, anche se non li stiamo vedendo e sentendo perché siamo a teatro, non vorrei che fossero comunque nocivi, provocando, come fumo passivo, dei tumori cerebrali, delle metastasi intellettuali. Allora vorrei scrivere, sotto certi personaggi televisivi, NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE, è possibile?”<br />
Alessandro Bergonzoni, &#8220;urge&#8221;</p>
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		<title>
		Di: Nicola		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/paradosso-della-visibilita/#comment-155815</link>

		<dc:creator><![CDATA[Nicola]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Jan 2017 23:05:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Che cosa non darei perché questo articolo raggiungesse milioni di persone. Purtoppo non succederà, e quelli che avrebbero più bisogno di leggerlo, semmai ci si imbatteranno, gli dedicheranno pochi secondi prima di tornare a Pomeriggio 5.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che cosa non darei perché questo articolo raggiungesse milioni di persone. Purtoppo non succederà, e quelli che avrebbero più bisogno di leggerlo, semmai ci si imbatteranno, gli dedicheranno pochi secondi prima di tornare a Pomeriggio 5.</p>
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		<title>
		Di: Annalisa		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/paradosso-della-visibilita/#comment-155814</link>

		<dc:creator><![CDATA[Annalisa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Jan 2017 21:49:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Bravissima Annamaria. 
Già molti anni fa iniziai a segnalare a Facebook i video e le foto che riprendevano nei dettagli i maltrattamenti di animali. 
Quella che tu evidenzi è l&#039;unica strada non solo deontologicamente corretta per chi lavori nell&#039;informazione, ma anche umanamente accettabile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bravissima Annamaria.<br />
Già molti anni fa iniziai a segnalare a Facebook i video e le foto che riprendevano nei dettagli i maltrattamenti di animali.<br />
Quella che tu evidenzi è l&#8217;unica strada non solo deontologicamente corretta per chi lavori nell&#8217;informazione, ma anche umanamente accettabile.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Cellaio		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/paradosso-della-visibilita/#comment-153697</link>

		<dc:creator><![CDATA[Cellaio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Sep 2016 11:15:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Durante la lettura di questo interessantissimo pezzo continuavo a ripetermi &quot;Il medium è il messaggio!&quot; &quot;bellezza&quot;
. 
Chiunque di noi (anche se non fa il college) abbia la volontà di  costruire scientemente un medium basato sul chiacchiericcio non potrà negare di meditare la proliferazione confusa delle voci e dei pensieri (che oggi si chiama &quot;caos creativo&quot;) e purtroppo anche quella  di deviazioni deprecabili. 

Altro che piazza sociale e globale per la reunion dell&#039;intellighenzia.  Tutto funzionale al traffico, al rilancio, al compulsivo consumo di click molto gradito alla pubblicità. 

Si potrebbe anche controbattere che il marketing a cui queste tecnologie fanno riferimento teorico,e che ormai ha assunto il rango di  &quot;scienza&quot; del comportamento e della psicologia monovalente dell&#039;acquisto (non ci credo alla barzelletta della creazione di valore), è inconciliabile con l&#039;etica, la quale anch&#039;essa ha a che fare con le azioni e i comportamenti ma secondo principi sublimati spesso in bene supremo.

Non è un caso che la creazione di gruppi chiusi ( se non della classica pizzata real-time) serva proprio a ritrovare coerenza in  media che hanno la pretesa di innalzare la Condivisione a dominus costitutivo di una società  che può progredire solo se chiacchiera costantemente, scimmiottando una teoria salvifica del dono  che sta creando disoccupazione in tutto il  mondo. 

Detto così sembra un po&#039; tutto ridicolo.. vero?  Io proporrei questo  rimedio: promuovere il boicottaggio di socialmedia come Facebook (che io ribattezzerei Facebuuu) e chiedere a chi lavora nell&#039;informazione di fare il suo lavoro: ovvero quello di selezionare i contenuti secondo una rilevanza informativa il cui punto di riferimento sia una  utopica società di individui intelligenti.
Un saluto a tutti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Durante la lettura di questo interessantissimo pezzo continuavo a ripetermi &#8220;Il medium è il messaggio!&#8221; &#8220;bellezza&#8221;<br />
.<br />
Chiunque di noi (anche se non fa il college) abbia la volontà di  costruire scientemente un medium basato sul chiacchiericcio non potrà negare di meditare la proliferazione confusa delle voci e dei pensieri (che oggi si chiama &#8220;caos creativo&#8221;) e purtroppo anche quella  di deviazioni deprecabili. </p>
<p>Altro che piazza sociale e globale per la reunion dell&#8217;intellighenzia.  Tutto funzionale al traffico, al rilancio, al compulsivo consumo di click molto gradito alla pubblicità. </p>
<p>Si potrebbe anche controbattere che il marketing a cui queste tecnologie fanno riferimento teorico,e che ormai ha assunto il rango di  &#8220;scienza&#8221; del comportamento e della psicologia monovalente dell&#8217;acquisto (non ci credo alla barzelletta della creazione di valore), è inconciliabile con l&#8217;etica, la quale anch&#8217;essa ha a che fare con le azioni e i comportamenti ma secondo principi sublimati spesso in bene supremo.</p>
<p>Non è un caso che la creazione di gruppi chiusi ( se non della classica pizzata real-time) serva proprio a ritrovare coerenza in  media che hanno la pretesa di innalzare la Condivisione a dominus costitutivo di una società  che può progredire solo se chiacchiera costantemente, scimmiottando una teoria salvifica del dono  che sta creando disoccupazione in tutto il  mondo. </p>
<p>Detto così sembra un po&#8217; tutto ridicolo.. vero?  Io proporrei questo  rimedio: promuovere il boicottaggio di socialmedia come Facebook (che io ribattezzerei Facebuuu) e chiedere a chi lavora nell&#8217;informazione di fare il suo lavoro: ovvero quello di selezionare i contenuti secondo una rilevanza informativa il cui punto di riferimento sia una  utopica società di individui intelligenti.<br />
Un saluto a tutti.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Vittorio Cucchi		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/paradosso-della-visibilita/#comment-153490</link>

		<dc:creator><![CDATA[Vittorio Cucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Aug 2016 09:52:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho letto e riletto il pezzo di Maurizio Boldrini, che ho trovato non per caso un poco involuto in confronto alla lineare lucidità del testo di NeU meritevolmente citato e, si spera, ulteriormente divulgato. Mi pare di capire che il punto di partenza sia un’infelice vignetta di Riccardo Mannelli, che nel satireggiare ( legittimamente) una Signora ministro (ministra? Ditemi cosa devo dire e io mi adeguo) indulge (illegittimamente) su un tratto anatomico della medesima. Sessismo, ovvio. Dunque che fare? Assolvere dal peccatuccio con pater ave gloria rischiando di apparire finanche conniventi, condannare con alte grida dando al cattivo esempio la visibilità che non si merita, o scuotere la testa e “non ti curar” sperando che senza visibilità i cattivi esempi si annientino da soli? Sulla scorta dell’articolo di NeU propenderei semplicemente per la terza soluzione, rifuggendo a piè pari da tante letture sofisticamente capovolte e, per l’appunto, involute, che si potrebbero pure evocare, primo fra tutti il rischio di celebrare la Signora ministro, che da oggetto di legittima satira per il suo OPERATO finirebbe con il riscuotere la solidarietà universale a prescindere per l’uso distorto del suo CORPO da parte del vignettista, e così via, fino al supremo paradosso sofistico che attanaglia il sottoscritto, brutalmente esposto al doppio pericolo di non vedere il sessismo altrui, per il semplice fatto di non concepirlo mentalmente, e di sentirsi accusato di sessismo a sproposito. Funziona così: tu non concepisci cose come la discriminazione di genere e non ti sogneresti mai di evidenziare dati anatomici o estetici in un contesto pubblico, sociale o professionale. Insomma, nulla ti importa per davvero, e il non importare è per te dato POSITIVO, che il ministro o il postino sia donna, cicciottella o magrolina, e men che meno come vesta o quali tratti anatomici possa evidenziare o nascondere ( e, per inciso, microgonna o hijab per me non fa differenza, entrambi legittimi e del tutto ininfluenti). E se dunque nulla ti importa in senso etimologico (e ci tieni a dirlo) che sia donna, per te vale la parità ASSOLUTA, che prevede il libero diritto di critica, nei limiti della fondatezza e della correttezza, verso il ministro o il postino in quanto ministro o postino ( o ministra e postina), perché l’essere donna non deve essere, criminalmente, un limite, ma neppure, sofisticamente, un privilegio. Ebbene, dove sta il problema? Nel fatto che spesso, per effetto paradossale del sessismo duro a morire, una critica ponderata e motivata ad atteggiamenti poco professionali, arroganti, ignoranti, cattivi, da parte di un professionista donna finisce con l’essere recepita come pretestuosa e sessualmente prevaricatrice o, ancor orribilmente peggio, motivata da invidia per la posizione superiore raggiunta dalla Signora in questione. Insomma, fra paradossi involuti e sofismi latenti è ora di darci davvero una regolata, e prendere la giusta strada. Insomma, caro dottor Mannelli e compagni, proviamo a estirpare dalla vostra cultura lo Stato delle cos(c)e. Torniamo alle COSE cioè alla REALTA’ più equa e semplice.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto e riletto il pezzo di Maurizio Boldrini, che ho trovato non per caso un poco involuto in confronto alla lineare lucidità del testo di NeU meritevolmente citato e, si spera, ulteriormente divulgato. Mi pare di capire che il punto di partenza sia un’infelice vignetta di Riccardo Mannelli, che nel satireggiare ( legittimamente) una Signora ministro (ministra? Ditemi cosa devo dire e io mi adeguo) indulge (illegittimamente) su un tratto anatomico della medesima. Sessismo, ovvio. Dunque che fare? Assolvere dal peccatuccio con pater ave gloria rischiando di apparire finanche conniventi, condannare con alte grida dando al cattivo esempio la visibilità che non si merita, o scuotere la testa e “non ti curar” sperando che senza visibilità i cattivi esempi si annientino da soli? Sulla scorta dell’articolo di NeU propenderei semplicemente per la terza soluzione, rifuggendo a piè pari da tante letture sofisticamente capovolte e, per l’appunto, involute, che si potrebbero pure evocare, primo fra tutti il rischio di celebrare la Signora ministro, che da oggetto di legittima satira per il suo OPERATO finirebbe con il riscuotere la solidarietà universale a prescindere per l’uso distorto del suo CORPO da parte del vignettista, e così via, fino al supremo paradosso sofistico che attanaglia il sottoscritto, brutalmente esposto al doppio pericolo di non vedere il sessismo altrui, per il semplice fatto di non concepirlo mentalmente, e di sentirsi accusato di sessismo a sproposito. Funziona così: tu non concepisci cose come la discriminazione di genere e non ti sogneresti mai di evidenziare dati anatomici o estetici in un contesto pubblico, sociale o professionale. Insomma, nulla ti importa per davvero, e il non importare è per te dato POSITIVO, che il ministro o il postino sia donna, cicciottella o magrolina, e men che meno come vesta o quali tratti anatomici possa evidenziare o nascondere ( e, per inciso, microgonna o hijab per me non fa differenza, entrambi legittimi e del tutto ininfluenti). E se dunque nulla ti importa in senso etimologico (e ci tieni a dirlo) che sia donna, per te vale la parità ASSOLUTA, che prevede il libero diritto di critica, nei limiti della fondatezza e della correttezza, verso il ministro o il postino in quanto ministro o postino ( o ministra e postina), perché l’essere donna non deve essere, criminalmente, un limite, ma neppure, sofisticamente, un privilegio. Ebbene, dove sta il problema? Nel fatto che spesso, per effetto paradossale del sessismo duro a morire, una critica ponderata e motivata ad atteggiamenti poco professionali, arroganti, ignoranti, cattivi, da parte di un professionista donna finisce con l’essere recepita come pretestuosa e sessualmente prevaricatrice o, ancor orribilmente peggio, motivata da invidia per la posizione superiore raggiunta dalla Signora in questione. Insomma, fra paradossi involuti e sofismi latenti è ora di darci davvero una regolata, e prendere la giusta strada. Insomma, caro dottor Mannelli e compagni, proviamo a estirpare dalla vostra cultura lo Stato delle cos(c)e. Torniamo alle COSE cioè alla REALTA’ più equa e semplice.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Annamaria Testa		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/paradosso-della-visibilita/#comment-153489</link>

		<dc:creator><![CDATA[Annamaria Testa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Aug 2016 09:00:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo articolo di NeU è stato citato sull&#039;Unità.
http://www.unita.tv/opinioni/satira-sessista-quanti-silenzi/]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo articolo di NeU è stato citato sull&#8217;Unità.<br />
<a href="http://www.unita.tv/opinioni/satira-sessista-quanti-silenzi/" rel="nofollow ugc">http://www.unita.tv/opinioni/satira-sessista-quanti-silenzi/</a></p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Sergio Maxia		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/paradosso-della-visibilita/#comment-153476</link>

		<dc:creator><![CDATA[Sergio Maxia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Aug 2016 12:18:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[C&#039;è modo e modo di porgere e trasmettere la notizia. Così come di recepirla. È tutta questione di sensibilità e cultura, all&#039;innalzamento delle quali dovrebbe partecipare (molto) più attivamente anche
la scuola.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è modo e modo di porgere e trasmettere la notizia. Così come di recepirla. È tutta questione di sensibilità e cultura, all&#8217;innalzamento delle quali dovrebbe partecipare (molto) più attivamente anche<br />
la scuola.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Marco w		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/paradosso-della-visibilita/#comment-153439</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marco w]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Aug 2016 15:23:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Brava Annamaria !!!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Brava Annamaria !!!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Lazzaro		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/paradosso-della-visibilita/#comment-153268</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lazzaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Aug 2016 22:34:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[...a volte stare in silenzio è la cosa migliore da fare... That&#039;s all.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;a volte stare in silenzio è la cosa migliore da fare&#8230; That&#8217;s all.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Vittorio Cucchi		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/paradosso-della-visibilita/#comment-153264</link>

		<dc:creator><![CDATA[Vittorio Cucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Aug 2016 13:30:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La sconcertante evoluzione dei meccanismi comunicativi sembra aver trasformato in poco tempo il problema della censura quasi fiancheggiatrice ( tipo non si parla di violenza sesuale, non la si denuncia eccetera) nell&#039;estremo opposto della esibizione reiterata ed enfatizzata di ogni mostruosità e dei suoi protagonisti o presunti tali, ormai oggetto di estenuanti maratone televisive ( per non parlare di altri mezzi) nelle quali è sempre più uso celebrare una sorta di processo parallelo a quello delle aule giudiziarie inducendo la massa degli spettatori ad improvvisarsi biologi forensi, periti psichiatri, inquirenti e giudicanti tutto in uno, come se il confine fra realtà e finzione ( e fiction è latino, non inglese....) fosse più labile che mai. Ebbene, io nel mio piccolo credo che il rischio emulazione sia qualcosa di molto reale, anche se è diffcile provarlo, ma temo soprattutto il fenomeno della autoapologia al contrarrio, ovvero il fatto che in molti potremmo crederci brave persone solo perchè non siamo assassini in genere, femminicidi, pedofili, violentatori, molestatori e via inorridendo. &quot;Se questo è il mondo, io sono vicino alla perfezione, visto che non ho mai ucciso nè violentato nessuno&quot;, e poco importa se la mia pars construens è striminzita, se non ho dato amore vero, se non ho seminato pace e libertà. Forse questo è il pericolo vero, e per questo qualcosa si deve fare. Avere tentato di impedire che una pubblicità sessista fosse veicolata dal tg 1 della sera è scelta sicuramente elogiabile, come condivisibile mi pare lo stile di Le Monde. Speriamo in una moltiplicazione degli esempi virtuosi e in una riscioperta del valore del silenzio. .]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La sconcertante evoluzione dei meccanismi comunicativi sembra aver trasformato in poco tempo il problema della censura quasi fiancheggiatrice ( tipo non si parla di violenza sesuale, non la si denuncia eccetera) nell&#8217;estremo opposto della esibizione reiterata ed enfatizzata di ogni mostruosità e dei suoi protagonisti o presunti tali, ormai oggetto di estenuanti maratone televisive ( per non parlare di altri mezzi) nelle quali è sempre più uso celebrare una sorta di processo parallelo a quello delle aule giudiziarie inducendo la massa degli spettatori ad improvvisarsi biologi forensi, periti psichiatri, inquirenti e giudicanti tutto in uno, come se il confine fra realtà e finzione ( e fiction è latino, non inglese&#8230;.) fosse più labile che mai. Ebbene, io nel mio piccolo credo che il rischio emulazione sia qualcosa di molto reale, anche se è diffcile provarlo, ma temo soprattutto il fenomeno della autoapologia al contrarrio, ovvero il fatto che in molti potremmo crederci brave persone solo perchè non siamo assassini in genere, femminicidi, pedofili, violentatori, molestatori e via inorridendo. &#8220;Se questo è il mondo, io sono vicino alla perfezione, visto che non ho mai ucciso nè violentato nessuno&#8221;, e poco importa se la mia pars construens è striminzita, se non ho dato amore vero, se non ho seminato pace e libertà. Forse questo è il pericolo vero, e per questo qualcosa si deve fare. Avere tentato di impedire che una pubblicità sessista fosse veicolata dal tg 1 della sera è scelta sicuramente elogiabile, come condivisibile mi pare lo stile di Le Monde. Speriamo in una moltiplicazione degli esempi virtuosi e in una riscioperta del valore del silenzio. .</p>
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		<title>
		Di: Nontelodico		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/paradosso-della-visibilita/#comment-153263</link>

		<dc:creator><![CDATA[Nontelodico]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Aug 2016 10:59:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ben scritto, secondo me, che penso anche ad Erostrato.
Wikipedia riporta &quot;I suoi concittadini, gli Efesî, lo condannarono a morte e decretarono che non venisse mai ricordato il suo nome&quot;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ben scritto, secondo me, che penso anche ad Erostrato.<br />
Wikipedia riporta &#8220;I suoi concittadini, gli Efesî, lo condannarono a morte e decretarono che non venisse mai ricordato il suo nome&#8221;</p>
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