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	Commenti a: Quanto vale la cultura? &#8211; Idee 40	</title>
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	<description>Teorie e pratiche della creatività.</description>
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		Di: Utente Anonimo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Utente Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jun 2011 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie NU. Questo voluminoso documento lo leggerò attentamente e chissà che non ci aiuti a ribaltare una serie di luoghi comuni che viziano le analisi e le politiche economiche del nostro ministro del tesoro. Per far ripartire l&#039;Italia, oltre a cambiare governo, dovremmo cambiare anche lo sguardo sul mercato. Antonio ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie NU. Questo voluminoso documento lo leggerò attentamente e chissà che non ci aiuti a ribaltare una serie di luoghi comuni che viziano le analisi e le politiche economiche del nostro ministro del tesoro. Per far ripartire l&#8217;Italia, oltre a cambiare governo, dovremmo cambiare anche lo sguardo sul mercato. Antonio </p>
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		Di: annamaria		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[annamaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jun 2011 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ vmontalto. Una delle conseguenze del documento è stata la decisione di istituire, nel 2009, l&#039;anno europeo della creatività. Purtroppo non si può dire che l&#039;edizione italiana abbia lasciato un segno, in termini di migliorata percezione del fenomeno o di nuove iniziative. La cosa si è risolta con qualche convegno. Oggi la pagina web dedicata è del tutto abbandonata. Una piccola, ulteriore conseguenza divertente è stata la citazione di NeU fra le fonti segnalate per il tema sulla creatività assegnato nel corso degli esami di maturità di quell&#039;anno (probabilmente Gelmini si è distratta un attimo). Tema, peraltro, svolto da una percentuale irrisoria di studenti. Credo che valga la pena di riprendere il discorso per due motivi: a elezioni concluse, e con i problemi di bilancio che ci sono e la propensione a fare tagli di spesa indiscriminati, gli scarsi investimenti italiani nel settore continuano a essere a rischio. Mentre, ad esempio, andrebbe migliorata la produttività di alcuni comparti, e di altri andrebbe stimolata la crescita. D&#039;altra parte, è cambiato il governo di alcune tra le maggiori città italiane. Per le quali creatività e cultura sono rilevanti fattori di sviluppo. Torino, per esempio, in questi anni l&#039;ha dimostrato. Milano, Napoli potrebbero farci un pensiero.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ vmontalto. Una delle conseguenze del documento è stata la decisione di istituire, nel 2009, l&#8217;anno europeo della creatività. Purtroppo non si può dire che l&#8217;edizione italiana abbia lasciato un segno, in termini di migliorata percezione del fenomeno o di nuove iniziative. La cosa si è risolta con qualche convegno. Oggi la pagina web dedicata è del tutto abbandonata. Una piccola, ulteriore conseguenza divertente è stata la citazione di NeU fra le fonti segnalate per il tema sulla creatività assegnato nel corso degli esami di maturità di quell&#8217;anno (probabilmente Gelmini si è distratta un attimo). Tema, peraltro, svolto da una percentuale irrisoria di studenti. Credo che valga la pena di riprendere il discorso per due motivi: a elezioni concluse, e con i problemi di bilancio che ci sono e la propensione a fare tagli di spesa indiscriminati, gli scarsi investimenti italiani nel settore continuano a essere a rischio. Mentre, ad esempio, andrebbe migliorata la produttività di alcuni comparti, e di altri andrebbe stimolata la crescita. D&#8217;altra parte, è cambiato il governo di alcune tra le maggiori città italiane. Per le quali creatività e cultura sono rilevanti fattori di sviluppo. Torino, per esempio, in questi anni l&#8217;ha dimostrato. Milano, Napoli potrebbero farci un pensiero.</p>
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		Di: vmontalto		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[vmontalto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jun 2011 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi fa davvero molto piacere che, a distanza di anni, si continui a citare questo importante studio. E&#039; stato proprio quello che ha permesso alla Commissione europea di cominciare a delineare una vera e propria politica delle industrie culturali e creative.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi fa davvero molto piacere che, a distanza di anni, si continui a citare questo importante studio. E&#8217; stato proprio quello che ha permesso alla Commissione europea di cominciare a delineare una vera e propria politica delle industrie culturali e creative.</p>
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		Di: Giovanna Cosenza		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giovanna Cosenza]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jun 2011 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie, è davvero importante contribuire a far circolare questo documento. Farò del mio meglio!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie, è davvero importante contribuire a far circolare questo documento. Farò del mio meglio!</p>
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		Di: paolonobile		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[paolonobile]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jun 2011 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Annamaria e @Neuromante: ora carico bene il file. Non so perchè questa mattina non voleva saperne. Grazie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Annamaria e @Neuromante: ora carico bene il file. Non so perchè questa mattina non voleva saperne. Grazie.</p>
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		Di: annamaria		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[annamaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jun 2011 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ciao Benadrina, ciao Antonio. Credo che questo documento sia importante, e meritevole di essere diffuso, per diversi motivi. Eccone alcuni: - per la prima volta prova a individuare il territorio vasto e accidentato della produzione culturale e creativa. E ne offre una catalogazione per quanto possibile sistematica. Prima, era tutto avvolto nelle nebbie. - dà dei valori e dei parametri di confronto. E&#039; quanto serve per farsi un&#039;idea dell&#039;importanza globale del settore, al di là delle percezioni soggettive. - individua trend e ambiti di attenzione, alcuni molto positivi (per esempio l&#039;alta scolarità media degli addetti ai lavori, o la crescita percentuale superiore a quella percentuale del totale della crescita economica), altri da migliorare (la polverizzazione. La condizione precaria di gran parte degli addetti. La scarsa produttività di alcuni sottosegmenti, paragonati con altri...), altri ancora da approfondire (la necessaria flessibilità. Gli alti livelli di specializzazione richiesti... e, naturalmente, le diverse politiche di investimento nazionali). - segnala quanto la produzione creativa e culturale è importante per lo sviluppo del territorio, e specialmente per le grandi città. E&#039; possibile che diversi numeri siano, in questi ultimi anni, cambiati. Sono certa che i numeri dell&#039;ICT siano molto cresciuti. E che quelli della pubblicità siano calati. Ma non credo che l&#039;importanza relativa del settore sia diminuita. Anzi, può darsi che sia addirittura aumentata, vista la flessione recente di alcuni mercati importanti (quello dell&#039;automobile, per esempio). @Paolo: ho riprovato anch&#039;io, e il doc, mi pare, si scarica agevolmente. L&#039;abbiamo inserito in NeU così resta facilmente reperibile per tutti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Benadrina, ciao Antonio. Credo che questo documento sia importante, e meritevole di essere diffuso, per diversi motivi. Eccone alcuni: &#8211; per la prima volta prova a individuare il territorio vasto e accidentato della produzione culturale e creativa. E ne offre una catalogazione per quanto possibile sistematica. Prima, era tutto avvolto nelle nebbie. &#8211; dà dei valori e dei parametri di confronto. E&#8217; quanto serve per farsi un&#8217;idea dell&#8217;importanza globale del settore, al di là delle percezioni soggettive. &#8211; individua trend e ambiti di attenzione, alcuni molto positivi (per esempio l&#8217;alta scolarità media degli addetti ai lavori, o la crescita percentuale superiore a quella percentuale del totale della crescita economica), altri da migliorare (la polverizzazione. La condizione precaria di gran parte degli addetti. La scarsa produttività di alcuni sottosegmenti, paragonati con altri&#8230;), altri ancora da approfondire (la necessaria flessibilità. Gli alti livelli di specializzazione richiesti&#8230; e, naturalmente, le diverse politiche di investimento nazionali). &#8211; segnala quanto la produzione creativa e culturale è importante per lo sviluppo del territorio, e specialmente per le grandi città. E&#8217; possibile che diversi numeri siano, in questi ultimi anni, cambiati. Sono certa che i numeri dell&#8217;ICT siano molto cresciuti. E che quelli della pubblicità siano calati. Ma non credo che l&#8217;importanza relativa del settore sia diminuita. Anzi, può darsi che sia addirittura aumentata, vista la flessione recente di alcuni mercati importanti (quello dell&#8217;automobile, per esempio). @Paolo: ho riprovato anch&#8217;io, e il doc, mi pare, si scarica agevolmente. L&#8217;abbiamo inserito in NeU così resta facilmente reperibile per tutti.</p>
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		Di: Neuromante		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Neuromante]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jun 2011 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ciao Paolonobile, grazie per la segnalazione: a noi della redazione comunque non risultano problemi legati al download del pdf, con nessuno dei principali browser in circolazione. Facci sapere nel caso incontrassi ancora difficoltà. Neuromante]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Paolonobile, grazie per la segnalazione: a noi della redazione comunque non risultano problemi legati al download del pdf, con nessuno dei principali browser in circolazione. Facci sapere nel caso incontrassi ancora difficoltà. Neuromante</p>
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		Di: benandrina		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[benandrina]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jun 2011 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Davvero è importante avere questi dati, ma sospetto che dal 2006 siamo caduti un po&#039; più in giù e non per pessimismo della ragione. Il Pil è del 2006... ma oggi? la cultura e il suo pil di conseguenza, hanno subito bastonate non indolori da cui occorre ricostruire una vera cultura non quella del mercato, ma quella del pensiero e delle opere. Sperare in un nuovo governo è utile, ma prima mi leggo questo documento corposo del recente passato e poi spero di credere in un progetto realizzabile: farci tutti un po&#039; carico... che sarebbe nuovo e utile anche da ora. &#039;benandrina&#039;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Davvero è importante avere questi dati, ma sospetto che dal 2006 siamo caduti un po&#8217; più in giù e non per pessimismo della ragione. Il Pil è del 2006&#8230; ma oggi? la cultura e il suo pil di conseguenza, hanno subito bastonate non indolori da cui occorre ricostruire una vera cultura non quella del mercato, ma quella del pensiero e delle opere. Sperare in un nuovo governo è utile, ma prima mi leggo questo documento corposo del recente passato e poi spero di credere in un progetto realizzabile: farci tutti un po&#8217; carico&#8230; che sarebbe nuovo e utile anche da ora. &#8216;benandrina&#8217;</p>
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		Di: paolonobile		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[paolonobile]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jun 2011 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho potuto prelevarlo facilmente qui http://www.keanet.eu/ecoculture/economia_della_cultura.pdf]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho potuto prelevarlo facilmente qui <a href="http://www.keanet.eu/ecoculture/economia_della_cultura.pdf" rel="nofollow ugc">http://www.keanet.eu/ecoculture/economia_della_cultura.pdf</a></p>
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		<title>
		Di: paolonobile		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[paolonobile]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jun 2011 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non sembra possibile prelevare il file pdf. Sono l&#039;unico? Il server sembra non rispondere dopo aver caricato i primi KB.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non sembra possibile prelevare il file pdf. Sono l&#8217;unico? Il server sembra non rispondere dopo aver caricato i primi KB.</p>
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		Di: Utente Anonimo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Utente Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jun 2011 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ne sono sempre stato convinto. E non parliamo del potenziale! Proviamo a pensare tutto ciò che non si fa e a tutto ciò che si potrebbe ancora fare! Soprattutto in Italia. Enzo Di Leo ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ne sono sempre stato convinto. E non parliamo del potenziale! Proviamo a pensare tutto ciò che non si fa e a tutto ciò che si potrebbe ancora fare! Soprattutto in Italia. Enzo Di Leo </p>
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