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	Commenti a: Superare gli stereotipi pubblicitari sulle donne (e sugli uomini)	</title>
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	<description>Teorie e pratiche della creatività.</description>
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		Di: Cornetta Maria		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cornetta Maria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2017 19:13:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il ruolo di una donna nella famiglia è troppo importante perché da questo dipende l&#039;equilibrio sociale. Noi siamo saggezza e, per fortuna, oggi, possiamo anche aggiungere cultura e consapevolezza della nostra dignità, ma siamo fondamentali e non dobbiamo dimenticare le nostre responsabilità. Personalmente, ho scelto il ruolo prioritario di EDUCATRICE e non ho lavorato fuori casa perché i miei figli erano essenziali come l&#039;aria che respiro e della quale non posso fare a meno. Non mi sono mai sentita in ostaggio del mio ruolo e penso che, come dice mia sorella: noi mettiamo al mondo gli esseri umani e noi possiamo distruggerli...Non penso che sia arretratezza, né semplice assuefazione alla tradizione. Visto come vanno le cose in Italia, su quanto sono disorientati e disorientabili i giovani, il mio è solo un atteggiamento responsabile. Sarò presuntuosa, ma credo che si dovrebbe parlare anche del DONO di sé che molte madri disattendono. Tutte le altre questioni e considerazioni etiche dovrebbero riagganciarsi a questo concetto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il ruolo di una donna nella famiglia è troppo importante perché da questo dipende l&#8217;equilibrio sociale. Noi siamo saggezza e, per fortuna, oggi, possiamo anche aggiungere cultura e consapevolezza della nostra dignità, ma siamo fondamentali e non dobbiamo dimenticare le nostre responsabilità. Personalmente, ho scelto il ruolo prioritario di EDUCATRICE e non ho lavorato fuori casa perché i miei figli erano essenziali come l&#8217;aria che respiro e della quale non posso fare a meno. Non mi sono mai sentita in ostaggio del mio ruolo e penso che, come dice mia sorella: noi mettiamo al mondo gli esseri umani e noi possiamo distruggerli&#8230;Non penso che sia arretratezza, né semplice assuefazione alla tradizione. Visto come vanno le cose in Italia, su quanto sono disorientati e disorientabili i giovani, il mio è solo un atteggiamento responsabile. Sarò presuntuosa, ma credo che si dovrebbe parlare anche del DONO di sé che molte madri disattendono. Tutte le altre questioni e considerazioni etiche dovrebbero riagganciarsi a questo concetto.</p>
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		<title>
		Di: Marina		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/stereotipi-pubblicitari-sulle-donne/#comment-98061</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marina]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Sep 2014 15:45:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Salve, grazie per questi interventi interessanti, grazie per questo spazio. 
Sono completamente d&#039;accordo con l&#039;intervento della signora Bianca quando parla del modo offensivo con cui sono descritte le donne ogni giorno, in continuazione, per quanto riguarda le perdite e la puzza. Io sono letteralmente nauseata dalle continue e ripetitive pubblicità di assorbenti e similari ad ogni ora. Non è solo il corpo della donna ad esser utilizzato dai mass media ma è la donna come genere ad esser continuamente presa in giro. 
Spero tanto che le donne intervengano in massa come è già accaduto in passato per porre fine anche a questa grave situazione. I fronti su cui agire sono davvero tanti e la condizione femminile in Italia migliora a passi decisamente troppo lenti. Grazie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Salve, grazie per questi interventi interessanti, grazie per questo spazio.<br />
Sono completamente d&#8217;accordo con l&#8217;intervento della signora Bianca quando parla del modo offensivo con cui sono descritte le donne ogni giorno, in continuazione, per quanto riguarda le perdite e la puzza. Io sono letteralmente nauseata dalle continue e ripetitive pubblicità di assorbenti e similari ad ogni ora. Non è solo il corpo della donna ad esser utilizzato dai mass media ma è la donna come genere ad esser continuamente presa in giro.<br />
Spero tanto che le donne intervengano in massa come è già accaduto in passato per porre fine anche a questa grave situazione. I fronti su cui agire sono davvero tanti e la condizione femminile in Italia migliora a passi decisamente troppo lenti. Grazie.</p>
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		<title>
		Di: Antonella Viapiana		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/stereotipi-pubblicitari-sulle-donne/#comment-85878</link>

		<dc:creator><![CDATA[Antonella Viapiana]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Sep 2013 10:45:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[No, forse non ho detto una sciocchezza, basta guardare quello che sta succedendo oggi a Barilla, dopo le dichiarazioni pro famiglia tradizionale negli spot e contro la famiglia gay. Il web è in rivolta, forse questo significa qualcosa. Cordiali saluti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>No, forse non ho detto una sciocchezza, basta guardare quello che sta succedendo oggi a Barilla, dopo le dichiarazioni pro famiglia tradizionale negli spot e contro la famiglia gay. Il web è in rivolta, forse questo significa qualcosa. Cordiali saluti.</p>
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		<title>
		Di: Antonella Viapiana		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/stereotipi-pubblicitari-sulle-donne/#comment-85869</link>

		<dc:creator><![CDATA[Antonella Viapiana]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Sep 2013 13:27:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Abbattere uno stereotipo radicato  nella cultura di un paese è davvero un&#039;impresa ardua. Ma magari, raccontando la storia di una coppia omosessuale potrebbe destabilizzare sia lo stereotipo femminile che quello maschile, perché non sarà la differenza di genere sessuale a decidere chi porta la zuppiera, ma l&#039;abilità in cucina. Non sarà il genere a stabilire chi torna dall&#039;ufficio, ma la competenza in quel settore. Non sarà il genere a stabilire chi deve sorridere, ma l&#039;armonia e la serenità. Ma forse, sto guardando troppo avanti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Abbattere uno stereotipo radicato  nella cultura di un paese è davvero un&#8217;impresa ardua. Ma magari, raccontando la storia di una coppia omosessuale potrebbe destabilizzare sia lo stereotipo femminile che quello maschile, perché non sarà la differenza di genere sessuale a decidere chi porta la zuppiera, ma l&#8217;abilità in cucina. Non sarà il genere a stabilire chi torna dall&#8217;ufficio, ma la competenza in quel settore. Non sarà il genere a stabilire chi deve sorridere, ma l&#8217;armonia e la serenità. Ma forse, sto guardando troppo avanti.</p>
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		<title>
		Di: Bianca Fasano		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/stereotipi-pubblicitari-sulle-donne/#comment-85603</link>

		<dc:creator><![CDATA[Bianca Fasano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Aug 2013 19:44:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Le pubblicità oggi? Spesso un “carosello” antieducativo per i giovani ed offensivo per le donne.

E’ recente l’indignazione del Ministro per le pari opportunità Elsa Fornero che, in data 28 marzo 2013, ha fatto sì che il governo ordinasse lo stop immediato di una pubblicità che evocava il femminicidio. La stessa ha precisato:-“Ho immediatamente provveduto a chiedere all&#039;Istituto per l&#039;autodisciplina pubblicitaria il ritiro della pubblicità dello &quot;straccio magico&quot; visibile nei cartelloni affissi nelle strade della città di Napoli. Pubblicità siffatte, che prendono spunto dal drammatico fenomeno del femminicidio, oltre a svilire l&#039;immagine della donna, istigano ad ingiustificati e gravissimi comportamenti violenti. L&#039;attenzione per le donne ed i loro diritti - conclude il Ministro - passa anche attraverso una pubblicità corretta che non svilisca la loro dignità&quot;. Possiamo anche annotare che, oltre all’immagine con l’uomo che ripuliva le prove dell’omicidio, vi era anche quella di una donna che compiva gli stessi gesti. Poco bella, in ogni caso, anche quella.
La pubblicità, di cui siamo sommersi ogni giorno, cade nel vuoto o poco meno, quando s’impatta in persone che difficilmente la seguono con l’intenzione di prenderla sul serio. Ma se la percentuale di tali persone fosse alta, ovviamente non sarebbero tante e diversificate per prodotti le “categorie da colpire”. Evidentemente è il contrario.
Ad essere “preso di mira”, è spesso l’uomo, altrimenti non si spiegherebbero le tante pubblicità a sfondo erotico. Non le nomineremo, ma “accenneremo soltanto” a qualcuna: Un vino, la cui coppa, abilmente piazzata a livello giusto nella siluette di una donna, invita a degustare “la passera delle vigne…”; due seni di donna che invitano, invece, a degustare le mozzarelle; un viso di donna su cui è stato versato del latte, invita ad “allattarsi”; un bel culetto maschile tastato da mani femminili (…), pubblicizza salumi al peperoncino. L’elenco sarebbe lungo. Restando nel mondo al femminile, occorre dire che le donne sono presentate spesso con problemi che, al contrario delle pubblicità precedenti, Non stimolano l’attenzione dell’uomo. Quasi tutte “perdono” da qualche parte, qualche tipo di liquido. Molte “puzzano” e se ne preoccupano costantemente entrando in ascensore, praticamente tutte sono piene di peli ed hanno bisogno assoluto di un deodorante per essere accettabili. Anche gli uomini “puzzano” e, in ogni caso, sudano. A tal punto che, privati per un’ascella del loro deodorante preferito, non alzano e non usano il braccio “privo di deodorante”. Ma la donna che sta con lui comprende subito il problema: anche lei se non si riempie di deodorante, ahimè, emana cattivo odore, suda e macchia abiti e magliettine sexi. Sono poi numerosissime ed inquietanti le pubblicità rivolte verso i teenagers. Presi di mira dal settore, rappresentano purtroppo un importantissimo target group. Personalmente, come insegnante, mi rendo spesso conto di combattere una battaglia contro un nemico troppo invadente ed agguerrito. Uno dei miei “giochi” è quello di chiedere alla classe in cui mi trovo in una data ora ad insegnare, sia ai maschi che alle femmine, quali di loro indossino un capo firmato. Si alzano alcune mani, si abbassano alcuni sguardi di chi non li indossa e si sente a disagio per questa “mancanza”. E’ il momento in cui, armata di un bel gesso bianco e di una gonna nera, scrivo la mia sigla sulla gonna, sorrido e dico:-”oggi sono uscita senza il capo firmato! Fa nulla, lo firmo io. La mia firma vale molto di più: è unica!” Poi, sotto lo sguardo divertito dei miei allievi, aggiungo, fissandoli negli occhi uno ad uno:-“Firmate i vostri cervelli!”-
Le pubblicità li riempiono di stereotipi e falsi miti, li strumentalizzano, li convincono di non poter vivere senza di questo o quel prodotto di cui, appena un minuto prima, non conoscevano neanche l’esistenza (e forse non esisteva davvero). C’è da augurarsi che, fortificati in famiglia e/o, da una buona preparazione nelle scuole, i giovani, come parte interessata, in ambiti come moda e nuove tendenze, abbiano la capacità di utilizzare al meglio il mezzo pubblicitario assimilandone soltanto i contenuti che a loro interessano maggiormente. Dobbiamo, però, fare i conti con il compito dei pubblicitari, ossia quello di attirare l&#039;occhio del teenager, persuaderlo con mezzi di cui loro sono certamente forniti, giocare con la loro necessità di rendersi e sentirsi importanti nel gruppo dei pari. Non è bello notare che un giovane, proveniente da famiglie non molto ricche, stringa tra le mani “l’oggetto del desiderio”, ossia un cellulare super moderno, tentando di nasconderlo abilmente. “Gioca” nascostamente, viene “beccato”, gli è sottratto lo smartphone e si preoccupa soltanto allora per le conseguenze, ossia, principalmente, che non si rompa. Da persona “a conoscenza dei fatti”, essendomi da poco presa una laurea a scopo culturale, posso affermare che accade anche durante i corsi universitari. Un genitore avrà speso l’equivalente della metà del proprio stipendio allo scopo di permettere al proprio figlio di non essere attento alle lezioni? Non è a conoscenza del fatto che il figlio conduca con sé il cellulare a scuola? Poco credibile, visto che molti genitori chiamano i figli proprio durante le ore di lezione. Certo: le scuole fanno di tutto per “dribblare” il problema ma, nonostante le leggi e le attenzioni rivolte al caso, il problema esiste. Per non parlare del mondo di filmati girati in qualche modo nelle ore scolastiche, che non possono essere considerati un vanto per nessun istituto italiano o estero. Ma le pubblicità spingono all’acquisto con ogni mezzo lecito e, senza dubbio, chi vende i prodotti poco s’interessa delle conseguenze fisiche o psicologiche che potranno avere sull’acquirente. Spesso mi sorprendo a pensare quanta poca stima debbano avere di sé, della loro “arte”, del loro “personaggio” i tanti attori, più o meno famosi (ma anche giornalisti e persone note del mondo dello sport), che, pur di guadagnare, svendono la loro immagine, spesso la tradiscono ed ancora più spesso “imbrogliano” quanti li ritengono “sinceri”, pubblicizzando un qualsivoglia prodotto. Che sia un biscotto, un caffè, un gelato, poco importa. Sanno essere convincenti, in qualche caso interpretano costantemente “un personaggio” come si trattasse del “tenente Colombo”.Io al loro posto mi vergognerei. Ma non sono al loro posto e posso soltanto imporre il silenzio alla mia TV, quando passano le loro immagini sullo schermo, disturbandomi.
Bianca Fasano]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le pubblicità oggi? Spesso un “carosello” antieducativo per i giovani ed offensivo per le donne.</p>
<p>E’ recente l’indignazione del Ministro per le pari opportunità Elsa Fornero che, in data 28 marzo 2013, ha fatto sì che il governo ordinasse lo stop immediato di una pubblicità che evocava il femminicidio. La stessa ha precisato:-“Ho immediatamente provveduto a chiedere all&#8217;Istituto per l&#8217;autodisciplina pubblicitaria il ritiro della pubblicità dello &#8220;straccio magico&#8221; visibile nei cartelloni affissi nelle strade della città di Napoli. Pubblicità siffatte, che prendono spunto dal drammatico fenomeno del femminicidio, oltre a svilire l&#8217;immagine della donna, istigano ad ingiustificati e gravissimi comportamenti violenti. L&#8217;attenzione per le donne ed i loro diritti &#8211; conclude il Ministro &#8211; passa anche attraverso una pubblicità corretta che non svilisca la loro dignità&#8221;. Possiamo anche annotare che, oltre all’immagine con l’uomo che ripuliva le prove dell’omicidio, vi era anche quella di una donna che compiva gli stessi gesti. Poco bella, in ogni caso, anche quella.<br />
La pubblicità, di cui siamo sommersi ogni giorno, cade nel vuoto o poco meno, quando s’impatta in persone che difficilmente la seguono con l’intenzione di prenderla sul serio. Ma se la percentuale di tali persone fosse alta, ovviamente non sarebbero tante e diversificate per prodotti le “categorie da colpire”. Evidentemente è il contrario.<br />
Ad essere “preso di mira”, è spesso l’uomo, altrimenti non si spiegherebbero le tante pubblicità a sfondo erotico. Non le nomineremo, ma “accenneremo soltanto” a qualcuna: Un vino, la cui coppa, abilmente piazzata a livello giusto nella siluette di una donna, invita a degustare “la passera delle vigne…”; due seni di donna che invitano, invece, a degustare le mozzarelle; un viso di donna su cui è stato versato del latte, invita ad “allattarsi”; un bel culetto maschile tastato da mani femminili (…), pubblicizza salumi al peperoncino. L’elenco sarebbe lungo. Restando nel mondo al femminile, occorre dire che le donne sono presentate spesso con problemi che, al contrario delle pubblicità precedenti, Non stimolano l’attenzione dell’uomo. Quasi tutte “perdono” da qualche parte, qualche tipo di liquido. Molte “puzzano” e se ne preoccupano costantemente entrando in ascensore, praticamente tutte sono piene di peli ed hanno bisogno assoluto di un deodorante per essere accettabili. Anche gli uomini “puzzano” e, in ogni caso, sudano. A tal punto che, privati per un’ascella del loro deodorante preferito, non alzano e non usano il braccio “privo di deodorante”. Ma la donna che sta con lui comprende subito il problema: anche lei se non si riempie di deodorante, ahimè, emana cattivo odore, suda e macchia abiti e magliettine sexi. Sono poi numerosissime ed inquietanti le pubblicità rivolte verso i teenagers. Presi di mira dal settore, rappresentano purtroppo un importantissimo target group. Personalmente, come insegnante, mi rendo spesso conto di combattere una battaglia contro un nemico troppo invadente ed agguerrito. Uno dei miei “giochi” è quello di chiedere alla classe in cui mi trovo in una data ora ad insegnare, sia ai maschi che alle femmine, quali di loro indossino un capo firmato. Si alzano alcune mani, si abbassano alcuni sguardi di chi non li indossa e si sente a disagio per questa “mancanza”. E’ il momento in cui, armata di un bel gesso bianco e di una gonna nera, scrivo la mia sigla sulla gonna, sorrido e dico:-”oggi sono uscita senza il capo firmato! Fa nulla, lo firmo io. La mia firma vale molto di più: è unica!” Poi, sotto lo sguardo divertito dei miei allievi, aggiungo, fissandoli negli occhi uno ad uno:-“Firmate i vostri cervelli!”-<br />
Le pubblicità li riempiono di stereotipi e falsi miti, li strumentalizzano, li convincono di non poter vivere senza di questo o quel prodotto di cui, appena un minuto prima, non conoscevano neanche l’esistenza (e forse non esisteva davvero). C’è da augurarsi che, fortificati in famiglia e/o, da una buona preparazione nelle scuole, i giovani, come parte interessata, in ambiti come moda e nuove tendenze, abbiano la capacità di utilizzare al meglio il mezzo pubblicitario assimilandone soltanto i contenuti che a loro interessano maggiormente. Dobbiamo, però, fare i conti con il compito dei pubblicitari, ossia quello di attirare l&#8217;occhio del teenager, persuaderlo con mezzi di cui loro sono certamente forniti, giocare con la loro necessità di rendersi e sentirsi importanti nel gruppo dei pari. Non è bello notare che un giovane, proveniente da famiglie non molto ricche, stringa tra le mani “l’oggetto del desiderio”, ossia un cellulare super moderno, tentando di nasconderlo abilmente. “Gioca” nascostamente, viene “beccato”, gli è sottratto lo smartphone e si preoccupa soltanto allora per le conseguenze, ossia, principalmente, che non si rompa. Da persona “a conoscenza dei fatti”, essendomi da poco presa una laurea a scopo culturale, posso affermare che accade anche durante i corsi universitari. Un genitore avrà speso l’equivalente della metà del proprio stipendio allo scopo di permettere al proprio figlio di non essere attento alle lezioni? Non è a conoscenza del fatto che il figlio conduca con sé il cellulare a scuola? Poco credibile, visto che molti genitori chiamano i figli proprio durante le ore di lezione. Certo: le scuole fanno di tutto per “dribblare” il problema ma, nonostante le leggi e le attenzioni rivolte al caso, il problema esiste. Per non parlare del mondo di filmati girati in qualche modo nelle ore scolastiche, che non possono essere considerati un vanto per nessun istituto italiano o estero. Ma le pubblicità spingono all’acquisto con ogni mezzo lecito e, senza dubbio, chi vende i prodotti poco s’interessa delle conseguenze fisiche o psicologiche che potranno avere sull’acquirente. Spesso mi sorprendo a pensare quanta poca stima debbano avere di sé, della loro “arte”, del loro “personaggio” i tanti attori, più o meno famosi (ma anche giornalisti e persone note del mondo dello sport), che, pur di guadagnare, svendono la loro immagine, spesso la tradiscono ed ancora più spesso “imbrogliano” quanti li ritengono “sinceri”, pubblicizzando un qualsivoglia prodotto. Che sia un biscotto, un caffè, un gelato, poco importa. Sanno essere convincenti, in qualche caso interpretano costantemente “un personaggio” come si trattasse del “tenente Colombo”.Io al loro posto mi vergognerei. Ma non sono al loro posto e posso soltanto imporre il silenzio alla mia TV, quando passano le loro immagini sullo schermo, disturbandomi.<br />
Bianca Fasano</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Ugo Sgrosso		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/stereotipi-pubblicitari-sulle-donne/#comment-85393</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ugo Sgrosso]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jul 2013 15:52:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Condivido, al 100%, questo articolo.
Sono convinto che, seguire i tuoi consigli, farebbe evolvere anche la figura di noi uomini, che ne abbiamo tanto bisogno.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Condivido, al 100%, questo articolo.<br />
Sono convinto che, seguire i tuoi consigli, farebbe evolvere anche la figura di noi uomini, che ne abbiamo tanto bisogno.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Flavia TTV		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/stereotipi-pubblicitari-sulle-donne/#comment-85387</link>

		<dc:creator><![CDATA[Flavia TTV]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jul 2013 08:24:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Complimenti. Oggi mi sono imbattuta anche in questo  http://video.repubblica.it/mondo/bambine-contro-gli-stereotipi-lo-spot-usa/134082/132623]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Complimenti. Oggi mi sono imbattuta anche in questo  <a href="http://video.repubblica.it/mondo/bambine-contro-gli-stereotipi-lo-spot-usa/134082/132623" rel="nofollow ugc">http://video.repubblica.it/mondo/bambine-contro-gli-stereotipi-lo-spot-usa/134082/132623</a></p>
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		<title>
		Di: Emanuela		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/stereotipi-pubblicitari-sulle-donne/#comment-85382</link>

		<dc:creator><![CDATA[Emanuela]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jul 2013 11:22:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un intervento davvero interessante, ben costruito e argomentato. Complimenti e grazie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un intervento davvero interessante, ben costruito e argomentato. Complimenti e grazie.</p>
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