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	Commenti a: Sentirsi indispensabili è una tentazione a cui resistere &#8211; Idee 179	</title>
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	<description>Teorie e pratiche della creatività.</description>
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		<title>
		Di: Vincenzo Moretti		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/sentirsi-indispensabili/#comment-159204</link>

		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Moretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Dec 2017 18:52:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A me piace molto questa frase di Italo Calvino, in La giornata di una scrutatore: 
«Nella politica come in tutto il resto della vita, per chi non è un balordo, contano quei due principi lì: non farsi mai troppe illusioni e non smettere di credere che ogni cosa che fai potrà servire».
Mi sembra l&#039;approccio giusto, a me ha aiutato molto anche nelle circostanze più difficili.
Alla fine come mi ha detto una volta un mio amico filosofo, nel momento stesso in cui risolviamo un problema determiniamo le condizioni affinché se ne crei uno nuovo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A me piace molto questa frase di Italo Calvino, in La giornata di una scrutatore:<br />
«Nella politica come in tutto il resto della vita, per chi non è un balordo, contano quei due principi lì: non farsi mai troppe illusioni e non smettere di credere che ogni cosa che fai potrà servire».<br />
Mi sembra l&#8217;approccio giusto, a me ha aiutato molto anche nelle circostanze più difficili.<br />
Alla fine come mi ha detto una volta un mio amico filosofo, nel momento stesso in cui risolviamo un problema determiniamo le condizioni affinché se ne crei uno nuovo.</p>
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		Di: Vincenzo Moretti		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/sentirsi-indispensabili/#comment-159203</link>

		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Moretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Dec 2017 18:52:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A me piace molto questa frase di Italo Calvino, in La giornata di una scrutatore. 
«Nella politica come in tutto il resto della vita, per chi non è un balordo, contano quei due principi lì: non farsi mai troppe illusioni e non smettere di credere che ogni cosa che fai potrà servire».
Mi sembra l&#039;approccio giusto, a me ha aiutato molto anche nelle circostanze più difficili.
Alla fine come mi ha detto una volta un mio amico filosofo, nel momento stesso in cui risolviamo un problema determiniamo le condizioni affinché se ne crei uno nuovo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A me piace molto questa frase di Italo Calvino, in La giornata di una scrutatore.<br />
«Nella politica come in tutto il resto della vita, per chi non è un balordo, contano quei due principi lì: non farsi mai troppe illusioni e non smettere di credere che ogni cosa che fai potrà servire».<br />
Mi sembra l&#8217;approccio giusto, a me ha aiutato molto anche nelle circostanze più difficili.<br />
Alla fine come mi ha detto una volta un mio amico filosofo, nel momento stesso in cui risolviamo un problema determiniamo le condizioni affinché se ne crei uno nuovo.</p>
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		<title>
		Di: Stefano Pollini		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/sentirsi-indispensabili/#comment-157899</link>

		<dc:creator><![CDATA[Stefano Pollini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Nov 2017 12:03:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sul tema &quot;essere indispensabili&quot; grazie agli spunti di questo articolo ho provato a fare un approfondimento prendendo spunto da alcune parole di Erri de Luca. 
Infatti da un lato è importante e sano che ogni organizzazione lavori affinchè nessuno sia davvero indispensabile per evitare che in caso di una sua assenza, si blocchi il lavoro di tutti gli altri; a volte, però, le imprese spingono all’eccesso questo principio considerando le persone totalmente intercambiabili, ritenendo – per esempio – che ogni mansione possa essere svolta da Tizio o Caio senza nessun problema.
Non è del tutto vero, quindi che nessuno è indispensabile e le parole dei poeti – come spesso accade – ci aiutano a comprendere meglio la questione: https://stefanopollini.com/2017/11/05/nessuno-e-necessario-ognuno-e-indispensabile/#more-986 .]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sul tema &#8220;essere indispensabili&#8221; grazie agli spunti di questo articolo ho provato a fare un approfondimento prendendo spunto da alcune parole di Erri de Luca.<br />
Infatti da un lato è importante e sano che ogni organizzazione lavori affinchè nessuno sia davvero indispensabile per evitare che in caso di una sua assenza, si blocchi il lavoro di tutti gli altri; a volte, però, le imprese spingono all’eccesso questo principio considerando le persone totalmente intercambiabili, ritenendo – per esempio – che ogni mansione possa essere svolta da Tizio o Caio senza nessun problema.<br />
Non è del tutto vero, quindi che nessuno è indispensabile e le parole dei poeti – come spesso accade – ci aiutano a comprendere meglio la questione: <a href="https://stefanopollini.com/2017/11/05/nessuno-e-necessario-ognuno-e-indispensabile/#more-986" rel="nofollow ugc">https://stefanopollini.com/2017/11/05/nessuno-e-necessario-ognuno-e-indispensabile/#more-986</a> .</p>
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		Di: nontelodico		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[nontelodico]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Oct 2017 07:37:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sposto un po&#039; il focus, concentrandomi sulla conclusione, giacché sono nei miei anni del disinganno, e chiedo se qualcuno può ricordarmi perché &quot;essere brave persone e fare onestamente del proprio meglio per essere utili e amabili è più che apprezzabile&quot;. Perché Augias nel suo racconto di oggi dice che una società senza ordine non può esistere? Perché non si può tornare al Medioevo, alla caccia alle streghe, o alla dittatura, insomma alla legge del più forte o del più furbo, in campo professionale, sì, ma anche nel privato e nel sociale? Io sarei inevitabilmente sconfitta, io faccio del mio meglio per sentirmi una brava persona, ma chi pensa di poter prevalere sugli altri, a ragione o a torto, perché dovrebbe limitarsi? E, in fin dei conti, non è quello che sta succedendo?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sposto un po&#8217; il focus, concentrandomi sulla conclusione, giacché sono nei miei anni del disinganno, e chiedo se qualcuno può ricordarmi perché &#8220;essere brave persone e fare onestamente del proprio meglio per essere utili e amabili è più che apprezzabile&#8221;. Perché Augias nel suo racconto di oggi dice che una società senza ordine non può esistere? Perché non si può tornare al Medioevo, alla caccia alle streghe, o alla dittatura, insomma alla legge del più forte o del più furbo, in campo professionale, sì, ma anche nel privato e nel sociale? Io sarei inevitabilmente sconfitta, io faccio del mio meglio per sentirmi una brava persona, ma chi pensa di poter prevalere sugli altri, a ragione o a torto, perché dovrebbe limitarsi? E, in fin dei conti, non è quello che sta succedendo?</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Vittorio Cucchi		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/sentirsi-indispensabili/#comment-157418</link>

		<dc:creator><![CDATA[Vittorio Cucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Sep 2017 16:09:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[C’è qualcosa di più perverso del considerare se stesso indispensabile, ed è il far sentire un’altra persona indispensabile all’intero contesto circostante, specie se aziendale o professionale. Un meccanismo diabolico, innescato da un atocostituitosi padreterno che, pur sempre convinto di poter essere in cielo in terra e in ogni luogo, e ovunque indispensabile, finge  di rassegnarsi all’ausilio di un’entità alla quale far credere di condividere  almeno in parte la  stessa natura divina e indispensabile in cambio di una devozione cieca, da dimostrare svolgendo con pefetto sincronismo le funzioni di angelo custode e angelo sterminatore, in modo che l’intero creato abbia  a temere ancor più del  padreterno  chi sieda alla sua destra, con qualifica di “indispensabile braccio destro”.  E crudeltà vuole che la parità fra i sessi, per la quale continueremo sempre a lottare fino alla fine dei nostri giorni, produca anche divinità femminili concepite con l’immacolato dono dell’indispensabilità e capaci di infonderlo a qualche ancella prediletta al confronto della quale la Kali primigenia apparirebbe una ipostasi della mitezza e come se dopo un papa ( o una papessa) non se facesse un altro (o un’altra).   Conseguenza sillogistica dell’indispensabilità è il mitico decretare che “qui dentro anche senza di te si va avanti, senza di me ( o di lui) no.” L’indispensabilità fase suprema della prepotenza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C’è qualcosa di più perverso del considerare se stesso indispensabile, ed è il far sentire un’altra persona indispensabile all’intero contesto circostante, specie se aziendale o professionale. Un meccanismo diabolico, innescato da un atocostituitosi padreterno che, pur sempre convinto di poter essere in cielo in terra e in ogni luogo, e ovunque indispensabile, finge  di rassegnarsi all’ausilio di un’entità alla quale far credere di condividere  almeno in parte la  stessa natura divina e indispensabile in cambio di una devozione cieca, da dimostrare svolgendo con pefetto sincronismo le funzioni di angelo custode e angelo sterminatore, in modo che l’intero creato abbia  a temere ancor più del  padreterno  chi sieda alla sua destra, con qualifica di “indispensabile braccio destro”.  E crudeltà vuole che la parità fra i sessi, per la quale continueremo sempre a lottare fino alla fine dei nostri giorni, produca anche divinità femminili concepite con l’immacolato dono dell’indispensabilità e capaci di infonderlo a qualche ancella prediletta al confronto della quale la Kali primigenia apparirebbe una ipostasi della mitezza e come se dopo un papa ( o una papessa) non se facesse un altro (o un’altra).   Conseguenza sillogistica dell’indispensabilità è il mitico decretare che “qui dentro anche senza di te si va avanti, senza di me ( o di lui) no.” L’indispensabilità fase suprema della prepotenza.</p>
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