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	Commenti a: Studiare all’estero, sei storie di liceali con la valigia	</title>
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	<description>Teorie e pratiche della creatività.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 12 May 2022 09:21:31 +0000</lastBuildDate>
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		<title>
		Di: benito		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/studiare-allestero/#comment-206864</link>

		<dc:creator><![CDATA[benito]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 May 2022 09:21:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ci sta]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ci sta</p>
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		<title>
		Di: sara		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/studiare-allestero/#comment-155535</link>

		<dc:creator><![CDATA[sara]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Dec 2016 14:54:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://nuovoeutile.it/studiare-allestero/#comment-86214&quot;&gt;Federica&lt;/a&gt;.

si è vero che sono tanti anni che gli studenti vanno all&#039;estero, tra erasmus e anno all&#039;estero, però ognuno di loro è diverso a mio parere, e anche se sono più preparati e più coscienti, niente toglie la sorpresa, la trepidazione della partenza, la curiosità e il timore di conoscere la famiglia che ti ospiterà, di andare a scuola il primo giorno in un altro paese e di non riuscire a farsi capire come vorresti i primi tempi, in una lingua non tua. questa esperienza fatta da me alcuni anni fa negli usa, con annoallestero.it mi ha permesso di scegliere poi la mia strada futura come studio universitario ma anche di mettermi in gioco, di superare alcuni miei limiti personali e crescere moltissimo. questo non cambia mai a mio parere, vale per tutti gli studenti anche se chiaramente, per alcuni non è più la prima volta all&#039;estero ma magari la terza o quarta ma la prima per diversi mesi. per un periodo così lungo insomma. vale sempre la pena parlarne e condividere l&#039;esperienza, può sempre essere utile ad altri.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://nuovoeutile.it/studiare-allestero/#comment-86214">Federica</a>.</p>
<p>si è vero che sono tanti anni che gli studenti vanno all&#8217;estero, tra erasmus e anno all&#8217;estero, però ognuno di loro è diverso a mio parere, e anche se sono più preparati e più coscienti, niente toglie la sorpresa, la trepidazione della partenza, la curiosità e il timore di conoscere la famiglia che ti ospiterà, di andare a scuola il primo giorno in un altro paese e di non riuscire a farsi capire come vorresti i primi tempi, in una lingua non tua. questa esperienza fatta da me alcuni anni fa negli usa, con annoallestero.it mi ha permesso di scegliere poi la mia strada futura come studio universitario ma anche di mettermi in gioco, di superare alcuni miei limiti personali e crescere moltissimo. questo non cambia mai a mio parere, vale per tutti gli studenti anche se chiaramente, per alcuni non è più la prima volta all&#8217;estero ma magari la terza o quarta ma la prima per diversi mesi. per un periodo così lungo insomma. vale sempre la pena parlarne e condividere l&#8217;esperienza, può sempre essere utile ad altri.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Alesatoredivirgole		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/studiare-allestero/#comment-86241</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alesatoredivirgole]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Oct 2013 13:05:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[CIAO Annamria,
tutto chiaro! Forse mi sono espresso male.

L&#039;aspetto piu&#039; importante e&#039; che vi siano, ora, linee guida ufficiali,in grado di fornire indicazioni su come gestire al meglio: l&#039;organizzazione di quella tipologia di studio ed il relativo riconoscimento delle competenze.

Certo che se il Ministero avesse messo due lire ... ma va benissimo anche così! E&#039; un ottimo passo avanti.

Grazie ad amici e conoscenti ho avuto modo di conoscere, negli anni, questo tipo di attività di studio e l&#039;ho sempre percepita come una grande opportunità, non solo per gli studenti ma anche per le famiglie.

Come detto: la speranza e&#039; che questa innovazione non rimanga soltanto su quel foglio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CIAO Annamria,<br />
tutto chiaro! Forse mi sono espresso male.</p>
<p>L&#8217;aspetto piu&#8217; importante e&#8217; che vi siano, ora, linee guida ufficiali,in grado di fornire indicazioni su come gestire al meglio: l&#8217;organizzazione di quella tipologia di studio ed il relativo riconoscimento delle competenze.</p>
<p>Certo che se il Ministero avesse messo due lire &#8230; ma va benissimo anche così! E&#8217; un ottimo passo avanti.</p>
<p>Grazie ad amici e conoscenti ho avuto modo di conoscere, negli anni, questo tipo di attività di studio e l&#8217;ho sempre percepita come una grande opportunità, non solo per gli studenti ma anche per le famiglie.</p>
<p>Come detto: la speranza e&#8217; che questa innovazione non rimanga soltanto su quel foglio.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Annamaria Testa		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/studiare-allestero/#comment-86239</link>

		<dc:creator><![CDATA[Annamaria Testa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Oct 2013 09:07:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://nuovoeutile.it/studiare-allestero/#comment-86230&quot;&gt;Alesatoredivirgole&lt;/a&gt;.

Ciao Alesatore.
Devo chiarire un paio di cose.
Non è previsto che le scuole, e tanto meno il ministero, contribuiscano economicamente. 

Ma è già tanto che le scuole, su indicazione ministeriale, smettano di ostacolare il rientro degli studenti che passano un anno all&#039;estero e, magari, comincino a offrire un supporto, non certo offrendo trattamenti di favore, ma aiutando a organizzare lo studio.

L&#039;onere economico dell&#039;anno all&#039;estero, come quello di qualsiasi attività che non rientra nell&#039;offerta scolastica, dunque ricade sulle famiglie. Ma, anche qui, cerchiamo di capirci.

Le possibilità sono molte: alcune organizzazioni offrono borse di studio (parziali o totali) a copertura delle spese degli studenti meritevoli. Qui, per esempio, il bando di Intercultura, che scade tra poco (chi è interessato farebbe meglio a darsi una mossa): http://www.intercultura.it/Bando-di-concorso-per-i-programmi-2014-15/

Altre organizzazioni propongono facilitazioni o borse di studio parziali. Altre ancora chiedono un contributo tutto sommato basso, a fronte della disponibilità della famiglia a ospitare in Italia uno studente straniero per lo stesso periodo. 

Per trovare opportunità basta un po&#039; di pazienza e una ricerca sul web per parole chiave.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://nuovoeutile.it/studiare-allestero/#comment-86230">Alesatoredivirgole</a>.</p>
<p>Ciao Alesatore.<br />
Devo chiarire un paio di cose.<br />
Non è previsto che le scuole, e tanto meno il ministero, contribuiscano economicamente. </p>
<p>Ma è già tanto che le scuole, su indicazione ministeriale, smettano di ostacolare il rientro degli studenti che passano un anno all&#8217;estero e, magari, comincino a offrire un supporto, non certo offrendo trattamenti di favore, ma aiutando a organizzare lo studio.</p>
<p>L&#8217;onere economico dell&#8217;anno all&#8217;estero, come quello di qualsiasi attività che non rientra nell&#8217;offerta scolastica, dunque ricade sulle famiglie. Ma, anche qui, cerchiamo di capirci.</p>
<p>Le possibilità sono molte: alcune organizzazioni offrono borse di studio (parziali o totali) a copertura delle spese degli studenti meritevoli. Qui, per esempio, il bando di Intercultura, che scade tra poco (chi è interessato farebbe meglio a darsi una mossa): <a href="http://www.intercultura.it/Bando-di-concorso-per-i-programmi-2014-15/" rel="nofollow ugc">http://www.intercultura.it/Bando-di-concorso-per-i-programmi-2014-15/</a></p>
<p>Altre organizzazioni propongono facilitazioni o borse di studio parziali. Altre ancora chiedono un contributo tutto sommato basso, a fronte della disponibilità della famiglia a ospitare in Italia uno studente straniero per lo stesso periodo. </p>
<p>Per trovare opportunità basta un po&#8217; di pazienza e una ricerca sul web per parole chiave.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Alesatoredivirgole		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/studiare-allestero/#comment-86230</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alesatoredivirgole]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Oct 2013 10:52:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[CIAO  Annamaria,

la bella notizia: il Ministero ha preso atto della situazione ed ha fornito suggerimenti (sfruttando Trattati esistenti dell’Unione Europea).

La notizia meno bella: il Ministero, prima taglia e sottrae fondi e risorse all’istruzione, poi chiede agli stessi  istituti, colpiti e feriti da questi tagli, di sostenere ed accollarsi impegni di questa portata.

A questo punto mi domando:

1.	quanti istituti italiani potranno mai adottare davvero questi meccanismi?
2.	Ammesso che riescano ad adottarli, a cosa dovrebbero rinunciare per garantire questo nuovo “servizio”? Quale sarebbe il “prezzo da pagare”?   
3.	Come potranno questi stessi istituti, sempre più legati a: “contributi volontari”, genitori/imbianchini “volontari”, nonni/falegnami “volontari”, a sostenere questa ulteriore iniziativa?
4.	Quanti studenti e quante famiglie potranno sostenere tutto questo?  

Vero è che oggi, così come in passato, molti studenti e diverse famiglie scelgono o hanno scelto di studiare all&#039;estero pe un periodo;  non si tratta quindi di una vera e propria novità, se non nel riconoscimento “adeguato” di queste esperienze.

Dubbi: ancora una volta l’impressione è che si facciano i conti con le solite tasche (quelle delle famiglie) sulla pelle dei soliti noti (gli studenti).

L’idea è valida.
L’opportunità ottima! 
In qualche modo sembra un investimento sulle persone (…!).

Però … però rimango perplesso, è un po’ come andare al supermercato con una lista più lunga della volta scorsa, portandomi dietro meno soldi della volta scorsa: al mio rientro avrò con me solo una parte di quella lista !

La speranza è che quel documento non sia, ancora una volta, illusorio, inapplicabile o peggio … a termine: oggi c’è e si fa bella figura, ma domani scomparirà “tagliato”in nome di altre riforme.

Ma questo, in un Paese che guarda lontano investendo sui giovani, sull’istruzione e sul sociale, non può accadere. 
Vero?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CIAO  Annamaria,</p>
<p>la bella notizia: il Ministero ha preso atto della situazione ed ha fornito suggerimenti (sfruttando Trattati esistenti dell’Unione Europea).</p>
<p>La notizia meno bella: il Ministero, prima taglia e sottrae fondi e risorse all’istruzione, poi chiede agli stessi  istituti, colpiti e feriti da questi tagli, di sostenere ed accollarsi impegni di questa portata.</p>
<p>A questo punto mi domando:</p>
<p>1.	quanti istituti italiani potranno mai adottare davvero questi meccanismi?<br />
2.	Ammesso che riescano ad adottarli, a cosa dovrebbero rinunciare per garantire questo nuovo “servizio”? Quale sarebbe il “prezzo da pagare”?<br />
3.	Come potranno questi stessi istituti, sempre più legati a: “contributi volontari”, genitori/imbianchini “volontari”, nonni/falegnami “volontari”, a sostenere questa ulteriore iniziativa?<br />
4.	Quanti studenti e quante famiglie potranno sostenere tutto questo?  </p>
<p>Vero è che oggi, così come in passato, molti studenti e diverse famiglie scelgono o hanno scelto di studiare all&#8217;estero pe un periodo;  non si tratta quindi di una vera e propria novità, se non nel riconoscimento “adeguato” di queste esperienze.</p>
<p>Dubbi: ancora una volta l’impressione è che si facciano i conti con le solite tasche (quelle delle famiglie) sulla pelle dei soliti noti (gli studenti).</p>
<p>L’idea è valida.<br />
L’opportunità ottima!<br />
In qualche modo sembra un investimento sulle persone (…!).</p>
<p>Però … però rimango perplesso, è un po’ come andare al supermercato con una lista più lunga della volta scorsa, portandomi dietro meno soldi della volta scorsa: al mio rientro avrò con me solo una parte di quella lista !</p>
<p>La speranza è che quel documento non sia, ancora una volta, illusorio, inapplicabile o peggio … a termine: oggi c’è e si fa bella figura, ma domani scomparirà “tagliato”in nome di altre riforme.</p>
<p>Ma questo, in un Paese che guarda lontano investendo sui giovani, sull’istruzione e sul sociale, non può accadere.<br />
Vero?</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Riccardo		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/studiare-allestero/#comment-86227</link>

		<dc:creator><![CDATA[Riccardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Oct 2013 20:31:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Quando saranno 3 su 4 e non andranno sono in usa, allora il mondo avrà una speranza in più...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando saranno 3 su 4 e non andranno sono in usa, allora il mondo avrà una speranza in più&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Annamaria		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/studiare-allestero/#comment-86215</link>

		<dc:creator><![CDATA[Annamaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Oct 2013 09:38:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://nuovoeutile.it/studiare-allestero/#comment-86214&quot;&gt;Federica&lt;/a&gt;.

Il fatto nuovo è che ci vada un quarto (uno studente su quattro!) di un&#039;intera classe. Fino ad oggi si è trattato di un fenomeno rimasto sotto traccia. Pensa a che cosa succederebbe se una percentuale del genere fosse estesa a tutte le classi del penultimo anno.

L&#039;altro fatto nuovo è che finalmente il ministero - è successo solo pochi mesi fa: guarda il penultimo link - ha dato indicazioni chiare.

Il fatto vecchio, invece (guarda l&#039;ultimo link) è che spesso al ritorno questi studenti sono stati trattati come se fossero andati in vacanza, e non come se avessero affrontata una sfida formativa per niente semplice né banale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://nuovoeutile.it/studiare-allestero/#comment-86214">Federica</a>.</p>
<p>Il fatto nuovo è che ci vada un quarto (uno studente su quattro!) di un&#8217;intera classe. Fino ad oggi si è trattato di un fenomeno rimasto sotto traccia. Pensa a che cosa succederebbe se una percentuale del genere fosse estesa a tutte le classi del penultimo anno.</p>
<p>L&#8217;altro fatto nuovo è che finalmente il ministero &#8211; è successo solo pochi mesi fa: guarda il penultimo link &#8211; ha dato indicazioni chiare.</p>
<p>Il fatto vecchio, invece (guarda l&#8217;ultimo link) è che spesso al ritorno questi studenti sono stati trattati come se fossero andati in vacanza, e non come se avessero affrontata una sfida formativa per niente semplice né banale.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Federica		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/studiare-allestero/#comment-86214</link>

		<dc:creator><![CDATA[Federica]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Oct 2013 09:29:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Carino il post ma... è da ormai tanti anni che alcuni ragazzi del 4° anno delle scuole superiori vanno all&#039;estero...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Carino il post ma&#8230; è da ormai tanti anni che alcuni ragazzi del 4° anno delle scuole superiori vanno all&#8217;estero&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Alesatoredivirgole		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/studiare-allestero/#comment-86213</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alesatoredivirgole]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Oct 2013 09:05:30 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://nuovoeutile.it/?p=11867#comment-86213</guid>

					<description><![CDATA[Io la vedo così: l’esperienza è un po’ come una matrioska composta da tante scatole:

•	La scatola più piccola, quelle più interna, rappresenta il “mio” paese o la città in cui vivo o sono cresciuto, la “mia” famiglia, la “mia” scuola, la “mia” quotidianità ed è contenuta …

•	… da una scatola appena più grande che rappresenta una nuova CITTA’ ed è contenuta …

•	… da una scatola appena più grande che rappresenta una nuova REGIONE ed è contenuta …

•	… da una scatola appena più grande che rappresenta un nuovo STATO/NAZIONE ed è contenuta …

•	… da una scatola appena più grande che rappresenta un nuovo CONTINENTE ed è contenuta …

•	… dalla scatola più grande, MOOOOLTO più grande di tutte le altre!

Questa scatola può contenere tantissime delle scatole più piccole. 

Questa scatola si chiama ESPERIENZA, rappresenta la nostra VITA e si porta dietro tutti i contenuti di ogni singola scatola: cose belle, cose meno belle, amicizie, emozioni, idee, pensieri, sogni e speranze. 

Ognuno di noi ha la propria scatola. 

La mia, ad esempio, contiene tantissime scatoline, quelle più piccole.

Non so se il futuro di questi ragazzi sarà in Italia o all’estero, però sono convinto che avranno “scatole” in grado di guidarli nel cammino (o almeno me lo auguro).

Attenzione però: avere tante scatole (piccole o grandi), così come averne poche, non significa necessariamente essere migliori o peggiori.

Come sempre la differenza la farà la QUALITA’ del CONTENUTO delle nostre scatole.

In bocca al lupo ragazzi !!!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io la vedo così: l’esperienza è un po’ come una matrioska composta da tante scatole:</p>
<p>•	La scatola più piccola, quelle più interna, rappresenta il “mio” paese o la città in cui vivo o sono cresciuto, la “mia” famiglia, la “mia” scuola, la “mia” quotidianità ed è contenuta …</p>
<p>•	… da una scatola appena più grande che rappresenta una nuova CITTA’ ed è contenuta …</p>
<p>•	… da una scatola appena più grande che rappresenta una nuova REGIONE ed è contenuta …</p>
<p>•	… da una scatola appena più grande che rappresenta un nuovo STATO/NAZIONE ed è contenuta …</p>
<p>•	… da una scatola appena più grande che rappresenta un nuovo CONTINENTE ed è contenuta …</p>
<p>•	… dalla scatola più grande, MOOOOLTO più grande di tutte le altre!</p>
<p>Questa scatola può contenere tantissime delle scatole più piccole. </p>
<p>Questa scatola si chiama ESPERIENZA, rappresenta la nostra VITA e si porta dietro tutti i contenuti di ogni singola scatola: cose belle, cose meno belle, amicizie, emozioni, idee, pensieri, sogni e speranze. </p>
<p>Ognuno di noi ha la propria scatola. </p>
<p>La mia, ad esempio, contiene tantissime scatoline, quelle più piccole.</p>
<p>Non so se il futuro di questi ragazzi sarà in Italia o all’estero, però sono convinto che avranno “scatole” in grado di guidarli nel cammino (o almeno me lo auguro).</p>
<p>Attenzione però: avere tante scatole (piccole o grandi), così come averne poche, non significa necessariamente essere migliori o peggiori.</p>
<p>Come sempre la differenza la farà la QUALITA’ del CONTENUTO delle nostre scatole.</p>
<p>In bocca al lupo ragazzi !!!</p>
]]></content:encoded>
		
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