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	Commenti a: Roma, 15 ottobre, violenza: il grado zero del senso	</title>
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	<description>Teorie e pratiche della creatività.</description>
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		Di: RVurchio		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[RVurchio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un ulteriore spunto alla riflessione: http://phastidio.net/2011/10/17/zuccotti-e-zucche-vuote/]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un ulteriore spunto alla riflessione: <a href="http://phastidio.net/2011/10/17/zuccotti-e-zucche-vuote/" rel="nofollow ugc">http://phastidio.net/2011/10/17/zuccotti-e-zucche-vuote/</a></p>
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		Di: RVurchio		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[RVurchio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Riporto da Facebook: D’accordo su tutta la linea. Appartengo ad una generazione più recente, che non ha vissuto quegli anni, e decisamente non capisco questa volontà di replicare i tempi passati. E vuoi perché sono uno studente di Economia, mi trovo in disaccordo con alcune visioni strambe, e mi pongo la seguente domanda: ma costa tanto mettersi a studiare un po’ il tema, per magari trovare delle soluzioni e proporre delle reali alternative? Non sarà un &quot;Non paghiamo il debito!&quot; a risolvere tutto. Il punto è che non vedo i contenuti, non vedo le novità [e chi ha guardato Linfedele ieri sera magari mi capirà…]. Giusto per iniziare, mi è capitato sotto gli occhi questo post di Nouriel Roubini. Per chi non mastica Economia non è semplice, lo ammetto. Ma merita un tentativo: http://www.economonitor.com/nouriel/2011/10/17/full-analysis-the-instability-of-inequality/]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riporto da Facebook: D’accordo su tutta la linea. Appartengo ad una generazione più recente, che non ha vissuto quegli anni, e decisamente non capisco questa volontà di replicare i tempi passati. E vuoi perché sono uno studente di Economia, mi trovo in disaccordo con alcune visioni strambe, e mi pongo la seguente domanda: ma costa tanto mettersi a studiare un po’ il tema, per magari trovare delle soluzioni e proporre delle reali alternative? Non sarà un &#8220;Non paghiamo il debito!&#8221; a risolvere tutto. Il punto è che non vedo i contenuti, non vedo le novità [e chi ha guardato Linfedele ieri sera magari mi capirà…]. Giusto per iniziare, mi è capitato sotto gli occhi questo post di Nouriel Roubini. Per chi non mastica Economia non è semplice, lo ammetto. Ma merita un tentativo: <a href="http://www.economonitor.com/nouriel/2011/10/17/full-analysis-the-instability-of-inequality/" rel="nofollow ugc">http://www.economonitor.com/nouriel/2011/10/17/full-analysis-the-instability-of-inequality/</a></p>
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		Di: LucyQ		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[LucyQ]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ecco il punto. La storia NON si ripete, qui. La storia oggi è un documento condiviso scritto da ogni singolo essere umano. Era mai stato così? Se la memoria non mi inganna, credo che non sia mai accaduto prima che la voce di ognuno di noi potesse essere ascoltata in tempo reale dal mondo intero, e il mondo intero potesse contemporaneamente rispondere , avendo tutte le voci il pari peso. E quando parlo di voce non sento il coro indistinto di un corteo, ma la MIA voce, chiara e pulita, che esprime le sue opinioni e le rende visibili, leggibili. E insieme alle opinioni posso condividere concetti, idee, formule, posso scoprire enzimi e posso partecipare a tutti gli eventi del mondo. Posso indignarmi, per effetto dell’osservazione di brutture e di ingiustizie così lontane dall’idea pacifica e democratica che ho della vita, eppure così presenti durante il mio quotidiano, reale e virtuale, vicino e lontano. Allo stesso tempo però posso entusiasmarmi, per effetto dell’osservazione della forza che c’è in questo mezzo, la rete, il web, in cui si realizza per la prima volta la vera uguaglianza sociale. Comunicare è partecipare, condividere è migliorare. Va bene, di slogan siamo pieni, non mettiamoci anche i miei... Insomma, siamo di fronte ad una specie di primo effetto della consapevolezza queste straordinarie risorse. Il grado zero di cui parla Annamaria: eccolo, in tutta la sua espressione. Forse un grado necessario - ovviamente parlo della necessità del corteo, non della violenza. Un corteo fatto all’unisono, come lampadine umane che si accendono contemporaneamente lungo il globo, uno spettacolo che ha lo scopo di sventolare un fazzoletto, di fronte alle porte del potere come per dire: “heilà, ci saremmo attrezzati. Abbiamo accesso al sapere e alle risorse in maniera orizzontale, non potete prenderci più in giro, e soprattutto non ci servono i vostri sistemi loschi, corrotti, complessi e oscuri di far funzionare le cose”. Dov’è l’energia creativa del movimento? L’energia creativa deve trovare il modo, e in parte l’ha trovato, per veicolare il primo, più grande messaggio: tutti gli uomini sono creativi. Altro passaggio è quello di capire che l’energia creativa, se efficacemente usata per comunicare valori sociali, attraverso il web diventa virale ed è capace di realizzare vere e proprie rivoluzioni - si veda il caso del video Vodafone e della primavera egiziana. Come ben dice chi mi ha preceduto, l’energia creativa è nei movimenti che hanno ripreso a credere nei principi di bene comune; è nelle donne, è nelle donne, è nelle donne, è permeata nella rete tutta, e deve asservire al compito di realizzare la vera democrazia. Non c’è sproporzione tra l’enormità del problema e la povertà del linguaggio con cui lo si affronta nonostante i mezzi a disposizione? In parte sì, c’è, ma è vero anche che usciamo - perché ne siamo usciti - da un periodo di “oscurantismo consumistico globalizzato”, che bene non ha fatto all’energia creativa e alla comunicazione in generale. C&#039;è bisogno di fare in modo che cresca la fiducia nel potere che ognuno di noi ha di essere partecipe e di esercitare il giusto peso sulla società, grazie a uno strumento che è stato costruito, è basato e si mantiene su calcoli matematici, dunque è fatto apposta per garantire l’uguaglianza. Dunque cosa dire, io sono a dir poco esaltata dal posto che il mondo potrebbe diventare, se riuscissimo a coordinarci come si deve. Abbiamo gli strumenti, li abbiamo rodati, non resta che continuare su questa strada con impegno e tenacia. Ma stavolta non immagino un corteo, immagino cambiamenti, spinte dal basso, strumenti positivi e virali che possono essere la chiave per cominciare a far girare il mondo come tutti desideriamo che giri, cioè in maniera giusta, equa, pacifica, senza fame, senza guerre, e con molta più responsabilità per ognuno di noi. Io, come giovane, metto tutta la mia forza e le mie energie al servizio di movimenti come quello di Se non ora quando, ad esempio; e non lo faccio per proselitismo, ma perché credo che queste donne, insieme a tanti altri movimenti in giro per il mondo, abbiano riconosciuto, proprio come me, quanto grande sia questo momento per la svolta dell’intera umanità. Grazie a tutti/e.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco il punto. La storia NON si ripete, qui. La storia oggi è un documento condiviso scritto da ogni singolo essere umano. Era mai stato così? Se la memoria non mi inganna, credo che non sia mai accaduto prima che la voce di ognuno di noi potesse essere ascoltata in tempo reale dal mondo intero, e il mondo intero potesse contemporaneamente rispondere , avendo tutte le voci il pari peso. E quando parlo di voce non sento il coro indistinto di un corteo, ma la MIA voce, chiara e pulita, che esprime le sue opinioni e le rende visibili, leggibili. E insieme alle opinioni posso condividere concetti, idee, formule, posso scoprire enzimi e posso partecipare a tutti gli eventi del mondo. Posso indignarmi, per effetto dell’osservazione di brutture e di ingiustizie così lontane dall’idea pacifica e democratica che ho della vita, eppure così presenti durante il mio quotidiano, reale e virtuale, vicino e lontano. Allo stesso tempo però posso entusiasmarmi, per effetto dell’osservazione della forza che c’è in questo mezzo, la rete, il web, in cui si realizza per la prima volta la vera uguaglianza sociale. Comunicare è partecipare, condividere è migliorare. Va bene, di slogan siamo pieni, non mettiamoci anche i miei&#8230; Insomma, siamo di fronte ad una specie di primo effetto della consapevolezza queste straordinarie risorse. Il grado zero di cui parla Annamaria: eccolo, in tutta la sua espressione. Forse un grado necessario &#8211; ovviamente parlo della necessità del corteo, non della violenza. Un corteo fatto all’unisono, come lampadine umane che si accendono contemporaneamente lungo il globo, uno spettacolo che ha lo scopo di sventolare un fazzoletto, di fronte alle porte del potere come per dire: “heilà, ci saremmo attrezzati. Abbiamo accesso al sapere e alle risorse in maniera orizzontale, non potete prenderci più in giro, e soprattutto non ci servono i vostri sistemi loschi, corrotti, complessi e oscuri di far funzionare le cose”. Dov’è l’energia creativa del movimento? L’energia creativa deve trovare il modo, e in parte l’ha trovato, per veicolare il primo, più grande messaggio: tutti gli uomini sono creativi. Altro passaggio è quello di capire che l’energia creativa, se efficacemente usata per comunicare valori sociali, attraverso il web diventa virale ed è capace di realizzare vere e proprie rivoluzioni &#8211; si veda il caso del video Vodafone e della primavera egiziana. Come ben dice chi mi ha preceduto, l’energia creativa è nei movimenti che hanno ripreso a credere nei principi di bene comune; è nelle donne, è nelle donne, è nelle donne, è permeata nella rete tutta, e deve asservire al compito di realizzare la vera democrazia. Non c’è sproporzione tra l’enormità del problema e la povertà del linguaggio con cui lo si affronta nonostante i mezzi a disposizione? In parte sì, c’è, ma è vero anche che usciamo &#8211; perché ne siamo usciti &#8211; da un periodo di “oscurantismo consumistico globalizzato”, che bene non ha fatto all’energia creativa e alla comunicazione in generale. C&#8217;è bisogno di fare in modo che cresca la fiducia nel potere che ognuno di noi ha di essere partecipe e di esercitare il giusto peso sulla società, grazie a uno strumento che è stato costruito, è basato e si mantiene su calcoli matematici, dunque è fatto apposta per garantire l’uguaglianza. Dunque cosa dire, io sono a dir poco esaltata dal posto che il mondo potrebbe diventare, se riuscissimo a coordinarci come si deve. Abbiamo gli strumenti, li abbiamo rodati, non resta che continuare su questa strada con impegno e tenacia. Ma stavolta non immagino un corteo, immagino cambiamenti, spinte dal basso, strumenti positivi e virali che possono essere la chiave per cominciare a far girare il mondo come tutti desideriamo che giri, cioè in maniera giusta, equa, pacifica, senza fame, senza guerre, e con molta più responsabilità per ognuno di noi. Io, come giovane, metto tutta la mia forza e le mie energie al servizio di movimenti come quello di Se non ora quando, ad esempio; e non lo faccio per proselitismo, ma perché credo che queste donne, insieme a tanti altri movimenti in giro per il mondo, abbiano riconosciuto, proprio come me, quanto grande sia questo momento per la svolta dell’intera umanità. Grazie a tutti/e.</p>
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		Di: Utente Anonimo		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/roma-15-ottobre-il-grado-zero-del-senso/#comment-4832</link>

		<dc:creator><![CDATA[Utente Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io credo che non ci siano risposte univoche a queste domande, ma credo che la bomba più esplosiva dell&#039;oggi sia la frustrazione, l&#039;incapacità di vedere un domani degno di chiamarsi futuro, l&#039;impotenza unita all&#039;ignoranza. I movimenti servono, perchè da soli si può raggiungere poco, ma serve anche arricchire le proprie capacità individuali e metterle in gioco, perchè le risposte siano concrete - magari poche e piccole, ma esistenti. Nel mio post di stamattina butto giù qualche idea, o forse in realtà la mia è più che altro una sensazione, un istinto. Sensa slegarci dal movimento globale, cerchiamo ache di trovare soluzioni pratiche ed individuali, tirandoci fuori dalle logiche dominanti e ribaltando la questione: non cosa dovrebbe (ed è vero che potrebbe, ma..) fare il sistema per me, nè cosa posso fare io per entrare nel sistema, ma come posso io servire me stesso e la società al contempo (sennò siamo da capo), a prescindere dal sistema. Teorizzare aiuta a capire, ma se non si FA qualcosa in fretta, le sabbie obili ci risucchiano, ora che le abbiamo &quot;capite&quot;. http://scrivoxvizio.wordpress.com/2011/10/18/dalla-frustrazione-allazione/ Serena]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io credo che non ci siano risposte univoche a queste domande, ma credo che la bomba più esplosiva dell&#8217;oggi sia la frustrazione, l&#8217;incapacità di vedere un domani degno di chiamarsi futuro, l&#8217;impotenza unita all&#8217;ignoranza. I movimenti servono, perchè da soli si può raggiungere poco, ma serve anche arricchire le proprie capacità individuali e metterle in gioco, perchè le risposte siano concrete &#8211; magari poche e piccole, ma esistenti. Nel mio post di stamattina butto giù qualche idea, o forse in realtà la mia è più che altro una sensazione, un istinto. Sensa slegarci dal movimento globale, cerchiamo ache di trovare soluzioni pratiche ed individuali, tirandoci fuori dalle logiche dominanti e ribaltando la questione: non cosa dovrebbe (ed è vero che potrebbe, ma..) fare il sistema per me, nè cosa posso fare io per entrare nel sistema, ma come posso io servire me stesso e la società al contempo (sennò siamo da capo), a prescindere dal sistema. Teorizzare aiuta a capire, ma se non si FA qualcosa in fretta, le sabbie obili ci risucchiano, ora che le abbiamo &#8220;capite&#8221;. <a href="http://scrivoxvizio.wordpress.com/2011/10/18/dalla-frustrazione-allazione/" rel="nofollow ugc">http://scrivoxvizio.wordpress.com/2011/10/18/dalla-frustrazione-allazione/</a> Serena</p>
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		Di: Jazmaranbo		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/roma-15-ottobre-il-grado-zero-del-senso/#comment-4831</link>

		<dc:creator><![CDATA[Jazmaranbo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Volentieri riporto quanto ho scritto su facebook come commento allo stesso post. Creativita&#039; e soprattutto realismo e pragmatismo credo siano essenziali ora. Se posso, io credo che il problema sia l&#039;abuso di potere reiterato e prolungato di chi da troppo tempo sta&#039; al potere e all&#039;opposizione. E cioe&#039; io credo che, come altre volte e&#039; successo nel corso della storia, e&#039; evidente che siamo alla fine di un ciclo. La differenza e&#039; che nel passato il potere non aveva mass media che permettessero di veicolare il consenso, non come ora almeno. E l&#039;altra differenza e&#039; che nella storia i vari cicli si son conclusi con guerre e rivoluzioni finite poi male e che poi spesso si trasfiguravano in nuove dittature. Ora, con creativita&#039;, realismo e disciplina, ed utilizzando alcuni di questi stessi media che per il momento sono ancora liberi, gli &quot;Esclusi&quot; dovrebbero organizzare l&#039;alternativa politica. La rete virtuale per coordinare ed assemblee locali per organizzare localmente e capillarmente l&#039;alternativa politica. Alternativa politica e cioe&#039; un nuovo partito indipendente e laico. E chi sono gli esclusi? I vari movimenti che nei numeri hanno dimostrato di poter fare la differenza, e cioe&#039; i vari comitati che hanno organizzato e vinto i referendum scorsi e che hanno raccolto più di un milione di firme per il nuovo ref. sulla legge elettorale, le donne! Le donne e gli uomini di Se non ora quando, la rete dei precari, pensionati che sopravvivono con 3-400 euro al mese, il mov. di Torino Corretti e non Corrotti, in nuovi italiani multiculturali, le seconde generazioni, i giovani in generale ecc... E si dovrebbe anche saper guardare ed imparare da luoghi lontani che una volta definivamo repubbliche delle banane che in questi anni, grazie al grande sonno dell&#039;occidente che si e&#039; concentrato sul medio oriente, stanno vincendo la loro rivoluzione partecipativa e democratica, ad es. il Brasile su tutti. E poi guardare agli USA, come ha vinto Obama le elezioni? Con una campagna massiva, con un grande movimento popolare, di iscrizione di nuovi elettori soprattutto giovani, afro-americani ed ispano americano negli USA bisogna andarsi a registrare per poter votare. Qui c&#039;e bisogno di una grande campagna per ridare valore al voto. Insomma che gli esclusi che mai sono entrati nelle stanze del potere, si organizzino e si propongano alle elezioni. Deve iniziare un nuovo ciclo e speriamo che le nuove generazioni sappiano preservarlo dagli abusi di potere. Ma dobbiamo avere fiducia, secondo me non c&#039;e&#039; altro modo, lo so e&#039; utopia e&#039; sogno ad occhi aperti, ma anche in quei luoghi che per anni ho frequantato e tutt&#039;ora visito per volontariato e per lavoro, anche in quei luoghi era utopia e sogno, eppure il loro sogno lo stanno camminando un passo alla volta. Chiedo scusa per la lungaggine per gli errori ed imprecisioni, ma ci tenevo a lanciare il mio sassolino nell&#039;acqua, vediamo quanti cerchi ed a voi i sassolino. Grazie ciao ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Volentieri riporto quanto ho scritto su facebook come commento allo stesso post. Creativita&#8217; e soprattutto realismo e pragmatismo credo siano essenziali ora. Se posso, io credo che il problema sia l&#8217;abuso di potere reiterato e prolungato di chi da troppo tempo sta&#8217; al potere e all&#8217;opposizione. E cioe&#8217; io credo che, come altre volte e&#8217; successo nel corso della storia, e&#8217; evidente che siamo alla fine di un ciclo. La differenza e&#8217; che nel passato il potere non aveva mass media che permettessero di veicolare il consenso, non come ora almeno. E l&#8217;altra differenza e&#8217; che nella storia i vari cicli si son conclusi con guerre e rivoluzioni finite poi male e che poi spesso si trasfiguravano in nuove dittature. Ora, con creativita&#8217;, realismo e disciplina, ed utilizzando alcuni di questi stessi media che per il momento sono ancora liberi, gli &#8220;Esclusi&#8221; dovrebbero organizzare l&#8217;alternativa politica. La rete virtuale per coordinare ed assemblee locali per organizzare localmente e capillarmente l&#8217;alternativa politica. Alternativa politica e cioe&#8217; un nuovo partito indipendente e laico. E chi sono gli esclusi? I vari movimenti che nei numeri hanno dimostrato di poter fare la differenza, e cioe&#8217; i vari comitati che hanno organizzato e vinto i referendum scorsi e che hanno raccolto più di un milione di firme per il nuovo ref. sulla legge elettorale, le donne! Le donne e gli uomini di Se non ora quando, la rete dei precari, pensionati che sopravvivono con 3-400 euro al mese, il mov. di Torino Corretti e non Corrotti, in nuovi italiani multiculturali, le seconde generazioni, i giovani in generale ecc&#8230; E si dovrebbe anche saper guardare ed imparare da luoghi lontani che una volta definivamo repubbliche delle banane che in questi anni, grazie al grande sonno dell&#8217;occidente che si e&#8217; concentrato sul medio oriente, stanno vincendo la loro rivoluzione partecipativa e democratica, ad es. il Brasile su tutti. E poi guardare agli USA, come ha vinto Obama le elezioni? Con una campagna massiva, con un grande movimento popolare, di iscrizione di nuovi elettori soprattutto giovani, afro-americani ed ispano americano negli USA bisogna andarsi a registrare per poter votare. Qui c&#8217;e bisogno di una grande campagna per ridare valore al voto. Insomma che gli esclusi che mai sono entrati nelle stanze del potere, si organizzino e si propongano alle elezioni. Deve iniziare un nuovo ciclo e speriamo che le nuove generazioni sappiano preservarlo dagli abusi di potere. Ma dobbiamo avere fiducia, secondo me non c&#8217;e&#8217; altro modo, lo so e&#8217; utopia e&#8217; sogno ad occhi aperti, ma anche in quei luoghi che per anni ho frequantato e tutt&#8217;ora visito per volontariato e per lavoro, anche in quei luoghi era utopia e sogno, eppure il loro sogno lo stanno camminando un passo alla volta. Chiedo scusa per la lungaggine per gli errori ed imprecisioni, ma ci tenevo a lanciare il mio sassolino nell&#8217;acqua, vediamo quanti cerchi ed a voi i sassolino. Grazie ciao </p>
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		Di: andromeda		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[andromeda]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;la storia si ripete?&quot;..Corsi e ricorsi storici? Si, ma &quot;la storia siamo noi&quot;, questo vuol dire forse che anche noi ci ripetiamo, siamo sempre gli stessi ed ogni nuova generazione deve sbagliare come la precedente o far bene, se può. Ma messa così, scade comunque nel nichilismo e non mi sta bene. Abbiamo bisogno di una reazione, qualcosa che scuota dal profondo e non dico la solita rivoluzione violenta, sfascio tutto e accerchio il tiranno. Qualcosa di nuovo si potrebbe pure inventare, ne abbiamo i mezzi, abbiamo il web, ma abbiamo il coraggio oppure no? O è come diceva Primo Levi, siamo qui, nelle nostre tipide case, e alla fine&quot; chissenefrega&quot;...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;la storia si ripete?&#8221;..Corsi e ricorsi storici? Si, ma &#8220;la storia siamo noi&#8221;, questo vuol dire forse che anche noi ci ripetiamo, siamo sempre gli stessi ed ogni nuova generazione deve sbagliare come la precedente o far bene, se può. Ma messa così, scade comunque nel nichilismo e non mi sta bene. Abbiamo bisogno di una reazione, qualcosa che scuota dal profondo e non dico la solita rivoluzione violenta, sfascio tutto e accerchio il tiranno. Qualcosa di nuovo si potrebbe pure inventare, ne abbiamo i mezzi, abbiamo il web, ma abbiamo il coraggio oppure no? O è come diceva Primo Levi, siamo qui, nelle nostre tipide case, e alla fine&#8221; chissenefrega&#8221;&#8230;</p>
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			</item>
		<item>
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		Di: Utente Anonimo		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/roma-15-ottobre-il-grado-zero-del-senso/#comment-4829</link>

		<dc:creator><![CDATA[Utente Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Rispondo alla prima domanda: la creatività del movimento?...sparita...si imita maldestramente quella degli anni &#039;60 / &#039;70, con l&#039;unico risultato di far apparire il movimento, una &quot;triste e folkloristica&quot; rappresentazione di quegli anni. Altro risultato dell&#039;imitazione 68ina, è il rendere inefficace il movimento, tanto da dover poi in un certo senso legittimare la violenza per far sì che il movimento sia ascoltato e rispettato! quasi a dire:&quot;ah, voi non mi prendete sul serio?...ed io sfascio tutto!&quot; Saluti Emiliano P.S. ieri ho visto LA7 le interviste a l&#039;Infedele degli Accampados...eccone uno stralcio per chi se le fosse perse... http://www.youtube.com/watch?v=DavbC78qnSY]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rispondo alla prima domanda: la creatività del movimento?&#8230;sparita&#8230;si imita maldestramente quella degli anni &#8217;60 / &#8217;70, con l&#8217;unico risultato di far apparire il movimento, una &#8220;triste e folkloristica&#8221; rappresentazione di quegli anni. Altro risultato dell&#8217;imitazione 68ina, è il rendere inefficace il movimento, tanto da dover poi in un certo senso legittimare la violenza per far sì che il movimento sia ascoltato e rispettato! quasi a dire:&#8221;ah, voi non mi prendete sul serio?&#8230;ed io sfascio tutto!&#8221; Saluti Emiliano P.S. ieri ho visto LA7 le interviste a l&#8217;Infedele degli Accampados&#8230;eccone uno stralcio per chi se le fosse perse&#8230; <a href="http://www.youtube.com/watch?v=DavbC78qnSY" rel="nofollow ugc">http://www.youtube.com/watch?v=DavbC78qnSY</a></p>
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		<title>
		Di: Utente Anonimo		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/roma-15-ottobre-il-grado-zero-del-senso/#comment-4828</link>

		<dc:creator><![CDATA[Utente Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 13:25:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://ita_roma_violenza_il_grado_zero_del_senso.html#comment-4828</guid>

					<description><![CDATA[Touchè Antonio. E&#039; che tante volte, ripensando alla proposta di Annamaria, si pensa che le manifestazioni, i cortei, eppoi gli episodi di violenza, le condanne, le dissocazioni... aderiscano a dei clichè oramai consumati di un modo di fare politica, di un LINGUAGGIO (o se vuoi di un format) inadeguato. E qui entro in crisi. Certo, hai ragione; magari a ri-leggere qualche libro di storia non ci farebbe male. Potremmo trovare un&#039;idea nuova. E&#039; che siamo troppo fissati che la storia si ripete (o sono gli storici che si ripetono).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Touchè Antonio. E&#8217; che tante volte, ripensando alla proposta di Annamaria, si pensa che le manifestazioni, i cortei, eppoi gli episodi di violenza, le condanne, le dissocazioni&#8230; aderiscano a dei clichè oramai consumati di un modo di fare politica, di un LINGUAGGIO (o se vuoi di un format) inadeguato. E qui entro in crisi. Certo, hai ragione; magari a ri-leggere qualche libro di storia non ci farebbe male. Potremmo trovare un&#8217;idea nuova. E&#8217; che siamo troppo fissati che la storia si ripete (o sono gli storici che si ripetono).</p>
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		Di: Utente Anonimo		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/roma-15-ottobre-il-grado-zero-del-senso/#comment-4827</link>

		<dc:creator><![CDATA[Utente Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Fragrante? Eclatante? Geniale? Eugenio, forse ti stai annoiando. Che ne dici se studiassimo un po di storia. O sei di quelli che vogliono cambiare il &quot;format&quot;: Antonio]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fragrante? Eclatante? Geniale? Eugenio, forse ti stai annoiando. Che ne dici se studiassimo un po di storia. O sei di quelli che vogliono cambiare il &#8220;format&#8221;: Antonio</p>
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		<title>
		Di: emartin		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/roma-15-ottobre-il-grado-zero-del-senso/#comment-4826</link>

		<dc:creator><![CDATA[emartin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Uffa. Siamo alle solite. Quelli che sono incazzati e lo saranno sempre anche contro gli indignati. Quelli &quot;polically correct&quot; che si &quot;dissociano da ogni tipo di violenza&quot; Già Di Pietro e Maroni studiano nuove leggi sulla violenza. Gia Bersani dice che basta applicare quelle che già ci sono. Sembrano scene di un film già visto. E un altro fenomeno si mette &quot;di traverso&quot; alla politica e alle idee ormai LOGORE. Io penso che - a prescindere dall&#039;impegno politico - in questa sede si dovrebbe cercare l&#039;ispirazione (l&#039;insight) di un modo creativo di uscire da questi schemi di governo-democrazia ormai consumati e inadeguati alle trasformazioni che globalizzazione, web, multinazionali e quant&#039;altro avvengono di continuo. Insomma: a parte condannare ogni tipo di violenza, abbiamo un&#039;idea di CHE FARE di realmente incisivo, eclatante, geniale, FRAGRANTE... adesso? Eugenio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uffa. Siamo alle solite. Quelli che sono incazzati e lo saranno sempre anche contro gli indignati. Quelli &#8220;polically correct&#8221; che si &#8220;dissociano da ogni tipo di violenza&#8221; Già Di Pietro e Maroni studiano nuove leggi sulla violenza. Gia Bersani dice che basta applicare quelle che già ci sono. Sembrano scene di un film già visto. E un altro fenomeno si mette &#8220;di traverso&#8221; alla politica e alle idee ormai LOGORE. Io penso che &#8211; a prescindere dall&#8217;impegno politico &#8211; in questa sede si dovrebbe cercare l&#8217;ispirazione (l&#8217;insight) di un modo creativo di uscire da questi schemi di governo-democrazia ormai consumati e inadeguati alle trasformazioni che globalizzazione, web, multinazionali e quant&#8217;altro avvengono di continuo. Insomma: a parte condannare ogni tipo di violenza, abbiamo un&#8217;idea di CHE FARE di realmente incisivo, eclatante, geniale, FRAGRANTE&#8230; adesso? Eugenio.</p>
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		Di: Luca		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/roma-15-ottobre-il-grado-zero-del-senso/#comment-4825</link>

		<dc:creator><![CDATA[Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Modelli elitisti per interpretare un fenomeno che sta nella pancia della società. Senza contare la possibilità dell&#039;azione (od omissione) esterna al &quot;movimento&quot;. Qui l&#039;intelligenza serve a poco, purtroppo. Come accade spesso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Modelli elitisti per interpretare un fenomeno che sta nella pancia della società. Senza contare la possibilità dell&#8217;azione (od omissione) esterna al &#8220;movimento&#8221;. Qui l&#8217;intelligenza serve a poco, purtroppo. Come accade spesso.</p>
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		Di: Utente Anonimo		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/roma-15-ottobre-il-grado-zero-del-senso/#comment-4824</link>

		<dc:creator><![CDATA[Utente Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il nero, si sa, copre tutti i colori. E dunque non c&#039;è da stupirsi se la creatività - assai variopinta e diffusa, sabato scorso, per le vie di Roma - è stata oscurata dai &quot;supereroi&quot; in nero, che si sono presi la piazza e le prime pagine di tutti i media. Non voglio parlare delle tante fughe che ho dovuto fare fin dai primissimi momenti della manifestazione. Le mani alzate davanti ai guastatori (s-)facisti e alle forze dell&#039;ordine in assetto antisommossa. Nè di cosa abbiamo dovuto escogitare per uscire indenni dai sampietrini che volavano in piazza San Giovanni e dalla furia che si sarebbe scatenata di lì a poco. Anche quella - forse - è stata un&#039;azione creativa. Non oso pensare a come sia andata per quel gruppo di ragazzi down dal viso dipinto, accompagnati da alcune operatrici per testimoniare i tagli ai servizi pubblici e al socio-sanitario; quei genitori con bambini sulle spalle (cartello &quot;Ci sono anche io fra il 99%&quot;), il gruppo di migranti visti fra piazza della Repubblica e Termini (striscione &quot;Ingaggiami contro il lavoro nero&quot;); i giovanissimi musici vestiti di rosa e i ragazzi che leggevano brani di Dante con il cartello &quot;La poesia è anticapitalista”. Poi i professionisti e precari di ogni età. Così eterogeno, fresco e ingenuo questo serpentone del 15 ottobre. Incapace di isolare definitivamente chi si infilava e sfilava felpe nere e caschi. Veri e propri parassiti del capitale umano e creativo altrui. Sul mio profilo Fb ho postato solo poche foto che raccontano di loro. Quel mezzo milione di persone che non hanno fatto notizia, perchè lo scenario da Genova 2001 ha spazzato via tutto. daniela]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il nero, si sa, copre tutti i colori. E dunque non c&#8217;è da stupirsi se la creatività &#8211; assai variopinta e diffusa, sabato scorso, per le vie di Roma &#8211; è stata oscurata dai &#8220;supereroi&#8221; in nero, che si sono presi la piazza e le prime pagine di tutti i media. Non voglio parlare delle tante fughe che ho dovuto fare fin dai primissimi momenti della manifestazione. Le mani alzate davanti ai guastatori (s-)facisti e alle forze dell&#8217;ordine in assetto antisommossa. Nè di cosa abbiamo dovuto escogitare per uscire indenni dai sampietrini che volavano in piazza San Giovanni e dalla furia che si sarebbe scatenata di lì a poco. Anche quella &#8211; forse &#8211; è stata un&#8217;azione creativa. Non oso pensare a come sia andata per quel gruppo di ragazzi down dal viso dipinto, accompagnati da alcune operatrici per testimoniare i tagli ai servizi pubblici e al socio-sanitario; quei genitori con bambini sulle spalle (cartello &#8220;Ci sono anche io fra il 99%&#8221;), il gruppo di migranti visti fra piazza della Repubblica e Termini (striscione &#8220;Ingaggiami contro il lavoro nero&#8221;); i giovanissimi musici vestiti di rosa e i ragazzi che leggevano brani di Dante con il cartello &#8220;La poesia è anticapitalista”. Poi i professionisti e precari di ogni età. Così eterogeno, fresco e ingenuo questo serpentone del 15 ottobre. Incapace di isolare definitivamente chi si infilava e sfilava felpe nere e caschi. Veri e propri parassiti del capitale umano e creativo altrui. Sul mio profilo Fb ho postato solo poche foto che raccontano di loro. Quel mezzo milione di persone che non hanno fatto notizia, perchè lo scenario da Genova 2001 ha spazzato via tutto. daniela</p>
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		<title>
		Di: andromeda		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/roma-15-ottobre-il-grado-zero-del-senso/#comment-4823</link>

		<dc:creator><![CDATA[andromeda]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A proposito di linguaggio, in questo caso come in tutto ciò che riguarda la nostra vita, esso è uno strumento di potere. Quello che è successo a Roma e quello che successe a Genova, a mio parere, sono la testimonianza che viviamo in una democrazia malata, seppur con il pazzesco potere del web, di smobilitare, di farci fare cortei come nel 68. La macchina del fango, dicevano ieri sera al programma Presa Diretta, c&#039;è sempre stato...si ma non vuol dire che questa macchina non debba essere contrastata con tutti i mezzi verbali e non verbali possibili. Ovviamente, quando parlo di azioni non verbali mi riferisco a modi per boicottare in qualche modo il potere, non violenti, ma mi rendo conto che non è facile. Eppure si potrebbe fare. Il linguaggio del potere , la violenza, il sopruso dei black block ha disorientato lo spirito del movimento, il suo scopo è quello di irriderlo, di delegittimarlo, nota politica paleofascista e post fascista, fascista e basta. Che fare? Concordo quà e là un pò con tutti e credo soprattutto che per le prossime volte, bisogni praticamente trovare un modo, magari collaborando con le questure( mah...), anche attraverso referenti politici( mamma mia), sfruttandoli ad hoc a proprio vantaggio( per il bene comune) per arginare questi episodi. Sarà possibile o solo utopia? Oppure attraverso il web si potrà identificarli e riconoscerli tutti, pur con le loro obbrobriose maschere?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A proposito di linguaggio, in questo caso come in tutto ciò che riguarda la nostra vita, esso è uno strumento di potere. Quello che è successo a Roma e quello che successe a Genova, a mio parere, sono la testimonianza che viviamo in una democrazia malata, seppur con il pazzesco potere del web, di smobilitare, di farci fare cortei come nel 68. La macchina del fango, dicevano ieri sera al programma Presa Diretta, c&#8217;è sempre stato&#8230;si ma non vuol dire che questa macchina non debba essere contrastata con tutti i mezzi verbali e non verbali possibili. Ovviamente, quando parlo di azioni non verbali mi riferisco a modi per boicottare in qualche modo il potere, non violenti, ma mi rendo conto che non è facile. Eppure si potrebbe fare. Il linguaggio del potere , la violenza, il sopruso dei black block ha disorientato lo spirito del movimento, il suo scopo è quello di irriderlo, di delegittimarlo, nota politica paleofascista e post fascista, fascista e basta. Che fare? Concordo quà e là un pò con tutti e credo soprattutto che per le prossime volte, bisogni praticamente trovare un modo, magari collaborando con le questure( mah&#8230;), anche attraverso referenti politici( mamma mia), sfruttandoli ad hoc a proprio vantaggio( per il bene comune) per arginare questi episodi. Sarà possibile o solo utopia? Oppure attraverso il web si potrà identificarli e riconoscerli tutti, pur con le loro obbrobriose maschere?</p>
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		<title>
		Di: Utente Anonimo		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/roma-15-ottobre-il-grado-zero-del-senso/#comment-4822</link>

		<dc:creator><![CDATA[Utente Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Le manifestazioni autoconvocate da movimenti diffusi ma eterogenei che dialogano e si aggregano sulla rete, sono una novità positiva di questi anni, alimentata dalla tecnologia e da un diffuso desiderio di partecipazione. E con questa nuova modalità oggi devono e dovranno fare i conti i partiti, gli stati, i governi e l’intero establishment dell’economia e della finanza mondiali. Questa modalità, però, sconta un difetto in termini di gestione e organizzazione politica che la mette sempre a rischio di infiltrazioni o azioni di parassitismo politico. C’è un corpo grande, fluido e pieno di energia che si mette in moto ma manca la sintesi per la gestione concreta del passo successivo, quando, cioè, la mobilitazione diffusa deve diventare, per esempio, corteo e, quindi, gestione ordinata e utile della contrapposizione con l’assetto istituzionale con cui ci si confronta. La storia dei movimenti di rivendicazione ed emancipazione del secolo passato è piena di esempi significativi (e di sconfitte) ma sono soprattutto le più recenti mobilitazioni in medio oriente che stanno li a testimoniare di quanto sia difficile governare verso obiettivi comuni e ricondurre a sintesi politica, l’impeto rinnovatore fatto di tante anime e sensibilità politiche che si gonfia ed ingrossa emotivamente nella rete e che poi confluisce nelle strade e nelle piazze, nel reale insomma, quasi “senza testa”. Un organismo incompleto, grande ma fragile. Lo si è visto plasticamente nel corteo di Roma di sabato scorso. 500 teppisti mascherati hanno reso invisibili centinaia di migliaia di persone, organizzate solo della loro pacifica volontà di esserci. Un piccolo corpo parassitario ha disarmato, immobilizzato e paralizzato il grande organismo ospite. Secondo me la rete è il mezzo nuovo e rivoluzionario che consente la mobilitazione, la sperimentazione e la congiunzione di nuove culture ed energie politiche ma che, ancora non è in grado di sostituirsi alla prassi del modello perfetto del partito politico tradizionale. Almeno così come si è venuto costruendo e strutturando negli ultimi cento anni in occidente. Modello perfetto che nel nostro paese è messo certamente in crisi dalla pessima qualità della attuale classe politica che però non ne offusca l’efficienza, in termini di gestione di un progetto politico mediato, condiviso e organizzato. La funzione, per dirla con le parole di Antonio Gramsci, di “intellettuale colletivo”: Su questo, secondo me, conviene riflettere e proporre “creativamente” nuove soluzioni. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le manifestazioni autoconvocate da movimenti diffusi ma eterogenei che dialogano e si aggregano sulla rete, sono una novità positiva di questi anni, alimentata dalla tecnologia e da un diffuso desiderio di partecipazione. E con questa nuova modalità oggi devono e dovranno fare i conti i partiti, gli stati, i governi e l’intero establishment dell’economia e della finanza mondiali. Questa modalità, però, sconta un difetto in termini di gestione e organizzazione politica che la mette sempre a rischio di infiltrazioni o azioni di parassitismo politico. C’è un corpo grande, fluido e pieno di energia che si mette in moto ma manca la sintesi per la gestione concreta del passo successivo, quando, cioè, la mobilitazione diffusa deve diventare, per esempio, corteo e, quindi, gestione ordinata e utile della contrapposizione con l’assetto istituzionale con cui ci si confronta. La storia dei movimenti di rivendicazione ed emancipazione del secolo passato è piena di esempi significativi (e di sconfitte) ma sono soprattutto le più recenti mobilitazioni in medio oriente che stanno li a testimoniare di quanto sia difficile governare verso obiettivi comuni e ricondurre a sintesi politica, l’impeto rinnovatore fatto di tante anime e sensibilità politiche che si gonfia ed ingrossa emotivamente nella rete e che poi confluisce nelle strade e nelle piazze, nel reale insomma, quasi “senza testa”. Un organismo incompleto, grande ma fragile. Lo si è visto plasticamente nel corteo di Roma di sabato scorso. 500 teppisti mascherati hanno reso invisibili centinaia di migliaia di persone, organizzate solo della loro pacifica volontà di esserci. Un piccolo corpo parassitario ha disarmato, immobilizzato e paralizzato il grande organismo ospite. Secondo me la rete è il mezzo nuovo e rivoluzionario che consente la mobilitazione, la sperimentazione e la congiunzione di nuove culture ed energie politiche ma che, ancora non è in grado di sostituirsi alla prassi del modello perfetto del partito politico tradizionale. Almeno così come si è venuto costruendo e strutturando negli ultimi cento anni in occidente. Modello perfetto che nel nostro paese è messo certamente in crisi dalla pessima qualità della attuale classe politica che però non ne offusca l’efficienza, in termini di gestione di un progetto politico mediato, condiviso e organizzato. La funzione, per dirla con le parole di Antonio Gramsci, di “intellettuale colletivo”: Su questo, secondo me, conviene riflettere e proporre “creativamente” nuove soluzioni. </p>
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		<title>
		Di: Utente Anonimo		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/roma-15-ottobre-il-grado-zero-del-senso/#comment-4821</link>

		<dc:creator><![CDATA[Utente Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 13:25:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://ita_roma_violenza_il_grado_zero_del_senso.html#comment-4821</guid>

					<description><![CDATA[Concordo con le domande tutt&#039;altro che ingenue poste da Annamaria. Credo si debba, però, partire da una chiarezza assoluta:no alla violenza, no al sopruso. Il post di Giovanna è illuminante. Il WuMing ripropone quella che Saviano chiama la macchina del fango: siccome tutti vogliamo opporci, dobbiamo accettare che tra noi ci siano coloro che si oppongono con la violenza. Bene:per me quelle frange sono dalla stessa parte della casta. Usano le stesse armi del sopruso, dell&#039;indifferenza alla volontà espressa dalla maggioranza e, forse, sono corrotti, comprati e usati. Ricordiamo che queste opacità hanno legittimato le prime brigate rosse! Quindi metodo democratico,per prima cosa. Crescere, passare dalla protesta alla proposta, seconda cosa. Significa sporcarsi le mani con i meccanismi di rappresentanza, consolidare la nostra identità attraverso segni , strutture, percorsi continuativi e non episodici. Questo è quello che sappiamo, ad oggi almeno.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo con le domande tutt&#8217;altro che ingenue poste da Annamaria. Credo si debba, però, partire da una chiarezza assoluta:no alla violenza, no al sopruso. Il post di Giovanna è illuminante. Il WuMing ripropone quella che Saviano chiama la macchina del fango: siccome tutti vogliamo opporci, dobbiamo accettare che tra noi ci siano coloro che si oppongono con la violenza. Bene:per me quelle frange sono dalla stessa parte della casta. Usano le stesse armi del sopruso, dell&#8217;indifferenza alla volontà espressa dalla maggioranza e, forse, sono corrotti, comprati e usati. Ricordiamo che queste opacità hanno legittimato le prime brigate rosse! Quindi metodo democratico,per prima cosa. Crescere, passare dalla protesta alla proposta, seconda cosa. Significa sporcarsi le mani con i meccanismi di rappresentanza, consolidare la nostra identità attraverso segni , strutture, percorsi continuativi e non episodici. Questo è quello che sappiamo, ad oggi almeno.</p>
]]></content:encoded>
		
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