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	Commenti a: Le persone dislessiche sono più creative?	</title>
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	<description>Teorie e pratiche della creatività.</description>
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		<title>
		Di: Annamaria Testa		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/persone-dislessiche-creative/#comment-157470</link>

		<dc:creator><![CDATA[Annamaria Testa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Oct 2017 15:37:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[AGGIORNAMENTO
È online il portale di Fondazione Tim sulla dislessia. Un sacco di info e strumenti utili!
http://www.dislessia.fondazionetim.it/home]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>AGGIORNAMENTO<br />
È online il portale di Fondazione Tim sulla dislessia. Un sacco di info e strumenti utili!<br />
<a href="http://www.dislessia.fondazionetim.it/home" rel="nofollow ugc">http://www.dislessia.fondazionetim.it/home</a></p>
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		<title>
		Di: Luisa Zaccarelli		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/persone-dislessiche-creative/#comment-151028</link>

		<dc:creator><![CDATA[Luisa Zaccarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Feb 2016 17:41:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per approfondire il discors dei DIS e della genialità si può leggere un bellissimo libro di Loredanda Garnero che si chiama &quot;Dislessia una visione in positivo&quot;. La Garnero non sposa la tesi DSA=genio, ma cerca di dare una lettura sceintificamente valida del come alcuni DSA abbiano sfruttato la loro neurodiversità invece di soccombere alle difficoltà che essa in qualche misura porta.
In particolare la mancanza di automatizzazione obbligherebbe la mente a cercare vie diagonali, soluzioni nuove, che a volte hanno portato anche alle grandi scoperte di tutti i tempi. Lo consiglio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per approfondire il discors dei DIS e della genialità si può leggere un bellissimo libro di Loredanda Garnero che si chiama &#8220;Dislessia una visione in positivo&#8221;. La Garnero non sposa la tesi DSA=genio, ma cerca di dare una lettura sceintificamente valida del come alcuni DSA abbiano sfruttato la loro neurodiversità invece di soccombere alle difficoltà che essa in qualche misura porta.<br />
In particolare la mancanza di automatizzazione obbligherebbe la mente a cercare vie diagonali, soluzioni nuove, che a volte hanno portato anche alle grandi scoperte di tutti i tempi. Lo consiglio.</p>
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		<title>
		Di: Paola Breseghello		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/persone-dislessiche-creative/#comment-144651</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paola Breseghello]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2015 21:02:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://nuovoeutile.it/persone-dislessiche-creative/#comment-86471&quot;&gt;Anna Garbo&lt;/a&gt;.

Molto interessante e molto poetico. Bellissimo. 
Mi sollecita la riflessione che, tra l&#039;altro, lo dovrebbe decidere l&#039;accertarsi che il bambino abbia avuto le sufficienti occasioni di apprendimento e di pratica. 
E&#039; bello valorizzare la riflessione sulle facili etichette e classificazioni. Però possono essere utili. Ad esempio per dare sollievo di spiegazione e tutela ai ragazzi e alle famiglie che attraversano autentici turbaMenti che non riescono a spiegarsi. Com&#039;è che mio figlio prima era allegro e sociale ed ora è ombroso e isolato? Com&#039;è che dice che è uguale la mia E alla sua che è rovescia, a testa in giù? E insiste pure: mi vuole provocare? Com&#039;è che è così intelligente eppure non riesce a scrivere, una pratica tanto banale? Com&#039;è possibile che mi scriva due volte chiesa e quattro volte ciesa? Com&#039;è possibile che abbia già dimenticato le tabelline che ricorda a memoria tutti pezzi di un puzzle? Vuole farmi impazzire? Lo fa apposta? E&#039; un piccolo bastardo? 
Una diagnosi ben fatta, ben gestita aiuta a darsi un perché e una speranza. A proteggere e proteggersi. 

Detto questo, poi, come dire? Normalizzare. Come direbbe mio figlio: via easy!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://nuovoeutile.it/persone-dislessiche-creative/#comment-86471">Anna Garbo</a>.</p>
<p>Molto interessante e molto poetico. Bellissimo.<br />
Mi sollecita la riflessione che, tra l&#8217;altro, lo dovrebbe decidere l&#8217;accertarsi che il bambino abbia avuto le sufficienti occasioni di apprendimento e di pratica.<br />
E&#8217; bello valorizzare la riflessione sulle facili etichette e classificazioni. Però possono essere utili. Ad esempio per dare sollievo di spiegazione e tutela ai ragazzi e alle famiglie che attraversano autentici turbaMenti che non riescono a spiegarsi. Com&#8217;è che mio figlio prima era allegro e sociale ed ora è ombroso e isolato? Com&#8217;è che dice che è uguale la mia E alla sua che è rovescia, a testa in giù? E insiste pure: mi vuole provocare? Com&#8217;è che è così intelligente eppure non riesce a scrivere, una pratica tanto banale? Com&#8217;è possibile che mi scriva due volte chiesa e quattro volte ciesa? Com&#8217;è possibile che abbia già dimenticato le tabelline che ricorda a memoria tutti pezzi di un puzzle? Vuole farmi impazzire? Lo fa apposta? E&#8217; un piccolo bastardo?<br />
Una diagnosi ben fatta, ben gestita aiuta a darsi un perché e una speranza. A proteggere e proteggersi. </p>
<p>Detto questo, poi, come dire? Normalizzare. Come direbbe mio figlio: via easy!</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Paola Breseghello		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/persone-dislessiche-creative/#comment-144650</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paola Breseghello]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2015 20:25:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://nuovoeutile.it/persone-dislessiche-creative/#comment-86466&quot;&gt;daiduke&lt;/a&gt;.

Semplicissimo: biografia e documenti. Bizzarrie come la predilezione per la scrittura speculare.
Non vi può essere diagnosi certa ma un&#039;ipotesi probabile. Con mio figlio sono stata ricoverata 15 giorni per valutazione diagnostica. Che, tra le altre cose, va ad esclusione (ad esempio, di problemi visivi o cognitivi). La prima valutazione è l&#039;anamnesi: ci sono altri casi in famiglia? E abbiamo ricostruito che sì, effettivamente, mia sorella leggeva a stento anche alle medie (ora è super laureata); che sì, mio padre non ne veniva fuori e mia nonna ha scelto un precettore privato che &quot;con grande pazienza mi ha insegnato a scrivere&quot; (ha ricordato papà, ormai inventore e imprenditore); che sì, anche mio fratello aveva sempre avuto &quot;una scrittura da gallina&quot; (ed è medico e musicista); che sì, anche il padre di mio figlio ha una scrittura indecifrabile da sempre (ed è un affermato chirurgo). Eppure non c&#039;erano diagnosi, ai loro tempi. Nessuna certezza, dunque, ma altissima probabilità...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://nuovoeutile.it/persone-dislessiche-creative/#comment-86466">daiduke</a>.</p>
<p>Semplicissimo: biografia e documenti. Bizzarrie come la predilezione per la scrittura speculare.<br />
Non vi può essere diagnosi certa ma un&#8217;ipotesi probabile. Con mio figlio sono stata ricoverata 15 giorni per valutazione diagnostica. Che, tra le altre cose, va ad esclusione (ad esempio, di problemi visivi o cognitivi). La prima valutazione è l&#8217;anamnesi: ci sono altri casi in famiglia? E abbiamo ricostruito che sì, effettivamente, mia sorella leggeva a stento anche alle medie (ora è super laureata); che sì, mio padre non ne veniva fuori e mia nonna ha scelto un precettore privato che &#8220;con grande pazienza mi ha insegnato a scrivere&#8221; (ha ricordato papà, ormai inventore e imprenditore); che sì, anche mio fratello aveva sempre avuto &#8220;una scrittura da gallina&#8221; (ed è medico e musicista); che sì, anche il padre di mio figlio ha una scrittura indecifrabile da sempre (ed è un affermato chirurgo). Eppure non c&#8217;erano diagnosi, ai loro tempi. Nessuna certezza, dunque, ma altissima probabilità&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Paola Breseghello		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/persone-dislessiche-creative/#comment-144649</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paola Breseghello]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2015 20:08:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://nuovoeutile.it/persone-dislessiche-creative/#comment-86465&quot;&gt;Bruno Stein Bertuzzi&lt;/a&gt;.

Carissimo Bruno Stein Bertuzzi, lei ha messo il dito sulla piaga. Pensi che il problema tutto italiano avrebbe una semplice ed economica soluzione. Almeno per la maggior parte dei ragazzi DIS-. La formula magica è: la didattica! Quella adeguata ai DIS- è perfetta anche per gli altri ma non viceversa. 
Basterebbe modificare didattica e molte necessità di insegnati di sostegno...puf! sparirebbero. 
Ho semplificato un po&#039; ma senza esagerare troppo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://nuovoeutile.it/persone-dislessiche-creative/#comment-86465">Bruno Stein Bertuzzi</a>.</p>
<p>Carissimo Bruno Stein Bertuzzi, lei ha messo il dito sulla piaga. Pensi che il problema tutto italiano avrebbe una semplice ed economica soluzione. Almeno per la maggior parte dei ragazzi DIS-. La formula magica è: la didattica! Quella adeguata ai DIS- è perfetta anche per gli altri ma non viceversa.<br />
Basterebbe modificare didattica e molte necessità di insegnati di sostegno&#8230;puf! sparirebbero.<br />
Ho semplificato un po&#8217; ma senza esagerare troppo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Annamaria Testa		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/persone-dislessiche-creative/#comment-100170</link>

		<dc:creator><![CDATA[Annamaria Testa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Nov 2014 14:03:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[AGGIORNAMENTO
Disegnato un font per facilitare la lettura delle persone dislessiche
http://www.ilpost.it/2014/11/11/dislexie-caratttere-dislessici/]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>AGGIORNAMENTO<br />
Disegnato un font per facilitare la lettura delle persone dislessiche<br />
<a href="http://www.ilpost.it/2014/11/11/dislexie-caratttere-dislessici/" rel="nofollow ugc">http://www.ilpost.it/2014/11/11/dislexie-caratttere-dislessici/</a></p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Alfonso Masciocchi		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/persone-dislessiche-creative/#comment-86675</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alfonso Masciocchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Nov 2013 17:06:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[a noi dis... non servono raffronti con i grandi per sapere che abbiamo una marcia in piu&#039; lo sappiamo da subito e lo annusiamo negli altri dis.... ci stupiamo nel vedere come per alcuni possa essere un problema o non lo capisca... ma viviamo bene finite le scuole... ^^ ne siamo pure orgogliosi!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>a noi dis&#8230; non servono raffronti con i grandi per sapere che abbiamo una marcia in piu&#8217; lo sappiamo da subito e lo annusiamo negli altri dis&#8230;. ci stupiamo nel vedere come per alcuni possa essere un problema o non lo capisca&#8230; ma viviamo bene finite le scuole&#8230; ^^ ne siamo pure orgogliosi!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Leo M. A. Rotundo		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/persone-dislessiche-creative/#comment-86472</link>

		<dc:creator><![CDATA[Leo M. A. Rotundo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Oct 2013 22:24:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Richard Rogers, il famoso architetto inglese che ha progettato tra l&#039;altro con Renzo Piano il &quot;Centro Pompidou&quot;, era dislessico da bambino. Ebbe un rapporto difficile con la scuola, venne definito, sono parole sue, uno stupido. Arrivò a frequentare delle gang, ebbe problemi con la giustizia. Poi dopo il servizio militare, influenzato dalla figura del cugino Ernesto Nathan Rogers si iscrisse ad architettura e divenne una delle archistar contemporanee. Da leggere la sua intervista sull&#039;argomento della dislessia: http://dyslexia.yale.edu/rogers.html]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Richard Rogers, il famoso architetto inglese che ha progettato tra l&#8217;altro con Renzo Piano il &#8220;Centro Pompidou&#8221;, era dislessico da bambino. Ebbe un rapporto difficile con la scuola, venne definito, sono parole sue, uno stupido. Arrivò a frequentare delle gang, ebbe problemi con la giustizia. Poi dopo il servizio militare, influenzato dalla figura del cugino Ernesto Nathan Rogers si iscrisse ad architettura e divenne una delle archistar contemporanee. Da leggere la sua intervista sull&#8217;argomento della dislessia: <a href="http://dyslexia.yale.edu/rogers.html" rel="nofollow ugc">http://dyslexia.yale.edu/rogers.html</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Anna Garbo		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/persone-dislessiche-creative/#comment-86471</link>

		<dc:creator><![CDATA[Anna Garbo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Oct 2013 21:39:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dis

Dis -  particella con valore negativo o privativo.

Se si sfogliano le definizioni mediche dei disturbi del linguaggio con prefisso dis (disgrafia, dislessia, disprassia) ci si trova davanti ad uno sconfinato mondo fatto di errori, sbagli, ritardi e disordini.

Altrimenti ascoltati come atti mancati, lapsus, atti creativi, dissidenza.

Come e chi può definire l’incapacità di allacciarsi le scarpe disprassia?

Come e chi può definire non stare nelle righe disgrafia?

Vi è un’allarmante tendenza a classificare, certificare, istituzionalizzare l’errore. Cercare di dargli un nome invece di tradurlo. Cercare l’origine è uno spreco. Se il lapsus è il padre e io mi conosco come disgrafico, ogni volta che vado fuori dalle righe so il perché, ma così non so mai dove sto andando.

Cercare l’origine, credere che l’errore venga dal dis, toglie l’abbondanza, la poesia.

Una parola: maglia. Una parola con gruppo gl, la logopedia classifica le parole con gl e insegna a leggerle nel modo corretto. Così maglia è sempre maglia, tutte le volte che leggerò m-a-gl-i-a.

E quando diventerò abbastanza brava, mi basterà  leggere m-a-gl per presumere che si tratti della parola maglia. E se poi nella strada, nel sentiero, incontrerò un maglione, o una maglietta, non avranno posto, nessuno spreco. Nessuna novità. Nessuna occasione di incontrare il deborda mento.

Sapere l’origine è uno spreco. Dis- abitua alla parola, alla sua novità, al miracolo.

(articolo scritto qualche anno fa, sull esperienza acquisita con i ragazzi dell&#039;associazione dietimatica, che si occupa di recupero scolastico, formazione e disagio giovanile)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dis</p>
<p>Dis &#8211;  particella con valore negativo o privativo.</p>
<p>Se si sfogliano le definizioni mediche dei disturbi del linguaggio con prefisso dis (disgrafia, dislessia, disprassia) ci si trova davanti ad uno sconfinato mondo fatto di errori, sbagli, ritardi e disordini.</p>
<p>Altrimenti ascoltati come atti mancati, lapsus, atti creativi, dissidenza.</p>
<p>Come e chi può definire l’incapacità di allacciarsi le scarpe disprassia?</p>
<p>Come e chi può definire non stare nelle righe disgrafia?</p>
<p>Vi è un’allarmante tendenza a classificare, certificare, istituzionalizzare l’errore. Cercare di dargli un nome invece di tradurlo. Cercare l’origine è uno spreco. Se il lapsus è il padre e io mi conosco come disgrafico, ogni volta che vado fuori dalle righe so il perché, ma così non so mai dove sto andando.</p>
<p>Cercare l’origine, credere che l’errore venga dal dis, toglie l’abbondanza, la poesia.</p>
<p>Una parola: maglia. Una parola con gruppo gl, la logopedia classifica le parole con gl e insegna a leggerle nel modo corretto. Così maglia è sempre maglia, tutte le volte che leggerò m-a-gl-i-a.</p>
<p>E quando diventerò abbastanza brava, mi basterà  leggere m-a-gl per presumere che si tratti della parola maglia. E se poi nella strada, nel sentiero, incontrerò un maglione, o una maglietta, non avranno posto, nessuno spreco. Nessuna novità. Nessuna occasione di incontrare il deborda mento.</p>
<p>Sapere l’origine è uno spreco. Dis- abitua alla parola, alla sua novità, al miracolo.</p>
<p>(articolo scritto qualche anno fa, sull esperienza acquisita con i ragazzi dell&#8217;associazione dietimatica, che si occupa di recupero scolastico, formazione e disagio giovanile)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: admin		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/persone-dislessiche-creative/#comment-86469</link>

		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Oct 2013 17:14:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ciao Daiduke. Ovviamente si tratta di una diagnosi per induzione. Ma prima di scriverne ho fatto un po&#039; di ricerche in rete, e la teoria sembra ampiamente accreditata.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Daiduke. Ovviamente si tratta di una diagnosi per induzione. Ma prima di scriverne ho fatto un po&#8217; di ricerche in rete, e la teoria sembra ampiamente accreditata.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: daiduke		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/persone-dislessiche-creative/#comment-86466</link>

		<dc:creator><![CDATA[daiduke]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Oct 2013 15:47:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[mmm...scusi, ma come fa a sapere che Leonardo era dislessico se fino a pochi decenni fa non si sapeva cosa fosse la dislessia e non la si diagnosticava???]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>mmm&#8230;scusi, ma come fa a sapere che Leonardo era dislessico se fino a pochi decenni fa non si sapeva cosa fosse la dislessia e non la si diagnosticava???</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Bruno Stein Bertuzzi		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/persone-dislessiche-creative/#comment-86465</link>

		<dc:creator><![CDATA[Bruno Stein Bertuzzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Oct 2013 15:01:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gran bel post, come gli altri del resto. Vorrei spostare per un attimo il focus su un problema tutto italiano. La famigerata riforma della scuola (ossia la decurtazione di risorse) ha causato l&#039;acuirsi del problema della dislessia, nel senso che non ci sono risorse per garantire in classe gli insegnanti di sostegno per i ragazzi con la DSA. In classe con mio figlio - nelle elementari - ce n&#039;erano 3 su un totale di 18 alunni e non c&#039;erano insegnanti di sostegno. Ciò significava appesantire oltremodo il lavoro degli insegnanti di ruolo e quindi rallentare lo sviluppo dei programmi didattici. Se a questo aggiungiamo che gli insegnanti di ruolo - nella classe di mio figlio - non erano in grado di gestire la situazione, lascio immaginare com&#039;era la situazione. Quindi il solito eterno problema italiano: capiamo la situazione ma non facciamo nulla per rimediare. Grazie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gran bel post, come gli altri del resto. Vorrei spostare per un attimo il focus su un problema tutto italiano. La famigerata riforma della scuola (ossia la decurtazione di risorse) ha causato l&#8217;acuirsi del problema della dislessia, nel senso che non ci sono risorse per garantire in classe gli insegnanti di sostegno per i ragazzi con la DSA. In classe con mio figlio &#8211; nelle elementari &#8211; ce n&#8217;erano 3 su un totale di 18 alunni e non c&#8217;erano insegnanti di sostegno. Ciò significava appesantire oltremodo il lavoro degli insegnanti di ruolo e quindi rallentare lo sviluppo dei programmi didattici. Se a questo aggiungiamo che gli insegnanti di ruolo &#8211; nella classe di mio figlio &#8211; non erano in grado di gestire la situazione, lascio immaginare com&#8217;era la situazione. Quindi il solito eterno problema italiano: capiamo la situazione ma non facciamo nulla per rimediare. Grazie.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Riccardo		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/persone-dislessiche-creative/#comment-86460</link>

		<dc:creator><![CDATA[Riccardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Oct 2013 10:01:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cito da Wikipedia &quot;Il soggetto che presenta chiare difficoltà di lettura privilegia, indubbiamente, l&#039;uso del processo intuitivo rispetto a quello di decodifica. L’intuizione della parola scritta rappresenta un valido strumento ma, al tempo stesso, è fonte di errori, definiti di anticipazione. Non di rado, infatti, il soggetto esegue la decodifica della prima parte della parola, talvolta anche solo del primo grafema o della prima sillaba, e procede “intuendo”/“inventando” l&#039;altra parte.&quot;
Questo modo di agire porterà certamente a sviluppare l&#039;intuito in modo particolare. Ma la cosa più importante, comune ai particolari sviluppi intellettivi, è la maggiore lentezza di sviluppo e definizione delle strutture cerebrali/mentali, che impedisce risultati brillanti a breve termine, favorendo, però, la complessità di queste strutture a lungo termine. Cito sempre da Wiki &quot;Le difficoltà semplici di lettura sono dovute, quasi sempre, a un ritardo maturazionale, a lievi difficoltà percettivo-motorie(...)&quot; 
A mio avviso la &quot;maturazione&quot; più lenta comporta, se adeguatamente sostenuta, stimolata e &quot;coltivata&quot;, la formazione di una mente più complessa e completa. Il rischio è che, se incompresa dagli educatori, venga invece sottostimolata e deprivata, impedendo uno sviluppo sano, non solo della mente, ma della intera personalità, soprattutto riguardo l&#039;autostima.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cito da Wikipedia &#8220;Il soggetto che presenta chiare difficoltà di lettura privilegia, indubbiamente, l&#8217;uso del processo intuitivo rispetto a quello di decodifica. L’intuizione della parola scritta rappresenta un valido strumento ma, al tempo stesso, è fonte di errori, definiti di anticipazione. Non di rado, infatti, il soggetto esegue la decodifica della prima parte della parola, talvolta anche solo del primo grafema o della prima sillaba, e procede “intuendo”/“inventando” l&#8217;altra parte.&#8221;<br />
Questo modo di agire porterà certamente a sviluppare l&#8217;intuito in modo particolare. Ma la cosa più importante, comune ai particolari sviluppi intellettivi, è la maggiore lentezza di sviluppo e definizione delle strutture cerebrali/mentali, che impedisce risultati brillanti a breve termine, favorendo, però, la complessità di queste strutture a lungo termine. Cito sempre da Wiki &#8220;Le difficoltà semplici di lettura sono dovute, quasi sempre, a un ritardo maturazionale, a lievi difficoltà percettivo-motorie(&#8230;)&#8221;<br />
A mio avviso la &#8220;maturazione&#8221; più lenta comporta, se adeguatamente sostenuta, stimolata e &#8220;coltivata&#8221;, la formazione di una mente più complessa e completa. Il rischio è che, se incompresa dagli educatori, venga invece sottostimolata e deprivata, impedendo uno sviluppo sano, non solo della mente, ma della intera personalità, soprattutto riguardo l&#8217;autostima.</p>
]]></content:encoded>
		
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