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	Commenti a: Pratica o talento? Quanto pesano e quanto valgono? &#8211; Metodo 58	</title>
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	<description>Teorie e pratiche della creatività.</description>
	<lastBuildDate>Sun, 05 Nov 2017 15:20:21 +0000</lastBuildDate>
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		<title>
		Di: Regina Martino		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/pratica-o-talento/#comment-157859</link>

		<dc:creator><![CDATA[Regina Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Nov 2017 15:20:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie per questo bell articolo interessante e stimolante per riflessioni varie e variegate! Sono assai daccordo con la enorme quantità di &quot;allenamento&quot; necessario per &quot;padroneggiare&quot; una disciplina. Ammettioamo che mi accingo a cominciare un cammino di 10000 ore di pratica di una disciplina: cosa mi spinge? La mamma mi obbliga ( musicisti a 4 anni)? in generale la &quot;passione&quot; mi spinge a cio&#039;, e questa passione deriva da due cose. 1. ho provato questa disciplina e mi é riuscita cosi&#039; bene che l&#039;idea di successo é nata in me. 2. comincio perché l&#039;intuizione del successo mi spinge e sostiene nello sforzo. 
Ho conosciuto molte persone &quot;dotate&quot; che non hanno deciso di &quot;sudare&quot; e i risultati non sono arrivati al loro livello immaginato.
Il talento é la base , ma senza impegno &quot;endurance&quot; non si puo&#039; riuscire, e les &quot;paillettes&quot; della passione nutrono lo sforzo delle 10000 ore]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie per questo bell articolo interessante e stimolante per riflessioni varie e variegate! Sono assai daccordo con la enorme quantità di &#8220;allenamento&#8221; necessario per &#8220;padroneggiare&#8221; una disciplina. Ammettioamo che mi accingo a cominciare un cammino di 10000 ore di pratica di una disciplina: cosa mi spinge? La mamma mi obbliga ( musicisti a 4 anni)? in generale la &#8220;passione&#8221; mi spinge a cio&#8217;, e questa passione deriva da due cose. 1. ho provato questa disciplina e mi é riuscita cosi&#8217; bene che l&#8217;idea di successo é nata in me. 2. comincio perché l&#8217;intuizione del successo mi spinge e sostiene nello sforzo.<br />
Ho conosciuto molte persone &#8220;dotate&#8221; che non hanno deciso di &#8220;sudare&#8221; e i risultati non sono arrivati al loro livello immaginato.<br />
Il talento é la base , ma senza impegno &#8220;endurance&#8221; non si puo&#8217; riuscire, e les &#8220;paillettes&#8221; della passione nutrono lo sforzo delle 10000 ore</p>
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		<title>
		Di: Nordlys		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/pratica-o-talento/#comment-102771</link>

		<dc:creator><![CDATA[Nordlys]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Dec 2014 19:26:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io credo nel talento più che nella pratica.
Nonostante mi sono esercitata nel disegno spesso rinunciando al disegno creativo, ho ottenuto la metà degli altri.
Perchè ho dovuto rinunciare al disegno creativo? perchè le ore al giorno di esercizio non mi bastavano per iniziare a comprendere ciò che stavo studiando.
http://fc06.deviantart.net/fs70/f/2014/344/5/f/improvement_meme_extended_2014_by_alicesacco-d3amkli.jpg]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io credo nel talento più che nella pratica.<br />
Nonostante mi sono esercitata nel disegno spesso rinunciando al disegno creativo, ho ottenuto la metà degli altri.<br />
Perchè ho dovuto rinunciare al disegno creativo? perchè le ore al giorno di esercizio non mi bastavano per iniziare a comprendere ciò che stavo studiando.<br />
<a href="http://fc06.deviantart.net/fs70/f/2014/344/5/f/improvement_meme_extended_2014_by_alicesacco-d3amkli.jpg" rel="nofollow ugc">http://fc06.deviantart.net/fs70/f/2014/344/5/f/improvement_meme_extended_2014_by_alicesacco-d3amkli.jpg</a></p>
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		<title>
		Di: Alesatoredivirgole		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/pratica-o-talento/#comment-93577</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alesatoredivirgole]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Mar 2014 11:26:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nel mio piccolo la vedo un po’ così:

fase 1- dal generale al particolare: è la fase di sgrossatura.
In questa fase si produce molto “truciolo”, da non considerare MAI scarto … !

fase 2- dal particolare al generale: l’idea ha preso forma, l’abbiamo fissata.
In questa fase occorre “rialzare lo sguardo” per verificare dove siamo e il collegamento con il contesto.   

10.000 ore? Mmmm … non saprei. Come sempre molto dipende dalle abilità (mentali e pratiche) degli individui. 

Il perfezionamento tramite la ripetizione porta indubbi miglioramenti ma, spesso, le soluzioni a livello mentale arrivano all’improvviso tramite “insight”.

Se 10.000 ore di prove portano indubbi miglioramenti a livello pratico (es. strumento musicale), credo che a livello mentale le cose siano un po’ diverse: correggere un movimento (qualcosa che puoi osservare) è molto più semplice che correggere un modo di pensare.

Mi spiego meglio: ribaltare un movimento della mano o delle dita sullo strumento  costa tempo e fatica, ma è fattibile tramite l’allenamento; ribaltare un modo di pensare o un punto di vista è estremamente più complesso.

L’eccellenza si può raggiungere, certo, in-formandosi, sudando le 7 camicie, provando e riprovando, sbagliando (… anche in modo grossolano a volte …), confrontandosi con i migliori.

La visione d’insieme per me è molto importante, si acquisisce con gli anni e con l’esperienza, in alcuni casi offre vantaggi non indifferenti ma non deve mai essere vincolante: possiamo sempre uscire dagli schemi.

Però il MIGLIORAMENTO, quello vero, quello che ci porta verso l’eccellenza, arriva quando abbiamo la forza di cambiare il nostro punto di vista, scardinando i lucchetti che ci tengono vincolati alle nostre convinzioni per avventurarci su nuovi percorsi.

Ecco, in quel caso, la visione d’insieme si tramuta in un panorama meraviglioso e pieno di opportunità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel mio piccolo la vedo un po’ così:</p>
<p>fase 1- dal generale al particolare: è la fase di sgrossatura.<br />
In questa fase si produce molto “truciolo”, da non considerare MAI scarto … !</p>
<p>fase 2- dal particolare al generale: l’idea ha preso forma, l’abbiamo fissata.<br />
In questa fase occorre “rialzare lo sguardo” per verificare dove siamo e il collegamento con il contesto.   </p>
<p>10.000 ore? Mmmm … non saprei. Come sempre molto dipende dalle abilità (mentali e pratiche) degli individui. </p>
<p>Il perfezionamento tramite la ripetizione porta indubbi miglioramenti ma, spesso, le soluzioni a livello mentale arrivano all’improvviso tramite “insight”.</p>
<p>Se 10.000 ore di prove portano indubbi miglioramenti a livello pratico (es. strumento musicale), credo che a livello mentale le cose siano un po’ diverse: correggere un movimento (qualcosa che puoi osservare) è molto più semplice che correggere un modo di pensare.</p>
<p>Mi spiego meglio: ribaltare un movimento della mano o delle dita sullo strumento  costa tempo e fatica, ma è fattibile tramite l’allenamento; ribaltare un modo di pensare o un punto di vista è estremamente più complesso.</p>
<p>L’eccellenza si può raggiungere, certo, in-formandosi, sudando le 7 camicie, provando e riprovando, sbagliando (… anche in modo grossolano a volte …), confrontandosi con i migliori.</p>
<p>La visione d’insieme per me è molto importante, si acquisisce con gli anni e con l’esperienza, in alcuni casi offre vantaggi non indifferenti ma non deve mai essere vincolante: possiamo sempre uscire dagli schemi.</p>
<p>Però il MIGLIORAMENTO, quello vero, quello che ci porta verso l’eccellenza, arriva quando abbiamo la forza di cambiare il nostro punto di vista, scardinando i lucchetti che ci tengono vincolati alle nostre convinzioni per avventurarci su nuovi percorsi.</p>
<p>Ecco, in quel caso, la visione d’insieme si tramuta in un panorama meraviglioso e pieno di opportunità.</p>
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		<title>
		Di: Ugo Sgrosso		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/pratica-o-talento/#comment-93576</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ugo Sgrosso]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Mar 2014 10:34:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi piace che la “visione d’insieme” possa migliorare la “acuità visiva”. Possiamo usare la metafora del falco, che dall’alto vede l’insieme, ma grazie alla sua vista perfetta coglie anche i particolari.
Grazie Rodolfo.
Che la visione d’insieme possa influire positivamente, sia all’inizio che alla fine di ogni percorso, mi affascina.
Le volte che sono riuscito ad essere persistente e resiliente con la pratica – cioè con la pratica deliberata – ho fatto progressi importanti.
La U mi sembra un potente strumento, al quale non avevo pensato.
Grazie Annamaria]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi piace che la “visione d’insieme” possa migliorare la “acuità visiva”. Possiamo usare la metafora del falco, che dall’alto vede l’insieme, ma grazie alla sua vista perfetta coglie anche i particolari.<br />
Grazie Rodolfo.<br />
Che la visione d’insieme possa influire positivamente, sia all’inizio che alla fine di ogni percorso, mi affascina.<br />
Le volte che sono riuscito ad essere persistente e resiliente con la pratica – cioè con la pratica deliberata – ho fatto progressi importanti.<br />
La U mi sembra un potente strumento, al quale non avevo pensato.<br />
Grazie Annamaria</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Annamaria Testa		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/pratica-o-talento/#comment-93572</link>

		<dc:creator><![CDATA[Annamaria Testa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Mar 2014 22:28:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://nuovoeutile.it/pratica-o-talento/#comment-93567&quot;&gt;Ugo Sgrosso&lt;/a&gt;.

Ciao Ugo.
Credo che quella che tu chiami &quot;visione d&#039;insieme&quot; sia importante. E, per esempio, è fondamentale per sviluppare un&#039;attitudine creativa (dopotutto creatività è stabilire connessioni nuove ed efficaci tra elementi in apparenza lontani tra loro...). 

Inoltre, spesso, saper fare bene una cosa aiuta a imparare prima a farne un&#039;altra, simile. Mi diceva un amico poliglotta che, dopo la terza lingua, impararne una quarta o una quinta è più facile. Una cosa analoga succede con gli strumenti musicali.

Però saper fare una cosa, e anche saperla fare bene, non significa aver raggiunto l&#039;eccellenza assoluta: per avviarsi su quella strada, credo, ci vuole una dedizione quasi ossessiva e la focalizzazione è necessaria. Ma ho anche la sensazione che, a un certo punto e quando già si sta arrivando a sfiorare l&#039;eccellenza, la visione d&#039;insieme torni a essere importante.

Se dovessi disegnare la mia idea, traccerei una specie di curva catenaria. Insomma, una grossa U. Mi spiego: credo che l&#039;importanza della visione d&#039;insieme (mettiamola sull&#039;asse x) sia alta quando ci si avvicina a una nuova disciplina, decresca man mano che la si approfondisce, e poi, raggiunto un più che buon livello di prestazioni (ah: le prestazioni progrediscono  sull&#039;asse y) cresca nuovamente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://nuovoeutile.it/pratica-o-talento/#comment-93567">Ugo Sgrosso</a>.</p>
<p>Ciao Ugo.<br />
Credo che quella che tu chiami &#8220;visione d&#8217;insieme&#8221; sia importante. E, per esempio, è fondamentale per sviluppare un&#8217;attitudine creativa (dopotutto creatività è stabilire connessioni nuove ed efficaci tra elementi in apparenza lontani tra loro&#8230;). </p>
<p>Inoltre, spesso, saper fare bene una cosa aiuta a imparare prima a farne un&#8217;altra, simile. Mi diceva un amico poliglotta che, dopo la terza lingua, impararne una quarta o una quinta è più facile. Una cosa analoga succede con gli strumenti musicali.</p>
<p>Però saper fare una cosa, e anche saperla fare bene, non significa aver raggiunto l&#8217;eccellenza assoluta: per avviarsi su quella strada, credo, ci vuole una dedizione quasi ossessiva e la focalizzazione è necessaria. Ma ho anche la sensazione che, a un certo punto e quando già si sta arrivando a sfiorare l&#8217;eccellenza, la visione d&#8217;insieme torni a essere importante.</p>
<p>Se dovessi disegnare la mia idea, traccerei una specie di curva catenaria. Insomma, una grossa U. Mi spiego: credo che l&#8217;importanza della visione d&#8217;insieme (mettiamola sull&#8217;asse x) sia alta quando ci si avvicina a una nuova disciplina, decresca man mano che la si approfondisce, e poi, raggiunto un più che buon livello di prestazioni (ah: le prestazioni progrediscono  sull&#8217;asse y) cresca nuovamente.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Rodolfo		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/pratica-o-talento/#comment-93568</link>

		<dc:creator><![CDATA[Rodolfo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Mar 2014 17:03:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://nuovoeutile.it/pratica-o-talento/#comment-93567&quot;&gt;Ugo Sgrosso&lt;/a&gt;.

Gentile amico di tastiera, mi è accaduto in più occasioni di scoprire che, grazie alla &quot;frequentazione del contiguo&quot;, al desiderio di conoscere, seppure in modo superficiale, discipline coaudiuvanti la mia, ne sapevo in qualche misura più degli stessi specialisti.
Sto parlando di competenze e di cultura aziendale operativa, niente di che, solo pane quotidiano per i miei dentini gracilenti. Sta di fatto che una visione d&#039;insieme più ampia non solo ci mostra un più ampio panorama ma migliora l&#039;acuità visiva e ci fa vedere meglio anche il dettaglio. Che poi, di questi tempi, la pratica deliberata si concretizzi in qualche riscontro pratico è in parte da dimostrare. Resta il piacere personale e un po&#039; di presunzione, come vedi. La nostra gentile ospite saprà risponderti meglio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://nuovoeutile.it/pratica-o-talento/#comment-93567">Ugo Sgrosso</a>.</p>
<p>Gentile amico di tastiera, mi è accaduto in più occasioni di scoprire che, grazie alla &#8220;frequentazione del contiguo&#8221;, al desiderio di conoscere, seppure in modo superficiale, discipline coaudiuvanti la mia, ne sapevo in qualche misura più degli stessi specialisti.<br />
Sto parlando di competenze e di cultura aziendale operativa, niente di che, solo pane quotidiano per i miei dentini gracilenti. Sta di fatto che una visione d&#8217;insieme più ampia non solo ci mostra un più ampio panorama ma migliora l&#8217;acuità visiva e ci fa vedere meglio anche il dettaglio. Che poi, di questi tempi, la pratica deliberata si concretizzi in qualche riscontro pratico è in parte da dimostrare. Resta il piacere personale e un po&#8217; di presunzione, come vedi. La nostra gentile ospite saprà risponderti meglio.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Ugo Sgrosso		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/pratica-o-talento/#comment-93567</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ugo Sgrosso]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Mar 2014 16:29:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Come al solito, l’articolo di Annamaria Testa mi convince e mi aiuta a capire un po’ di più della vita. Dico “un po’”, solo perché penso a ciò che mi manca.
Vorrei fare una domanda. Spero di riuscire spiegarmi efficacemente.
 Due premesse. 
o	Se devo fare progressi, nell’ambito di una sola disciplina, la parte quantitativa della pratica – specie se “deliberata” – conta tanto, da essere per lo più sufficiente.
o	Se sono molto attivo, in numerose discipline e contesti con continuità, miglioro le mie capacità di avere una buona “visione d’insieme”.

In quale misura la mia eventuale buona “visione d’insieme”, può influire sui risultati, quando pratico una specifica disciplina?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come al solito, l’articolo di Annamaria Testa mi convince e mi aiuta a capire un po’ di più della vita. Dico “un po’”, solo perché penso a ciò che mi manca.<br />
Vorrei fare una domanda. Spero di riuscire spiegarmi efficacemente.<br />
 Due premesse.<br />
o	Se devo fare progressi, nell’ambito di una sola disciplina, la parte quantitativa della pratica – specie se “deliberata” – conta tanto, da essere per lo più sufficiente.<br />
o	Se sono molto attivo, in numerose discipline e contesti con continuità, miglioro le mie capacità di avere una buona “visione d’insieme”.</p>
<p>In quale misura la mia eventuale buona “visione d’insieme”, può influire sui risultati, quando pratico una specifica disciplina?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Rodolfo		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/pratica-o-talento/#comment-93565</link>

		<dc:creator><![CDATA[Rodolfo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Mar 2014 13:09:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Le 10.000 ore di allenamento col violino possono servire per sviluppare le capacità procedurali (il saper fare) ma, se nel frattempo non si ci interroga sullo spartito, sulla storia della musica, sulle intenzioni dell&#039;autore, sul significato più ampio e più intimo di ciò che si esegue (e il termine la dice lunga sul ruolo procedurale dell&#039;eseguire), le capacità dichiarative (il sapere) restano al palo e, dunque, niente talento. 
La crescita quantitativa ha poco da spartire col progresso, col superamento. Sapere e saper fare possono essere espressi in profondità anziché in ampiezza, così accade che Alessandro Cruto inventa la lampadina ma è T. A. Edison che la brevetta (e, secondo altri ancora, i brevetti sarebbero 1097), è Meucci che inventa il telefono -l&#039;ing. Catania dello cselt lo ha dimostrato inequivocabilmente al Congresso americano, che ha riconosciuto la paternità dell&#039;italiano- e le casse Pupin, ma è Bell che li brevetta. Evidentemente il talento affaristico e brevettuale non risiede dalle nostre parti. Senza nulla voler togliere al genio di Edison, non fosse altro che per il suo divertente cancello-pompa, avere successo non vuol dire necessariamente avere talento, diversamente dovremmo riconoscerlo anche in Totò Riina o Matteo Renzi :-) …]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le 10.000 ore di allenamento col violino possono servire per sviluppare le capacità procedurali (il saper fare) ma, se nel frattempo non si ci interroga sullo spartito, sulla storia della musica, sulle intenzioni dell&#8217;autore, sul significato più ampio e più intimo di ciò che si esegue (e il termine la dice lunga sul ruolo procedurale dell&#8217;eseguire), le capacità dichiarative (il sapere) restano al palo e, dunque, niente talento.<br />
La crescita quantitativa ha poco da spartire col progresso, col superamento. Sapere e saper fare possono essere espressi in profondità anziché in ampiezza, così accade che Alessandro Cruto inventa la lampadina ma è T. A. Edison che la brevetta (e, secondo altri ancora, i brevetti sarebbero 1097), è Meucci che inventa il telefono -l&#8217;ing. Catania dello cselt lo ha dimostrato inequivocabilmente al Congresso americano, che ha riconosciuto la paternità dell&#8217;italiano- e le casse Pupin, ma è Bell che li brevetta. Evidentemente il talento affaristico e brevettuale non risiede dalle nostre parti. Senza nulla voler togliere al genio di Edison, non fosse altro che per il suo divertente cancello-pompa, avere successo non vuol dire necessariamente avere talento, diversamente dovremmo riconoscerlo anche in Totò Riina o Matteo Renzi 🙂 …</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Gianni Lombardi		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/pratica-o-talento/#comment-93564</link>

		<dc:creator><![CDATA[Gianni Lombardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Mar 2014 12:17:05 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://nuovoeutile.it/?p=13432#comment-93564</guid>

					<description><![CDATA[Se si va per assoluti diventa una questione di lana caprina. Se invece si prende l&#039;affermazione delle 10.000 ore come una generale indicazione di metodo, è evidente che dedicare 10.000 ore di studio consente di arrivare a risultati notevoli in qualsiasi settore, con rare eccezioni che non smentiscono la regola. Persino lo sport annovera campioni che in origine erano malaticci e hanno iniziato a praticare sport proprio per quel motivo. Fanno eccezione quelle discipline in cui alcune caratteristiche psicofisiche sono fondamentali per separare il campioncino dal fuoriclasse: difficile battere a baseball o fare tiro a segno senza avere una vista perfetta o superiore alla media. Difficile fare il pilota di Formula Uno solo con la pratica senza avere soldi, vista perfetta e riflessi eccezionali. Va anche detto che &quot;eccellere&quot; non va confuso con &quot;vincere&quot; o &quot;essere il primo nel mondo&quot;: un maratoneta che arriva quindicesimo, a pochi minuti dal dal vincitore, non ha vinto, ma ha comunque svolto una prestazione fisica di livello alto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se si va per assoluti diventa una questione di lana caprina. Se invece si prende l&#8217;affermazione delle 10.000 ore come una generale indicazione di metodo, è evidente che dedicare 10.000 ore di studio consente di arrivare a risultati notevoli in qualsiasi settore, con rare eccezioni che non smentiscono la regola. Persino lo sport annovera campioni che in origine erano malaticci e hanno iniziato a praticare sport proprio per quel motivo. Fanno eccezione quelle discipline in cui alcune caratteristiche psicofisiche sono fondamentali per separare il campioncino dal fuoriclasse: difficile battere a baseball o fare tiro a segno senza avere una vista perfetta o superiore alla media. Difficile fare il pilota di Formula Uno solo con la pratica senza avere soldi, vista perfetta e riflessi eccezionali. Va anche detto che &#8220;eccellere&#8221; non va confuso con &#8220;vincere&#8221; o &#8220;essere il primo nel mondo&#8221;: un maratoneta che arriva quindicesimo, a pochi minuti dal dal vincitore, non ha vinto, ma ha comunque svolto una prestazione fisica di livello alto.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Valerio		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/pratica-o-talento/#comment-93563</link>

		<dc:creator><![CDATA[Valerio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Mar 2014 11:34:47 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://nuovoeutile.it/?p=13432#comment-93563</guid>

					<description><![CDATA[buongiorno, la riflessione è interessante e ben referenziata, si vede frutto di sincero interesse. Ci ho riflettuto anche io e mi sono in qualche modo persuaso che pratica e talento non sono poi così slegati. La pratica, deliberata o no, posso farla anche da solo. Il talento invece non può prescindere dal confronto con altri esperti o praticanti la materia. Il talento lo sappiamo viene reputato come un attributo personale ma lo è invece solo al momento della sintesi, questa sì personale, di esperienze di confronto con altri soggetti oltre a sé. per concludere credo che il talento possa essere meglio definito come la personale sintesi della storia della propria pratica e credo inoltre che solo questa possa, a differenza della sola pratica, aprire nuove strade e nuove interpretazioni e dare nuovi sviluppo all&#039;esercizio di una disciplina. Per padroneggiarla serve la pratica ma per svilupparla è necessario il talento]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>buongiorno, la riflessione è interessante e ben referenziata, si vede frutto di sincero interesse. Ci ho riflettuto anche io e mi sono in qualche modo persuaso che pratica e talento non sono poi così slegati. La pratica, deliberata o no, posso farla anche da solo. Il talento invece non può prescindere dal confronto con altri esperti o praticanti la materia. Il talento lo sappiamo viene reputato come un attributo personale ma lo è invece solo al momento della sintesi, questa sì personale, di esperienze di confronto con altri soggetti oltre a sé. per concludere credo che il talento possa essere meglio definito come la personale sintesi della storia della propria pratica e credo inoltre che solo questa possa, a differenza della sola pratica, aprire nuove strade e nuove interpretazioni e dare nuovi sviluppo all&#8217;esercizio di una disciplina. Per padroneggiarla serve la pratica ma per svilupparla è necessario il talento</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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