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	Commenti a: Gli stereotipi sono (quasi) come il colesterolo &#8211; Idee 96	</title>
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	<description>Teorie e pratiche della creatività.</description>
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		Di: Federico		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/stereotipi-come-colesterolo/#comment-100807</link>

		<dc:creator><![CDATA[Federico]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Dec 2014 12:30:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Come si può discernere uno stereotipo o un pregiudizio buono da uno cattivo? 
Personalmente penso che il discorso si sposti su una questione etica degli individui.. Ma anche la qual&#039;è un&#039;etica giusta o una sbagliata?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come si può discernere uno stereotipo o un pregiudizio buono da uno cattivo?<br />
Personalmente penso che il discorso si sposti su una questione etica degli individui.. Ma anche la qual&#8217;è un&#8217;etica giusta o una sbagliata?</p>
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		Di: Mineo Pietro		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mineo Pietro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Oct 2014 11:40:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Complimenti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Complimenti.</p>
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		Di: Alfio Squillaci		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/stereotipi-come-colesterolo/#comment-94764</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alfio Squillaci]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 May 2014 16:24:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E&#039; sempre un piacere leggerla. A proposito di barzellette sui caratteri nazionali. Fu Carlo Goldoni a inaugurare le narrazioni sui caratteri nazionali con una commedia &quot;di carattere&quot;, &quot;La vedova scaltra&quot;, in cui metteva in scena  un italiano, un inglese, uno spagnolo e un francese in competizione per la conquista della mano di una bella vedova. Bel copione brillante, ma anche preziosa informazione sulle prime comparazioni  che si venivano facendo  in quell&#039;Europa - già avvezza ai  paralleli antropologici col &quot;buon selvaggio&quot;  e alle prese con marce &quot;turche&quot; e  lettere &quot;persiane&quot;, anche sui costumi intraeuropei, ossia sui &quot;caratteri nazionali&quot;. Le singolarità di un popolo sono l&#039;oggetto di queste osservazioni come, ai giorni nostri, accade nelle più comuni barzellette dove, data una situazione tipica, vengono chiamati a confrontarsi l&#039;italiano, il francese, l&#039;inglese, il tedesco di turno  e ognuno &quot;risponde&quot; secondo una tipizzazione del carattere, che spesso è un pregiudizio o uno stereotipo, ma che nell&#039;intenzione di chi racconta è un tentativo seppur rudimentale di dirci qualcosa di profondo, di &quot;noumenico&quot;, di quei popoli chiamati in scena a recitare il proprio carattere. Per altro verso, gli antropologi culturali e gli studiosi anglosassoni seguaci dell&#039;anthropological history cercando di coniugare  il momento diacronico (nel nostro caso gli italiani nella storia)  con quello sincronico (il &quot;tipo&quot; ovvero l&#039;italiano)avvertono che &quot;luoghi comuni e stereotipi costituiscono per lo storico non tanto un ostacolo quanto un aiuto in vista della ricostruzione delle regole o norme della cultura&quot;, e che, &quot;il termine &#039;stereotipo&#039; rappresenta la connotazione spregiativa di ciò che i sociologi e gli antropologi preferiscono chiamare &#039;modello&#039;; in altre parole, è un&#039;utile semplificazione impiegata per capire la complessità della realtà sociale. Così possiamo includere fra gli &#039;stereotipi&#039; o &#039;modelli&#039; il sistema feudale, il capitalismo, la cultura della vergogna, la società spettacolo ecc. Si potrebbe persino aggiungere l&#039;&#039;inglese&#039;, o l&#039;&#039;italiano&#039;, quando tali termini vengono usati in riferimento agli stili o al comportamento&quot;. (Peter Burke, &quot;Scene di vita quotidiana nell&#039;Italia moderna&quot;, Laterza, Bari, 1988, p.X.)Un caro saluto e resto sempre suo lettore incantato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; sempre un piacere leggerla. A proposito di barzellette sui caratteri nazionali. Fu Carlo Goldoni a inaugurare le narrazioni sui caratteri nazionali con una commedia &#8220;di carattere&#8221;, &#8220;La vedova scaltra&#8221;, in cui metteva in scena  un italiano, un inglese, uno spagnolo e un francese in competizione per la conquista della mano di una bella vedova. Bel copione brillante, ma anche preziosa informazione sulle prime comparazioni  che si venivano facendo  in quell&#8217;Europa &#8211; già avvezza ai  paralleli antropologici col &#8220;buon selvaggio&#8221;  e alle prese con marce &#8220;turche&#8221; e  lettere &#8220;persiane&#8221;, anche sui costumi intraeuropei, ossia sui &#8220;caratteri nazionali&#8221;. Le singolarità di un popolo sono l&#8217;oggetto di queste osservazioni come, ai giorni nostri, accade nelle più comuni barzellette dove, data una situazione tipica, vengono chiamati a confrontarsi l&#8217;italiano, il francese, l&#8217;inglese, il tedesco di turno  e ognuno &#8220;risponde&#8221; secondo una tipizzazione del carattere, che spesso è un pregiudizio o uno stereotipo, ma che nell&#8217;intenzione di chi racconta è un tentativo seppur rudimentale di dirci qualcosa di profondo, di &#8220;noumenico&#8221;, di quei popoli chiamati in scena a recitare il proprio carattere. Per altro verso, gli antropologi culturali e gli studiosi anglosassoni seguaci dell&#8217;anthropological history cercando di coniugare  il momento diacronico (nel nostro caso gli italiani nella storia)  con quello sincronico (il &#8220;tipo&#8221; ovvero l&#8217;italiano)avvertono che &#8220;luoghi comuni e stereotipi costituiscono per lo storico non tanto un ostacolo quanto un aiuto in vista della ricostruzione delle regole o norme della cultura&#8221;, e che, &#8220;il termine &#8216;stereotipo&#8217; rappresenta la connotazione spregiativa di ciò che i sociologi e gli antropologi preferiscono chiamare &#8216;modello&#8217;; in altre parole, è un&#8217;utile semplificazione impiegata per capire la complessità della realtà sociale. Così possiamo includere fra gli &#8216;stereotipi&#8217; o &#8216;modelli&#8217; il sistema feudale, il capitalismo, la cultura della vergogna, la società spettacolo ecc. Si potrebbe persino aggiungere l&#8221;inglese&#8217;, o l&#8221;italiano&#8217;, quando tali termini vengono usati in riferimento agli stili o al comportamento&#8221;. (Peter Burke, &#8220;Scene di vita quotidiana nell&#8217;Italia moderna&#8221;, Laterza, Bari, 1988, p.X.)Un caro saluto e resto sempre suo lettore incantato.</p>
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		<title>
		Di: Paolo1984		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/stereotipi-come-colesterolo/#comment-87056</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo1984]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Nov 2013 13:12:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[le serie tv e la narrativa in generale non sono serbatoi di stereotipi nè possono sopratutto oggi essere ridotte a questo,  raccontano l&#039;umano e la società, se una cosa, più o meno diffusa, esiste è legittimo raccontarla]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>le serie tv e la narrativa in generale non sono serbatoi di stereotipi nè possono sopratutto oggi essere ridotte a questo,  raccontano l&#8217;umano e la società, se una cosa, più o meno diffusa, esiste è legittimo raccontarla</p>
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		<title>
		Di: Annamaria Testa		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/stereotipi-come-colesterolo/#comment-87053</link>

		<dc:creator><![CDATA[Annamaria Testa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Nov 2013 10:05:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://nuovoeutile.it/stereotipi-come-colesterolo/#comment-87052&quot;&gt;Elena Rosa&lt;/a&gt;.

Ciao Elena. Sì, certo, volentieri. Il discorso del controstereotipo (che implica la necessità di promuovere esempi positivi per contrastare percezioni e, ahimé, pratiche negative) è specialmente importante per quanto riguarda la parità di genere e la violenza di genere. La comunicazione pubblicitaria che, pur con le migliori intenzioni, continua a diffondere immagini di donne umiliate o maltrattate o intrappolate in ruoli subalterni mette in pace il cuore di chi la fa, ma invece che risolvere il problema lo consolida. A questo proposito, da segnalare anche l&#039;intervento di Giovanna Cosenza: http://giovannacosenza.wordpress.com/2013/11/20/pubblicita-progresso-sulle-donne-lennesimo-rituale-di-degradazione/]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://nuovoeutile.it/stereotipi-come-colesterolo/#comment-87052">Elena Rosa</a>.</p>
<p>Ciao Elena. Sì, certo, volentieri. Il discorso del controstereotipo (che implica la necessità di promuovere esempi positivi per contrastare percezioni e, ahimé, pratiche negative) è specialmente importante per quanto riguarda la parità di genere e la violenza di genere. La comunicazione pubblicitaria che, pur con le migliori intenzioni, continua a diffondere immagini di donne umiliate o maltrattate o intrappolate in ruoli subalterni mette in pace il cuore di chi la fa, ma invece che risolvere il problema lo consolida. A questo proposito, da segnalare anche l&#8217;intervento di Giovanna Cosenza: <a href="http://giovannacosenza.wordpress.com/2013/11/20/pubblicita-progresso-sulle-donne-lennesimo-rituale-di-degradazione/" rel="nofollow ugc">http://giovannacosenza.wordpress.com/2013/11/20/pubblicita-progresso-sulle-donne-lennesimo-rituale-di-degradazione/</a></p>
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		<title>
		Di: Elena Rosa		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/stereotipi-come-colesterolo/#comment-87052</link>

		<dc:creator><![CDATA[Elena Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Nov 2013 09:06:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cara Annamaria, sempre più brava! Molto stimolante la tua rivisitazione degli stereotipi. Se mi dai l&#039;ok diffondo il tuo pensiero ai ragazzi del festival articolotr3 comunicare la parità, prima di mettersi al lavoro, magari in occasione del workshop del 16 dicembre, a meno che tu decida di essere con noi...un abbraccio elena]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Annamaria, sempre più brava! Molto stimolante la tua rivisitazione degli stereotipi. Se mi dai l&#8217;ok diffondo il tuo pensiero ai ragazzi del festival articolotr3 comunicare la parità, prima di mettersi al lavoro, magari in occasione del workshop del 16 dicembre, a meno che tu decida di essere con noi&#8230;un abbraccio elena</p>
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		<title>
		Di: Alesatoredivirgole		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/stereotipi-come-colesterolo/#comment-87051</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alesatoredivirgole]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Nov 2013 08:53:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://nuovoeutile.it/stereotipi-come-colesterolo/#comment-87047&quot;&gt;Annamaria Testa&lt;/a&gt;.

Annamaria, non ricordo se questo argomento lo avevo “scovato” nel tuo blog, in tal caso scusami…

In caso contrario ecco un incredibile esempio di estetica alimentare: l’hamburger modello, tra colesterolo, stereotipi e verità più o meno nascoste... Piacerà anche a Homer Simpson? :-)

http://www.ninjamarketing.it/2012/06/29/il-dietro-le-quinte-di-un-servizio-fotografico-marchiato-mcdonalds/]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://nuovoeutile.it/stereotipi-come-colesterolo/#comment-87047">Annamaria Testa</a>.</p>
<p>Annamaria, non ricordo se questo argomento lo avevo “scovato” nel tuo blog, in tal caso scusami…</p>
<p>In caso contrario ecco un incredibile esempio di estetica alimentare: l’hamburger modello, tra colesterolo, stereotipi e verità più o meno nascoste&#8230; Piacerà anche a Homer Simpson? 🙂</p>
<p><a href="http://www.ninjamarketing.it/2012/06/29/il-dietro-le-quinte-di-un-servizio-fotografico-marchiato-mcdonalds/" rel="nofollow ugc">http://www.ninjamarketing.it/2012/06/29/il-dietro-le-quinte-di-un-servizio-fotografico-marchiato-mcdonalds/</a></p>
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		<title>
		Di: Annamaria Testa		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/stereotipi-come-colesterolo/#comment-87047</link>

		<dc:creator><![CDATA[Annamaria Testa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Nov 2013 18:36:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://nuovoeutile.it/stereotipi-come-colesterolo/#comment-87046&quot;&gt;Mara Gasbarrone&lt;/a&gt;.

Ciao Mara. Sulla scelta dei modelli per la pubblicità non valgono solo gli stereotipi (quelli, se mai, influenzano i ruoli rappresentati) ma altre considerazioni ancora. Per esempio, i riferimenti, i desideri e le aspirazioni del pubblico. E un&#039;estetica - diciamolo - di plastica.

Così, la comunicazione rivolta ai ragazzini impiega di norma ragazzi un po&#039; più grandi. Quella delle creme antiage mostra volti a dir tanto trentenni. I prodotti per anziani vengono pubblicizzati da adulti maturi (ma non anziani). I prodotti anticellulite mostrano modelle che non hanno un decigrammo di cellulite, ulteriormente piallate da photoshop. La moda maschile mostra spesso modelli efebici, mentre l&#039;intimo maschile va sul fisico palestrato da calciatore. E così via. 

Difficile trovare un po&#039; di verità (e sarebbe, ne sono certa, una scoperta appassionante) nelle campagne pubblicitarie. Difficilissimo trovare un po&#039; di verità + un po&#039; di humor. Quando succede, i risultati sono strepitosi. Per esempio, guarda qui. 
http://www.youtube.com/watch?v=wCO2bc5OzcM
La voce fuori campo esordisce con l&#039;affermazione: &quot;insieme all&#039;estate arriva il peggior incubo di ogni famiglia: i padri in mutande&quot;. 

Per intenderci fino in fondo: anche il dad in briefs è, a suo modo, uno stereotipo (basti pensare a Andy Capp stravaccato sul divano. O a Homer Simpson). Ma in questo caso non è stereotipato il modo in cui lo stereotipo viene impiegato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://nuovoeutile.it/stereotipi-come-colesterolo/#comment-87046">Mara Gasbarrone</a>.</p>
<p>Ciao Mara. Sulla scelta dei modelli per la pubblicità non valgono solo gli stereotipi (quelli, se mai, influenzano i ruoli rappresentati) ma altre considerazioni ancora. Per esempio, i riferimenti, i desideri e le aspirazioni del pubblico. E un&#8217;estetica &#8211; diciamolo &#8211; di plastica.</p>
<p>Così, la comunicazione rivolta ai ragazzini impiega di norma ragazzi un po&#8217; più grandi. Quella delle creme antiage mostra volti a dir tanto trentenni. I prodotti per anziani vengono pubblicizzati da adulti maturi (ma non anziani). I prodotti anticellulite mostrano modelle che non hanno un decigrammo di cellulite, ulteriormente piallate da photoshop. La moda maschile mostra spesso modelli efebici, mentre l&#8217;intimo maschile va sul fisico palestrato da calciatore. E così via. </p>
<p>Difficile trovare un po&#8217; di verità (e sarebbe, ne sono certa, una scoperta appassionante) nelle campagne pubblicitarie. Difficilissimo trovare un po&#8217; di verità + un po&#8217; di humor. Quando succede, i risultati sono strepitosi. Per esempio, guarda qui.<br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=wCO2bc5OzcM" rel="nofollow ugc">http://www.youtube.com/watch?v=wCO2bc5OzcM</a><br />
La voce fuori campo esordisce con l&#8217;affermazione: &#8220;insieme all&#8217;estate arriva il peggior incubo di ogni famiglia: i padri in mutande&#8221;. </p>
<p>Per intenderci fino in fondo: anche il dad in briefs è, a suo modo, uno stereotipo (basti pensare a Andy Capp stravaccato sul divano. O a Homer Simpson). Ma in questo caso non è stereotipato il modo in cui lo stereotipo viene impiegato.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Mara Gasbarrone		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/stereotipi-come-colesterolo/#comment-87046</link>

		<dc:creator><![CDATA[Mara Gasbarrone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Nov 2013 17:18:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi piacerebbe saperne di più sugli stereotipi / pregiudizi sull&#039;età. Ho letto recentemente &quot;Troppo giovani, troppo vecchi&quot; di Angelica Mucchi Faina (Laterza) ma la casistica riportata nel libro deriva quasi tutta da ricerche americane, ed usa un&#039;ottica di psicologia sociale. Interessante quello che dice sulla pubblicità: modelli anziani vengono usati quasi solo per pubblicizzare prodotti &quot;per anziani&quot;, mentre modelli giovani per vendere prodotti con target generale. C&#039;è qualcosa di più specifico sull&#039;Italia? e cosa cambia nel tempo?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi piacerebbe saperne di più sugli stereotipi / pregiudizi sull&#8217;età. Ho letto recentemente &#8220;Troppo giovani, troppo vecchi&#8221; di Angelica Mucchi Faina (Laterza) ma la casistica riportata nel libro deriva quasi tutta da ricerche americane, ed usa un&#8217;ottica di psicologia sociale. Interessante quello che dice sulla pubblicità: modelli anziani vengono usati quasi solo per pubblicizzare prodotti &#8220;per anziani&#8221;, mentre modelli giovani per vendere prodotti con target generale. C&#8217;è qualcosa di più specifico sull&#8217;Italia? e cosa cambia nel tempo?</p>
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