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	Commenti a: Senza parole, niente pensiero. E niente creatività	</title>
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	<description>Teorie e pratiche della creatività.</description>
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		Di: Stefanofex		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefanofex]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Aug 2022 15:29:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il pensiero è limitato dunque anche le parole
Tutto gira sempre sul vecchio schema
Nulla di originale]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il pensiero è limitato dunque anche le parole<br />
Tutto gira sempre sul vecchio schema<br />
Nulla di originale</p>
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		Di: Serena luciani		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Serena luciani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Apr 2019 22:44:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi domando: e una situazione solo italiana? Non credo. I nostri docenti sono mediamente bravi. Il problema sono le famiglie...dove si parla pochissimo tra genitori e figli...prima ancora che la lettura o non lettura...in realta dove in famiglia si parla c&#039;e grande ricchezza di linguaggio nei piccoli...poi certo se non si legge non si evolve non si arricchisce si atrofizza]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi domando: e una situazione solo italiana? Non credo. I nostri docenti sono mediamente bravi. Il problema sono le famiglie&#8230;dove si parla pochissimo tra genitori e figli&#8230;prima ancora che la lettura o non lettura&#8230;in realta dove in famiglia si parla c&#8217;e grande ricchezza di linguaggio nei piccoli&#8230;poi certo se non si legge non si evolve non si arricchisce si atrofizza</p>
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		Di: Utente Anonimo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Utente Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Una che non ha capito nulla, o quasi nulla, degli interventi di gabri e ultrickino che cosa fa, si spara? vanessa]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una che non ha capito nulla, o quasi nulla, degli interventi di gabri e ultrickino che cosa fa, si spara? vanessa</p>
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		Di: ultrickino		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ultrickino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Salve a tutti, credo che ci muoviamo nel solco di McLuhan, il celebre (ma quanto capito?) e scivoloso crinale del Medium is the Message. L&#039;esplosione delle tecnologie rende chiunque un giornalista e un content editor (&quot;operatori del linguaggio&quot;) ma, da quel che si vede – dalla poca padronanza che abbiamo della lingua e dei suoi cambiamenti – è il linguaggio stesso a essere al centro, il protagonista, al posto nostro, e un linguaggio povero. Come dice Gabri, siamo tutti un po&#039; piume, ahimé, risucchiati nei vortici del Maelstrom di EA Poe. Vorremmo e dovremmo essere uccellini. Di sicuro bisognerebbe fare un convegno, un qualcosa, per lavorare-ritrovare gli elementi che ci aiuterebbero a essere meno piume e più uccellini. Meno cantati e più cantanti. La qualità, cioè il tempo impiegato per controllare e verificare le nostre informazioni è uno di questi, ma già qui mi accorgo che è diventata un lusso. Insomma, mi pare una battaglia da fare e certo difficilissima, non difficile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Salve a tutti, credo che ci muoviamo nel solco di McLuhan, il celebre (ma quanto capito?) e scivoloso crinale del Medium is the Message. L&#8217;esplosione delle tecnologie rende chiunque un giornalista e un content editor (&#8220;operatori del linguaggio&#8221;) ma, da quel che si vede – dalla poca padronanza che abbiamo della lingua e dei suoi cambiamenti – è il linguaggio stesso a essere al centro, il protagonista, al posto nostro, e un linguaggio povero. Come dice Gabri, siamo tutti un po&#8217; piume, ahimé, risucchiati nei vortici del Maelstrom di EA Poe. Vorremmo e dovremmo essere uccellini. Di sicuro bisognerebbe fare un convegno, un qualcosa, per lavorare-ritrovare gli elementi che ci aiuterebbero a essere meno piume e più uccellini. Meno cantati e più cantanti. La qualità, cioè il tempo impiegato per controllare e verificare le nostre informazioni è uno di questi, ma già qui mi accorgo che è diventata un lusso. Insomma, mi pare una battaglia da fare e certo difficilissima, non difficile.</p>
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		Di: annamaria		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/senza-parole-niente-pensiero-e-niente-creativita/#comment-3329</link>

		<dc:creator><![CDATA[annamaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[PAROLE PER LA POLITICA Me n&#039;ero del tutto dimenticata, ma quel che scrive Graziano me lo fa tornare in mente. All&#039;inizio degli anni Novanta, e prima di Tangentopoli, ho realizzato con Stefano Magistretti, un bravo semiologo, un video sulle parole della politica per la Casa della Cultura di Milano. Chissà dov&#039;è finito. Comunque: c&#039;erano De Mita, Forlani, Craxi... non si capiva un accidente di quello che dicevano. Ed era chiaro che l&#039;obiettivo era mandarsi messaggi in codice, occupare spazio (non so più chi, ma forse Forlani, si vantava di poter parlare per ore senza dire niente), e presentarsi come sacerdoti di un rito astruso del quale i comuni cittadini non potevano che essere spettatori, e basta. Grandi segni d&#039;interessamento alla presentazione da parte delle &quot;autorità&quot; ma poi, come è ovvio, non è successo niente. Anzi, è successo tutto: i leghisti prima, e poi la (chiamiamola così) cultura televisiva di Forza Italia hanno scardinato tutte le regole interne del linguaggio politico, costruendo parte del proprio successo sul fatto di parlare in modo tanto rozzo quanto immediato. La sinistra è rimasta intrappolata in pensieri che non trovano parole, e in parole che non hanno pensieri. Mi è capitato un paio di volte di metter le mani dentro programmi elettorali tanto arzigogolati quanto vacui. Eccome, se siamo in tema: sapersi esprimere -e saperlo fare con tanta precisione da riuscire a farsi capire. E, magari, a persuadere qualcuno- è davvero un fatto di democrazia, come scrive Stella, come non manca di ricordare De Mauro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>PAROLE PER LA POLITICA Me n&#8217;ero del tutto dimenticata, ma quel che scrive Graziano me lo fa tornare in mente. All&#8217;inizio degli anni Novanta, e prima di Tangentopoli, ho realizzato con Stefano Magistretti, un bravo semiologo, un video sulle parole della politica per la Casa della Cultura di Milano. Chissà dov&#8217;è finito. Comunque: c&#8217;erano De Mita, Forlani, Craxi&#8230; non si capiva un accidente di quello che dicevano. Ed era chiaro che l&#8217;obiettivo era mandarsi messaggi in codice, occupare spazio (non so più chi, ma forse Forlani, si vantava di poter parlare per ore senza dire niente), e presentarsi come sacerdoti di un rito astruso del quale i comuni cittadini non potevano che essere spettatori, e basta. Grandi segni d&#8217;interessamento alla presentazione da parte delle &#8220;autorità&#8221; ma poi, come è ovvio, non è successo niente. Anzi, è successo tutto: i leghisti prima, e poi la (chiamiamola così) cultura televisiva di Forza Italia hanno scardinato tutte le regole interne del linguaggio politico, costruendo parte del proprio successo sul fatto di parlare in modo tanto rozzo quanto immediato. La sinistra è rimasta intrappolata in pensieri che non trovano parole, e in parole che non hanno pensieri. Mi è capitato un paio di volte di metter le mani dentro programmi elettorali tanto arzigogolati quanto vacui. Eccome, se siamo in tema: sapersi esprimere -e saperlo fare con tanta precisione da riuscire a farsi capire. E, magari, a persuadere qualcuno- è davvero un fatto di democrazia, come scrive Stella, come non manca di ricordare De Mauro.</p>
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		Di: gabri		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/senza-parole-niente-pensiero-e-niente-creativita/#comment-3328</link>

		<dc:creator><![CDATA[gabri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho trovato nel sito di Luisa Carrada (Scrivere sul web) un interessante contrappunto tra i &quot;valori&quot; di &quot;Lezioni americane&quot; di Calvino e la scrittura online. Leggerezza-non come una piuma, ma come un uccello rapidità-come la scuola della poesia esattezza-come resa delle sfumature del pensiero e dell&#039;immaginazione visibilità-pagina che si legge come un manifesto o come uno spot molteplicità-per un web aperto al mondo coerenza-di stile e contenuto, fra lo strumento e la scrittura. Abbiamo l&#039;opportunità di riflettere sulla nostra scrittura online, che non è evidentemente una scrittura normale, ma fortemente influenzata dal canale , dal bacino di ricezione, insomma da tutti gli aspetti di questo particolare tipo di comunicazione. P.S. A scuola che insegnano? Ancora il tema et similia, perdendo una grande occasione. Grazie, Manuela, tenterò. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho trovato nel sito di Luisa Carrada (Scrivere sul web) un interessante contrappunto tra i &#8220;valori&#8221; di &#8220;Lezioni americane&#8221; di Calvino e la scrittura online. Leggerezza-non come una piuma, ma come un uccello rapidità-come la scuola della poesia esattezza-come resa delle sfumature del pensiero e dell&#8217;immaginazione visibilità-pagina che si legge come un manifesto o come uno spot molteplicità-per un web aperto al mondo coerenza-di stile e contenuto, fra lo strumento e la scrittura. Abbiamo l&#8217;opportunità di riflettere sulla nostra scrittura online, che non è evidentemente una scrittura normale, ma fortemente influenzata dal canale , dal bacino di ricezione, insomma da tutti gli aspetti di questo particolare tipo di comunicazione. P.S. A scuola che insegnano? Ancora il tema et similia, perdendo una grande occasione. Grazie, Manuela, tenterò. </p>
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		Di: Utente Anonimo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Utente Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tra gli interpreti stranieri serpeggiava il panico quando - in un consesso internazionale - toccava tradurre il discorso di un politico italiano. Infinite serie di subordinate in cui il contenuto, se mai c&#039;era, andava inevitabilmente perduto. Ora i nostri politici parlano come mangiano, o meglio parlano per slogan pubblicitari, semplici ed efficaci, ma senza sostanza (&quot;Dixan lava più bianco&quot; = &quot;Ridurremo le tasse&quot;). La costante è lo scollamento tra mondo della politica ed elettorato; anzi, tra linguaggio e realtà. E allora, se nasco e cresco in questo clima culturale (in senso lato), come posso davvero credere che la ricchezza di linguaggio sia un valore? Mi basteranno gli &quot;OK&quot; e gli &quot;scialla&quot; di cui parla gio.brun. Se i testi scolastici, i programmi universitari, le stesse prove d&#039;esame vanno verso una progressiva semplificazione, suggerendo che la complessità è qualcosa di negativo, da correggere, perché mai dovrei complicarmi la vita sforzandomi di arricchire il mio linguaggio? Perché dovrei dire &quot;ciarpame&quot; quando posso dire spazzatura? Certo ci perdo in sfumature, ma dove trovo oggi le sfumature? In quale ambito? Sui giornali (ogni morte è una &quot;strage&quot;)? In tv (persino i quiz sono stati abbassati al livello di un analfabeta)? Sul lavoro (l&#039;uso della posta elettronica ha ridotto la corrispondenza commerciale a grugniti: &quot;é pronto l&#039;ordine?&quot; - &quot;sì&quot;)? Stiamo andando verso un mondo in bianco e nero: lo scenario ideale per accogliere tutto, tranne la democrazia. Valeria]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tra gli interpreti stranieri serpeggiava il panico quando &#8211; in un consesso internazionale &#8211; toccava tradurre il discorso di un politico italiano. Infinite serie di subordinate in cui il contenuto, se mai c&#8217;era, andava inevitabilmente perduto. Ora i nostri politici parlano come mangiano, o meglio parlano per slogan pubblicitari, semplici ed efficaci, ma senza sostanza (&#8220;Dixan lava più bianco&#8221; = &#8220;Ridurremo le tasse&#8221;). La costante è lo scollamento tra mondo della politica ed elettorato; anzi, tra linguaggio e realtà. E allora, se nasco e cresco in questo clima culturale (in senso lato), come posso davvero credere che la ricchezza di linguaggio sia un valore? Mi basteranno gli &#8220;OK&#8221; e gli &#8220;scialla&#8221; di cui parla gio.brun. Se i testi scolastici, i programmi universitari, le stesse prove d&#8217;esame vanno verso una progressiva semplificazione, suggerendo che la complessità è qualcosa di negativo, da correggere, perché mai dovrei complicarmi la vita sforzandomi di arricchire il mio linguaggio? Perché dovrei dire &#8220;ciarpame&#8221; quando posso dire spazzatura? Certo ci perdo in sfumature, ma dove trovo oggi le sfumature? In quale ambito? Sui giornali (ogni morte è una &#8220;strage&#8221;)? In tv (persino i quiz sono stati abbassati al livello di un analfabeta)? Sul lavoro (l&#8217;uso della posta elettronica ha ridotto la corrispondenza commerciale a grugniti: &#8220;é pronto l&#8217;ordine?&#8221; &#8211; &#8220;sì&#8221;)? Stiamo andando verso un mondo in bianco e nero: lo scenario ideale per accogliere tutto, tranne la democrazia. Valeria</p>
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		Di: Graziano		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Graziano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sembra off topic ma, a proposito di parole, dell&#039;uso che ne facciamo noi e di quello che ne fa la politica... Siamo così messi male in questo sfigato paese che basta che si mostri una persona (sto parlando, da elettore del Pd, di Nichi Vendola) che (sembra…): - normale; - onesta; - con degli ideali; - mosso dalla legittima ambizione limitata al sentirsi importante per il paese nel quale vive; - senza la paura di sembrare complesso quando parla ma che ti rende esplicito che parla così con l’obiettivo di essere chiaro e preciso... che “siamo costretti” ad innamorarcene!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sembra off topic ma, a proposito di parole, dell&#8217;uso che ne facciamo noi e di quello che ne fa la politica&#8230; Siamo così messi male in questo sfigato paese che basta che si mostri una persona (sto parlando, da elettore del Pd, di Nichi Vendola) che (sembra…): &#8211; normale; &#8211; onesta; &#8211; con degli ideali; &#8211; mosso dalla legittima ambizione limitata al sentirsi importante per il paese nel quale vive; &#8211; senza la paura di sembrare complesso quando parla ma che ti rende esplicito che parla così con l’obiettivo di essere chiaro e preciso&#8230; che “siamo costretti” ad innamorarcene!</p>
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		Di: gio.brun		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[gio.brun]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io ho imparato il significato delle parole, leggendo. Ed ancora leggendo, ho compreso che le parole hanno un valore specifico. Possederle ed utilizzarle bene, mi ha dato la possibilità di farmi capire subito ed in maniera chiara. Se voglio dire orrendo, non dico brutto; ecc. Questa distinzione di peso e di forma delle parole, mi ha permesso di ordinare anche le idee. Mi sono meravigliata tantissimo quando ho scoperto che, nell&#039;ambito lavorativo, i vocaboli utilizzati erano pochi e pressochè imcomprensibili, al di fuori della cerchia di addetti. In particolare, ricordo un responsabile, bocconiano doc, che continuava a ripetere: Dobbiamo sistemare le cose! Non ho mai compreso se si riferisse a cose-oggetti o a cose-affari o a cose-persone o a cose-cosa? Ho cercato di spiegare a mio figlio l&#039;importanza vitale di possedere più parole possibili, ma fa fatica a leggere e la scuola - 2° media, non è in grado nè di stimolarlo, nè di imporgli un uso quotidiano di termini più complessi, di OK, scialla e compagnia cantando. Per la creatività, sono completamente d&#039;accordo con Annamaria. Leggendo i suoi interventi ho visualizzato una pubblicità di qualche tempo fa di Pirelli. Lo slogan era &quot;La potenza è nulla senza controllo&quot;. Credo che si sposi bene con il concetto di creatività che dev&#039;essere un requisito solido di partenza, ma deve trovare il canale giusto per essere utilizzato e compreso. e cosa meglio delle parole. Giovanna]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io ho imparato il significato delle parole, leggendo. Ed ancora leggendo, ho compreso che le parole hanno un valore specifico. Possederle ed utilizzarle bene, mi ha dato la possibilità di farmi capire subito ed in maniera chiara. Se voglio dire orrendo, non dico brutto; ecc. Questa distinzione di peso e di forma delle parole, mi ha permesso di ordinare anche le idee. Mi sono meravigliata tantissimo quando ho scoperto che, nell&#8217;ambito lavorativo, i vocaboli utilizzati erano pochi e pressochè imcomprensibili, al di fuori della cerchia di addetti. In particolare, ricordo un responsabile, bocconiano doc, che continuava a ripetere: Dobbiamo sistemare le cose! Non ho mai compreso se si riferisse a cose-oggetti o a cose-affari o a cose-persone o a cose-cosa? Ho cercato di spiegare a mio figlio l&#8217;importanza vitale di possedere più parole possibili, ma fa fatica a leggere e la scuola &#8211; 2° media, non è in grado nè di stimolarlo, nè di imporgli un uso quotidiano di termini più complessi, di OK, scialla e compagnia cantando. Per la creatività, sono completamente d&#8217;accordo con Annamaria. Leggendo i suoi interventi ho visualizzato una pubblicità di qualche tempo fa di Pirelli. Lo slogan era &#8220;La potenza è nulla senza controllo&#8221;. Credo che si sposi bene con il concetto di creatività che dev&#8217;essere un requisito solido di partenza, ma deve trovare il canale giusto per essere utilizzato e compreso. e cosa meglio delle parole. Giovanna</p>
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		<title>
		Di: Graziano		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/senza-parole-niente-pensiero-e-niente-creativita/#comment-3324</link>

		<dc:creator><![CDATA[Graziano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Scusa, Annamaria, io non sono un profondo conoscitore della lingua italiana... ma il bocconiano che non conosce il significato di alcune (molte?) parole che dice non è, di per se, un archetipo :-) ?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scusa, Annamaria, io non sono un profondo conoscitore della lingua italiana&#8230; ma il bocconiano che non conosce il significato di alcune (molte?) parole che dice non è, di per se, un archetipo 🙂 ?</p>
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		<title>
		Di: annamaria		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/senza-parole-niente-pensiero-e-niente-creativita/#comment-3323</link>

		<dc:creator><![CDATA[annamaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[PAROLE DA SALVARE Zotico, uggioso, artefice, oblio, abominio, arduo, duttile, ameno, bislacco, ciarpame, accozzaglia, blaterare... sono le prime dell&#039;elenco di 50 parole da salvare, pubblicate sul sito di Zanichelli editore. Si tratta, è immediatamente evidente, di parole che servono a fare distinzioni sottili. Ci perdiamo la parola e ci perdiamo la distinzione, e la capacità di distinguere. Un trafiletto su Repubblica di oggi (pagina 59) annuncia il Premio di scrittura Zanichelli, aperto ai ragazzi delle medie inferiori e superiori: si tratta di scrivere un testo sul futuro prossimo impiegando dieci delle cinquanta parole. Un bell&#039;esercizio. A questa pagina trovate il bando del concorso e l&#039;elenco delle parole. Qual è la vostra favorita?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>PAROLE DA SALVARE Zotico, uggioso, artefice, oblio, abominio, arduo, duttile, ameno, bislacco, ciarpame, accozzaglia, blaterare&#8230; sono le prime dell&#8217;elenco di 50 parole da salvare, pubblicate sul sito di Zanichelli editore. Si tratta, è immediatamente evidente, di parole che servono a fare distinzioni sottili. Ci perdiamo la parola e ci perdiamo la distinzione, e la capacità di distinguere. Un trafiletto su Repubblica di oggi (pagina 59) annuncia il Premio di scrittura Zanichelli, aperto ai ragazzi delle medie inferiori e superiori: si tratta di scrivere un testo sul futuro prossimo impiegando dieci delle cinquanta parole. Un bell&#8217;esercizio. A questa pagina trovate il bando del concorso e l&#8217;elenco delle parole. Qual è la vostra favorita?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: eli		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/senza-parole-niente-pensiero-e-niente-creativita/#comment-3322</link>

		<dc:creator><![CDATA[eli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Premetto che sono una sostenitrice della necessità, anzi del diritto per tutti di possedere una profonda conoscenza della lingua, ma in questo momento scusate ma sposto il tiro. Sì perché di prima mattina l’equazione competenza linguistica onestà politica la trovo davvero una risorsa inaspettata, fertile terreno per creativi guizzi della mente. elisabetta ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Premetto che sono una sostenitrice della necessità, anzi del diritto per tutti di possedere una profonda conoscenza della lingua, ma in questo momento scusate ma sposto il tiro. Sì perché di prima mattina l’equazione competenza linguistica onestà politica la trovo davvero una risorsa inaspettata, fertile terreno per creativi guizzi della mente. elisabetta </p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: annamaria		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/senza-parole-niente-pensiero-e-niente-creativita/#comment-3321</link>

		<dc:creator><![CDATA[annamaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[APPRENDIMENTO, ESPERIENZA E MAGISTRATI @gabri: credo che dobbiamo fare una distinzione. Più concetti, informazioni, idee abbiamo nella mente, più concetti, informazioni, idee possiamo combinare, in modo creativo. Ma le cose che abbiamo nella mente arrivano lì con l&#039;apprendimento, mica dal cielo o per magia. E l&#039;apprendimento, nelle forme più semplici, avviene anche attraverso esperienze o imitazione, ma nelle forme più astratte e complesse non può che trasmettersi grazie a un linguaggio astratto e codificato (parole, numeri...). Se non si possiedono i simboli non si possono gestire e integrare e costruire concetti. Pensieri, insomma. E non si riesce neanche a &quot;ripensare&quot; l&#039;esperienza. E certo che Einstein ragiona per immagini. Ma gli argomenti su cui ragiona sono linguisticamente strutturati. E la formalizzazione del suo ragionamento è linguistica. Certo, c&#039;è anche una creatività primitiva. Così come c&#039;è una creatività, a volte, nella pazzia (ne abbiamo parlato qualche settimana fa). La creatività non borderline consiste, credo nel superare un linguaggio esistente per istituirne uno nuovo, come fanno Picasso o Joyce o Newton o lo stesso Einstein o Mozart. Non nel fare a meno del linguaggio. Altrimenti, c&#039;è solo il baluginare di un desiderio o un&#039;intuizione in un grande buio vuoto. Può essere affascinante da osservare. Ma non c&#039;è storia. @ Ilaria. Appunto. Qualche anno fa ho fatto un&#039;esperienza curiosa: un breve corso a giovani magistrati sul parlare facendosi capire. Grande interesse e addirittura entusiasmo di alcuni, strana ostilità di altri: finché, parlandone a incontro concluso con gli organizzatori, non è venuto fuori il motivo. Per alcuni il burocratese giuridico, imparato a prezzo di fatiche immani, è un porto sicuro e protettivo nel mare di un italiano incerto. Del resto, solo tre dei settanta bravi bocconiani che avevo in aula quest&#039;anno conoscevano il significato della parola &quot;archetipo&quot;. Uno dei tanti casi in cui, se ti manca la parola, non puoi proprio usare l&#039;idea che c&#039;è dietro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>APPRENDIMENTO, ESPERIENZA E MAGISTRATI @gabri: credo che dobbiamo fare una distinzione. Più concetti, informazioni, idee abbiamo nella mente, più concetti, informazioni, idee possiamo combinare, in modo creativo. Ma le cose che abbiamo nella mente arrivano lì con l&#8217;apprendimento, mica dal cielo o per magia. E l&#8217;apprendimento, nelle forme più semplici, avviene anche attraverso esperienze o imitazione, ma nelle forme più astratte e complesse non può che trasmettersi grazie a un linguaggio astratto e codificato (parole, numeri&#8230;). Se non si possiedono i simboli non si possono gestire e integrare e costruire concetti. Pensieri, insomma. E non si riesce neanche a &#8220;ripensare&#8221; l&#8217;esperienza. E certo che Einstein ragiona per immagini. Ma gli argomenti su cui ragiona sono linguisticamente strutturati. E la formalizzazione del suo ragionamento è linguistica. Certo, c&#8217;è anche una creatività primitiva. Così come c&#8217;è una creatività, a volte, nella pazzia (ne abbiamo parlato qualche settimana fa). La creatività non borderline consiste, credo nel superare un linguaggio esistente per istituirne uno nuovo, come fanno Picasso o Joyce o Newton o lo stesso Einstein o Mozart. Non nel fare a meno del linguaggio. Altrimenti, c&#8217;è solo il baluginare di un desiderio o un&#8217;intuizione in un grande buio vuoto. Può essere affascinante da osservare. Ma non c&#8217;è storia. @ Ilaria. Appunto. Qualche anno fa ho fatto un&#8217;esperienza curiosa: un breve corso a giovani magistrati sul parlare facendosi capire. Grande interesse e addirittura entusiasmo di alcuni, strana ostilità di altri: finché, parlandone a incontro concluso con gli organizzatori, non è venuto fuori il motivo. Per alcuni il burocratese giuridico, imparato a prezzo di fatiche immani, è un porto sicuro e protettivo nel mare di un italiano incerto. Del resto, solo tre dei settanta bravi bocconiani che avevo in aula quest&#8217;anno conoscevano il significato della parola &#8220;archetipo&#8221;. Uno dei tanti casi in cui, se ti manca la parola, non puoi proprio usare l&#8217;idea che c&#8217;è dietro.</p>
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		Di: mancasti_1		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/senza-parole-niente-pensiero-e-niente-creativita/#comment-3320</link>

		<dc:creator><![CDATA[mancasti_1]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ gabri Ciao Gabri. Ecco come inserire l&#039;immagine nel tuo profilo. Vai su NeU e fai il login digitando il tuo indirizzo e mail e la tua password nelle caselle che trovi in alto a destra. Nella stessa posizione ti comparirà in grigio la frase &quot;La tua Area Personale&quot;. Cliccaci. Ti comparirà il form di registrazione già compilato con i tuoi dati. Clicca sul pulsante &quot;Sfoglia&quot; accanto a &quot;Carica la tua immagine&quot;. Seleziona l&#039;immagine che vuoi inserire e premi &quot;Invia&quot; in basso a destra. Ti comparirà sempre la stessa pagina col form di registrazione che questa volta conterrà anche la tua immagine. Non devi fare altro. Ora in ogni commento che lascerai comparirà anche il tuo avatar. Puoi cambiare l&#039;immagine ogni volta che vuoi. Ciao e buona navigazione su NeU. Manuela]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ gabri Ciao Gabri. Ecco come inserire l&#8217;immagine nel tuo profilo. Vai su NeU e fai il login digitando il tuo indirizzo e mail e la tua password nelle caselle che trovi in alto a destra. Nella stessa posizione ti comparirà in grigio la frase &#8220;La tua Area Personale&#8221;. Cliccaci. Ti comparirà il form di registrazione già compilato con i tuoi dati. Clicca sul pulsante &#8220;Sfoglia&#8221; accanto a &#8220;Carica la tua immagine&#8221;. Seleziona l&#8217;immagine che vuoi inserire e premi &#8220;Invia&#8221; in basso a destra. Ti comparirà sempre la stessa pagina col form di registrazione che questa volta conterrà anche la tua immagine. Non devi fare altro. Ora in ogni commento che lascerai comparirà anche il tuo avatar. Puoi cambiare l&#8217;immagine ogni volta che vuoi. Ciao e buona navigazione su NeU. Manuela</p>
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		Di: Utente Anonimo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Utente Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non solo i 19enni appena usciti dal liceo sono semianalfabeti. Vorrei rincarare la dose ricordando alcuni numeri relativi all&#039;ultimo concorso per magistrati (2005): 18 000 candidati, 380 posti di cui solo 322 assegnati (fonte: http://archiviostorico.corriere.it/2008/gennaio/07/Giudici_concorso_dei_bocciati_Nei_co_9_080107100.shtml) Perchè 58 posti sono rimasti vacanti? Dopo 5 anni di università e 2 di scuola di specializzazione la commissione si è trovata di fronte a gravi errori di grammatica e ortografia &quot;che hanno indotto seri dubbi sulle modalità di conseguimento del diploma di scuola media inferiore&quot;. E se davvero sapersi esprimere è un fatto di democrazia, per gli aspiranti giudici non essere in grado di farlo è ancora più imbarazzante. Ilaria]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non solo i 19enni appena usciti dal liceo sono semianalfabeti. Vorrei rincarare la dose ricordando alcuni numeri relativi all&#8217;ultimo concorso per magistrati (2005): 18 000 candidati, 380 posti di cui solo 322 assegnati (fonte: <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2008/gennaio/07/Giudici_concorso_dei_bocciati_Nei_co_9_080107100.shtml" rel="nofollow ugc">http://archiviostorico.corriere.it/2008/gennaio/07/Giudici_concorso_dei_bocciati_Nei_co_9_080107100.shtml</a>) Perchè 58 posti sono rimasti vacanti? Dopo 5 anni di università e 2 di scuola di specializzazione la commissione si è trovata di fronte a gravi errori di grammatica e ortografia &#8220;che hanno indotto seri dubbi sulle modalità di conseguimento del diploma di scuola media inferiore&#8221;. E se davvero sapersi esprimere è un fatto di democrazia, per gli aspiranti giudici non essere in grado di farlo è ancora più imbarazzante. Ilaria</p>
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