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	Commenti a: Quanta creatività c&#8217;è nel risolvere problemi?	</title>
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	<description>Teorie e pratiche della creatività.</description>
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		Di: Utente Anonimo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Utente Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi intrometto nella discussione ma questa proprio mi scappa di raccontarla. 2 bambini, 3a e 5a elementare. Per quanto riguarda la matematica il più grande sembra ormai convinto di non essere poi così bravo (ma come, è sempre stata la sua materia preferita!) il più piccolo confessa apertamente che è diventata noiosa. Noiosa? e perché? Si scopre che il primo comincia ad avere il panico da esame. Scrive in fretta e poco ordinato, tralascia capoversi, accenti e qualche doppia sul proprio cammino nella stesura della parte scritta e il tutto, ammesso il risultato sia corretto, gli procura una striminzita sufficienza contornata di richiami e preoccupazioni. Il secondo invece dà addirittura il risultato dei problemi alla lettura del testo ma poi lamenta di non avere voglia di scriverli nel quaderno tutti uguali, pagina dopo pagina, con il titolo in rosso, i dati specificati sempre allo stesso modo e con le solite parole: Dati, Risolvo, Risposta. La mamma stanca delle discussioni e non sapendo più cosa dire, all&#039;ennesima domanda: ma perché non li posso scrivere in un altro modo? risponde: perché è un allenamento importante per imparare a disegnare. Silenzio di entrambi. E mentre si distraggono con dell&#039;altro rimuginando, il piccolo esordisce: allora faccio come se il foglio è un progetto. Il grande ascolta e aggiunge: allora non è vero che sbaglio tutto l&#039;ho soltanto disegnato male... Gli strumenti per risolvere i problemi (anche quelli di matematica) capitano nei modi più impensati. Speriamo succeda ancora e ancora... Laura Bonaguro ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi intrometto nella discussione ma questa proprio mi scappa di raccontarla. 2 bambini, 3a e 5a elementare. Per quanto riguarda la matematica il più grande sembra ormai convinto di non essere poi così bravo (ma come, è sempre stata la sua materia preferita!) il più piccolo confessa apertamente che è diventata noiosa. Noiosa? e perché? Si scopre che il primo comincia ad avere il panico da esame. Scrive in fretta e poco ordinato, tralascia capoversi, accenti e qualche doppia sul proprio cammino nella stesura della parte scritta e il tutto, ammesso il risultato sia corretto, gli procura una striminzita sufficienza contornata di richiami e preoccupazioni. Il secondo invece dà addirittura il risultato dei problemi alla lettura del testo ma poi lamenta di non avere voglia di scriverli nel quaderno tutti uguali, pagina dopo pagina, con il titolo in rosso, i dati specificati sempre allo stesso modo e con le solite parole: Dati, Risolvo, Risposta. La mamma stanca delle discussioni e non sapendo più cosa dire, all&#8217;ennesima domanda: ma perché non li posso scrivere in un altro modo? risponde: perché è un allenamento importante per imparare a disegnare. Silenzio di entrambi. E mentre si distraggono con dell&#8217;altro rimuginando, il piccolo esordisce: allora faccio come se il foglio è un progetto. Il grande ascolta e aggiunge: allora non è vero che sbaglio tutto l&#8217;ho soltanto disegnato male&#8230; Gli strumenti per risolvere i problemi (anche quelli di matematica) capitano nei modi più impensati. Speriamo succeda ancora e ancora&#8230; Laura Bonaguro </p>
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		Di: Utente Anonimo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Utente Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gentile Annamaria, posso usare il suo forum come chat ? Grazie, Simona, di aver detto in bello scritto ciò che cerco di far capire da tempo. Propongo un test. Chieda al suo collega di storia la differenza tra la presentazione del &#039;700 in una 2a Media e quella in un 4o scientifico. Se le risponde : &quot; In 2a Media è più semplice, solo i dati essenziali...&quot;, beh, non ci siamo proprio. Il &#039;700 semplificato non esiste. Se invece alla domanda al prof. cominciano a brillare gli occhi, inspira a fondo, le spara una explanation verbosissima e non la smette più, ecco, lei si trova alfine di fronte ad un insegnante. Ai concorsi per cattedra chiedono : &quot; Mi parli del &#039;700 &quot;. Gabri]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile Annamaria, posso usare il suo forum come chat ? Grazie, Simona, di aver detto in bello scritto ciò che cerco di far capire da tempo. Propongo un test. Chieda al suo collega di storia la differenza tra la presentazione del &#8216;700 in una 2a Media e quella in un 4o scientifico. Se le risponde : &#8221; In 2a Media è più semplice, solo i dati essenziali&#8230;&#8221;, beh, non ci siamo proprio. Il &#8216;700 semplificato non esiste. Se invece alla domanda al prof. cominciano a brillare gli occhi, inspira a fondo, le spara una explanation verbosissima e non la smette più, ecco, lei si trova alfine di fronte ad un insegnante. Ai concorsi per cattedra chiedono : &#8221; Mi parli del &#8216;700 &#8220;. Gabri</p>
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		Di: Utente Anonimo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Utente Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Creatività E scuola. Creatività A scuola. Due termini che, sebbene non nelle buone intenzioni (leggi i famosi POF), vengono però clamorosamente posti a conflitto proprio DENTRO la scuola. Il mio lavoro e la mia passione stanno proprio lì, dentro. Nello sguardo della disciplina più apertamente osteggiata e delittuosamente recepita lontana dalla nostra umanità: la matematica. Se non è trasmettere una attitudine a creare, cosa è mai la scuola..? Se non è desiderare confrontarsi con il problema che è pronto ad irrompere nel nostro orizzonte di conoscenza, cosa è mai il conoscere? Ma il post n°13 è cristallino nella sua crudezza: in Italia gli strumenti di approfondimento per i docenti (purtroppo specie di scuola superiore) non hanno mercato! Mediamente la categoria vuole trovare sulle riviste di settore dei prodotti preconfezionati e immediatamente spendibili: unità di apprendimento definite da cima a fondo, argomenti di livello medio-basso; verifiche pronte all &#039;uso e preferibilmente nella forma vero/falso. Il problema emergente (l &#039;argomento che non conosco, la visione alternativa) è un limite, uno spauracchio, mai una risorsa. E poi pretendiamo che i nostri ragazzi trovino affascinante la fatica del conoscere, sappiano riconoscere il valore della cultura e siano in grado di discernere e valutare... Simona]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Creatività E scuola. Creatività A scuola. Due termini che, sebbene non nelle buone intenzioni (leggi i famosi POF), vengono però clamorosamente posti a conflitto proprio DENTRO la scuola. Il mio lavoro e la mia passione stanno proprio lì, dentro. Nello sguardo della disciplina più apertamente osteggiata e delittuosamente recepita lontana dalla nostra umanità: la matematica. Se non è trasmettere una attitudine a creare, cosa è mai la scuola..? Se non è desiderare confrontarsi con il problema che è pronto ad irrompere nel nostro orizzonte di conoscenza, cosa è mai il conoscere? Ma il post n°13 è cristallino nella sua crudezza: in Italia gli strumenti di approfondimento per i docenti (purtroppo specie di scuola superiore) non hanno mercato! Mediamente la categoria vuole trovare sulle riviste di settore dei prodotti preconfezionati e immediatamente spendibili: unità di apprendimento definite da cima a fondo, argomenti di livello medio-basso; verifiche pronte all &#8216;uso e preferibilmente nella forma vero/falso. Il problema emergente (l &#8216;argomento che non conosco, la visione alternativa) è un limite, uno spauracchio, mai una risorsa. E poi pretendiamo che i nostri ragazzi trovino affascinante la fatica del conoscere, sappiano riconoscere il valore della cultura e siano in grado di discernere e valutare&#8230; Simona</p>
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		Di: Utente Anonimo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Utente Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il post n. 12 è di Gabri.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il post n. 12 è di Gabri.</p>
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		Di: Utente Anonimo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Utente Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Titolo: Possedere gli strumenti per risolvere il problema. Molti non risolvono il problema perché non hanno gli strumenti per cominciare a risolverlo ( e non se ne accorgono nemmeno ). Esempio un po&#039; decotto : la scuola. La cultura dei maestri NON consiste nelle nozioni elementari che ogni adulto conosce ( leggere, scrivere, ecc.); la loro preziosa cultura è tutta sul COME insegnarle. I prof. sono laureati in chimica, arte, latino, ecc., ma non sanno NULLA su COME insegnarle. Solo qualche CREATIVO si forgia i metodi da sé ( vedi il post di Walter ). I più, concentrati sulle discipline, non si accorgono di non avere gli strumenti e manco li cercano. Restano lì dolenti e storditi dal problemaccio irresolvibile. A volte tentano di dar colpa ai governi ; aiuterebbe, ma non è lì il vero problema a breve e medio termine.E la scuola italiana resta agli ultimi posti dei paesi civili. Paghiamo di più i maestri, che conoscono il loro mestiere ! P.S.Ora che conosco personalmente i polpi, non potrò più mangiarne , giuro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Titolo: Possedere gli strumenti per risolvere il problema. Molti non risolvono il problema perché non hanno gli strumenti per cominciare a risolverlo ( e non se ne accorgono nemmeno ). Esempio un po&#8217; decotto : la scuola. La cultura dei maestri NON consiste nelle nozioni elementari che ogni adulto conosce ( leggere, scrivere, ecc.); la loro preziosa cultura è tutta sul COME insegnarle. I prof. sono laureati in chimica, arte, latino, ecc., ma non sanno NULLA su COME insegnarle. Solo qualche CREATIVO si forgia i metodi da sé ( vedi il post di Walter ). I più, concentrati sulle discipline, non si accorgono di non avere gli strumenti e manco li cercano. Restano lì dolenti e storditi dal problemaccio irresolvibile. A volte tentano di dar colpa ai governi ; aiuterebbe, ma non è lì il vero problema a breve e medio termine.E la scuola italiana resta agli ultimi posti dei paesi civili. Paghiamo di più i maestri, che conoscono il loro mestiere ! P.S.Ora che conosco personalmente i polpi, non potrò più mangiarne , giuro.</p>
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		Di: Graziano		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Graziano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi sono guardato uno dei video proposti da Annamaria: http://www.youtube.com/watch?v=t2ZlEk5oHzo Tratta di alcuni strumenti per risolvere i problemi, o cogliere le opportunità, che è l&#039;altra faccia ottimistica della stessa medaglia. Senza nessuna pretesa di fare il &quot;professorino&quot; (vizio che, comunque, ho...) ho preso alcuni appunti vedendo il video e ve li regalo, se servissero a qualcun altro. Naturalmente non è un lavoro al quale ho dedicato molto fine tuning; ho privilegiato la rapidità e la visione sintetica. Quindi è iper criticabile ma ve lo inserisco lo stesso. A qualcuno può servire e risparmiare la mezzoretta che è costata a me. Ecco i miei appunti. Si parla della soluzione dei problemi anche utilizzando la costruzione di una mappa (come le mappe per la ricerca del tesoro…) nella quale inserire, in un solo foglio riepilogativo, appunto, un problema complesso, o una strategia aziendale, o…. La partenza è un acronimo facile da ricordare, IDEAL (gioca sul concetto di situazione ideale…). Dove, in IDEAL, la: ·I sta per Identificare i problemi e le opportunità ·D sta per Definire obiettivi ·E sta per Esplorare possibili strategie ·A sta per Anticipare e agire ·L sta per look and learn (guarda e impara...) Le due fasi principali e più complesse, perché prime nel processo complessivo e dove le successiv diventano consequenziali, sono la prima (Identificare) e la seconda (Definire obiettivi). Per Identificare i problemi e le opportunità occorre porsi delle domande (che cosa? perché? come? chi?), domandarsi quali sono le cause, spezzare il problema i problemini più piccoli, raccogliere quante più informazioni possibili. Per Definire gli obiettivi viene suggerito l’approccio, ancora un acronimo…, SMART (furbo…). In SMART, la: ·S sta per specifici ·M sta per Misurabili ·A sta per Agguantabili (va bene, raggiungibili è meglio…) ·R sta per Rilevanti ·T sta per Tempificati Per applicare l’approccio IDEAL viene suggerito di utilizzare, appunto, le Mappe Visive/Mentali e costruirle così. ·Prendere un foglio, A4 o A3 e utilizzarlo per il largo (landscape per i british…)… ·Partire dal centro… ·Utilizzare un’immagine (evocativa del processo sul quale ragionare) centrale… ·Utilizzare colori diversi per evidenziare visivamente i diversi percorsi… ·Scrivere le idee di base partendo dall’immagine centrale come rami che partono dal tronco… ·Aggiungere le sotto idee come rametti che partono dai rami centrali… ·Usare, dove possibile, altre immagini, frecce, parole sintetiche… Naturalmente guardare il video aiuta... ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sono guardato uno dei video proposti da Annamaria: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=t2ZlEk5oHzo" rel="nofollow ugc">http://www.youtube.com/watch?v=t2ZlEk5oHzo</a> Tratta di alcuni strumenti per risolvere i problemi, o cogliere le opportunità, che è l&#8217;altra faccia ottimistica della stessa medaglia. Senza nessuna pretesa di fare il &#8220;professorino&#8221; (vizio che, comunque, ho&#8230;) ho preso alcuni appunti vedendo il video e ve li regalo, se servissero a qualcun altro. Naturalmente non è un lavoro al quale ho dedicato molto fine tuning; ho privilegiato la rapidità e la visione sintetica. Quindi è iper criticabile ma ve lo inserisco lo stesso. A qualcuno può servire e risparmiare la mezzoretta che è costata a me. Ecco i miei appunti. Si parla della soluzione dei problemi anche utilizzando la costruzione di una mappa (come le mappe per la ricerca del tesoro…) nella quale inserire, in un solo foglio riepilogativo, appunto, un problema complesso, o una strategia aziendale, o…. La partenza è un acronimo facile da ricordare, IDEAL (gioca sul concetto di situazione ideale…). Dove, in IDEAL, la: ·I sta per Identificare i problemi e le opportunità ·D sta per Definire obiettivi ·E sta per Esplorare possibili strategie ·A sta per Anticipare e agire ·L sta per look and learn (guarda e impara&#8230;) Le due fasi principali e più complesse, perché prime nel processo complessivo e dove le successiv diventano consequenziali, sono la prima (Identificare) e la seconda (Definire obiettivi). Per Identificare i problemi e le opportunità occorre porsi delle domande (che cosa? perché? come? chi?), domandarsi quali sono le cause, spezzare il problema i problemini più piccoli, raccogliere quante più informazioni possibili. Per Definire gli obiettivi viene suggerito l’approccio, ancora un acronimo…, SMART (furbo…). In SMART, la: ·S sta per specifici ·M sta per Misurabili ·A sta per Agguantabili (va bene, raggiungibili è meglio…) ·R sta per Rilevanti ·T sta per Tempificati Per applicare l’approccio IDEAL viene suggerito di utilizzare, appunto, le Mappe Visive/Mentali e costruirle così. ·Prendere un foglio, A4 o A3 e utilizzarlo per il largo (landscape per i british…)… ·Partire dal centro… ·Utilizzare un’immagine (evocativa del processo sul quale ragionare) centrale… ·Utilizzare colori diversi per evidenziare visivamente i diversi percorsi… ·Scrivere le idee di base partendo dall’immagine centrale come rami che partono dal tronco… ·Aggiungere le sotto idee come rametti che partono dai rami centrali… ·Usare, dove possibile, altre immagini, frecce, parole sintetiche… Naturalmente guardare il video aiuta&#8230; </p>
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		Di: Utente Anonimo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Utente Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[... È il classico inizio &#039;dal primo mattone in alto a sinistra&#039; (Robert Pirsig, Lo zen e l&#039;arte della manutenzione della motocicletta). Si semplifica, si sposta l&#039;attenzione e la si focalizza e convoglia su di un elemento piccolo, ma poi... Ciao Walter, Laura bonaguro]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230; È il classico inizio &#8216;dal primo mattone in alto a sinistra&#8217; (Robert Pirsig, Lo zen e l&#8217;arte della manutenzione della motocicletta). Si semplifica, si sposta l&#8217;attenzione e la si focalizza e convoglia su di un elemento piccolo, ma poi&#8230; Ciao Walter, Laura bonaguro</p>
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		<title>
		Di: wc		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[wc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Giustificarti non ti darà cammelli in ricompensa. Cush, Le Etiopiche, Hugo Pratt, Bompiani 1979 Tempo fa su radiotre ho ascoltato un professore americano che raccontava della scarsa produzione scritta dei suoi studenti, che ad ogni lezione successiva inventavano le scuse più incredibili per giustificare la loro impossibilità di scrivere. Il professore ha risolto il problema chiedendo loro di mettere per iscritto le loro improbabili giustificazioni... e quelli hanno cominciato a scrivere come pazzi! Ci hanno preso così gusto che sono arrivati a scrivere una lettera a Dio per giustificare il peccato di Eva... saluti walter]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giustificarti non ti darà cammelli in ricompensa. Cush, Le Etiopiche, Hugo Pratt, Bompiani 1979 Tempo fa su radiotre ho ascoltato un professore americano che raccontava della scarsa produzione scritta dei suoi studenti, che ad ogni lezione successiva inventavano le scuse più incredibili per giustificare la loro impossibilità di scrivere. Il professore ha risolto il problema chiedendo loro di mettere per iscritto le loro improbabili giustificazioni&#8230; e quelli hanno cominciato a scrivere come pazzi! Ci hanno preso così gusto che sono arrivati a scrivere una lettera a Dio per giustificare il peccato di Eva&#8230; saluti walter</p>
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		Di: Utente Anonimo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Utente Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[al solito, dalla fretta non ho firmato... Laura Bonaguro ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>al solito, dalla fretta non ho firmato&#8230; Laura Bonaguro </p>
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		Di: Utente Anonimo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Utente Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[... no, no, Annamaria, non sei solo tu anch&#039;io sono due giorni che vorrei sentirmi Polpo! Che meraviglia. Mi sono anche persa a leggere Opinioni, Ascolto attivo e seconda modernità di Marianella Sclavi. L&#039;anno scorso lessi con vera curiosità &#039;L&#039; Arte di Ascoltare e mondi possibili&#039; scoprendo l&#039;ascolto attivo e la sua importanza nella gestione dei conflitti. Ora una buona dose di consapevolezza dei meccanismi che sottendono la comunicazione problematica c&#039;è, ma che fatica a rompere gli schemi ed uscire a coniugare una soluzione... Darò un occhio all&#039;articolo di Repubblica e magari preparerò il bastone da dare in testa a qualcuno, ma in modo creativo... :-) ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230; no, no, Annamaria, non sei solo tu anch&#8217;io sono due giorni che vorrei sentirmi Polpo! Che meraviglia. Mi sono anche persa a leggere Opinioni, Ascolto attivo e seconda modernità di Marianella Sclavi. L&#8217;anno scorso lessi con vera curiosità &#8216;L&#8217; Arte di Ascoltare e mondi possibili&#8217; scoprendo l&#8217;ascolto attivo e la sua importanza nella gestione dei conflitti. Ora una buona dose di consapevolezza dei meccanismi che sottendono la comunicazione problematica c&#8217;è, ma che fatica a rompere gli schemi ed uscire a coniugare una soluzione&#8230; Darò un occhio all&#8217;articolo di Repubblica e magari preparerò il bastone da dare in testa a qualcuno, ma in modo creativo&#8230; 🙂 </p>
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		<title>
		Di: Utente Anonimo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Utente Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#039; affettuoso post che precede è di Gabri, anche lei polpo-maniaca ( nella versione coi pomodorini di Pachino ).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217; affettuoso post che precede è di Gabri, anche lei polpo-maniaca ( nella versione coi pomodorini di Pachino ).</p>
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		Di: Utente Anonimo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Utente Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie, Annamaria, di aver riconosciuto alfine il valore dei nostri neuroni-specchio oltre all&#039; apprezzare la versione di noi polpi &quot; alla Luciana &quot; o in insalata ligure !!! Gli umani, con la loro fretta di liquidarci con un &quot; cerebrum non habent &quot; !!! Nun se po&#039; campa&#039; accussì ! Il polpo Coleo-idea]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie, Annamaria, di aver riconosciuto alfine il valore dei nostri neuroni-specchio oltre all&#8217; apprezzare la versione di noi polpi &#8221; alla Luciana &#8221; o in insalata ligure !!! Gli umani, con la loro fretta di liquidarci con un &#8221; cerebrum non habent &#8221; !!! Nun se po&#8217; campa&#8217; accussì ! Il polpo Coleo-idea</p>
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		<title>
		Di: annamaria		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[annamaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mmmh... risolvere problemi a colpi di spada è il sogno di tutti. Bisogna avere spade affilate, buona mira, e magari essere Alessandro Magno. Personalmente preferisco la versione della leggenda (tutto quanto è su wikipedia, a questo indirizzo: http://it.wikipedia.org/wiki/Nodo_gordiano) in cui alessandro si limita a sfilare il nodo dalla staffa del carro: quello è il vero cambio di paradidma percettivo che sta alla base delle illuminazioni creative. A noi persone comuni e prive di spada, però, tocca aver la pazienza, la lucidità e l&#039;abilità necessarie a sgarbugliare ricostruendo nessi logici, gerarchie, sistemi di cause ed effetti. Si tratta di doti non comuni. E nemmeno troppo sviluppate nel corso dei consueti curricula scolastici (si vedano i risultati PISA, appunto). Segnalo, a proposito dei curricula, l&#039;articolo apparso oggi su la Repubblica clicca quì E... sono solo io a essermi incantata per le abilità dei polpi?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mmmh&#8230; risolvere problemi a colpi di spada è il sogno di tutti. Bisogna avere spade affilate, buona mira, e magari essere Alessandro Magno. Personalmente preferisco la versione della leggenda (tutto quanto è su wikipedia, a questo indirizzo: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nodo_gordiano" rel="nofollow ugc">http://it.wikipedia.org/wiki/Nodo_gordiano</a>) in cui alessandro si limita a sfilare il nodo dalla staffa del carro: quello è il vero cambio di paradidma percettivo che sta alla base delle illuminazioni creative. A noi persone comuni e prive di spada, però, tocca aver la pazienza, la lucidità e l&#8217;abilità necessarie a sgarbugliare ricostruendo nessi logici, gerarchie, sistemi di cause ed effetti. Si tratta di doti non comuni. E nemmeno troppo sviluppate nel corso dei consueti curricula scolastici (si vedano i risultati PISA, appunto). Segnalo, a proposito dei curricula, l&#8217;articolo apparso oggi su la Repubblica clicca quì E&#8230; sono solo io a essermi incantata per le abilità dei polpi?</p>
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		Di: Utente Anonimo		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/quanta-creativita-ce-nel-risolvere-problemi/#comment-3209</link>

		<dc:creator><![CDATA[Utente Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Portate il discorso su argomenti che richiedano acume e sottigliezza vi saprà sciogliere il nodo gordiano di tutto, come la sua giarrettiera... Shakespeare per il suo Enrico V sceglie il taglio netto, la risoluzione brutale. E forse in certe situazioni è l&#039; unica via d&#039; uscita. gabri]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Portate il discorso su argomenti che richiedano acume e sottigliezza vi saprà sciogliere il nodo gordiano di tutto, come la sua giarrettiera&#8230; Shakespeare per il suo Enrico V sceglie il taglio netto, la risoluzione brutale. E forse in certe situazioni è l&#8217; unica via d&#8217; uscita. gabri</p>
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		Di: Utente Anonimo		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/quanta-creativita-ce-nel-risolvere-problemi/#comment-3208</link>

		<dc:creator><![CDATA[Utente Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#039; istruttore della scuola di roccia, a cui ho partecipato con molto disonore ( sono rimasta appesa scendendo a corda doppia, la vergogna delle vergogne ) diceva che arrampicare significa risolvere un problema ad ogni passaggio e per questo bisogna porsi ad un grado di difficoltà minore rispetto al grado che si pensa di poter affrontare. Non è proprio la teoria del Rasoio di Occam, però tende a semplificare. Azzerare le emozioni ( per quanto si può ), tener conto delle varie componenti del problema e delle variabili, scegliere il momento meno inopportuno e tener conto dei limiti. E procurarsi un moschettone che regga. Ciao, Graziano. gabri]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217; istruttore della scuola di roccia, a cui ho partecipato con molto disonore ( sono rimasta appesa scendendo a corda doppia, la vergogna delle vergogne ) diceva che arrampicare significa risolvere un problema ad ogni passaggio e per questo bisogna porsi ad un grado di difficoltà minore rispetto al grado che si pensa di poter affrontare. Non è proprio la teoria del Rasoio di Occam, però tende a semplificare. Azzerare le emozioni ( per quanto si può ), tener conto delle varie componenti del problema e delle variabili, scegliere il momento meno inopportuno e tener conto dei limiti. E procurarsi un moschettone che regga. Ciao, Graziano. gabri</p>
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