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	Commenti a: Parole inglesi di cui potremmo serenamente fare a meno	</title>
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	<description>Teorie e pratiche della creatività.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 01 Mar 2018 08:36:55 +0000</lastBuildDate>
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		<title>
		Di: Rodolfo		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/parole-inglesi-lingua-italiana/#comment-159894</link>

		<dc:creator><![CDATA[Rodolfo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Mar 2018 08:36:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In questi giorni di endorsement e di altre nefandezze mi provocano ancor più travaso di bile gli emmeelle. Non c&#039;è trasmissione tv che non ospiti un cuoco che propina l&#039;ennesima ricetta con le dosi degli ingredienti misurate in emme-elle. L&#039;unità di misura sarebbe ml, in minuscolo e senza punto, secondo le convenzioni internazionali ormai centenarie, e la sua lettura è millilitri. La millesima parte di un litro. Per una ricetta culinaria è una precisione ridicola come indicare la distanza fra Roma e Milano in metri. 
Dire emmeelle invece che millilitri (parola in esteso formata da un numero inferiore di lettere) dimostra la totale ignoranza circa ciò che si sta nominando.
Sono alto un emme e settantacinque ciemme, il mio cervello occupa trevirgoladue emmeemme con tre piccolo un po&#039; in alto, mentre il mio peso è di oltre centotrentacinque cappagì. I cuochi e i loro anfitrioni parlano così.
(E per essere cuochi basta saper dire: andiamo a tagliare, andiamo a mescolare, andiamo a…, provate ad ascoltarli, vanno sempre senza andare mai.) Gli emmeelle non sarebbero un gran danno se non fosse che, ripetuto per tutte le rubriche tv e per il numero di spettatori, viene detto e ascoltato milioni di volte ogni giorno. E gli emmeelle sono sullo stesso piano degli jobsact, degli endorsement e delle migliaia di termini non italiani –non li definirei neppure in inglese– che i media e i giornalisti-cuochi ci propinano quotidianamente. Non è modernità: è ignoranza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni di endorsement e di altre nefandezze mi provocano ancor più travaso di bile gli emmeelle. Non c&#8217;è trasmissione tv che non ospiti un cuoco che propina l&#8217;ennesima ricetta con le dosi degli ingredienti misurate in emme-elle. L&#8217;unità di misura sarebbe ml, in minuscolo e senza punto, secondo le convenzioni internazionali ormai centenarie, e la sua lettura è millilitri. La millesima parte di un litro. Per una ricetta culinaria è una precisione ridicola come indicare la distanza fra Roma e Milano in metri.<br />
Dire emmeelle invece che millilitri (parola in esteso formata da un numero inferiore di lettere) dimostra la totale ignoranza circa ciò che si sta nominando.<br />
Sono alto un emme e settantacinque ciemme, il mio cervello occupa trevirgoladue emmeemme con tre piccolo un po&#8217; in alto, mentre il mio peso è di oltre centotrentacinque cappagì. I cuochi e i loro anfitrioni parlano così.<br />
(E per essere cuochi basta saper dire: andiamo a tagliare, andiamo a mescolare, andiamo a…, provate ad ascoltarli, vanno sempre senza andare mai.) Gli emmeelle non sarebbero un gran danno se non fosse che, ripetuto per tutte le rubriche tv e per il numero di spettatori, viene detto e ascoltato milioni di volte ogni giorno. E gli emmeelle sono sullo stesso piano degli jobsact, degli endorsement e delle migliaia di termini non italiani –non li definirei neppure in inglese– che i media e i giornalisti-cuochi ci propinano quotidianamente. Non è modernità: è ignoranza.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Alessandro		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/parole-inglesi-lingua-italiana/#comment-159337</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jan 2018 14:33:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://nuovoeutile.it/parole-inglesi-lingua-italiana/#comment-158946&quot;&gt;Annamaria Testa&lt;/a&gt;.

http://www.treccani.it/vocabolario/badare/

1. Attendere a qualche cosa, averne cura, sorvegliare:
...

non si scoraggi...


badante
ba·dàn·te/
sostantivo maschile e femminile
Persona addetta all&#039;assistenza di anziani, ammalati o disabili.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://nuovoeutile.it/parole-inglesi-lingua-italiana/#comment-158946">Annamaria Testa</a>.</p>
<p><a href="http://www.treccani.it/vocabolario/badare/" rel="nofollow ugc">http://www.treccani.it/vocabolario/badare/</a></p>
<p>1. Attendere a qualche cosa, averne cura, sorvegliare:<br />
&#8230;</p>
<p>non si scoraggi&#8230;</p>
<p>badante<br />
ba·dàn·te/<br />
sostantivo maschile e femminile<br />
Persona addetta all&#8217;assistenza di anziani, ammalati o disabili.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Laura		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/parole-inglesi-lingua-italiana/#comment-159290</link>

		<dc:creator><![CDATA[Laura]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jan 2018 17:04:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Anche l&#039;uso del verbo stressare col significato inglese: stressiamo questo punto!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche l&#8217;uso del verbo stressare col significato inglese: stressiamo questo punto!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Alesatoredivirgole		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/parole-inglesi-lingua-italiana/#comment-158968</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alesatoredivirgole]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Dec 2017 11:52:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://nuovoeutile.it/parole-inglesi-lingua-italiana/#comment-158960&quot;&gt;Rodolfo&lt;/a&gt;.

Ma come...? Dopo il casello nessun cartello con la scritta: &quot;si ringraziano i gentili caredriver&quot;.
Mah...!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://nuovoeutile.it/parole-inglesi-lingua-italiana/#comment-158960">Rodolfo</a>.</p>
<p>Ma come&#8230;? Dopo il casello nessun cartello con la scritta: &#8220;si ringraziano i gentili caredriver&#8221;.<br />
Mah&#8230;!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Rodolfo		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/parole-inglesi-lingua-italiana/#comment-158960</link>

		<dc:creator><![CDATA[Rodolfo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Dec 2017 07:56:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Percorro un breve tratto d&#039;autostrada. Un cartello luminoso segnala: &quot;Temperature altamente negative, prestare attenzione&quot;. Guardo in alto. Qualche centinaio di metri dopo: &quot;Controllo elettronico della velocità effettuato con sistema Tutor&quot;. Come se fosse possibile farlo in altro modo. Non ne posso più, decido di uscire al &quot;Casello ad avanzato livello di automazione&quot;. Che vuol dire che infili il biglietto in una fessura, nell&#039;altra il denaro e la sbarra si solleva. Chissà cosa volevano dire? Saranno gli stessi autori che coadiuvano i relativi legislatori a redarre i testi delle normative vigenti?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Percorro un breve tratto d&#8217;autostrada. Un cartello luminoso segnala: &#8220;Temperature altamente negative, prestare attenzione&#8221;. Guardo in alto. Qualche centinaio di metri dopo: &#8220;Controllo elettronico della velocità effettuato con sistema Tutor&#8221;. Come se fosse possibile farlo in altro modo. Non ne posso più, decido di uscire al &#8220;Casello ad avanzato livello di automazione&#8221;. Che vuol dire che infili il biglietto in una fessura, nell&#8217;altra il denaro e la sbarra si solleva. Chissà cosa volevano dire? Saranno gli stessi autori che coadiuvano i relativi legislatori a redarre i testi delle normative vigenti?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Annamaria Testa		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/parole-inglesi-lingua-italiana/#comment-158946</link>

		<dc:creator><![CDATA[Annamaria Testa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Dec 2017 22:30:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://nuovoeutile.it/parole-inglesi-lingua-italiana/#comment-158944&quot;&gt;Francesca Mancini&lt;/a&gt;.

Ha ragione: &quot;badante&quot;, anche se ormai è entrato nel linguaggio corrente, resta un termine brutale, che evoca più la sorveglianza che l&#039;accudimento.
Sono certa che, combinando i termini &quot;familiare&quot;, &quot;assistente&quot;, &quot;curante&quot;, che già sono a disposizione, la sua sensibilità le farà trovare la perifrasi più opportuna.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://nuovoeutile.it/parole-inglesi-lingua-italiana/#comment-158944">Francesca Mancini</a>.</p>
<p>Ha ragione: &#8220;badante&#8221;, anche se ormai è entrato nel linguaggio corrente, resta un termine brutale, che evoca più la sorveglianza che l&#8217;accudimento.<br />
Sono certa che, combinando i termini &#8220;familiare&#8221;, &#8220;assistente&#8221;, &#8220;curante&#8221;, che già sono a disposizione, la sua sensibilità le farà trovare la perifrasi più opportuna.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Valeria		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/parole-inglesi-lingua-italiana/#comment-158945</link>

		<dc:creator><![CDATA[Valeria]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Dec 2017 22:20:43 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://nuovoeutile.it/?p=23481#comment-158945</guid>

					<description><![CDATA[Grazie per questo articolo e per i tanti spunti di riflessione.
Dal mio punto di vista, usare un termine inglese, impronunciabile per molti e non di immediata comprensione (caregiver, careleaver, whistleblowers...), soprattutto in ambito legislativo, ha anche l&#039;effetto secondario di allontanare il soggetto, di renderci la questione più aliena, altra, come se non si parlasse di noi, delle nostre famiglie, del nostro mondo. Cos&#039;è, in fondo, il caregiver, se non una sorella, un figlio, un compagno, alle prese con una quotidianità difficile insieme ad un proprio caro malato o in difficoltà? E whistleblower, un collega o un dipendente che abbia denunciato un comportamento scorretto nell&#039;ambiente di lavoro? 
Usare una locazione è forse più lungo ma renderebbe tutto più semplice e comprensibile, e soprattutto vicino a noi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie per questo articolo e per i tanti spunti di riflessione.<br />
Dal mio punto di vista, usare un termine inglese, impronunciabile per molti e non di immediata comprensione (caregiver, careleaver, whistleblowers&#8230;), soprattutto in ambito legislativo, ha anche l&#8217;effetto secondario di allontanare il soggetto, di renderci la questione più aliena, altra, come se non si parlasse di noi, delle nostre famiglie, del nostro mondo. Cos&#8217;è, in fondo, il caregiver, se non una sorella, un figlio, un compagno, alle prese con una quotidianità difficile insieme ad un proprio caro malato o in difficoltà? E whistleblower, un collega o un dipendente che abbia denunciato un comportamento scorretto nell&#8217;ambiente di lavoro?<br />
Usare una locazione è forse più lungo ma renderebbe tutto più semplice e comprensibile, e soprattutto vicino a noi.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Francesca Mancini		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/parole-inglesi-lingua-italiana/#comment-158944</link>

		<dc:creator><![CDATA[Francesca Mancini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Dec 2017 21:31:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gentile signora Testa
La ringrazio molto per aver affrontato questo argomento. Mi riferisco in particolare al termine caregiver. Non sono un’esperta linguista ma faccio il medico e mi occupo di malattie neurodegenerative. Caregiver e badante sono termini che devo usare molto di frequente, e soffro! Sono riuscita a trovare una alternativa a “badante”: collaboratore/trice famigliare. È più lungo ma decisame meno fastidioso, per me, anche da un punto di vista estetico sonoro. Ma per caregiver, non sono riuscita a trovare una alternativa accettabile. Oltretutto caregiver suona bene. Ma spesso, i pazienti stessi, e i loro caregiver, non ne comprendono il significato.
Che fare? Possibile che la lingua italiana non offra una soluzione??? Piuttosto il latino!
Mi aiuti!
Grazie, Francesca]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile signora Testa<br />
La ringrazio molto per aver affrontato questo argomento. Mi riferisco in particolare al termine caregiver. Non sono un’esperta linguista ma faccio il medico e mi occupo di malattie neurodegenerative. Caregiver e badante sono termini che devo usare molto di frequente, e soffro! Sono riuscita a trovare una alternativa a “badante”: collaboratore/trice famigliare. È più lungo ma decisame meno fastidioso, per me, anche da un punto di vista estetico sonoro. Ma per caregiver, non sono riuscita a trovare una alternativa accettabile. Oltretutto caregiver suona bene. Ma spesso, i pazienti stessi, e i loro caregiver, non ne comprendono il significato.<br />
Che fare? Possibile che la lingua italiana non offra una soluzione??? Piuttosto il latino!<br />
Mi aiuti!<br />
Grazie, Francesca</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Annamaria Testa		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/parole-inglesi-lingua-italiana/#comment-158942</link>

		<dc:creator><![CDATA[Annamaria Testa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Dec 2017 19:28:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://nuovoeutile.it/parole-inglesi-lingua-italiana/#comment-158934&quot;&gt;Alessandra&lt;/a&gt;.

Cara Alessandra, 
grazie per l&#039;attenzione con cui hai letto il testo qui sopra.

Sul tema che proponi ti segnalo volentieri questo articolo della Crusca,
http://www.accademiadellacrusca.it/it/lingua-italiana/consulenza-linguistica/domande-risposte/soggetto
e in particolare:
&quot;Le forme lui, lei, loro funzionano normalmente e correttamente da soggetto tutte le volte che:
a. il soggetto è anche &quot;tema&quot;: ossia quando sentiamo che in realtà vogliamo dire &quot;per quanto riguarda lui (o lei o loro)&quot; e simili, il che certamente accade, tra l&#039;altro, quando il soggetto è accompagnato da anche, ancora, proprio, perfino, nemmeno, neanche, neppure, stesso, medesimo&quot;.

Detto questo: il registro linguistico scelto da NeU è amichevole e colloquiale, e tende a ricalcare le modalità informali del parlato. Se cerchi tra gli articoli, te ne accorgi. Ma, appunto, di scelta autoriale trattasi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://nuovoeutile.it/parole-inglesi-lingua-italiana/#comment-158934">Alessandra</a>.</p>
<p>Cara Alessandra,<br />
grazie per l&#8217;attenzione con cui hai letto il testo qui sopra.</p>
<p>Sul tema che proponi ti segnalo volentieri questo articolo della Crusca,<br />
<a href="http://www.accademiadellacrusca.it/it/lingua-italiana/consulenza-linguistica/domande-risposte/soggetto" rel="nofollow ugc">http://www.accademiadellacrusca.it/it/lingua-italiana/consulenza-linguistica/domande-risposte/soggetto</a><br />
e in particolare:<br />
&#8220;Le forme lui, lei, loro funzionano normalmente e correttamente da soggetto tutte le volte che:<br />
a. il soggetto è anche &#8220;tema&#8221;: ossia quando sentiamo che in realtà vogliamo dire &#8220;per quanto riguarda lui (o lei o loro)&#8221; e simili, il che certamente accade, tra l&#8217;altro, quando il soggetto è accompagnato da anche, ancora, proprio, perfino, nemmeno, neanche, neppure, stesso, medesimo&#8221;.</p>
<p>Detto questo: il registro linguistico scelto da NeU è amichevole e colloquiale, e tende a ricalcare le modalità informali del parlato. Se cerchi tra gli articoli, te ne accorgi. Ma, appunto, di scelta autoriale trattasi.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Michele		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/parole-inglesi-lingua-italiana/#comment-158937</link>

		<dc:creator><![CDATA[Michele]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Dec 2017 16:42:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Vorrei segnalarle un altro anglicismo (di pronuncia) decisamente superfluo che mi hanno riferito degli studenti d&#039;ingegneria qualche mese fa: il noto rettore di un notissimo politecnico italiano durante una cerimonia pare abbia utilizzato, in un discorso ovviamente interamente in italiano, la parola &quot;alumni&quot; pronunciandola però all&#039;inglese, &quot;alumnai&quot;. Ciò rientra in una crescente lista di cantonate linguistiche che denunciano non solo una tutto sommato veniale ignoranza del latino, bensì una vera e propria incapacità di riconoscerlo che per di più sarebbe stata (credo) impensabile o inammissibile fino a qualche tempo fa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei segnalarle un altro anglicismo (di pronuncia) decisamente superfluo che mi hanno riferito degli studenti d&#8217;ingegneria qualche mese fa: il noto rettore di un notissimo politecnico italiano durante una cerimonia pare abbia utilizzato, in un discorso ovviamente interamente in italiano, la parola &#8220;alumni&#8221; pronunciandola però all&#8217;inglese, &#8220;alumnai&#8221;. Ciò rientra in una crescente lista di cantonate linguistiche che denunciano non solo una tutto sommato veniale ignoranza del latino, bensì una vera e propria incapacità di riconoscerlo che per di più sarebbe stata (credo) impensabile o inammissibile fino a qualche tempo fa.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Alessandra		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/parole-inglesi-lingua-italiana/#comment-158934</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alessandra]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Dec 2017 15:06:39 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://nuovoeutile.it/?p=23481#comment-158934</guid>

					<description><![CDATA[Sono perfettamente d&#039;accordo su tutto.
Vorrei sollevare solo un appunto: perchè ha scritto, riferendosi all&#039;inglese, &quot;povera lingua anche lei&quot; anziché &quot;povera lingua anch&#039;essa&quot;? Ho notato recentemente questa preferenza diffusa di scrivere &quot;lui&quot; e &quot;lei&quot; al posto di &quot;esso&quot; o &quot;essa&quot;, dove  invece questi ultimi sarebbero auspicabili. Per quel che possa valere la mia opinione, non gradisco questo uso. A costo di sembrare antica, e sono solo una ragazza!, preferisco sempre adoperare tutte le sfumature della nostra lingua meravigliosa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono perfettamente d&#8217;accordo su tutto.<br />
Vorrei sollevare solo un appunto: perchè ha scritto, riferendosi all&#8217;inglese, &#8220;povera lingua anche lei&#8221; anziché &#8220;povera lingua anch&#8217;essa&#8221;? Ho notato recentemente questa preferenza diffusa di scrivere &#8220;lui&#8221; e &#8220;lei&#8221; al posto di &#8220;esso&#8221; o &#8220;essa&#8221;, dove  invece questi ultimi sarebbero auspicabili. Per quel che possa valere la mia opinione, non gradisco questo uso. A costo di sembrare antica, e sono solo una ragazza!, preferisco sempre adoperare tutte le sfumature della nostra lingua meravigliosa.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Licia Corbolante		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/parole-inglesi-lingua-italiana/#comment-158931</link>

		<dc:creator><![CDATA[Licia Corbolante]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Dec 2017 12:15:55 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://nuovoeutile.it/?p=23481#comment-158931</guid>

					<description><![CDATA[Tweet di ieri di Maria Elena Boschi: “&lt;i&gt;Con il Sottosegretario @LuigiBobba per presentare nuove misure del Governo a favore dei &lt;strong&gt;care leavers&lt;/strong&gt; e per accompagnare i giovani verso l’autonomia&lt;/i&gt;”. Ennesimo anglicismo governativo (con tanto di S al plurale!) ma qui &lt;i&gt;care&lt;/i&gt; ha un significato diverso: fa riferimento ai minori in &lt;i&gt;affido&lt;/i&gt; che diventano maggiorenni. Per chi non sa l’inglese si crea solo grande confusione perché &lt;i&gt;caregiver&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;care leaver &lt;/i&gt;appaiono molto simili.

La parola inglese &lt;i&gt;care&lt;/i&gt; infatti è estremamente generica e indica qualsiasi tipo di attenzione, cura o altro che si presta a persona o cosa per assicurare il suo benessere fisico, materiale, psicologico, la sua protezione o la sua preservazione. 

Ecco perché &lt;i&gt;caregiver&lt;/i&gt; (inglese americano, in Europa si dice &lt;i&gt;carer&lt;/i&gt;) può indicare chiunque si occupi di persone che richiedono attenzione o assistenza, sia come volontario che a pagamento: in inglese anche una maestra d’asilo è una &lt;i&gt;caregiver&lt;/i&gt;.

In italiano sarebbe più logica una soluzione congruente con &lt;i&gt;assistere &lt;/i&gt;e &lt;i&gt;assistito&lt;/i&gt;, che sono le parole che usa chi ha familiari che hanno bisogno di &lt;i&gt;assistenza&lt;/i&gt;, ad esempio &lt;i&gt;familiare-assistente&lt;/i&gt; con il trattino che sottolinea il doppio ruolo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tweet di ieri di Maria Elena Boschi: “<i>Con il Sottosegretario @LuigiBobba per presentare nuove misure del Governo a favore dei <strong>care leavers</strong> e per accompagnare i giovani verso l’autonomia</i>”. Ennesimo anglicismo governativo (con tanto di S al plurale!) ma qui <i>care</i> ha un significato diverso: fa riferimento ai minori in <i>affido</i> che diventano maggiorenni. Per chi non sa l’inglese si crea solo grande confusione perché <i>caregiver</i> e <i>care leaver </i>appaiono molto simili.</p>
<p>La parola inglese <i>care</i> infatti è estremamente generica e indica qualsiasi tipo di attenzione, cura o altro che si presta a persona o cosa per assicurare il suo benessere fisico, materiale, psicologico, la sua protezione o la sua preservazione. </p>
<p>Ecco perché <i>caregiver</i> (inglese americano, in Europa si dice <i>carer</i>) può indicare chiunque si occupi di persone che richiedono attenzione o assistenza, sia come volontario che a pagamento: in inglese anche una maestra d’asilo è una <i>caregiver</i>.</p>
<p>In italiano sarebbe più logica una soluzione congruente con <i>assistere </i>e <i>assistito</i>, che sono le parole che usa chi ha familiari che hanno bisogno di <i>assistenza</i>, ad esempio <i>familiare-assistente</i> con il trattino che sottolinea il doppio ruolo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Annamaria Testa		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/parole-inglesi-lingua-italiana/#comment-158926</link>

		<dc:creator><![CDATA[Annamaria Testa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Dec 2017 09:08:48 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://nuovoeutile.it/?p=23481#comment-158926</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://nuovoeutile.it/parole-inglesi-lingua-italiana/#comment-158924&quot;&gt;Lorenzo&lt;/a&gt;.

Gentile Lorenzo,
grazie per il suo commento, prima di tutto.
La legge varata, al contrario del termine inglese impiegato, non riguarda chi (badanti: abbiamo già il termine, registrato nei vocabolari) si dedica agli infermi per uno stipendio: 
&quot;Lo Stato riconosce l&#039;attività di cura non professionale e gratuita prestata nei confronti di persone che necessitano di assistenza a lungo termine a causa di malattia, infermità o disabilità gravi, svolta nel contesto di relazioni affettive e familiari&quot; e riguarda esclusivamente i parenti. 

Infatti, negli articoli, proprio per distinguere i caregiver all&#039;italiana dai caregiver in inglese, spesso trovo specificato &quot;caregiver familiari&quot;. 
Forse, la scelta di un termine diverso da caregiver avrebbe anche aiutato a capire meglio di che (anzi, di chi) si tratta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://nuovoeutile.it/parole-inglesi-lingua-italiana/#comment-158924">Lorenzo</a>.</p>
<p>Gentile Lorenzo,<br />
grazie per il suo commento, prima di tutto.<br />
La legge varata, al contrario del termine inglese impiegato, non riguarda chi (badanti: abbiamo già il termine, registrato nei vocabolari) si dedica agli infermi per uno stipendio:<br />
&#8220;Lo Stato riconosce l&#8217;attività di cura non professionale e gratuita prestata nei confronti di persone che necessitano di assistenza a lungo termine a causa di malattia, infermità o disabilità gravi, svolta nel contesto di relazioni affettive e familiari&#8221; e riguarda esclusivamente i parenti. </p>
<p>Infatti, negli articoli, proprio per distinguere i caregiver all&#8217;italiana dai caregiver in inglese, spesso trovo specificato &#8220;caregiver familiari&#8221;.<br />
Forse, la scelta di un termine diverso da caregiver avrebbe anche aiutato a capire meglio di che (anzi, di chi) si tratta.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Lorenzo		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/parole-inglesi-lingua-italiana/#comment-158924</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Dec 2017 08:30:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://nuovoeutile.it/?p=23481#comment-158924</guid>

					<description><![CDATA[Gentile signora Testa,
la seguo da circa un anno e credo ormai di poter fare il mio primo intervento.
Ebbene anche per me l&#039;uso eccessivo di formule straniere, in una qualsiasi lingua, snatura la cultura locale, ma sono anche sufficientemente aperto ad accogliere neologismi che danno meglio il senso di quello che descrivono.
Caregiver (Oxforddictionaries: A family member or paid helper who regularly looks after a child or a sick, elderly, or disabled person)
Badante (DeMauro:Burocr. in strutture pubbliche, sorvegliante di minori, anziani e inabili)
Dama di compagnia (Corriere: Signora che per mestiere tiene compagnia a persone anziane)
Curante familiare o familiare curante (dov&#039;è il sostantivo?) sembrerrebbe eliminare, lessicalmente e quindi culturalmente chi si dedica ai nostri cari con uno stipendio.
Sarà il tempo a stabilire se prevarrà il concetto anglofono o viceversa quello locale.
Cordiali saluti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile signora Testa,<br />
la seguo da circa un anno e credo ormai di poter fare il mio primo intervento.<br />
Ebbene anche per me l&#8217;uso eccessivo di formule straniere, in una qualsiasi lingua, snatura la cultura locale, ma sono anche sufficientemente aperto ad accogliere neologismi che danno meglio il senso di quello che descrivono.<br />
Caregiver (Oxforddictionaries: A family member or paid helper who regularly looks after a child or a sick, elderly, or disabled person)<br />
Badante (DeMauro:Burocr. in strutture pubbliche, sorvegliante di minori, anziani e inabili)<br />
Dama di compagnia (Corriere: Signora che per mestiere tiene compagnia a persone anziane)<br />
Curante familiare o familiare curante (dov&#8217;è il sostantivo?) sembrerrebbe eliminare, lessicalmente e quindi culturalmente chi si dedica ai nostri cari con uno stipendio.<br />
Sarà il tempo a stabilire se prevarrà il concetto anglofono o viceversa quello locale.<br />
Cordiali saluti.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Mauro Finazzi		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/parole-inglesi-lingua-italiana/#comment-158909</link>

		<dc:creator><![CDATA[Mauro Finazzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Dec 2017 23:18:49 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://nuovoeutile.it/?p=23481#comment-158909</guid>

					<description><![CDATA[Io insegno italiano in Brasile, a San Paolo, dove è grande la comunità italiana e dove tutto quello che sa d&#039;Italia è &quot;venerato&quot;. Poi ascoltando Radio Rai 3, mannaggia, so che non c&#039;entra in questo, però... e sento una pubblicità  &quot;Io ci vado, campagna Happy Ageing....&quot;. Mortale!! Ma in quanti ci andranno davvero?
Mauro]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io insegno italiano in Brasile, a San Paolo, dove è grande la comunità italiana e dove tutto quello che sa d&#8217;Italia è &#8220;venerato&#8221;. Poi ascoltando Radio Rai 3, mannaggia, so che non c&#8217;entra in questo, però&#8230; e sento una pubblicità  &#8220;Io ci vado, campagna Happy Ageing&#8230;.&#8221;. Mortale!! Ma in quanti ci andranno davvero?<br />
Mauro</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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