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	Commenti a: Problemi di comunicazione: e se fossero una scusa? &#8211; Metodo 106	</title>
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	<description>Teorie e pratiche della creatività.</description>
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		Di: Enrica		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/problemi-di-comunicazione/#comment-157094</link>

		<dc:creator><![CDATA[Enrica]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Aug 2017 15:57:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un altro posting ben scritto (come vorrei saper spolpare cosi&#039;) su un tema interessante per tutti ma anche tanto ignorato.  Una domanda, Annamaria: come si può essere assertivi, competenti, pacati, risoluti, incisivi, vigorosi e suadenti…. senza essere arroganti e soprattutto, aggiungo io, senza appropriarsi delle idee di chi legge, spesso diverse o addirittura opposte a quelle di chi scrive?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un altro posting ben scritto (come vorrei saper spolpare cosi&#8217;) su un tema interessante per tutti ma anche tanto ignorato.  Una domanda, Annamaria: come si può essere assertivi, competenti, pacati, risoluti, incisivi, vigorosi e suadenti…. senza essere arroganti e soprattutto, aggiungo io, senza appropriarsi delle idee di chi legge, spesso diverse o addirittura opposte a quelle di chi scrive?</p>
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		<title>
		Di: Fiorella Palomba		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/problemi-di-comunicazione/#comment-156621</link>

		<dc:creator><![CDATA[Fiorella Palomba]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 May 2017 17:54:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La comunicazione NON è una cosa facile per le ragioni magistralmente Annamaria descrive.

Non è facile e non si improvvisa. Necessita di un affinamento continuo che, se per una comunicazione scritta pare ovvio, non sempre viene considerato importante in quella parlata. 
Ma che cosa significa affinamento continuo? Io penso che si debba porre attenzione al proprio argomentare e perfezionarlo infinitamente.

Nella mia attività di formatore mi accadeva di ripetere in aule diverse lo stesso argomento. Bene ogni volta era differente, non solo perché il pubblico era differente, ma perché io volevo migliorare ogni volta, perché dal pubblico precedente avevo avuto dei &quot;ritorni&quot; di rilievo e poi perché, contrariamente, mi sarei annoiata a morte e l&#039;empatia è un elemento fondamentale *_*]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La comunicazione NON è una cosa facile per le ragioni magistralmente Annamaria descrive.</p>
<p>Non è facile e non si improvvisa. Necessita di un affinamento continuo che, se per una comunicazione scritta pare ovvio, non sempre viene considerato importante in quella parlata.<br />
Ma che cosa significa affinamento continuo? Io penso che si debba porre attenzione al proprio argomentare e perfezionarlo infinitamente.</p>
<p>Nella mia attività di formatore mi accadeva di ripetere in aule diverse lo stesso argomento. Bene ogni volta era differente, non solo perché il pubblico era differente, ma perché io volevo migliorare ogni volta, perché dal pubblico precedente avevo avuto dei &#8220;ritorni&#8221; di rilievo e poi perché, contrariamente, mi sarei annoiata a morte e l&#8217;empatia è un elemento fondamentale *_*</p>
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		<title>
		Di: Magari		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/problemi-di-comunicazione/#comment-156619</link>

		<dc:creator><![CDATA[Magari]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 May 2017 13:04:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Bellissimo articolo: ottimo come al solito.

Ma questa volta devo fare i complimenti anche a Gianfranco Zecchini, perché questi link (che devo ancora leggere per intero e verificare) sembrano altrettanto interessanti.

Yum!

Andrea]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bellissimo articolo: ottimo come al solito.</p>
<p>Ma questa volta devo fare i complimenti anche a Gianfranco Zecchini, perché questi link (che devo ancora leggere per intero e verificare) sembrano altrettanto interessanti.</p>
<p>Yum!</p>
<p>Andrea</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: Gianfranco Zecchino		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/problemi-di-comunicazione/#comment-156616</link>

		<dc:creator><![CDATA[Gianfranco Zecchino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 May 2017 21:14:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Articolo nutrientissimo, come sempre. Grazie!
A proposito di vari punti toccati (la comunicazione di Trump e lo studio del pubblico), raccomando la lettura di due articoli pubblicati dal Guardian (in inglese):
https://www.theguardian.com/politics/2017/feb/26/us-billionaire-mercer-helped-back-brexit
e
https://www.theguardian.com/politics/2017/feb/26/robert-mercer-breitbart-war-on-media-steve-bannon-donald-trump-nigel-farage
Allarmanti è dir molto poco. Siamo già a una fase tutta nuova della guerra di propaganda, con mezzi potentissimi, non controllati, non regolati e disponibili solo a un contendente.

Alla luce di quanto è emerso in tali articoli, riprendo alcuni punti del Suo articolo:

&quot;L’unico modo per contrastarli è produrre contenuti veri e giusti che riescano a essere comunicati ancora meglio. E trasmetterli presto e bene, senza stare troppo lì a piagnucolare. Sì, è difficile. E sì, non c’è altra scelta.&quot;
Confronto non impossibile, ma molto impari. L&#039;alt-right americana e i fautori della Brexit nel Regno Unito beneficiano non solo di competenze d&#039;alto livello e finanziamenti immensi, ma soprattutto di uno strumento tecnologico potentissimo, che mette insieme profilazione psicologica, raccolta e analisi dei dati attraverso i social media e intelligenza artificiale. L&#039;impiego di tale strumento è stato nascosto all&#039;opinione pubblica e agli enti preposti. E non viene controbilanciato da uno strumento equivalente nelle mani degli avversari, visto che il suo uso è stato concesso ai soli alleati di Mercer, suo detentore: la destra americana e britannica.

&quot;Forma e contenuto dei discorsi vanno calibrati sui diversi pubblici: l’istinto aiuta, ma ormai non basta più. Ci vogliono dati e ricerche, sia per individuare forme e contenuti convincenti, sia per selezionare i mass media più convenienti per veicolare quei contenuti, in quelle forme, a quei pubblici. Altrimenti, sappiamo già che succede: c’è un problema di comunicazione.&quot;
E&#039; proprio questa la nuova frontiera: la calibratura individuale del messaggio propagandistico, in modo da scavalcare i media tradizionali e andare a sfruttare direttamente le emozioni del singolo votante attraverso il suo profilo Facebook. Si sa cosa pensa il singolo individuo, e gli si può quindi mandare messaggi su misura direttamente tramite Facebook, scavalcando i media tradizionali che molta gente non segue comunque (specie a furia di schernirli come falliti o fabbricanti di &quot;fake news&quot;). Purtroppo i media tradizionali (specie di qualità, meno semplici da digerire rispetto agli spacciatori di slogan) sono come isole in un mare il cui livello cresce sempre più. Insieme alle campagne tradizionali, in Inghilterra questo ha fatto pendere molti indecisi dalla parte del &quot;leave&quot;.

Buona lettura!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Articolo nutrientissimo, come sempre. Grazie!<br />
A proposito di vari punti toccati (la comunicazione di Trump e lo studio del pubblico), raccomando la lettura di due articoli pubblicati dal Guardian (in inglese):<br />
<a href="https://www.theguardian.com/politics/2017/feb/26/us-billionaire-mercer-helped-back-brexit" rel="nofollow ugc">https://www.theguardian.com/politics/2017/feb/26/us-billionaire-mercer-helped-back-brexit</a><br />
e<br />
<a href="https://www.theguardian.com/politics/2017/feb/26/robert-mercer-breitbart-war-on-media-steve-bannon-donald-trump-nigel-farage" rel="nofollow ugc">https://www.theguardian.com/politics/2017/feb/26/robert-mercer-breitbart-war-on-media-steve-bannon-donald-trump-nigel-farage</a><br />
Allarmanti è dir molto poco. Siamo già a una fase tutta nuova della guerra di propaganda, con mezzi potentissimi, non controllati, non regolati e disponibili solo a un contendente.</p>
<p>Alla luce di quanto è emerso in tali articoli, riprendo alcuni punti del Suo articolo:</p>
<p>&#8220;L’unico modo per contrastarli è produrre contenuti veri e giusti che riescano a essere comunicati ancora meglio. E trasmetterli presto e bene, senza stare troppo lì a piagnucolare. Sì, è difficile. E sì, non c’è altra scelta.&#8221;<br />
Confronto non impossibile, ma molto impari. L&#8217;alt-right americana e i fautori della Brexit nel Regno Unito beneficiano non solo di competenze d&#8217;alto livello e finanziamenti immensi, ma soprattutto di uno strumento tecnologico potentissimo, che mette insieme profilazione psicologica, raccolta e analisi dei dati attraverso i social media e intelligenza artificiale. L&#8217;impiego di tale strumento è stato nascosto all&#8217;opinione pubblica e agli enti preposti. E non viene controbilanciato da uno strumento equivalente nelle mani degli avversari, visto che il suo uso è stato concesso ai soli alleati di Mercer, suo detentore: la destra americana e britannica.</p>
<p>&#8220;Forma e contenuto dei discorsi vanno calibrati sui diversi pubblici: l’istinto aiuta, ma ormai non basta più. Ci vogliono dati e ricerche, sia per individuare forme e contenuti convincenti, sia per selezionare i mass media più convenienti per veicolare quei contenuti, in quelle forme, a quei pubblici. Altrimenti, sappiamo già che succede: c’è un problema di comunicazione.&#8221;<br />
E&#8217; proprio questa la nuova frontiera: la calibratura individuale del messaggio propagandistico, in modo da scavalcare i media tradizionali e andare a sfruttare direttamente le emozioni del singolo votante attraverso il suo profilo Facebook. Si sa cosa pensa il singolo individuo, e gli si può quindi mandare messaggi su misura direttamente tramite Facebook, scavalcando i media tradizionali che molta gente non segue comunque (specie a furia di schernirli come falliti o fabbricanti di &#8220;fake news&#8221;). Purtroppo i media tradizionali (specie di qualità, meno semplici da digerire rispetto agli spacciatori di slogan) sono come isole in un mare il cui livello cresce sempre più. Insieme alle campagne tradizionali, in Inghilterra questo ha fatto pendere molti indecisi dalla parte del &#8220;leave&#8221;.</p>
<p>Buona lettura!</p>
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		<title>
		Di: Paolo		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/problemi-di-comunicazione/#comment-156615</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 May 2017 16:20:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Molto interessante, e molte grazie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molto interessante, e molte grazie.</p>
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