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	Commenti a: Scrittura, rilettura e cucina dei carciofi &#8211; Metodo 25	</title>
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	<description>Teorie e pratiche della creatività.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 10 Apr 2017 14:00:15 +0000</lastBuildDate>
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		<title>
		Di: Loris Giuseppe Navoni		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/questioni-di-metodo-21-scrittura-riilettura-e-cucina-dei-carciofi/#comment-156365</link>

		<dc:creator><![CDATA[Loris Giuseppe Navoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Apr 2017 14:00:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Pare che i carciofi ispirino....
https://appuntievirgole.blogspot.it/2010/03/dellecologia-o-del-preparare-carciofi.html]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pare che i carciofi ispirino&#8230;.<br />
<a href="https://appuntievirgole.blogspot.it/2010/03/dellecologia-o-del-preparare-carciofi.html" rel="nofollow ugc">https://appuntievirgole.blogspot.it/2010/03/dellecologia-o-del-preparare-carciofi.html</a></p>
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		<title>
		Di: Luigi		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/questioni-di-metodo-21-scrittura-riilettura-e-cucina-dei-carciofi/#comment-156064</link>

		<dc:creator><![CDATA[Luigi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Mar 2017 01:18:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://nuovoeutile.it/questioni-di-metodo-21-scrittura-riilettura-e-cucina-dei-carciofi/#comment-156062&quot;&gt;Luigi&lt;/a&gt;.

Ovviamente: « ... da non confondere con i congiuntivi ... » (senza la &quot;l&quot;), oppure « ... per non confonderle ... ».
Potrei dire che l’ho fatto apposta, per verificare l’attenzione di chi legge, o confermare che «un refuso scappa a chiunque» e dimostrare che non si rilegge mai abbastanza; ma la verità è che non ho riletto con sufficiente attenzione, nella fretta dell’invio mediante una connessione precaria. L’inesorabile vendetta del refuso me la sono meritata, mi dichiaro colpevole e chiedo perdono.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://nuovoeutile.it/questioni-di-metodo-21-scrittura-riilettura-e-cucina-dei-carciofi/#comment-156062">Luigi</a>.</p>
<p>Ovviamente: « &#8230; da non confondere con i congiuntivi &#8230; » (senza la &#8220;l&#8221;), oppure « &#8230; per non confonderle &#8230; ».<br />
Potrei dire che l’ho fatto apposta, per verificare l’attenzione di chi legge, o confermare che «un refuso scappa a chiunque» e dimostrare che non si rilegge mai abbastanza; ma la verità è che non ho riletto con sufficiente attenzione, nella fretta dell’invio mediante una connessione precaria. L’inesorabile vendetta del refuso me la sono meritata, mi dichiaro colpevole e chiedo perdono.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Luigi		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/questioni-di-metodo-21-scrittura-riilettura-e-cucina-dei-carciofi/#comment-156062</link>

		<dc:creator><![CDATA[Luigi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Mar 2017 16:54:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Fra tanti buoni consigli, suggerimenti e insegnamenti encomiabili, mi sorprende trovare la difesa dell&#039;accento part-time sul pronome &quot;sé&quot;: l’accento caratterizza il vocabolo e deve esserci sempre (oppure mai, come in Leopardi). Se servisse solo per evitare confusione non si userebbe nemmeno per il pronome solo, essendo molto improbabile una frase in cui non se ne capisca il senso, comprese le forme plurali (sé stessi/e) da non confonderle con i congiuntivi di &quot;stare&quot;. D’altronde, se valesse il criterio delle possibilità di confusione l’accento diventerebbe spesso inutile anche in altri monosillabi (come &quot;sì&quot;, &quot;dà&quot; ecc.), oltre che in locuzioni come &quot;a sé stante&quot;, &quot;da sé&quot; eccetera.
Purtroppo la questione pare ancora irrisolta, nonostante le raccomandazioni di Aldo Gabrielli, Luca Serianni, Valeria Della Valle e del dizionario Zingarelli nelle edizioni più recenti.
Diffondere buoni esempi ed evitare qualsiasi contributo alla scorrettezza mi pare la migliore resistenza ancora possibile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fra tanti buoni consigli, suggerimenti e insegnamenti encomiabili, mi sorprende trovare la difesa dell&#8217;accento part-time sul pronome &#8220;sé&#8221;: l’accento caratterizza il vocabolo e deve esserci sempre (oppure mai, come in Leopardi). Se servisse solo per evitare confusione non si userebbe nemmeno per il pronome solo, essendo molto improbabile una frase in cui non se ne capisca il senso, comprese le forme plurali (sé stessi/e) da non confonderle con i congiuntivi di &#8220;stare&#8221;. D’altronde, se valesse il criterio delle possibilità di confusione l’accento diventerebbe spesso inutile anche in altri monosillabi (come &#8220;sì&#8221;, &#8220;dà&#8221; ecc.), oltre che in locuzioni come &#8220;a sé stante&#8221;, &#8220;da sé&#8221; eccetera.<br />
Purtroppo la questione pare ancora irrisolta, nonostante le raccomandazioni di Aldo Gabrielli, Luca Serianni, Valeria Della Valle e del dizionario Zingarelli nelle edizioni più recenti.<br />
Diffondere buoni esempi ed evitare qualsiasi contributo alla scorrettezza mi pare la migliore resistenza ancora possibile.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Annamaria Testa		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/questioni-di-metodo-21-scrittura-riilettura-e-cucina-dei-carciofi/#comment-155955</link>

		<dc:creator><![CDATA[Annamaria Testa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Feb 2017 16:46:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://nuovoeutile.it/questioni-di-metodo-21-scrittura-riilettura-e-cucina-dei-carciofi/#comment-155951&quot;&gt;Gabriele&lt;/a&gt;.

Ciao Gabriele.
La storia che racconti è graziosa e interessante, ed è questo quello che conta. Certo, bisogna rileggere e rileggere. Ma il diavoletto Titivillus (lo trovi a questa pagina: https://nuovoeutile.it/errori-lacune-e-refusi/) è sempre in agguato, e un refuso scappa a chiunque (compresa la sottoscritta, ovviamente).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://nuovoeutile.it/questioni-di-metodo-21-scrittura-riilettura-e-cucina-dei-carciofi/#comment-155951">Gabriele</a>.</p>
<p>Ciao Gabriele.<br />
La storia che racconti è graziosa e interessante, ed è questo quello che conta. Certo, bisogna rileggere e rileggere. Ma il diavoletto Titivillus (lo trovi a questa pagina: <a href="https://nuovoeutile.it/errori-lacune-e-refusi/" rel="ugc">https://nuovoeutile.it/errori-lacune-e-refusi/</a>) è sempre in agguato, e un refuso scappa a chiunque (compresa la sottoscritta, ovviamente).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Gabriele		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/questioni-di-metodo-21-scrittura-riilettura-e-cucina-dei-carciofi/#comment-155951</link>

		<dc:creator><![CDATA[Gabriele]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Feb 2017 21:58:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://nuovoeutile.it/questioni-di-metodo-21-scrittura-riilettura-e-cucina-dei-carciofi/#comment-155949&quot;&gt;Gabriele&lt;/a&gt;.

Ho scritto &quot;qual&#039;è&quot; !!!
Mi è scappato e non ho riletto almeno tre volte, vedete? Come volevasi dimostrare. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://nuovoeutile.it/questioni-di-metodo-21-scrittura-riilettura-e-cucina-dei-carciofi/#comment-155949">Gabriele</a>.</p>
<p>Ho scritto &#8220;qual&#8217;è&#8221; !!!<br />
Mi è scappato e non ho riletto almeno tre volte, vedete? Come volevasi dimostrare. </p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Gabriele		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/questioni-di-metodo-21-scrittura-riilettura-e-cucina-dei-carciofi/#comment-155949</link>

		<dc:creator><![CDATA[Gabriele]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Feb 2017 21:46:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un amico, Oscar, mi ha confessato che gli è capitata una cosa &#039;stupenda&#039;, che da profano qual&#039;è non aveva immaginato potesse accadere (Oscar scrive per hobby e terapia). Aveva fatto una scommessa con noi del sito di scrivere una storia in 52 puntate, una a settimana, per un anno intero. La scommessa l&#039;ha vinta, ma alcuni lettori ci hanno chiesto di poterlo leggere in PDF (E noi felici, è la rivincita della carta).  Fatto sta, ti giuro Annamaria, che poi è sparito per un mese e nemmeno accedendeva il cellulare. Lo abbiamo trovato in casa tra pile di libri e innumerevoli stampe del suo libro (Non in crisi, anzi, apparentemente guarito.) Ci ha quindi confessato quanto segue: 1 Appena ha iniziato a rileggere non stava più leggendo se stesso, un conto, dice, è essere scrittore, un conto lettore. 2 Si vergognava di certe ridondanze che servivano solo a sentirsi bravo, ma rompevano i c.. al lettore (che era lui). 3 Ogni volta che incappava in un aggettivo o un avverbio lo toglieva, rileggeva la frase e si accorgeva che per il 90% erano inutili, anzi, toglievano qualcosa. 4 Allora si è messo a fare un gioco, ad ogni suo capitolo alternava un capitolo di un classico, ma non è mai riuscito a togliere un solo aggettivo (&quot;momento umiliante e di umiltà&quot;, parole sue). 5 Ma quel che è peggio è che una volta che vedeva le sue righe sulla carta e non più su web la sua scrittura diventava materica, libro, che si poteva toccare, che stabiliva un contatto, e una frase che gli era sembrata perfetta, rileggendola, non funzionava più, quindi da capo, ancora. 6 Mi ha detto infine che rileggendo ha il dubbio che il suo romanzo non finirà mai: &quot;52 capitoli son tanti, e siccome scrivere è inventare, crescere, quando sono arrivato a leggere, e correggere, il 52esimo, il primo non mi piace più, da capo!&quot;  E nemmeno, sostiene Oscar, può sciacquare i suoi cenci in Arno, perché scrittore o lavandaia lui non è.  &quot;Scrivere è un mestiere d&#039;artigiano, altro che artista!&quot;
Quindi, per concludere questa storia assurda di Oscar, penso che rileggere almeno 7 volte sia necessario, ma all&#039;ottava diventa da ricovero. 
Ti ringrazio per l&#039;opportunità (scrivere qualcosa la sera dopo un faticoso venerdì mi rilassa più che Sanremo), ma ora, anche se sto scrivendo su web, ti chiedo il tempo di rileggere. Spero infatti in una risicata sufficienza dalla mia prof. Grazie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un amico, Oscar, mi ha confessato che gli è capitata una cosa &#8216;stupenda&#8217;, che da profano qual&#8217;è non aveva immaginato potesse accadere (Oscar scrive per hobby e terapia). Aveva fatto una scommessa con noi del sito di scrivere una storia in 52 puntate, una a settimana, per un anno intero. La scommessa l&#8217;ha vinta, ma alcuni lettori ci hanno chiesto di poterlo leggere in PDF (E noi felici, è la rivincita della carta).  Fatto sta, ti giuro Annamaria, che poi è sparito per un mese e nemmeno accedendeva il cellulare. Lo abbiamo trovato in casa tra pile di libri e innumerevoli stampe del suo libro (Non in crisi, anzi, apparentemente guarito.) Ci ha quindi confessato quanto segue: 1 Appena ha iniziato a rileggere non stava più leggendo se stesso, un conto, dice, è essere scrittore, un conto lettore. 2 Si vergognava di certe ridondanze che servivano solo a sentirsi bravo, ma rompevano i c.. al lettore (che era lui). 3 Ogni volta che incappava in un aggettivo o un avverbio lo toglieva, rileggeva la frase e si accorgeva che per il 90% erano inutili, anzi, toglievano qualcosa. 4 Allora si è messo a fare un gioco, ad ogni suo capitolo alternava un capitolo di un classico, ma non è mai riuscito a togliere un solo aggettivo (&#8220;momento umiliante e di umiltà&#8221;, parole sue). 5 Ma quel che è peggio è che una volta che vedeva le sue righe sulla carta e non più su web la sua scrittura diventava materica, libro, che si poteva toccare, che stabiliva un contatto, e una frase che gli era sembrata perfetta, rileggendola, non funzionava più, quindi da capo, ancora. 6 Mi ha detto infine che rileggendo ha il dubbio che il suo romanzo non finirà mai: &#8220;52 capitoli son tanti, e siccome scrivere è inventare, crescere, quando sono arrivato a leggere, e correggere, il 52esimo, il primo non mi piace più, da capo!&#8221;  E nemmeno, sostiene Oscar, può sciacquare i suoi cenci in Arno, perché scrittore o lavandaia lui non è.  &#8220;Scrivere è un mestiere d&#8217;artigiano, altro che artista!&#8221;<br />
Quindi, per concludere questa storia assurda di Oscar, penso che rileggere almeno 7 volte sia necessario, ma all&#8217;ottava diventa da ricovero.<br />
Ti ringrazio per l&#8217;opportunità (scrivere qualcosa la sera dopo un faticoso venerdì mi rilassa più che Sanremo), ma ora, anche se sto scrivendo su web, ti chiedo il tempo di rileggere. Spero infatti in una risicata sufficienza dalla mia prof. Grazie.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Susanna De Ciechi		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/questioni-di-metodo-21-scrittura-riilettura-e-cucina-dei-carciofi/#comment-155926</link>

		<dc:creator><![CDATA[Susanna De Ciechi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Feb 2017 13:18:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Una utilissima lezione che tutti coloro che scrivono dovrebbero sempre tenere presente, Oltre tutto la fase di rilettura e rilucidatura del testo è tutt&#039;altro che noiosa e concede grandi soddisfazioni all&#039;autore che si misura con se stesso. Invece, proprio sul «sé stesso» citato nell&#039;articolo che illustra i tormenti dell&#039;editor, ci sarebbe da dire. Dopo molto leggere e riflettere, alla fine ho adottato il «se stesso», ma non a caso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una utilissima lezione che tutti coloro che scrivono dovrebbero sempre tenere presente, Oltre tutto la fase di rilettura e rilucidatura del testo è tutt&#8217;altro che noiosa e concede grandi soddisfazioni all&#8217;autore che si misura con se stesso. Invece, proprio sul «sé stesso» citato nell&#8217;articolo che illustra i tormenti dell&#8217;editor, ci sarebbe da dire. Dopo molto leggere e riflettere, alla fine ho adottato il «se stesso», ma non a caso.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Paolo Ottomano		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/questioni-di-metodo-21-scrittura-riilettura-e-cucina-dei-carciofi/#comment-155910</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo Ottomano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Feb 2017 20:40:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sarebbe bello se anche i clienti (o i &quot;capi&quot;) assorbissero questi concetti, o se almeno li rispettassero, se avessero l&#039;umiltà di lasciare lavorare chi fa questo mestiere senza il pepe nel culo (scusate il francesismo). La cosa più difficile da far capire, almeno nel mio caso, è che per dare l&#039;impressione di spontaneità ci vuole tempo e pazienza. Un sacco di volte, invece, mi sento dire: &quot;facciamo un video pronti-via&quot;, &quot;scriviamo due righe pronti-via&quot;... finchè &quot;pronti-via&quot; saluterò tutti e andrò a lavorare altrove :D]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sarebbe bello se anche i clienti (o i &#8220;capi&#8221;) assorbissero questi concetti, o se almeno li rispettassero, se avessero l&#8217;umiltà di lasciare lavorare chi fa questo mestiere senza il pepe nel culo (scusate il francesismo). La cosa più difficile da far capire, almeno nel mio caso, è che per dare l&#8217;impressione di spontaneità ci vuole tempo e pazienza. Un sacco di volte, invece, mi sento dire: &#8220;facciamo un video pronti-via&#8221;, &#8220;scriviamo due righe pronti-via&#8221;&#8230; finchè &#8220;pronti-via&#8221; saluterò tutti e andrò a lavorare altrove 😀</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Annamaria Testa		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/questioni-di-metodo-21-scrittura-riilettura-e-cucina-dei-carciofi/#comment-155901</link>

		<dc:creator><![CDATA[Annamaria Testa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Feb 2017 17:58:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[AGGIORNAMENTO
I tormenti dell&#039;editor di manoscritti: 
&quot;...dai «qual’è» agli «un’amico», ai «sé stesso», eccoci allora (attingo liberamente dall’archivio) a mirabilie come «non posso fare almeno di te», «avrebbe rinunciato ha tutto» (e noi al Suo romanzo), «le otrocità di Pol Pot» (per non parlare di quelle del Suo word processor), e il mio preferito almeno per quest’anno, Hiroshima Mona Mour&quot;.
http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/17_febbraio_07/pultroppo-sto-areoporto-io-editor-manoscrittori-fba76a28-ed12-11e6-98b8-4bd2be417fad.shtml

Insomma, dai rileggete :)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>AGGIORNAMENTO<br />
I tormenti dell&#8217;editor di manoscritti:<br />
&#8220;&#8230;dai «qual’è» agli «un’amico», ai «sé stesso», eccoci allora (attingo liberamente dall’archivio) a mirabilie come «non posso fare almeno di te», «avrebbe rinunciato ha tutto» (e noi al Suo romanzo), «le otrocità di Pol Pot» (per non parlare di quelle del Suo word processor), e il mio preferito almeno per quest’anno, Hiroshima Mona Mour&#8221;.<br />
<a href="http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/17_febbraio_07/pultroppo-sto-areoporto-io-editor-manoscrittori-fba76a28-ed12-11e6-98b8-4bd2be417fad.shtml" rel="nofollow ugc">http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/17_febbraio_07/pultroppo-sto-areoporto-io-editor-manoscrittori-fba76a28-ed12-11e6-98b8-4bd2be417fad.shtml</a></p>
<p>Insomma, dai rileggete 🙂</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Vittorio Cucchi		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/questioni-di-metodo-21-scrittura-riilettura-e-cucina-dei-carciofi/#comment-85669</link>

		<dc:creator><![CDATA[Vittorio Cucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Sep 2013 05:14:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tanto garbato quanto salutare, questo invito alla rilettura di ogni “prodotto” della scrittura può essere recepito con profitto non solo dai giovinetti ancora acerbi e precipitosi ma anche da noi “scriventi inveterati”…Pur avvezzi da qualche decennio a praticare e predicare con piglio deciso la revisione ripetuta quando non ostinata di ogni testo, noi (cioè io e chi si riconosce nelle mie parole) cediamo talvolta alla frenesia dello “scrivere nell’era della tecnica” e produciamo a ritmo serrato (pronti ad invocare questo aspetto come attenuante) mail, commenti e post confidando nell’esperienza acquisita e riducendo al minimo il tempo del controllo, tanto da esporci al rischio dell’errore di digitazione (nel mio caso la vista non ottimale è un fattore di rischio non secondario) e della… “orrendezza accidentale”…tanto orrenda come una macchia che mai e poi mai avremmo tollerato sul nostro abito se solo ci fossimo un attimo guardati allo specchio e che vorremmo prodotta da qualsiasi tastiera ma non dalla nostra. C’è poi una seconda patologia ancora più subdola, quella della auto ridondanza che si fa talora persino autocompiacimento, quando il rileggere, condotto in modo meccanico e abitudinario, si ferma all’aspetto ortografico e formale, senza giungere alle domande più scomode, quelle che portano a scoprire i difetti intrinseci e cronici del nostro stile, e paralizza la volontà di migliorare per davvero, inducendoci alla pigrizia e all’auto indulgenza contemplativa delle nostre parole, ed impedendoci di ritornare dopo un certo tempo a riscrivere da capo una nostra pagina, magari con il conforto di amici capaci di fare meglio di noi. Si evoca sempre la tirannia del tempo, e ci si crogiola nella propria scrittura incompiuta rinunciando ad imparare a scrivere ogni giorno anche attraverso la “rilettura allargata e condivisa”. Tutto questo per dire che qualsivoglia…orrendezza…snidata in ciò che scrivo non è in alcun modo giustificata. I carciofi non li so cucinare, e magari fossero solo i carciofi. Pensiero nuovo e utile per me: dove sta… scritto…. (lapsus significativo) che io sia destinato a congedarmi da questo mondo senza avere imparato a cucinare i carciofi e altre delizie? Forse si incomincia con il leggere e rileggere la ricetta per poi provare e riprovare sotto la vigile sorveglianza di chi sa il fatto suo…Nuovo e utile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tanto garbato quanto salutare, questo invito alla rilettura di ogni “prodotto” della scrittura può essere recepito con profitto non solo dai giovinetti ancora acerbi e precipitosi ma anche da noi “scriventi inveterati”…Pur avvezzi da qualche decennio a praticare e predicare con piglio deciso la revisione ripetuta quando non ostinata di ogni testo, noi (cioè io e chi si riconosce nelle mie parole) cediamo talvolta alla frenesia dello “scrivere nell’era della tecnica” e produciamo a ritmo serrato (pronti ad invocare questo aspetto come attenuante) mail, commenti e post confidando nell’esperienza acquisita e riducendo al minimo il tempo del controllo, tanto da esporci al rischio dell’errore di digitazione (nel mio caso la vista non ottimale è un fattore di rischio non secondario) e della… “orrendezza accidentale”…tanto orrenda come una macchia che mai e poi mai avremmo tollerato sul nostro abito se solo ci fossimo un attimo guardati allo specchio e che vorremmo prodotta da qualsiasi tastiera ma non dalla nostra. C’è poi una seconda patologia ancora più subdola, quella della auto ridondanza che si fa talora persino autocompiacimento, quando il rileggere, condotto in modo meccanico e abitudinario, si ferma all’aspetto ortografico e formale, senza giungere alle domande più scomode, quelle che portano a scoprire i difetti intrinseci e cronici del nostro stile, e paralizza la volontà di migliorare per davvero, inducendoci alla pigrizia e all’auto indulgenza contemplativa delle nostre parole, ed impedendoci di ritornare dopo un certo tempo a riscrivere da capo una nostra pagina, magari con il conforto di amici capaci di fare meglio di noi. Si evoca sempre la tirannia del tempo, e ci si crogiola nella propria scrittura incompiuta rinunciando ad imparare a scrivere ogni giorno anche attraverso la “rilettura allargata e condivisa”. Tutto questo per dire che qualsivoglia…orrendezza…snidata in ciò che scrivo non è in alcun modo giustificata. I carciofi non li so cucinare, e magari fossero solo i carciofi. Pensiero nuovo e utile per me: dove sta… scritto…. (lapsus significativo) che io sia destinato a congedarmi da questo mondo senza avere imparato a cucinare i carciofi e altre delizie? Forse si incomincia con il leggere e rileggere la ricetta per poi provare e riprovare sotto la vigile sorveglianza di chi sa il fatto suo…Nuovo e utile.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Maurizio Pansini		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/questioni-di-metodo-21-scrittura-riilettura-e-cucina-dei-carciofi/#comment-85664</link>

		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Pansini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Sep 2013 11:03:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://nuovoeutile.it/questioni-di-metodo-21-scrittura-riilettura-e-cucina-dei-carciofi/#comment-85663&quot;&gt;Maurizio Pansini&lt;/a&gt;.

&quot;Volevo diventare a tutti i costi uno scrittore. Scrivere storie serie, importanti, drammatiche. Finora di drammatico c&#039;è che volevo fare lo scrittore&quot; Disse l&#039;incipit. MP]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://nuovoeutile.it/questioni-di-metodo-21-scrittura-riilettura-e-cucina-dei-carciofi/#comment-85663">Maurizio Pansini</a>.</p>
<p>&#8220;Volevo diventare a tutti i costi uno scrittore. Scrivere storie serie, importanti, drammatiche. Finora di drammatico c&#8217;è che volevo fare lo scrittore&#8221; Disse l&#8217;incipit. MP</p>
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		<title>
		Di: Maurizio Pansini		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/questioni-di-metodo-21-scrittura-riilettura-e-cucina-dei-carciofi/#comment-85663</link>

		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Pansini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Sep 2013 11:01:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#060;&#062; Disse l&#039;incipit. MP]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&lt;&gt; Disse l&#8217;incipit. MP</p>
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		<title>
		Di: Massimo Ripani		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/questioni-di-metodo-21-scrittura-riilettura-e-cucina-dei-carciofi/#comment-79511</link>

		<dc:creator><![CDATA[Massimo Ripani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Mar 2013 21:01:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[l&#039;incipit del testo che hai riportato mi sembra invece una buona osservazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>l&#8217;incipit del testo che hai riportato mi sembra invece una buona osservazione.</p>
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		<title>
		Di: Pierpaolo Salvarani		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/questioni-di-metodo-21-scrittura-riilettura-e-cucina-dei-carciofi/#comment-79510</link>

		<dc:creator><![CDATA[Pierpaolo Salvarani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Mar 2013 18:33:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grande]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grande</p>
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		<title>
		Di: Fiorella Palomba		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/questioni-di-metodo-21-scrittura-riilettura-e-cucina-dei-carciofi/#comment-5601</link>

		<dc:creator><![CDATA[Fiorella Palomba]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Oct 2012 09:15:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La REVISIONE dei testi è la pratica preziosa nei miei laboratori di scrittura, apprezzata nel tempo dagli studenti. Quando scrivo ne faccio un uso quasi maniacale, ma mi diverto. Molti esordienti mi chiedono il commento dei loro lavori e il suggerimento è eternamente revisionare testi e i loro dintorni ((*_))]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La REVISIONE dei testi è la pratica preziosa nei miei laboratori di scrittura, apprezzata nel tempo dagli studenti. Quando scrivo ne faccio un uso quasi maniacale, ma mi diverto. Molti esordienti mi chiedono il commento dei loro lavori e il suggerimento è eternamente revisionare testi e i loro dintorni ((*_))</p>
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