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	Commenti a: Perché la semplicità è così complicata? &#8211; Idee 119	</title>
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	<description>Teorie e pratiche della creatività.</description>
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		<title>
		Di: Gabriele		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/semplicita/#comment-154924</link>

		<dc:creator><![CDATA[Gabriele]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Nov 2016 10:45:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Aggiungo: &quot;Le parole sono fatte, prima che per essere dette, per essere capite: proprio per questo, diceva un filosofo, gli dei ci hanno dato una lingua e due orecchie. Chi non si fa capire vìola la libertà di parola dei suoi ascoltatori. È un maleducato, se parla in privato e da privato. È qualcosa di peggio se è un giornalista, un insegnante, un dipendente pubblico, un eletto dal popolo. Chi è al servizio di un pubblico ha il dovere costituzionale di farsi capire&quot; (Tullio De Mauro).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Aggiungo: &#8220;Le parole sono fatte, prima che per essere dette, per essere capite: proprio per questo, diceva un filosofo, gli dei ci hanno dato una lingua e due orecchie. Chi non si fa capire vìola la libertà di parola dei suoi ascoltatori. È un maleducato, se parla in privato e da privato. È qualcosa di peggio se è un giornalista, un insegnante, un dipendente pubblico, un eletto dal popolo. Chi è al servizio di un pubblico ha il dovere costituzionale di farsi capire&#8221; (Tullio De Mauro).</p>
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		<title>
		Di: The Fog		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/semplicita/#comment-151480</link>

		<dc:creator><![CDATA[The Fog]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Apr 2016 22:44:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Vero, articolo interessante e da condividere. Unica cosa si tratta di una critica un pò troppo generalista... parliamo di semplicità di scrittura o burocrazia? entrambe legittime ma assai differenti. Nella scrittura (ad esempio, nelle email) si notano entrambi i comportamenti: quello formale-burocratico (che spesso come dice l&#039;articolo nasconde insicurezza e incompetenze) e quello fin troppo informale, che talvolta ti fa chiedere con chi hai a che fare. Io sono sempre nell&#039;idea che la soluzione giusta sia nel mezzo. Per quanto riguarda la burocrazia.. pratico-amministrativa-legislativa... su quella in Italia c&#039;è effettivamente da fare de effettuare cambiamenti drastici]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vero, articolo interessante e da condividere. Unica cosa si tratta di una critica un pò troppo generalista&#8230; parliamo di semplicità di scrittura o burocrazia? entrambe legittime ma assai differenti. Nella scrittura (ad esempio, nelle email) si notano entrambi i comportamenti: quello formale-burocratico (che spesso come dice l&#8217;articolo nasconde insicurezza e incompetenze) e quello fin troppo informale, che talvolta ti fa chiedere con chi hai a che fare. Io sono sempre nell&#8217;idea che la soluzione giusta sia nel mezzo. Per quanto riguarda la burocrazia.. pratico-amministrativa-legislativa&#8230; su quella in Italia c&#8217;è effettivamente da fare de effettuare cambiamenti drastici</p>
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		<title>
		Di: Giuseppe		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/semplicita/#comment-146741</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2015 11:50:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il facile è  reso difficile attraverso  l&#039;inutile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il facile è  reso difficile attraverso  l&#8217;inutile.</p>
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		<title>
		Di: Alesatoredivirgole		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/semplicita/#comment-98288</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alesatoredivirgole]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Sep 2014 10:01:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Giovanni: 

Text Analisys è il titolo di un esame che ho sostenuto recentmente.

Lo studio di questa materia mi ha permesso di comprendere come, molto spesso, quei testi che spesso ci ritroviamo tra le mani e quella complicazione è sì tattica e voluta, ma non per erigere ostacoli, bensì per tutelare coloro che hanno scritto quei testi.

Solitamente il tutto inizia con tono amichevole (es. gentile cliente ... oppure ti ringraziamo ...) ma poi si prosegue variando toni e atteggiamenti (es. l&#039;utente dovrà ... colui che ...).

Si utilizza in pratica quello che viene chiama LEGALESE, che tutela colui che scrive a scapito di coloi che legge e magari ha già firmato un contratto.

Un esempio?
Rileggete i vostri contratti telefonici, sottoscritti e firmati spesso in buona fede o qualche altro contratto e ve ne rendere immediatamente conto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Giovanni: </p>
<p>Text Analisys è il titolo di un esame che ho sostenuto recentmente.</p>
<p>Lo studio di questa materia mi ha permesso di comprendere come, molto spesso, quei testi che spesso ci ritroviamo tra le mani e quella complicazione è sì tattica e voluta, ma non per erigere ostacoli, bensì per tutelare coloro che hanno scritto quei testi.</p>
<p>Solitamente il tutto inizia con tono amichevole (es. gentile cliente &#8230; oppure ti ringraziamo &#8230;) ma poi si prosegue variando toni e atteggiamenti (es. l&#8217;utente dovrà &#8230; colui che &#8230;).</p>
<p>Si utilizza in pratica quello che viene chiama LEGALESE, che tutela colui che scrive a scapito di coloi che legge e magari ha già firmato un contratto.</p>
<p>Un esempio?<br />
Rileggete i vostri contratti telefonici, sottoscritti e firmati spesso in buona fede o qualche altro contratto e ve ne rendere immediatamente conto.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Giovanni Medioli		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/semplicita/#comment-98273</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Medioli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Sep 2014 22:48:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Aggiungerei due cose: la semplicità presuppone fiducia. Se non mi fido di te non voglio farti sapere cosa penso, cosa sto facendo e cosa voglio fare. E avere tante regole assurde e opache non serve a far funzionare meglio un meccanismo o una relazione, ma a poter accampare scuse, sollevare obiezioni, impedire agli altri di agire. Secondo: la semplicità è etica. Perché esplicitare le proprie intenzioni è più onesto che dissimularle, creare un contesto di regole chiare porta a relazioni oneste. Complicare serve a imbrogliare le carte, a rovesciare responsabilità, ad accampare scuse e lanciare accuse su basi capziose, opportunistiche. La semplicità è strategia, è sapere dove si vuole andare e farlo sapere agli altri. La complicazione è tattica, trappole, sgambetti, cortine fumogene che non portano di un centimetro più vicini alla meta ma ostacolano anche gli avversari. Chiunque essi siano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Aggiungerei due cose: la semplicità presuppone fiducia. Se non mi fido di te non voglio farti sapere cosa penso, cosa sto facendo e cosa voglio fare. E avere tante regole assurde e opache non serve a far funzionare meglio un meccanismo o una relazione, ma a poter accampare scuse, sollevare obiezioni, impedire agli altri di agire. Secondo: la semplicità è etica. Perché esplicitare le proprie intenzioni è più onesto che dissimularle, creare un contesto di regole chiare porta a relazioni oneste. Complicare serve a imbrogliare le carte, a rovesciare responsabilità, ad accampare scuse e lanciare accuse su basi capziose, opportunistiche. La semplicità è strategia, è sapere dove si vuole andare e farlo sapere agli altri. La complicazione è tattica, trappole, sgambetti, cortine fumogene che non portano di un centimetro più vicini alla meta ma ostacolano anche gli avversari. Chiunque essi siano.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Roberto Iunco		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/semplicita/#comment-98266</link>

		<dc:creator><![CDATA[Roberto Iunco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Sep 2014 17:00:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Vorrei aggiungere che a volte la complicazione nasconde una certa vanità. Si mette in mostra la propria capacità oratoria, si fa sfoggio di termini che pochi usano o conoscono, si cerca di rendersi necessari per una successiva comprensione di ciò che si è scritto o detto (se un messaggio è chiaro vive di vita propria nelle teste dei riceventi).
Si cerca di ritagliarsi un proprio livello, come nell&#039;800 i signori vestivano abiti che erano inadeguati a fare qualsiasi attività, vestiti non pratici ma che distinguevano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei aggiungere che a volte la complicazione nasconde una certa vanità. Si mette in mostra la propria capacità oratoria, si fa sfoggio di termini che pochi usano o conoscono, si cerca di rendersi necessari per una successiva comprensione di ciò che si è scritto o detto (se un messaggio è chiaro vive di vita propria nelle teste dei riceventi).<br />
Si cerca di ritagliarsi un proprio livello, come nell&#8217;800 i signori vestivano abiti che erano inadeguati a fare qualsiasi attività, vestiti non pratici ma che distinguevano.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Alesatoredivirgole		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/semplicita/#comment-98261</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alesatoredivirgole]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Sep 2014 13:54:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Da un lato :

Banalizzare concetti importanti è ormai diventata un’arte consolidata e, molto spesso, si banalizza per farci “bere” falsi ideali e slogan ingannevoli.

Il termine “semplificazione”, ad esempio, viene utilizzato da tempo in dosi massicce quando si parla della riforma del sistema scolastico, della pubblica amministrazione, del lavoro, ecc …

Sarò banale: sono anni che assistiamo a continue e ripetute semplificazioni ma, in realtà, sono anni che assistiamo a ben altro.

Dall’altro lato :
Troppo spesso molti associano al termine semplificare il termina banalizzare.

Sarò banale: un termine semplice è molto più comprensibile e “digeribile” di un gergo tecnico, a meno che quel documento sia rivolto a tecnici specializzati o ad esperti del settore.

Al contrario di quanto molti pensino, rendere più semplice NON significa rendere banale !!

Calvino, nelle sue lezioni Americane, lo dimostra ampiamente.


Per quanto riguarda le certificazioni citate da Marco Weiss:

Dichiarazioni, moduli, procedure, vere e proprie montagne di carta che invadono da sempre scaffali e scrivanie per essere poi gettati al macero solo qualche tempo dopo.

Qualcosa sta lentamente cambiando, le norme UNI ad esempio possono essere acquistate anche in formato elettronico .

Al contrario, diverse Direttive prevedono ancora Fascicoli Tecnici o manuali istruzione cartacei da depositare presso enti certificatori o presso il cliente. Ma anche qui si spera di risolvere a breve in modo chiaro e … semplice.

Molte Direttive sono state accorpate, molte sono state riscritte, altre specificano termini ben precisi da utilizzare e procedure da seguire, ma ancora non basta.

Chi come il sottoscritto ha a che fare d anni con Direttive prodotto (Macchine, Atex, altro) o simili è al corrente di quanto lavoro sia stato fatto ma di quanto lavoro ci sia ancora da fare. 

Domanda: siamo sicuri che aumentando il 
numero di Direttive, Norme , Regolamenti da seguire tutto risulti più semplice … ?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da un lato :</p>
<p>Banalizzare concetti importanti è ormai diventata un’arte consolidata e, molto spesso, si banalizza per farci “bere” falsi ideali e slogan ingannevoli.</p>
<p>Il termine “semplificazione”, ad esempio, viene utilizzato da tempo in dosi massicce quando si parla della riforma del sistema scolastico, della pubblica amministrazione, del lavoro, ecc …</p>
<p>Sarò banale: sono anni che assistiamo a continue e ripetute semplificazioni ma, in realtà, sono anni che assistiamo a ben altro.</p>
<p>Dall’altro lato :<br />
Troppo spesso molti associano al termine semplificare il termina banalizzare.</p>
<p>Sarò banale: un termine semplice è molto più comprensibile e “digeribile” di un gergo tecnico, a meno che quel documento sia rivolto a tecnici specializzati o ad esperti del settore.</p>
<p>Al contrario di quanto molti pensino, rendere più semplice NON significa rendere banale !!</p>
<p>Calvino, nelle sue lezioni Americane, lo dimostra ampiamente.</p>
<p>Per quanto riguarda le certificazioni citate da Marco Weiss:</p>
<p>Dichiarazioni, moduli, procedure, vere e proprie montagne di carta che invadono da sempre scaffali e scrivanie per essere poi gettati al macero solo qualche tempo dopo.</p>
<p>Qualcosa sta lentamente cambiando, le norme UNI ad esempio possono essere acquistate anche in formato elettronico .</p>
<p>Al contrario, diverse Direttive prevedono ancora Fascicoli Tecnici o manuali istruzione cartacei da depositare presso enti certificatori o presso il cliente. Ma anche qui si spera di risolvere a breve in modo chiaro e … semplice.</p>
<p>Molte Direttive sono state accorpate, molte sono state riscritte, altre specificano termini ben precisi da utilizzare e procedure da seguire, ma ancora non basta.</p>
<p>Chi come il sottoscritto ha a che fare d anni con Direttive prodotto (Macchine, Atex, altro) o simili è al corrente di quanto lavoro sia stato fatto ma di quanto lavoro ci sia ancora da fare. </p>
<p>Domanda: siamo sicuri che aumentando il<br />
numero di Direttive, Norme , Regolamenti da seguire tutto risulti più semplice … ?</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Rodolfo		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/semplicita/#comment-98259</link>

		<dc:creator><![CDATA[Rodolfo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Sep 2014 12:31:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Concordo –e come potrei non concordare?– sulle risposte date all&#039;interrogativo. 
Eppure.
Eppure in questi tempi infausti, la riduzione della complessità a slogan, a parole d&#039;ordine, a sintesi stralunate per cui un &quot;non rompere le scatole, hai fatto il tuo tempo, ora ci sono io&quot; si semplifica cinguettando in un &quot;stai sereno&quot;, o il tema del lavoro viene ridotto a un articolo di una vecchia legge e in due termini inglesi sbagliati (job e act). 
La semplificazione addotta per mascherare la complessità è l&#039;altra faccia del tema. Giornali e tv, dibattiti e propagande più o meno mascherate da informazione semplificano e banalizzano costantemente, senza mai arrivare al nocciolo della questione e a scomporre la complessità. Morin o Bateson avrebbero dovuto insegnarci qualcosa.
La banalizzazione e la semplificazione generano mostri e allontanano dalla verità. Se la complicazione inutile e incapace ammanta coi fumogeni la realtà, lo stesso fa il riduzionismo della propaganda. Con la conseguenza di tenere lontani dal dibattito, in una posizione d&#039;attesa inconcludente, anche chi ha la capacità della semplicità responsabile.
In questi giorni ci stanno passando sulla testa semplificazioni becere.
C&#039;è chi si dice giovane e moderno ma, parafrasando Bruno Latour, moderno non lo è mai stato, essendo un borghese conservatore piccolo piccolo che rientra a pieno titolo nella nota definizione dei capi scout (un gruppo di bambini ecc.). Dato che proprio essere &quot;vestito&quot; da bambino (Twitter e altri social, il piscio del futuro…) costituisce quella banalizzazione per menti semplici e circonvenzionabili.
Lo stesso vale per le guerre in atto, dove la semplificazione è pura menzogna. Ma mi accorgo di essere in larga misura fuori tema, oppure sto pretendendo dalla gentilissima ospite e dagli amici di tastiera una presa di posizione più netta e che in qualche misura trovo attendista.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo –e come potrei non concordare?– sulle risposte date all&#8217;interrogativo.<br />
Eppure.<br />
Eppure in questi tempi infausti, la riduzione della complessità a slogan, a parole d&#8217;ordine, a sintesi stralunate per cui un &#8220;non rompere le scatole, hai fatto il tuo tempo, ora ci sono io&#8221; si semplifica cinguettando in un &#8220;stai sereno&#8221;, o il tema del lavoro viene ridotto a un articolo di una vecchia legge e in due termini inglesi sbagliati (job e act).<br />
La semplificazione addotta per mascherare la complessità è l&#8217;altra faccia del tema. Giornali e tv, dibattiti e propagande più o meno mascherate da informazione semplificano e banalizzano costantemente, senza mai arrivare al nocciolo della questione e a scomporre la complessità. Morin o Bateson avrebbero dovuto insegnarci qualcosa.<br />
La banalizzazione e la semplificazione generano mostri e allontanano dalla verità. Se la complicazione inutile e incapace ammanta coi fumogeni la realtà, lo stesso fa il riduzionismo della propaganda. Con la conseguenza di tenere lontani dal dibattito, in una posizione d&#8217;attesa inconcludente, anche chi ha la capacità della semplicità responsabile.<br />
In questi giorni ci stanno passando sulla testa semplificazioni becere.<br />
C&#8217;è chi si dice giovane e moderno ma, parafrasando Bruno Latour, moderno non lo è mai stato, essendo un borghese conservatore piccolo piccolo che rientra a pieno titolo nella nota definizione dei capi scout (un gruppo di bambini ecc.). Dato che proprio essere &#8220;vestito&#8221; da bambino (Twitter e altri social, il piscio del futuro…) costituisce quella banalizzazione per menti semplici e circonvenzionabili.<br />
Lo stesso vale per le guerre in atto, dove la semplificazione è pura menzogna. Ma mi accorgo di essere in larga misura fuori tema, oppure sto pretendendo dalla gentilissima ospite e dagli amici di tastiera una presa di posizione più netta e che in qualche misura trovo attendista.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: marco weiss		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/semplicita/#comment-98258</link>

		<dc:creator><![CDATA[marco weiss]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Sep 2014 12:23:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[sono stato per anni il responsabile di una multinazionale in Italia e ricordo ancora con fastidio la montagna di carta e di procedure per ottenere la certificazione della qualità, così come il labirinto da percorrere per inserire le procedure sulla sicurezza in azienda.
Una volta appuntate sul petto aziendale le due coccarde, tutto finiva nella pura ripetizione cartacea di insignificanti operazioni di controllo che quasi mai avevano a che fare con la realtà dell&#039;azienda.
Ma le multinazionali stesse ci mettevano del proprio con le assillanti procedure di auditing e il ringhio del dipartimento di controlling. Mah!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>sono stato per anni il responsabile di una multinazionale in Italia e ricordo ancora con fastidio la montagna di carta e di procedure per ottenere la certificazione della qualità, così come il labirinto da percorrere per inserire le procedure sulla sicurezza in azienda.<br />
Una volta appuntate sul petto aziendale le due coccarde, tutto finiva nella pura ripetizione cartacea di insignificanti operazioni di controllo che quasi mai avevano a che fare con la realtà dell&#8217;azienda.<br />
Ma le multinazionali stesse ci mettevano del proprio con le assillanti procedure di auditing e il ringhio del dipartimento di controlling. Mah!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Alesatoredivirgole		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/semplicita/#comment-98256</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alesatoredivirgole]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Sep 2014 11:30:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ancora una volta viene proposto un problema reale, un tema con cui anch’io, come tanti, devo fare quotidianamente i conti.

Ogni giorno rivedo, ripenso e riscrivo testi, istruzioni che altri dovranno comprendere e mettere in pratica.

Ogni giorno devo sintetizzare, attraverso istruzioni precise ed immediate, operazioni più o meno complesse rendendole semplici .

Ovviamente il risultato deve essere un documento comprensibile a tutti, cioè da utenti con abilità e competenze differenti tra loro (anche di parecchio). 

Taglio, semplifico, faccio scelte mirate, a volte coraggiose a volte obbligate.

Ottenere un riscontro su quanto prodotto è però sempre un problema e, quei pochi feedback  http://wp.me/pYL2M-cu che ritornano, sono spesso in contrasto tra loro.

Utilizzo schemi e termini semplici ma, a volte, anche quelli risultano “non idonei”, può capitare infatti che quelle semplici parole risultino incomprensibili da utenti che non padroneggiano al meglio la lingua italiana, nemmeno quella standard http://wp.me/pYL2M-cH … e allora unisco ai testi anche le immagini.

Mi ADDIFFICILITO spesso la vita alla ricerca dei termini più corretti da utilizzare, è un lavoro faticoso ma affascinante ed ogni volta scopro che avrei potuto fare meglio.

NB: ADDIFFICILITO è il termine utilizzato da mio figlio proprio ieri sera come sinonimo del termine COMPLICO.

Riporto il link ad un &quot;esperimento&quot; di visual design con cui ho tentato di spiegare come utilizzare e completare le mie STORIETESTACODA anche a chi non sa leggere o non conosce la lingua inglese/italiana: http://www.storietestacoda.it/wp-content/uploads/2012/03/MAXI3.pdf

Concludo scusandomi, riprendendo una nota frase attribuita a vari personaggi: «Se avessi avuto più tempo, avrei scritto una lettera più breve».]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ancora una volta viene proposto un problema reale, un tema con cui anch’io, come tanti, devo fare quotidianamente i conti.</p>
<p>Ogni giorno rivedo, ripenso e riscrivo testi, istruzioni che altri dovranno comprendere e mettere in pratica.</p>
<p>Ogni giorno devo sintetizzare, attraverso istruzioni precise ed immediate, operazioni più o meno complesse rendendole semplici .</p>
<p>Ovviamente il risultato deve essere un documento comprensibile a tutti, cioè da utenti con abilità e competenze differenti tra loro (anche di parecchio). </p>
<p>Taglio, semplifico, faccio scelte mirate, a volte coraggiose a volte obbligate.</p>
<p>Ottenere un riscontro su quanto prodotto è però sempre un problema e, quei pochi feedback  <a href="http://wp.me/pYL2M-cu" rel="nofollow ugc">http://wp.me/pYL2M-cu</a> che ritornano, sono spesso in contrasto tra loro.</p>
<p>Utilizzo schemi e termini semplici ma, a volte, anche quelli risultano “non idonei”, può capitare infatti che quelle semplici parole risultino incomprensibili da utenti che non padroneggiano al meglio la lingua italiana, nemmeno quella standard <a href="http://wp.me/pYL2M-cH" rel="nofollow ugc">http://wp.me/pYL2M-cH</a> … e allora unisco ai testi anche le immagini.</p>
<p>Mi ADDIFFICILITO spesso la vita alla ricerca dei termini più corretti da utilizzare, è un lavoro faticoso ma affascinante ed ogni volta scopro che avrei potuto fare meglio.</p>
<p>NB: ADDIFFICILITO è il termine utilizzato da mio figlio proprio ieri sera come sinonimo del termine COMPLICO.</p>
<p>Riporto il link ad un &#8220;esperimento&#8221; di visual design con cui ho tentato di spiegare come utilizzare e completare le mie STORIETESTACODA anche a chi non sa leggere o non conosce la lingua inglese/italiana: <a href="http://www.storietestacoda.it/wp-content/uploads/2012/03/MAXI3.pdf" rel="nofollow ugc">http://www.storietestacoda.it/wp-content/uploads/2012/03/MAXI3.pdf</a></p>
<p>Concludo scusandomi, riprendendo una nota frase attribuita a vari personaggi: «Se avessi avuto più tempo, avrei scritto una lettera più breve».</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Riccardo		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/semplicita/#comment-98255</link>

		<dc:creator><![CDATA[Riccardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Sep 2014 10:43:06 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://nuovoeutile.it/?p=15113#comment-98255</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://nuovoeutile.it/semplicita/#comment-98254&quot;&gt;Riccardo&lt;/a&gt;.

...ed è sempre stato così: il premio per Henry Ford, quando lavorava in fabbrica, aprendo e chiudendo due valvole, per aver inventato un meccanismo automatico che faceva quel lavoro noioso, fu l&#039;immediato licenziamento...:)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://nuovoeutile.it/semplicita/#comment-98254">Riccardo</a>.</p>
<p>&#8230;ed è sempre stato così: il premio per Henry Ford, quando lavorava in fabbrica, aprendo e chiudendo due valvole, per aver inventato un meccanismo automatico che faceva quel lavoro noioso, fu l&#8217;immediato licenziamento&#8230;:)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Riccardo		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/semplicita/#comment-98254</link>

		<dc:creator><![CDATA[Riccardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Sep 2014 10:34:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La risposta è semplice: perché la semplicità costa moltissima fatica, che non viene affatto riconosciuta, anzi viene disprezzata e non pagata! Quindi se nel fare un lavoro, un lavoro qualsiasi, dal riparare un tubo al fare un&#039;opera d&#039;arte, si fa in modo semplice e rapido(che quindi ha comportato molto tempo e molto sforzo precedente!!!), viene ampiamente sottostimato e sottopagato! In un mondo dove il lavoro viene pagato a ore e valutato a peso essere semplici, diretti ed efficaci comporta una netta perdita economica e di prestigio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La risposta è semplice: perché la semplicità costa moltissima fatica, che non viene affatto riconosciuta, anzi viene disprezzata e non pagata! Quindi se nel fare un lavoro, un lavoro qualsiasi, dal riparare un tubo al fare un&#8217;opera d&#8217;arte, si fa in modo semplice e rapido(che quindi ha comportato molto tempo e molto sforzo precedente!!!), viene ampiamente sottostimato e sottopagato! In un mondo dove il lavoro viene pagato a ore e valutato a peso essere semplici, diretti ed efficaci comporta una netta perdita economica e di prestigio.</p>
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