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	Commenti a: Sovraccarico cognitivo: ricchi di informazione ma poveri di attenzione	</title>
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	<description>Teorie e pratiche della creatività.</description>
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		Di: Paolo Beneventi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Beneventi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Nov 2019 08:18:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non è il sovraccarico, è l&#039;inutilità delle cose. Quando si ha uno scopo, quando si produce qualcosa e quindi guardiamo alle informazioni e ai mezzi con un senso, non c&#039;è sovraccarico, né deficit di attenzione. Si impara a filtrare, a selezionare, si ricollega la ridondanza mediatica alla vita vissuta.
Poi, dovremmo smetterla di osservare e descrivere il mondo, come se noi non ne facessimo parte. Oggi non si capisce niente, se non si entra nell&#039;ordine di idee che in questo tempo occorre mettersi in gioco, personalmente e collettivamente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non è il sovraccarico, è l&#8217;inutilità delle cose. Quando si ha uno scopo, quando si produce qualcosa e quindi guardiamo alle informazioni e ai mezzi con un senso, non c&#8217;è sovraccarico, né deficit di attenzione. Si impara a filtrare, a selezionare, si ricollega la ridondanza mediatica alla vita vissuta.<br />
Poi, dovremmo smetterla di osservare e descrivere il mondo, come se noi non ne facessimo parte. Oggi non si capisce niente, se non si entra nell&#8217;ordine di idee che in questo tempo occorre mettersi in gioco, personalmente e collettivamente.</p>
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		Di: rosa valentino		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[rosa valentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Nov 2019 12:23:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il sovraccarico è del verbo. Non della cosa!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il sovraccarico è del verbo. Non della cosa!</p>
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		Di: caterina ferraresi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[caterina ferraresi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Nov 2019 08:48:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Molto interessante e attualmente verissimo. Non ricordo chi, né dove, ho letto questa frase &quot;imparare a distinguere quello che è urgente da quello che è importante&quot;. Il concetto di &quot;urgente&quot; va depotenziato, le cose urgenti sono pochissime e si possono quasi tutte riassumere nell&#039;art. 54 del C. P. (obbligo di intervento se qualcuno corre pericolo immediato di vita). Tutto il resto è r&#038;r.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molto interessante e attualmente verissimo. Non ricordo chi, né dove, ho letto questa frase &#8220;imparare a distinguere quello che è urgente da quello che è importante&#8221;. Il concetto di &#8220;urgente&#8221; va depotenziato, le cose urgenti sono pochissime e si possono quasi tutte riassumere nell&#8217;art. 54 del C. P. (obbligo di intervento se qualcuno corre pericolo immediato di vita). Tutto il resto è r&amp;r.</p>
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		Di: Danilo PAROLARI		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danilo PAROLARI]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Nov 2019 20:48:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[È una realtà ineludibile. Quando si verifica, talvolta l&#039;individuo coinvolto n questo sovraccarico di imputvienë xonsiderato un tizio che non ascolta, disinreressato oppure menefreghista dei pareri altrui. È ineluttabilmente un fatto patologico. Danilo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È una realtà ineludibile. Quando si verifica, talvolta l&#8217;individuo coinvolto n questo sovraccarico di imputvienë xonsiderato un tizio che non ascolta, disinreressato oppure menefreghista dei pareri altrui. È ineluttabilmente un fatto patologico. Danilo</p>
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		Di: Anna		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Anna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Feb 2019 19:51:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Da quando ho un cellulare connesso al web sono sempre a lavorare, leggere, condividere. Tante, tantissime, informazioni interessanti che però annullano la mia concentrazione iniziale. Mi perdo e non so più da dove ero partita e perché. Ps. L&#039;articolo l&#039;ho letto tutto, pian pianino e con moderazione. Alla fine è anche questione di cosa si scrive e come. Grazie Annamaria Testa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da quando ho un cellulare connesso al web sono sempre a lavorare, leggere, condividere. Tante, tantissime, informazioni interessanti che però annullano la mia concentrazione iniziale. Mi perdo e non so più da dove ero partita e perché. Ps. L&#8217;articolo l&#8217;ho letto tutto, pian pianino e con moderazione. Alla fine è anche questione di cosa si scrive e come. Grazie Annamaria Testa.</p>
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		<title>
		Di: Annamaria Testa		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/sovraccarico-cognitivo-information-overload/#comment-167325</link>

		<dc:creator><![CDATA[Annamaria Testa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Feb 2019 12:37:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[AGGIORNAMENTO
Può la tecnologia che mette in crisi le nostre capacità cognitive offrirci anche un rimedio?
https://medium.com/s/futurehuman/the-cognition-crisis-a1482e889fcb]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>AGGIORNAMENTO<br />
Può la tecnologia che mette in crisi le nostre capacità cognitive offrirci anche un rimedio?<br />
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		<title>
		Di: Anna Maria Gaglioli		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Anna Maria Gaglioli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Feb 2019 05:09:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Le mutazioni genetiche avvengono per l&#039;opera disegnata dall&#039;uomo se stiamo andanfo verso la robotica allora e&#039; normale assumere dati e archiviare emozioni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le mutazioni genetiche avvengono per l&#8217;opera disegnata dall&#8217;uomo se stiamo andanfo verso la robotica allora e&#8217; normale assumere dati e archiviare emozioni.</p>
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		<title>
		Di: Fabrizio Turo		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/sovraccarico-cognitivo-information-overload/#comment-167253</link>

		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Turo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Feb 2019 10:17:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Articolo (come praticamente tutti quelli di NEU) bellissimo. Che quasi tutti immagino abbiano letto da cima a fondo, anche se non era breve... Credo dunque che sia anche una questione di qualità dei contenuti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Articolo (come praticamente tutti quelli di NEU) bellissimo. Che quasi tutti immagino abbiano letto da cima a fondo, anche se non era breve&#8230; Credo dunque che sia anche una questione di qualità dei contenuti.</p>
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		<title>
		Di: Stefania.Cenciarelli2@gmail.com		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/sovraccarico-cognitivo-information-overload/#comment-167229</link>

		<dc:creator><![CDATA[Stefania.Cenciarelli2@gmail.com]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Jan 2019 16:22:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ricchi di informazione
Poveri di attenzione
Zero pensiero.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ricchi di informazione<br />
Poveri di attenzione<br />
Zero pensiero.</p>
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		<title>
		Di: Paolo Beneventi		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/sovraccarico-cognitivo-information-overload/#comment-167227</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo Beneventi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Jan 2019 16:00:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Fermarsi, fare altro, fare cose che non c&#039;entrano niente ma che ci piacciono, approfittare della tecnologia che oggi - molti non lo immaginano neanche, ma è assolutamente vero! - ci permette di rallentare quando vogliamo, perché ci sono le macchine che corrono per noi! E piantarla di affrontare il mondo &quot;digitale&quot; con la stesso atteggiamento di un secolo fa e passa, la velocità, la competizione, il consumo seriale (i futuristi, i calvinisti, il fordismo, i cartoni animati dei &quot;pronipoti&quot;!)

Poi, non sono d&#039;accordo con quella faccenda dell&#039;attenzione, che non ha senso fuori da un contesto. Io lavoro con i bambini e i ragazzi (quelli che non starebbero mai attenti) e quando qualcosa gli interessa l&#039;attenzione la mantengono, eccome! Vorrei che provassimo un po&#039; di più ad analizzare il perché accadono anche cose &quot;controcorrente&quot;, oggi forse minoritarie, ma che possono soddisfare bisogni reali delle persone e dare magari qualche speranza al pianeta.

Il problema fondamentale non è l&#039;overdose di informazioni, ma il fatto che non solo le informazioni, ma anche i mezzi per produrle, sono ormai nelle mani di tutti, senza però che nessuno ci abbia minimamente insegnato ad usarli. Abbiamo lasciato l&#039;alfabetizzazione (analfabetizzazione!) ai linguaggi globali della società dell&#039;informazione completamente nelle mani del mercato. E risultati devastanti, a livello politico, economico e sociale, sono sotto gli occhi di tutti.

Sempre dal lavoro con i giovanissimi, verifico ogni giorno che è un trend che in realtà si può invertire anche da subito, con grande facilità (tecnicamente). Bisogna vedere se pensiamo al futuro come a un mostro da descrivere, oppure a un progetto da costruire insieme.

Grazie Annamaria, per le ventate di intelligenza in rete!  :-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fermarsi, fare altro, fare cose che non c&#8217;entrano niente ma che ci piacciono, approfittare della tecnologia che oggi &#8211; molti non lo immaginano neanche, ma è assolutamente vero! &#8211; ci permette di rallentare quando vogliamo, perché ci sono le macchine che corrono per noi! E piantarla di affrontare il mondo &#8220;digitale&#8221; con la stesso atteggiamento di un secolo fa e passa, la velocità, la competizione, il consumo seriale (i futuristi, i calvinisti, il fordismo, i cartoni animati dei &#8220;pronipoti&#8221;!)</p>
<p>Poi, non sono d&#8217;accordo con quella faccenda dell&#8217;attenzione, che non ha senso fuori da un contesto. Io lavoro con i bambini e i ragazzi (quelli che non starebbero mai attenti) e quando qualcosa gli interessa l&#8217;attenzione la mantengono, eccome! Vorrei che provassimo un po&#8217; di più ad analizzare il perché accadono anche cose &#8220;controcorrente&#8221;, oggi forse minoritarie, ma che possono soddisfare bisogni reali delle persone e dare magari qualche speranza al pianeta.</p>
<p>Il problema fondamentale non è l&#8217;overdose di informazioni, ma il fatto che non solo le informazioni, ma anche i mezzi per produrle, sono ormai nelle mani di tutti, senza però che nessuno ci abbia minimamente insegnato ad usarli. Abbiamo lasciato l&#8217;alfabetizzazione (analfabetizzazione!) ai linguaggi globali della società dell&#8217;informazione completamente nelle mani del mercato. E risultati devastanti, a livello politico, economico e sociale, sono sotto gli occhi di tutti.</p>
<p>Sempre dal lavoro con i giovanissimi, verifico ogni giorno che è un trend che in realtà si può invertire anche da subito, con grande facilità (tecnicamente). Bisogna vedere se pensiamo al futuro come a un mostro da descrivere, oppure a un progetto da costruire insieme.</p>
<p>Grazie Annamaria, per le ventate di intelligenza in rete!  🙂</p>
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