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	Commenti a: Portogallo: 9 giorni e 15 luoghi, non tutti invasi dai turisti	</title>
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	<description>Teorie e pratiche della creatività.</description>
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		Di: Roberto		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Aug 2018 20:25:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo articolo mi ha fatto ricordare il mio viaggio solitario più bello: 15 giorni in Portogallo senza prenotazioni. Nel 2003 internet era quasi inesistente in Portogallo, dovevi chiedere alla gente, telefonare agli hotel, cercare uffici informazione e totem con orari e programmi.
Ho incontrato gente favolosa e dopo una settimana potevo parlare tranquillamente (certo, loro chiudevano un occhio sulla qualità del parlato..).
Sono tornato l&#039;anno scorso con la mia compagna, ma è stato più difficile trovare la genuinità che avevo vissuto la prima volta. Non sono contro l&#039;evoluzione, ma trovo improponibile dire che è tradizione bere la ginginha in bicchieri di cioccolata. Non perché la prima volta non esisteva, ma perché è improponibile passeggiare con 40°C con la cioccolata in mano..
OK, non voglio fare l&#039;elenco dei cambiamenti.
Nel mio primo viaggio ho vissuto mangiando pesce e bevendo vinho verde, ho fatto un mini corso di degustazione del porto e mi sono riempito di dolci. In una pasticceria di Obidos (nascosta) ho lasciato 24 euro, che con i loro prezzi era tanto.
Grazie per l&#039;occasione di ripensare a quel viaggio meraviglioso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo articolo mi ha fatto ricordare il mio viaggio solitario più bello: 15 giorni in Portogallo senza prenotazioni. Nel 2003 internet era quasi inesistente in Portogallo, dovevi chiedere alla gente, telefonare agli hotel, cercare uffici informazione e totem con orari e programmi.<br />
Ho incontrato gente favolosa e dopo una settimana potevo parlare tranquillamente (certo, loro chiudevano un occhio sulla qualità del parlato..).<br />
Sono tornato l&#8217;anno scorso con la mia compagna, ma è stato più difficile trovare la genuinità che avevo vissuto la prima volta. Non sono contro l&#8217;evoluzione, ma trovo improponibile dire che è tradizione bere la ginginha in bicchieri di cioccolata. Non perché la prima volta non esisteva, ma perché è improponibile passeggiare con 40°C con la cioccolata in mano..<br />
OK, non voglio fare l&#8217;elenco dei cambiamenti.<br />
Nel mio primo viaggio ho vissuto mangiando pesce e bevendo vinho verde, ho fatto un mini corso di degustazione del porto e mi sono riempito di dolci. In una pasticceria di Obidos (nascosta) ho lasciato 24 euro, che con i loro prezzi era tanto.<br />
Grazie per l&#8217;occasione di ripensare a quel viaggio meraviglioso.</p>
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