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	Commenti a: Esperienze 18: resilienza e impresa. La fabbrica in salotto	</title>
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	<description>Teorie e pratiche della creatività.</description>
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		Di: Johnd558		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Johnd558]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Apr 2014 10:32:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Spot on with this writeup, I actually believe this website needs a great deal more attention. Ill probably be returning to read through more, thanks for the info! gdeaddegdedg]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Spot on with this writeup, I actually believe this website needs a great deal more attention. Ill probably be returning to read through more, thanks for the info! gdeaddegdedg</p>
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		Di: Alesatoredivirgole		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alesatoredivirgole]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Apr 2014 12:45:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Aziende e famiglie colpite al cuore e nella mente.

Persone, anche amici, che hanno perso casa, affetti e purtroppo anche la salute in modo permanente.

Aziende, famiglie, persone colpite prima dalla terra (2012) e poi dall’acqua (2014).

In questa situazione di precari equilibri, la natura rivendica i suoi spazi e l’uomo soccombe, ma si rialza rimboccandosi le maniche ed aguzzando l’ingegno.

Tenacia, RESILIENZA,  forza d’animo e scelte “creative”  tra mille incertezze!

Incertezza: la prima grande risorsa per DECIDERE.

Sembrerebbe un controsenso ma proprio l’INCERTEZZA, generata dalla mancanza di informazioni sul futuro, è la principale motivazione che ci spinge a prendere una decisione, a DECIDERE.

Il futuro è ignoto e, nel presente, abbiamo due alternative percorribili che avranno effetti proprio sul nostro futuro:
1.	non fare nulla, oppure
2.	fare qualcosa per andare avanti 

Questa storia è un esempio significativo della scelta fatta da questa Società colpita dal dramma, una  Società che accetta di CONVIVERE con la POSSIBILITA’ DI RISCHI CATASTROFICI, consapevole però che l’eccessivo ALLARMISMO non risolve le cause del problema ma crea rischio aggiunto: maggiore ALLARMISMO. 

Purtroppo non tutti hanno avuto la stessa resilienza ed hanno ceduto, schiacciati prima dal terremoto poi travolti tra mille difficoltà e forse qualche promessa disattesa.

La lettura recente del testo (che consiglio) “Il rischio dell’assicurazione contro i pericoli” – N.Luhmann – a cura di A.Cevolini (Armando Editore) , ahe ho cercato di riassumere in parte nel mio piccolo blog http://wp.me/pYL2M-df , credo si possa legare al tema proposto da Annamaria. 

Un grande in bocca al lupo al Sig. Nando e a tutti coloro che in qualche modo sono stati coinvolti in questi drammi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Aziende e famiglie colpite al cuore e nella mente.</p>
<p>Persone, anche amici, che hanno perso casa, affetti e purtroppo anche la salute in modo permanente.</p>
<p>Aziende, famiglie, persone colpite prima dalla terra (2012) e poi dall’acqua (2014).</p>
<p>In questa situazione di precari equilibri, la natura rivendica i suoi spazi e l’uomo soccombe, ma si rialza rimboccandosi le maniche ed aguzzando l’ingegno.</p>
<p>Tenacia, RESILIENZA,  forza d’animo e scelte “creative”  tra mille incertezze!</p>
<p>Incertezza: la prima grande risorsa per DECIDERE.</p>
<p>Sembrerebbe un controsenso ma proprio l’INCERTEZZA, generata dalla mancanza di informazioni sul futuro, è la principale motivazione che ci spinge a prendere una decisione, a DECIDERE.</p>
<p>Il futuro è ignoto e, nel presente, abbiamo due alternative percorribili che avranno effetti proprio sul nostro futuro:<br />
1.	non fare nulla, oppure<br />
2.	fare qualcosa per andare avanti </p>
<p>Questa storia è un esempio significativo della scelta fatta da questa Società colpita dal dramma, una  Società che accetta di CONVIVERE con la POSSIBILITA’ DI RISCHI CATASTROFICI, consapevole però che l’eccessivo ALLARMISMO non risolve le cause del problema ma crea rischio aggiunto: maggiore ALLARMISMO. </p>
<p>Purtroppo non tutti hanno avuto la stessa resilienza ed hanno ceduto, schiacciati prima dal terremoto poi travolti tra mille difficoltà e forse qualche promessa disattesa.</p>
<p>La lettura recente del testo (che consiglio) “Il rischio dell’assicurazione contro i pericoli” – N.Luhmann – a cura di A.Cevolini (Armando Editore) , ahe ho cercato di riassumere in parte nel mio piccolo blog <a href="http://wp.me/pYL2M-df" rel="nofollow ugc">http://wp.me/pYL2M-df</a> , credo si possa legare al tema proposto da Annamaria. </p>
<p>Un grande in bocca al lupo al Sig. Nando e a tutti coloro che in qualche modo sono stati coinvolti in questi drammi</p>
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		Di: chiara		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[chiara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Apr 2014 12:18:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Da emiliana riconosco questo modo di lavorare e di vivere e di chiamare i propri dipendenti &quot;la nostra gente&quot;, con quel senso di comunità che si sente sempre in imprese famigliari come questa. Grazie per aver raccontato anche questa storia!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da emiliana riconosco questo modo di lavorare e di vivere e di chiamare i propri dipendenti &#8220;la nostra gente&#8221;, con quel senso di comunità che si sente sempre in imprese famigliari come questa. Grazie per aver raccontato anche questa storia!</p>
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		Di: Norz Web Marketing		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Norz Web Marketing]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Apr 2014 09:51:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Forse l’intimità domestica ha reso più calda la collaborazione tra le persone. E, forse, in virtù di questo senso di comunità e di sfida condivisa abbiamo realizzato alcuni tra i manufatti più belli della storia di Astarte.&quot;

Il valore umano non è un dettaglio, sopratutto nel mercato. Ci piace questa storia, grazie :)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Forse l’intimità domestica ha reso più calda la collaborazione tra le persone. E, forse, in virtù di questo senso di comunità e di sfida condivisa abbiamo realizzato alcuni tra i manufatti più belli della storia di Astarte.&#8221;</p>
<p>Il valore umano non è un dettaglio, sopratutto nel mercato. Ci piace questa storia, grazie 🙂</p>
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		Di: pietro		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[pietro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Apr 2014 09:26:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[bella storia di vita reale che mostra come un&#039;impresa familiare (esempio di impresa diffusissimo in Italia) quando ha un problema e una passione, questa seconda vince le avversità. E&#039; un esempio che consente anche di riflettere su ciò che vorrei condividere: chi negli anni passati ha fatto impresa avendo fortuna e intuito ripagati dal successo commerciale, ha anche potuto mettere da parte risorse per continuare nonostante... terremoto reale o sistemico il problema è molto simile. Chi ha potuto &quot;mettere fieno in cascina&quot; resiste e può consentire, se la sua etica prevale sullo sconforto, di resistere anche a chi per diversità di reddito il &quot;fieno&quot; è costretto a cercarlo per poterne consumare la porzione vitale. Un esempio che quindi apre una finestra sul sistema. Persone che hanno intuizioni imprenditoriali agiscono producendo effetti positivi per se&#039; e per altri. Altre persone attendono che questo si verifichi. Quando si verifica la ricchezza però si distribuisce malamente tanto a pochi e poco a molti. Certo è importante ricevere una gratificazione per le proprie imprese affinchè possiamo sentire lo stimolo a continuare ... ma ripescando l&#039;Olivetti pensiero sarebbe tutto molto meno tragico di oggi se la filosofia di vita delle persone che fanno impresa fosse pervasa da quel pensiero... l&#039;eccesso di accumulo ricorda sempre il simpatico/odioso Paperon de Paperoni e il resto son tutti Paperino. Non è neppure questione di discutere retoricamente sui principi del capitalismo. Come per le questioni di politica, le cose giuste non hanno colore e non hanno neppure un costo. Necessita una revisione di distribuzione di dignità... che non deve passare né dal lavoro né dal denaro... ammazzarsi di lavoro per sopravvivere solo per produrre/consumare cose inutili non deve essere la soluzione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>bella storia di vita reale che mostra come un&#8217;impresa familiare (esempio di impresa diffusissimo in Italia) quando ha un problema e una passione, questa seconda vince le avversità. E&#8217; un esempio che consente anche di riflettere su ciò che vorrei condividere: chi negli anni passati ha fatto impresa avendo fortuna e intuito ripagati dal successo commerciale, ha anche potuto mettere da parte risorse per continuare nonostante&#8230; terremoto reale o sistemico il problema è molto simile. Chi ha potuto &#8220;mettere fieno in cascina&#8221; resiste e può consentire, se la sua etica prevale sullo sconforto, di resistere anche a chi per diversità di reddito il &#8220;fieno&#8221; è costretto a cercarlo per poterne consumare la porzione vitale. Un esempio che quindi apre una finestra sul sistema. Persone che hanno intuizioni imprenditoriali agiscono producendo effetti positivi per se&#8217; e per altri. Altre persone attendono che questo si verifichi. Quando si verifica la ricchezza però si distribuisce malamente tanto a pochi e poco a molti. Certo è importante ricevere una gratificazione per le proprie imprese affinchè possiamo sentire lo stimolo a continuare &#8230; ma ripescando l&#8217;Olivetti pensiero sarebbe tutto molto meno tragico di oggi se la filosofia di vita delle persone che fanno impresa fosse pervasa da quel pensiero&#8230; l&#8217;eccesso di accumulo ricorda sempre il simpatico/odioso Paperon de Paperoni e il resto son tutti Paperino. Non è neppure questione di discutere retoricamente sui principi del capitalismo. Come per le questioni di politica, le cose giuste non hanno colore e non hanno neppure un costo. Necessita una revisione di distribuzione di dignità&#8230; che non deve passare né dal lavoro né dal denaro&#8230; ammazzarsi di lavoro per sopravvivere solo per produrre/consumare cose inutili non deve essere la soluzione.</p>
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		<title>
		Di: loretta		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/resilienza-e-impresa/#comment-94558</link>

		<dc:creator><![CDATA[loretta]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Apr 2014 09:15:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Al sig. Nando e a tutta la sua &quot;truppa&quot; - visto che in trincea erano - la mia più grande stima.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Al sig. Nando e a tutta la sua &#8220;truppa&#8221; &#8211; visto che in trincea erano &#8211; la mia più grande stima.</p>
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