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	Commenti a: Tra rigore e rigidità c&#8217;è una bella differenza &#8211; Metodo 15	</title>
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	<description>Teorie e pratiche della creatività.</description>
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		Di: Fiorella Palomba		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/questioni-di-metodo-11-il-pensiero-tra-rigidita-e-rigore/#comment-5603</link>

		<dc:creator><![CDATA[Fiorella Palomba]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Oct 2012 09:25:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Se posso aggiungere una riflessione sulla fregatura di essere rigidi. Non consente di affrontare situazioni inaspettate il famoso breakdown per il quale è necessario saper pensare obliquo. Tutti sono bravi a gestire la NORMALITÀ, la gestione della CRISI invece ci mette a dura prova per uscirne (*_))]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se posso aggiungere una riflessione sulla fregatura di essere rigidi. Non consente di affrontare situazioni inaspettate il famoso breakdown per il quale è necessario saper pensare obliquo. Tutti sono bravi a gestire la NORMALITÀ, la gestione della CRISI invece ci mette a dura prova per uscirne (*_))</p>
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		Di: Utente Anonimo		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/questioni-di-metodo-11-il-pensiero-tra-rigidita-e-rigore/#comment-4881</link>

		<dc:creator><![CDATA[Utente Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E se il rigore viene scambiato per rigidità? A me succede spesso, io sono una persona rigorosa, anche perchè uno dei risultati del rigore per me è avere più spazio, sia mentale che fisico, per pensare e agire, ma spesso mi sento tacciare di rigidità da persone che sono, in buona sostanza, caciarone, quindi, nè rigide nè tantomeno rigorose. Non sanno distinguere. Bello spunto di riflessione, grazie! Isabella]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E se il rigore viene scambiato per rigidità? A me succede spesso, io sono una persona rigorosa, anche perchè uno dei risultati del rigore per me è avere più spazio, sia mentale che fisico, per pensare e agire, ma spesso mi sento tacciare di rigidità da persone che sono, in buona sostanza, caciarone, quindi, nè rigide nè tantomeno rigorose. Non sanno distinguere. Bello spunto di riflessione, grazie! Isabella</p>
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		Di: Utente Anonimo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Utente Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[questa lettura mi ha suggerito con due parole - l&#039;apertura dell&#039;esperienza - un suggerimento importante che, se ricordato, può aiutare a capire come acchiappare questa benedetta creatività. Massimo ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>questa lettura mi ha suggerito con due parole &#8211; l&#8217;apertura dell&#8217;esperienza &#8211; un suggerimento importante che, se ricordato, può aiutare a capire come acchiappare questa benedetta creatività. Massimo </p>
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		Di: annamaria		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[annamaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ciao a tutti. Mah... c&#039;è da dire che il pregiudizio dogmatico ha un paio di vantaggi mica da ridere: è rassicurante perché rimanda a un sistema semplice in cui tutto si tiene e in cui tutte le decisioni cruciali sono già prese. Ed è un forte fattore identitario. Rinunciare a quella roba lì non è uno scherzo. L&#039;unico, non trascurabile, rischio è questo: se per caso il dogma crolla, il dogmatico si ritrova nudo e senza più punti di riferimento. Ma il presupposto del dogmatico è che il dogma non crollerà mai (se no, che dogma sarebbe?). Per cui tende anche a negare con furia ogni sopravveniente evidenza contraria. Sul tema sensibilità/insensibilità: ho tirato in ballo Feynman e Einstein proprio perché mi sembrano due grandi esempi di come il rigore può non essere disgiunto dalla sensibilità umana e anche (questo è importante) dallo humour. Il tema delle vite precarie sollevato da Vv apre, poi, un&#039;altra prospettiva mica da ridere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao a tutti. Mah&#8230; c&#8217;è da dire che il pregiudizio dogmatico ha un paio di vantaggi mica da ridere: è rassicurante perché rimanda a un sistema semplice in cui tutto si tiene e in cui tutte le decisioni cruciali sono già prese. Ed è un forte fattore identitario. Rinunciare a quella roba lì non è uno scherzo. L&#8217;unico, non trascurabile, rischio è questo: se per caso il dogma crolla, il dogmatico si ritrova nudo e senza più punti di riferimento. Ma il presupposto del dogmatico è che il dogma non crollerà mai (se no, che dogma sarebbe?). Per cui tende anche a negare con furia ogni sopravveniente evidenza contraria. Sul tema sensibilità/insensibilità: ho tirato in ballo Feynman e Einstein proprio perché mi sembrano due grandi esempi di come il rigore può non essere disgiunto dalla sensibilità umana e anche (questo è importante) dallo humour. Il tema delle vite precarie sollevato da Vv apre, poi, un&#8217;altra prospettiva mica da ridere.</p>
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		Di: Utente Anonimo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Utente Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Rigore senza rigidità (e grande visione creativa) è anche la ricetta per attivare la crescita e portare il paese fuori dalla crisi. Cara Annamaria tutto torna. Forse. Buona settimana Antonio]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rigore senza rigidità (e grande visione creativa) è anche la ricetta per attivare la crescita e portare il paese fuori dalla crisi. Cara Annamaria tutto torna. Forse. Buona settimana Antonio</p>
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		Di: ivasi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ivasi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi piace questo post. E condivido la conclusione di Andromeda, sul confine sottile in cui ci si sposta. Ad es., sul De Mauro resta per ambedue i termini il significato obsoleto/letterario di &quot;insensibile alle profferte amorose&quot; per rigoroso e di &quot;ostile alle proposte amorose&quot; per rigido. Forse la differenza sta proprio qui, nell&#039;essere talmente abituati al freddo da essere insensibili, o talmente induriti dal freddo da risultare ostili. Non sentire il rumore del mondo e perseguire il proprio scopo col proprio metodo o non tollerare il rumore del mondo ascoltando, come dice bene Enea, soltanto il proprio pensiero? Sull&#039;ipotesi di Annamaria - se si è rigorosi non si è rigidi e viceversa - mi piacerebbe davvero trovare un&#039;analisi rigorosa... anche se condivido pienamente. Credo comunque che la realtà sia meno rigida dell&#039;etimo: ci sono, infatti, persone così sensibili che spesso adottano metodi rigorosi di analisi del reale e di quanto loro accade ogni giorno, sempre per ragioni di di vita che continua. E che dire di queste vite precarie in cui il rigido è anche &quot;non flessibile&quot;? In senso evoluzionistico sarebbe giusto adattarsi rigorosamente alla flessibilità, ben sapendo che altre specie inizieranno la loro corsa per la sopravvivenza;)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi piace questo post. E condivido la conclusione di Andromeda, sul confine sottile in cui ci si sposta. Ad es., sul De Mauro resta per ambedue i termini il significato obsoleto/letterario di &#8220;insensibile alle profferte amorose&#8221; per rigoroso e di &#8220;ostile alle proposte amorose&#8221; per rigido. Forse la differenza sta proprio qui, nell&#8217;essere talmente abituati al freddo da essere insensibili, o talmente induriti dal freddo da risultare ostili. Non sentire il rumore del mondo e perseguire il proprio scopo col proprio metodo o non tollerare il rumore del mondo ascoltando, come dice bene Enea, soltanto il proprio pensiero? Sull&#8217;ipotesi di Annamaria &#8211; se si è rigorosi non si è rigidi e viceversa &#8211; mi piacerebbe davvero trovare un&#8217;analisi rigorosa&#8230; anche se condivido pienamente. Credo comunque che la realtà sia meno rigida dell&#8217;etimo: ci sono, infatti, persone così sensibili che spesso adottano metodi rigorosi di analisi del reale e di quanto loro accade ogni giorno, sempre per ragioni di di vita che continua. E che dire di queste vite precarie in cui il rigido è anche &#8220;non flessibile&#8221;? In senso evoluzionistico sarebbe giusto adattarsi rigorosamente alla flessibilità, ben sapendo che altre specie inizieranno la loro corsa per la sopravvivenza;)</p>
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		Di: andromeda		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/questioni-di-metodo-11-il-pensiero-tra-rigidita-e-rigore/#comment-4876</link>

		<dc:creator><![CDATA[andromeda]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[la mia risposta è: scelgo ovviamente il rigore, ma non sono sicura di essere rigorosa in tutto e non lo pretendo neanche, forse ho paura di esserlo stata troppo poco e questo ha causato delle falle evidenti che forse, però, non sono tutte imputabili al mio scarso rigore. Riguardo la rigidità è una lampante mancanza di creatività, che a sua volta denota una mancanza di cultura e sensibilità. Il rigido cerca soluzioni apparentemente logiche ma in realtà spesso disumane e quindi illogiche per questo. Ma se guardo l&#039;altra faccia della medaglia, anche l&#039;essere rigoroso, può assumere un carattere sinistro, data anche la stessa etimologia...un nazista rigoroso nell&#039;esercizio dei suoi comandi o dei suoi servigi; un camorrista rigoroso nell&#039;ubbidire alle regole criminali, rigoroso ad eseguire una rapina, un omicidio, ecc. Qui il confine tra rigido e rigoroso è sottile e i concetti sembrano assomigliarsi non poco.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>la mia risposta è: scelgo ovviamente il rigore, ma non sono sicura di essere rigorosa in tutto e non lo pretendo neanche, forse ho paura di esserlo stata troppo poco e questo ha causato delle falle evidenti che forse, però, non sono tutte imputabili al mio scarso rigore. Riguardo la rigidità è una lampante mancanza di creatività, che a sua volta denota una mancanza di cultura e sensibilità. Il rigido cerca soluzioni apparentemente logiche ma in realtà spesso disumane e quindi illogiche per questo. Ma se guardo l&#8217;altra faccia della medaglia, anche l&#8217;essere rigoroso, può assumere un carattere sinistro, data anche la stessa etimologia&#8230;un nazista rigoroso nell&#8217;esercizio dei suoi comandi o dei suoi servigi; un camorrista rigoroso nell&#8217;ubbidire alle regole criminali, rigoroso ad eseguire una rapina, un omicidio, ecc. Qui il confine tra rigido e rigoroso è sottile e i concetti sembrano assomigliarsi non poco.</p>
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		Di: enea		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[enea]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Rigidità e rigore, condividendo la stessa radice, condividono anche lo stato di &quot;durezza da freddo&quot;. La differenza sta nel modo di affrontare lo stato stesso. Il rigoroso si mette in moto e si affida alla disciplina per superare lo stato di rigidità (ad esempio cercando soluzioni creative). Il rigido si chiude in se stesso (e/o si crea alibi) per rimanere nell&#039;immobilità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rigidità e rigore, condividendo la stessa radice, condividono anche lo stato di &#8220;durezza da freddo&#8221;. La differenza sta nel modo di affrontare lo stato stesso. Il rigoroso si mette in moto e si affida alla disciplina per superare lo stato di rigidità (ad esempio cercando soluzioni creative). Il rigido si chiude in se stesso (e/o si crea alibi) per rimanere nell&#8217;immobilità.</p>
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		Di: Luca		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/questioni-di-metodo-11-il-pensiero-tra-rigidita-e-rigore/#comment-4874</link>

		<dc:creator><![CDATA[Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La creatività non è certo l&#039;unica cosa che beneficia di questa scelta di campo... Non mi vengono in mente casi in cui sia più conveniente l&#039;altra parte. Chissà quali sono le caratteristiche della mente che spingono tante persone a restare di là? Necessità di mettersi al sicuro dietro un&#039;apparente protezione di concetti tragicamente condivisi? Scarsa capacità di vedere implicazioni e conseguenze? Troppo interesse per sè e troppo poco per gli altri? Di sicuro chi è rigido non è capace di fare altrimenti, per lo meno non da solo. Purtroppo. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La creatività non è certo l&#8217;unica cosa che beneficia di questa scelta di campo&#8230; Non mi vengono in mente casi in cui sia più conveniente l&#8217;altra parte. Chissà quali sono le caratteristiche della mente che spingono tante persone a restare di là? Necessità di mettersi al sicuro dietro un&#8217;apparente protezione di concetti tragicamente condivisi? Scarsa capacità di vedere implicazioni e conseguenze? Troppo interesse per sè e troppo poco per gli altri? Di sicuro chi è rigido non è capace di fare altrimenti, per lo meno non da solo. Purtroppo. </p>
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		Di: Laura Bonaguro		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/questioni-di-metodo-11-il-pensiero-tra-rigidita-e-rigore/#comment-4873</link>

		<dc:creator><![CDATA[Laura Bonaguro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[... non credo proprio di avere scelta tra rigidità e rigore, anzi, il più delle volte ho bisogno di cercare un po&#039; del secondo per quagliare. Che sia rigidità mascherata da confusione? Nooo, non è possibile ;-) non ci voglio pensare. Bellissima riflessione questo lunedì mattina, ci voleva come spinta alla concentrazione. Buona settimana a tutti!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230; non credo proprio di avere scelta tra rigidità e rigore, anzi, il più delle volte ho bisogno di cercare un po&#8217; del secondo per quagliare. Che sia rigidità mascherata da confusione? Nooo, non è possibile 😉 non ci voglio pensare. Bellissima riflessione questo lunedì mattina, ci voleva come spinta alla concentrazione. Buona settimana a tutti!</p>
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