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	Commenti a: Copiare, imitare, sviluppare… &#8211; Metodo 6	</title>
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	<description>Teorie e pratiche della creatività.</description>
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		Di: Fiorella Palomba		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/questioni-di-metodo-3-copiare-imitare-sviluppare/#comment-78816</link>

		<dc:creator><![CDATA[Fiorella Palomba]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Dec 2012 19:06:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Comincio dalle domande poste da Annamaria. 
Le mie suggestioni le pesco ovunque, dentro e fuori di me. Ho avuto molti maestri da cui ho imparato e a cui mi ispiro. 
Ho COPIATO, ma in realtà non si può dire copiare, Raymond Queneau e i suoi Exercices .

Per quanto riguarda l’essere copiata, beh, se la persona che mi copia è di rilievo ne sono lusingata (anche se una persona colta non ti copia, ti cita), se è una capra…non c’è materia.

Nelle botteghe rinascimentali i maestri trasferivano ai loro allievi i segreti del mestiere, una cosa che si è persa o forse i mestieri, parola nobile, non esistono più?! (*_))]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Comincio dalle domande poste da Annamaria.<br />
Le mie suggestioni le pesco ovunque, dentro e fuori di me. Ho avuto molti maestri da cui ho imparato e a cui mi ispiro.<br />
Ho COPIATO, ma in realtà non si può dire copiare, Raymond Queneau e i suoi Exercices .</p>
<p>Per quanto riguarda l’essere copiata, beh, se la persona che mi copia è di rilievo ne sono lusingata (anche se una persona colta non ti copia, ti cita), se è una capra…non c’è materia.</p>
<p>Nelle botteghe rinascimentali i maestri trasferivano ai loro allievi i segreti del mestiere, una cosa che si è persa o forse i mestieri, parola nobile, non esistono più?! (*_))</p>
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		<title>
		Di: annamaria		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/questioni-di-metodo-3-copiare-imitare-sviluppare/#comment-4306</link>

		<dc:creator><![CDATA[annamaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Mar 2011 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La Repubblica del 9 marzo ospita tre intere pagine sul copiare. Ecco l&#039;articolo principale, di Vera Schiavazzi. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Repubblica del 9 marzo ospita tre intere pagine sul copiare. Ecco l&#8217;articolo principale, di Vera Schiavazzi. </p>
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		Di: annamaria		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/questioni-di-metodo-3-copiare-imitare-sviluppare/#comment-4305</link>

		<dc:creator><![CDATA[annamaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Mar 2011 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ciao Lina. Qualche tempo fa abbiamo parlato di sogni e creatività, in una homepage (se guardi nel menu, in Creatività, temi e commenti, la trovi). Temo che l&#039;insonnia in sé non sia portatrice di pensiero creativo. D&#039;altra parte, capita spesso che le persone impegnate in un lavoro creativo non riescano a staccare, e quindi rinuncino al sonno per portarlo avanti. E, ancora: ciascuno ha i suoi ritmi. Io, per esempio, sono una lavoratrice notturna.I miei collaboratori sono abituati a vedermi stralunata al mattino, e magari a ricevere una mail spedita all&#039;una di notte (ho il buon senso di non telefonare, a quell&#039;ora). Magari nei prossimi tempi riprendo l&#039;argomento dei tempi di lavoro, in un&#039;ulteriore puntata di &quot;questioni di metodo&quot;. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Lina. Qualche tempo fa abbiamo parlato di sogni e creatività, in una homepage (se guardi nel menu, in Creatività, temi e commenti, la trovi). Temo che l&#8217;insonnia in sé non sia portatrice di pensiero creativo. D&#8217;altra parte, capita spesso che le persone impegnate in un lavoro creativo non riescano a staccare, e quindi rinuncino al sonno per portarlo avanti. E, ancora: ciascuno ha i suoi ritmi. Io, per esempio, sono una lavoratrice notturna.I miei collaboratori sono abituati a vedermi stralunata al mattino, e magari a ricevere una mail spedita all&#8217;una di notte (ho il buon senso di non telefonare, a quell&#8217;ora). Magari nei prossimi tempi riprendo l&#8217;argomento dei tempi di lavoro, in un&#8217;ulteriore puntata di &#8220;questioni di metodo&#8221;. </p>
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		Di: Utente Anonimo		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/questioni-di-metodo-3-copiare-imitare-sviluppare/#comment-4304</link>

		<dc:creator><![CDATA[Utente Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Mar 2011 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ grazie Annamaria, ho poi digitato la parola notte, e ho trovato la pagina su Penelope, davvero bella. ma sto meditando di non accendere il pc dopo una certa ora, credo aiuti. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> grazie Annamaria, ho poi digitato la parola notte, e ho trovato la pagina su Penelope, davvero bella. ma sto meditando di non accendere il pc dopo una certa ora, credo aiuti. </p>
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		<title>
		Di: Laura Bonaguro		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/questioni-di-metodo-3-copiare-imitare-sviluppare/#comment-4303</link>

		<dc:creator><![CDATA[Laura Bonaguro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Mar 2011 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Lina, grazie della tua risposta, te ne devo una anch&#039;io. Il fatto che il tema dell&#039;originalità sia strumentalizzabile non deve spaventare e impedire l&#039;esercizio di un libero pensiero. L&#039;ultima frase a chiusura della tua citazione (incompleta) mi aveva suggerito un giudizio-monito assoluto che non condivido, ecco perché mi sono sentita di evidenziarlo nel post. Forse leggendo il testo integro e ORIGINALE le mie impressioni sarebbero state diverse. :-) Credo abbiamo fatto un mini remix problematico di un argomento spinoso! Un saluto,]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Lina, grazie della tua risposta, te ne devo una anch&#8217;io. Il fatto che il tema dell&#8217;originalità sia strumentalizzabile non deve spaventare e impedire l&#8217;esercizio di un libero pensiero. L&#8217;ultima frase a chiusura della tua citazione (incompleta) mi aveva suggerito un giudizio-monito assoluto che non condivido, ecco perché mi sono sentita di evidenziarlo nel post. Forse leggendo il testo integro e ORIGINALE le mie impressioni sarebbero state diverse. 🙂 Credo abbiamo fatto un mini remix problematico di un argomento spinoso! Un saluto,</p>
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		<title>
		Di: Utente Anonimo		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/questioni-di-metodo-3-copiare-imitare-sviluppare/#comment-4302</link>

		<dc:creator><![CDATA[Utente Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Mar 2011 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lina ( mi scuso,questa volta mi firmo all&#039;inizio,così non mi dimentico) @Laura, mi dispiacerebbe se una mia cattiva scopiazzatura facesse fraintendere il bel testo che ho ripreso. C&#039; era forse una premessa da fare sulla nascita della letteratura latina, che è profondamente debitrice di quella greca,fatto che non ne implica una svalutazione artistica. eppure queste questioni su origine e originalità hanno portato in tempi diversi a letture differenti (il romanticismo tedesco considerava la grecia come patria ideale e proclamava la letteratura latina come inferiore; in italia avvenne una lettura di segno opposto,dettata dall&#039;orgoglio nazionalistico poi facilmente strumentalizzata dal fascismo, con la tendenza a sottolineare l&#039;originalità e la grandezza dei valori giuridici e politici della romanità), posizioni estreme che portarono a radicalizzazioni. ma per gli studiosi più sensibili in germania come in italia, la questione dell&#039;originalità della letteratura romana è un falso problema. ma a me interessava il discorso in generale, che la letteratura , come qualsiasi altra forma artistica , non va a reparti stagni, ma si ravviva e si riproduce grazie a una permanente osmosi, contaminazione, influenza.. . dal dialogo fra culture diverse nascono nuovi frutti. solo questo. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lina ( mi scuso,questa volta mi firmo all&#8217;inizio,così non mi dimentico) @Laura, mi dispiacerebbe se una mia cattiva scopiazzatura facesse fraintendere il bel testo che ho ripreso. C&#8217; era forse una premessa da fare sulla nascita della letteratura latina, che è profondamente debitrice di quella greca,fatto che non ne implica una svalutazione artistica. eppure queste questioni su origine e originalità hanno portato in tempi diversi a letture differenti (il romanticismo tedesco considerava la grecia come patria ideale e proclamava la letteratura latina come inferiore; in italia avvenne una lettura di segno opposto,dettata dall&#8217;orgoglio nazionalistico poi facilmente strumentalizzata dal fascismo, con la tendenza a sottolineare l&#8217;originalità e la grandezza dei valori giuridici e politici della romanità), posizioni estreme che portarono a radicalizzazioni. ma per gli studiosi più sensibili in germania come in italia, la questione dell&#8217;originalità della letteratura romana è un falso problema. ma a me interessava il discorso in generale, che la letteratura , come qualsiasi altra forma artistica , non va a reparti stagni, ma si ravviva e si riproduce grazie a una permanente osmosi, contaminazione, influenza.. . dal dialogo fra culture diverse nascono nuovi frutti. solo questo. </p>
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		<title>
		Di: Laura Bonaguro		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/questioni-di-metodo-3-copiare-imitare-sviluppare/#comment-4301</link>

		<dc:creator><![CDATA[Laura Bonaguro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Mar 2011 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Annamaria, grazie per l&#039;ottimo consiglio sulla &quot;contaminazione creativa degli elaborati dei figli&quot;, mi verrà sicuramente buona. Bello l&#039;articolo linkato del Corriere, decisamente attuale la canzone del settecento. E concordo con Lessig: arrivare ad una economia ibrida tra ricerca del profitto e condivisione; riproposto con il giusto remix si adatta bene a mio parere anche alla diatriba scuola pubblica e privata in questi giorni oggetto di tanto fermento e preoccupazione... @ Anonimo del post 9, dissento dall&#039;affermazione liberamente tratta dal testo di letteratura latina. Preoccuparsi dell&#039;originalità e dell&#039;identità può essere una buona espressione di ricerca per comprendere trame della cultura insolite. Le differenze contano come le somiglianze e a volte capita di isolarle. Questo non porta al nazionalismo e al pregiudizio, solo la degenerazione delle conclusioni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Annamaria, grazie per l&#8217;ottimo consiglio sulla &#8220;contaminazione creativa degli elaborati dei figli&#8221;, mi verrà sicuramente buona. Bello l&#8217;articolo linkato del Corriere, decisamente attuale la canzone del settecento. E concordo con Lessig: arrivare ad una economia ibrida tra ricerca del profitto e condivisione; riproposto con il giusto remix si adatta bene a mio parere anche alla diatriba scuola pubblica e privata in questi giorni oggetto di tanto fermento e preoccupazione&#8230; @ Anonimo del post 9, dissento dall&#8217;affermazione liberamente tratta dal testo di letteratura latina. Preoccuparsi dell&#8217;originalità e dell&#8217;identità può essere una buona espressione di ricerca per comprendere trame della cultura insolite. Le differenze contano come le somiglianze e a volte capita di isolarle. Questo non porta al nazionalismo e al pregiudizio, solo la degenerazione delle conclusioni.</p>
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		<title>
		Di: Utente Anonimo		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/questioni-di-metodo-3-copiare-imitare-sviluppare/#comment-4300</link>

		<dc:creator><![CDATA[Utente Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Mar 2011 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ per dire ..kubrick era rimasto folgorato da wendy carlos che aveva passato al sintetizzatore beethoven e da quel che ne so è su quelle musiche che aveva costruito il film arancia meccanica. è un genio chi compone una musica così, anticipando di molto quello che non era neanche all&#039; orizzonte: http://www.youtube.com/watch?v=9KFJI31O25Y ed è un genio chi la ripropone ai propri contemporanei così: http://www.youtube.com/watch?v=JAJEkDIp01w (F. tvb..) e le note sono solo 7. ma anche in letteratura (a quest&#039;ora tutto fa brodo) &quot;orgine&quot; è un termine neutro, &quot;originalità&quot; comporta un giudizio di valore facilmente strumentalizzabile: le varie epoche e culture tendono a formarsi del mondo antico un&#039; immagine a loro conveniente e in questo modello rassicurante dell&#039; antico, vengono percepiti come originali, proprio quei valori che assumono di volta in volta maggiore importanza nelle società moderne. A differenza di quanto sosteneva il romanticismo tedesco, l&#039; arte non è l opera di un genio che crea dal nulla, ma è il risultato di un dialogo con la tradizione. Non è possibile pronunciare giudizi sul valore artistico di un&#039;opera senza averla inquadrata nel suo spessore storico-culturale, superando il pregiudizio che vede le culture come fenomeni tra loro isolati e mitizza la propria cultura come la migliore possibile. bisogna essere in grado di apprezzare anche ciò che appare diverso e capire che al fondo di ogni espressione stanno sempre i bisogni specifici degli uomini in una data epoca, ai quali ciascuna cultura tenta di dare delle risposte. Si preoccupa della &quot;originalità&quot; di una cultura solo chi tende a concepire l&#039; identità come &quot;differenza&quot;, come nazionalismo, mancanza di ogni commistione con gli &quot;altri&quot;... (queste parole sono liberamente scopiazzate da un testo di letteratura latina di m. bettini &quot;il bosco sacro&quot; pp.8,9). anche io cercavo risposte in questo bosco da esplorare che è NeU ed ho digitato nella casellina &gt;cerca la parolina insonnia.. risultati: zero. devo dedurre che insonnia e creatività non c&#039; azzeccano? ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> per dire ..kubrick era rimasto folgorato da wendy carlos che aveva passato al sintetizzatore beethoven e da quel che ne so è su quelle musiche che aveva costruito il film arancia meccanica. è un genio chi compone una musica così, anticipando di molto quello che non era neanche all&#8217; orizzonte: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=9KFJI31O25Y" rel="nofollow ugc">http://www.youtube.com/watch?v=9KFJI31O25Y</a> ed è un genio chi la ripropone ai propri contemporanei così: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=JAJEkDIp01w" rel="nofollow ugc">http://www.youtube.com/watch?v=JAJEkDIp01w</a> (F. tvb..) e le note sono solo 7. ma anche in letteratura (a quest&#8217;ora tutto fa brodo) &#8220;orgine&#8221; è un termine neutro, &#8220;originalità&#8221; comporta un giudizio di valore facilmente strumentalizzabile: le varie epoche e culture tendono a formarsi del mondo antico un&#8217; immagine a loro conveniente e in questo modello rassicurante dell&#8217; antico, vengono percepiti come originali, proprio quei valori che assumono di volta in volta maggiore importanza nelle società moderne. A differenza di quanto sosteneva il romanticismo tedesco, l&#8217; arte non è l opera di un genio che crea dal nulla, ma è il risultato di un dialogo con la tradizione. Non è possibile pronunciare giudizi sul valore artistico di un&#8217;opera senza averla inquadrata nel suo spessore storico-culturale, superando il pregiudizio che vede le culture come fenomeni tra loro isolati e mitizza la propria cultura come la migliore possibile. bisogna essere in grado di apprezzare anche ciò che appare diverso e capire che al fondo di ogni espressione stanno sempre i bisogni specifici degli uomini in una data epoca, ai quali ciascuna cultura tenta di dare delle risposte. Si preoccupa della &#8220;originalità&#8221; di una cultura solo chi tende a concepire l&#8217; identità come &#8220;differenza&#8221;, come nazionalismo, mancanza di ogni commistione con gli &#8220;altri&#8221;&#8230; (queste parole sono liberamente scopiazzate da un testo di letteratura latina di m. bettini &#8220;il bosco sacro&#8221; pp.8,9). anche io cercavo risposte in questo bosco da esplorare che è NeU ed ho digitato nella casellina >cerca la parolina insonnia.. risultati: zero. devo dedurre che insonnia e creatività non c&#8217; azzeccano? </p>
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		<title>
		Di: annamaria		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/questioni-di-metodo-3-copiare-imitare-sviluppare/#comment-4299</link>

		<dc:creator><![CDATA[annamaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Mar 2011 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Laura. Sono due storie che dicono molto. Insegnare a gestire i materiali tratti dal web e a usarli, appunto, come materiali per ulteriori creazioni è davvero difficile. E mi ci scorno anche con i miei studenti, gente di vent&#039;anni. Con mio figlio, che l&#039;anno scorso doveva preparare la tesina di terza media, sono arrivata a mettere in atto una soluzione radicale. Dunque: la creatura tira tardi, si riduce agli ultimi giorni e poi si fa prendere da una frenesia di copiaeincolla, senza neanche leggere bene quel che sta incollando. Il risultato è penoso. Proviamo a parlargliene, ma non c&#039;è verso. E a questo punto faccio la faccia da mammazombie, prendo il file e infilo nel testo cinque-sei parolacce (beh, parolacce da ragazzini... comunque imbarazzanti abbastanza da fargli decidere che è meglio che non finiscano sotto il naso della commissione d&#039;esame). &quot;Farai meglio a trovarle, e in fretta, gli dico&quot;. Si mette a ridere, giura che me la farà pagare ma finalmente, a questo punto, comincia a rileggere bene. Rileggendo, si accorge delle incongruenze. Delle ripetizioni. Delle lacune. Riprende in mano tutto quanto e riesce a combinare una cosa più che decorosa. ... però, uh, che fatica... Segnalo e linko il bell&#039;articolo che oggi, 6 marzo, Giulio Giorello pubblica sul Corsera a proposito di remix, copyright e pirateria informatica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Laura. Sono due storie che dicono molto. Insegnare a gestire i materiali tratti dal web e a usarli, appunto, come materiali per ulteriori creazioni è davvero difficile. E mi ci scorno anche con i miei studenti, gente di vent&#8217;anni. Con mio figlio, che l&#8217;anno scorso doveva preparare la tesina di terza media, sono arrivata a mettere in atto una soluzione radicale. Dunque: la creatura tira tardi, si riduce agli ultimi giorni e poi si fa prendere da una frenesia di copiaeincolla, senza neanche leggere bene quel che sta incollando. Il risultato è penoso. Proviamo a parlargliene, ma non c&#8217;è verso. E a questo punto faccio la faccia da mammazombie, prendo il file e infilo nel testo cinque-sei parolacce (beh, parolacce da ragazzini&#8230; comunque imbarazzanti abbastanza da fargli decidere che è meglio che non finiscano sotto il naso della commissione d&#8217;esame). &#8220;Farai meglio a trovarle, e in fretta, gli dico&#8221;. Si mette a ridere, giura che me la farà pagare ma finalmente, a questo punto, comincia a rileggere bene. Rileggendo, si accorge delle incongruenze. Delle ripetizioni. Delle lacune. Riprende in mano tutto quanto e riesce a combinare una cosa più che decorosa. &#8230; però, uh, che fatica&#8230; Segnalo e linko il bell&#8217;articolo che oggi, 6 marzo, Giulio Giorello pubblica sul Corsera a proposito di remix, copyright e pirateria informatica.</p>
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		<item>
		<title>
		Di: Laura Bonaguro		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/questioni-di-metodo-3-copiare-imitare-sviluppare/#comment-4298</link>

		<dc:creator><![CDATA[Laura Bonaguro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Mar 2011 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Breve racconto n° 1: Giacomo, 11 anni, deve svolgere un compito scolastico relativo alla materia &quot;Arte&quot;. Il tema riguarda la rappresentazione di un animale immaginario personale dalle caratteristiche positive. Niente draghi orribili scarna cristiani, insomma, ma gli è stato comunicato esplicitamente di NON COPIARE. Panico. Niente che provasse a fare gli veniva secondo le aspettative e una naturale immaturità tecnica unita alla fretta di realizzare (...) lo demoralizzava. L&#039;ho aiutato a cercare ispirazione convincendolo che sicuramente l&#039;insegnante si era così espressa intendendo il NON RICALCARE ESATTAMENTE un lavoro già fatto, per sforzarsi a produrre un&#039;idea diversa. Allora ha copiato da una foto di una farfalla l&#039;impostazione generale e le proporzioni del disegno sul foglio; dalla foto di un ippocampo certi effetti di sfumatura; da quella di un geko la forma delle zampette... da uno dei suoi giochi dei Pokèmon (!) la testa con i grandi occhi verdi allungati. Ha mostrato all&#039;insegnante anche le stampate dell&#039;ispirazione e lei sembra aver apprezzato se non altro l&#039;impegno. Ma che fatica salvagardare la credibilità di tutti, docenti, genitori e fanciulli. - Breve racconto n°2: All&#039;università ho subito un furto di disegni, usati da una ragazza per passare bene un esame. Se ne sono accorti alcuni miei compagni di corso smascherando così l&#039;inganno. Erano stati esposti come lavori eccellenti perciò riconosciuti e individuati. La ragazza colpevole se l&#039;è cavata con un pianto isterico e un&#039;ammissione di stress estremo, io non ho più riavuto i miei lavori e per di più hanno preso un voto migliore del mio. Avrei preferito di gran lunga essere copiata, anche &quot;ricalcata&quot; (utilissimo sistema per apprendere una tecnica), ma almeno sarebbero stati eseguiti da un&#039;altra mano. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Breve racconto n° 1: Giacomo, 11 anni, deve svolgere un compito scolastico relativo alla materia &#8220;Arte&#8221;. Il tema riguarda la rappresentazione di un animale immaginario personale dalle caratteristiche positive. Niente draghi orribili scarna cristiani, insomma, ma gli è stato comunicato esplicitamente di NON COPIARE. Panico. Niente che provasse a fare gli veniva secondo le aspettative e una naturale immaturità tecnica unita alla fretta di realizzare (&#8230;) lo demoralizzava. L&#8217;ho aiutato a cercare ispirazione convincendolo che sicuramente l&#8217;insegnante si era così espressa intendendo il NON RICALCARE ESATTAMENTE un lavoro già fatto, per sforzarsi a produrre un&#8217;idea diversa. Allora ha copiato da una foto di una farfalla l&#8217;impostazione generale e le proporzioni del disegno sul foglio; dalla foto di un ippocampo certi effetti di sfumatura; da quella di un geko la forma delle zampette&#8230; da uno dei suoi giochi dei Pokèmon (!) la testa con i grandi occhi verdi allungati. Ha mostrato all&#8217;insegnante anche le stampate dell&#8217;ispirazione e lei sembra aver apprezzato se non altro l&#8217;impegno. Ma che fatica salvagardare la credibilità di tutti, docenti, genitori e fanciulli. &#8211; Breve racconto n°2: All&#8217;università ho subito un furto di disegni, usati da una ragazza per passare bene un esame. Se ne sono accorti alcuni miei compagni di corso smascherando così l&#8217;inganno. Erano stati esposti come lavori eccellenti perciò riconosciuti e individuati. La ragazza colpevole se l&#8217;è cavata con un pianto isterico e un&#8217;ammissione di stress estremo, io non ho più riavuto i miei lavori e per di più hanno preso un voto migliore del mio. Avrei preferito di gran lunga essere copiata, anche &#8220;ricalcata&#8221; (utilissimo sistema per apprendere una tecnica), ma almeno sarebbero stati eseguiti da un&#8217;altra mano. </p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: annamaria		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/questioni-di-metodo-3-copiare-imitare-sviluppare/#comment-4297</link>

		<dc:creator><![CDATA[annamaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Mar 2011 13:25:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://ita_metodo3.html#comment-4297</guid>

					<description><![CDATA[Einstein: &quot;Se avessimo saputo che cosa stavamo facendo non l&#039;avremmo chiamata ricerca, giusto?&quot; Una delle molte cose che rendono così appassionante l&#039;attività creativa è l&#039;incertezza del risultato. E credo che su questo siamo tutti d&#039;accordo. E certo, tutto è già presente, come dice Halzad. Ma solo in potenza, però. Nel dizionario sono potenzialmente contenuti (salvo qualche parola ancora da inventare) tutti i romanzi dei prossimi decenni. Così come in una tastiera sono potenzialmente contenute tutte le musiche. Ma da qui a scrivere (anzi, santa polenta: a inventare) un buon romanzo, o una buona musica, ce ne corre. Dissento anche, per quel che vale, su un&#039;altra affermazione: &quot;non importa dove la creatività giunga&quot;. Secondo le definizioni più condivise, è la qualità del risultato nuovo a far sì che questo possa essere definito creativo, o no. In sostanza (e chiedo scusa se mi ripeto) un risultato nuovo può essere definito creativo a patto che il suo valore venga riconosciuto: dev&#039;essere ritenuto utile nel suo luogo, nel suo tempo, o in luoghi e tempi successivi. Utile in senso lato: cioè in termini economici, estetici, o etici. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Einstein: &#8220;Se avessimo saputo che cosa stavamo facendo non l&#8217;avremmo chiamata ricerca, giusto?&#8221; Una delle molte cose che rendono così appassionante l&#8217;attività creativa è l&#8217;incertezza del risultato. E credo che su questo siamo tutti d&#8217;accordo. E certo, tutto è già presente, come dice Halzad. Ma solo in potenza, però. Nel dizionario sono potenzialmente contenuti (salvo qualche parola ancora da inventare) tutti i romanzi dei prossimi decenni. Così come in una tastiera sono potenzialmente contenute tutte le musiche. Ma da qui a scrivere (anzi, santa polenta: a inventare) un buon romanzo, o una buona musica, ce ne corre. Dissento anche, per quel che vale, su un&#8217;altra affermazione: &#8220;non importa dove la creatività giunga&#8221;. Secondo le definizioni più condivise, è la qualità del risultato nuovo a far sì che questo possa essere definito creativo, o no. In sostanza (e chiedo scusa se mi ripeto) un risultato nuovo può essere definito creativo a patto che il suo valore venga riconosciuto: dev&#8217;essere ritenuto utile nel suo luogo, nel suo tempo, o in luoghi e tempi successivi. Utile in senso lato: cioè in termini economici, estetici, o etici. </p>
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		<title>
		Di: Utente Anonimo		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/questioni-di-metodo-3-copiare-imitare-sviluppare/#comment-4296</link>

		<dc:creator><![CDATA[Utente Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Mar 2011 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Di solito navigo sul web senza una meta precisa. Da ciò nasce molta creatività, come quando sono sul campo relazionandomi con la clientela, oppure dò lezione in aula, o ascolto qualcuno di estremamente banale. Personalmente la fonte di maggiore ispirazione è la lettura, sono i libri. Ogni tipo di libro, che non è altro che una costante ripetizione di altri libri, di altre ipotesi. Il plagio è talmente ridicolo che non merita alcun commento. Sarebbe come poter dire ove nasce l&#039;innato e dove l&#039;appreso. Nessuno inventa nulla. Tutto è già presente, tutto è già qui con noi. Siamo noi a rappresentarlo attraverso le nostre distorsioni. Metafore, paradossi, koan, tutto è rappresentazione e non imitazione. Ecco un tema che spesso si ripete: il rapporto tra imitazione e rappresentazione. La creatività è ricerca, non importa da dove inizi, che percorso segua, ove giunga, ciò che conta è perché. Per concludere posso citare un paradosso Socratico: &quot;Come si può voler sapere ciò che non si sa ancora che cosa sia&quot;. Proviamo a dare una prima risposta a questo paadosso. Halzad. Consulente commerciale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di solito navigo sul web senza una meta precisa. Da ciò nasce molta creatività, come quando sono sul campo relazionandomi con la clientela, oppure dò lezione in aula, o ascolto qualcuno di estremamente banale. Personalmente la fonte di maggiore ispirazione è la lettura, sono i libri. Ogni tipo di libro, che non è altro che una costante ripetizione di altri libri, di altre ipotesi. Il plagio è talmente ridicolo che non merita alcun commento. Sarebbe come poter dire ove nasce l&#8217;innato e dove l&#8217;appreso. Nessuno inventa nulla. Tutto è già presente, tutto è già qui con noi. Siamo noi a rappresentarlo attraverso le nostre distorsioni. Metafore, paradossi, koan, tutto è rappresentazione e non imitazione. Ecco un tema che spesso si ripete: il rapporto tra imitazione e rappresentazione. La creatività è ricerca, non importa da dove inizi, che percorso segua, ove giunga, ciò che conta è perché. Per concludere posso citare un paradosso Socratico: &#8220;Come si può voler sapere ciò che non si sa ancora che cosa sia&#8221;. Proviamo a dare una prima risposta a questo paadosso. Halzad. Consulente commerciale.</p>
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		Di: annamaria		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/questioni-di-metodo-3-copiare-imitare-sviluppare/#comment-4295</link>

		<dc:creator><![CDATA[annamaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Mar 2011 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Molti, a cominciare da Henri Poincaré, la cui definizione di creatività (unire elementi esistenti in connessioni nuove, che siano utili) dà il nome a questo sito, fino ad arrivare ad Umberto Eco, sostengono che la creatività sia, nella sostanza, null&#039;altro che &quot;ars combinatoria&quot;. La mente non lavora nel vuoto. E non è &quot;vuota&quot;. Combiniamo parole in discorsi, secondo regole. Combiniamo cifre in calcoli, secondo regole. Combiniamo colori in quadri, secondo regole, e note in musiche, e idee in teorie. La qualità creativa dipende dalla qualità del nostro combinare, credo. Trovando una nuova espressione della regola. O, per chi è un genio, inventando una regola del tutto nuova, più efficace, che permetta nuove combinazioni, più utili. ... inventando la teoria dell&#039;evoluzione. Il cubismo. La musica dodecafonica. La psicoanalisi. La penicillina. Spesso, gli elementi necessari a nuove invenzioni si rendono disponibili in un dato periodo, e non prima, in seguito all&#039;avvento di una nuova tecnologia (te tecniche di neuroimaging per le neuroscienze, la macchina da presa e la pellicola per il cinema... e così via). Allora, nel campo fertilizzato dalla nuova tecnologia, si verifica una fioritura creativa. E si intensifica il fenomeno delle invenzioni simultanee che sono, per così dire, nell&#039;aria. Per questo, in realtà nulla di quanto ci appare &quot;nuovo&quot; lo è necessariamente anche in tutti i suoi elementi costituenti. E i confini tra sviluppo, remix, citazione, evoluzione a volte, e specie nelle arti, sono più sfumati di quanto si penserebbe.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molti, a cominciare da Henri Poincaré, la cui definizione di creatività (unire elementi esistenti in connessioni nuove, che siano utili) dà il nome a questo sito, fino ad arrivare ad Umberto Eco, sostengono che la creatività sia, nella sostanza, null&#8217;altro che &#8220;ars combinatoria&#8221;. La mente non lavora nel vuoto. E non è &#8220;vuota&#8221;. Combiniamo parole in discorsi, secondo regole. Combiniamo cifre in calcoli, secondo regole. Combiniamo colori in quadri, secondo regole, e note in musiche, e idee in teorie. La qualità creativa dipende dalla qualità del nostro combinare, credo. Trovando una nuova espressione della regola. O, per chi è un genio, inventando una regola del tutto nuova, più efficace, che permetta nuove combinazioni, più utili. &#8230; inventando la teoria dell&#8217;evoluzione. Il cubismo. La musica dodecafonica. La psicoanalisi. La penicillina. Spesso, gli elementi necessari a nuove invenzioni si rendono disponibili in un dato periodo, e non prima, in seguito all&#8217;avvento di una nuova tecnologia (te tecniche di neuroimaging per le neuroscienze, la macchina da presa e la pellicola per il cinema&#8230; e così via). Allora, nel campo fertilizzato dalla nuova tecnologia, si verifica una fioritura creativa. E si intensifica il fenomeno delle invenzioni simultanee che sono, per così dire, nell&#8217;aria. Per questo, in realtà nulla di quanto ci appare &#8220;nuovo&#8221; lo è necessariamente anche in tutti i suoi elementi costituenti. E i confini tra sviluppo, remix, citazione, evoluzione a volte, e specie nelle arti, sono più sfumati di quanto si penserebbe.</p>
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		<title>
		Di: malu		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/questioni-di-metodo-3-copiare-imitare-sviluppare/#comment-4294</link>

		<dc:creator><![CDATA[malu]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Mar 2011 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Come al solito un&#039;articolo davvero interessante. Ho passato tutta la serata a seguire i vari link e ho trovato dei materiali &quot;sorprendenti&quot;. Personalmente sono fortemente convinta dell&#039;importanza di imitare, copiare e rifare per imparare, e ricordo che mi aveva molto colpita una frase che avevo letto molti anni fa in un manuale di origami (il riferimento potrà sembrare strano, ma vengono fuori di nuovo i giapponesi), e che diceva all&#039;incirca che dalla continua imitazione e ripetizione dei modelli dei maestri nasce la perfezione della figura e la possibilità, con il tempo, di creare una figura nuova.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come al solito un&#8217;articolo davvero interessante. Ho passato tutta la serata a seguire i vari link e ho trovato dei materiali &#8220;sorprendenti&#8221;. Personalmente sono fortemente convinta dell&#8217;importanza di imitare, copiare e rifare per imparare, e ricordo che mi aveva molto colpita una frase che avevo letto molti anni fa in un manuale di origami (il riferimento potrà sembrare strano, ma vengono fuori di nuovo i giapponesi), e che diceva all&#8217;incirca che dalla continua imitazione e ripetizione dei modelli dei maestri nasce la perfezione della figura e la possibilità, con il tempo, di creare una figura nuova.</p>
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		<title>
		Di: Luca		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/questioni-di-metodo-3-copiare-imitare-sviluppare/#comment-4293</link>

		<dc:creator><![CDATA[Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Mar 2011 13:25:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://ita_metodo3.html#comment-4293</guid>

					<description><![CDATA[Cito qualcuno, non ricordo chi: &quot;chi copia da una fonte è un imbroglione, chi copia da diverse è un imitatore, chi copia da molte è uno studioso&quot;. Probabilmente nella maggior parte dei campi dell&#039;attività umana è un avvenimento creare dal nulla qualcosa di meglio di quello che c&#039;è. Ricombinare l&#039;esistente aggiungendo qualcosa è già un grande contributo di creatività, che può dar luogo anche a cose completamente nuove. Nelle diavolerie elettroniche, tipo i Pad, ci sono quasi sempre componenti e funzionalità già esistenti, ma alcuni di essi hanno cambiato una parte della nostra vita.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cito qualcuno, non ricordo chi: &#8220;chi copia da una fonte è un imbroglione, chi copia da diverse è un imitatore, chi copia da molte è uno studioso&#8221;. Probabilmente nella maggior parte dei campi dell&#8217;attività umana è un avvenimento creare dal nulla qualcosa di meglio di quello che c&#8217;è. Ricombinare l&#8217;esistente aggiungendo qualcosa è già un grande contributo di creatività, che può dar luogo anche a cose completamente nuove. Nelle diavolerie elettroniche, tipo i Pad, ci sono quasi sempre componenti e funzionalità già esistenti, ma alcuni di essi hanno cambiato una parte della nostra vita.</p>
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