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	Commenti a: Territorio, progettualità e buone notizie	</title>
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	<description>Teorie e pratiche della creatività.</description>
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		Di: Graziano		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Graziano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Mar 2011 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho letto il link che invitava a leggere un articolo su Michael Porter, docente alla Harvard Business School, che teorizza la necessità di una reinvenzione del capitalismo. Mi accingevo, armato di buona volontà e di tempo, a leggere l&#039;articolo e i commenti degli amici che li avevano inserito prima di me ma, dopo poche righe, uno spiritello ha iniziato ad inserirsi nella mia testolina… Non capivo bene cosa fosse ma, poi, in un secondo, è emerso, vincente. Si tratta di una frase che utilizzai, nel 1999 quando inizia la mia attività di consulente, e che misi nella mia prima brochure (fino a quella data facevo il manager…). Frase che non so di chi sia ma che così recitava: il consulente è quella persona che un’azienda paga un milione al giorno per sentirsi dire le cose che l’azienda stessa capirebbe se solo stesse ad ascoltare i suoi dipendenti. Ecco, leggendo il “mitico” Porter (copio e incollo, a mo’ di esempio e di conferma di quanto sto scrivendo, un pezzettino dell’articolo: In buona sostanza, è la tesi coraggiosa di Porter, la competitività di un’impresa e il benessere della comunità circostante sono strettamente interconnessi) mi è proprio venuta in mente quella frase. E non mi va via di mente... ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto il link che invitava a leggere un articolo su Michael Porter, docente alla Harvard Business School, che teorizza la necessità di una reinvenzione del capitalismo. Mi accingevo, armato di buona volontà e di tempo, a leggere l&#8217;articolo e i commenti degli amici che li avevano inserito prima di me ma, dopo poche righe, uno spiritello ha iniziato ad inserirsi nella mia testolina… Non capivo bene cosa fosse ma, poi, in un secondo, è emerso, vincente. Si tratta di una frase che utilizzai, nel 1999 quando inizia la mia attività di consulente, e che misi nella mia prima brochure (fino a quella data facevo il manager…). Frase che non so di chi sia ma che così recitava: il consulente è quella persona che un’azienda paga un milione al giorno per sentirsi dire le cose che l’azienda stessa capirebbe se solo stesse ad ascoltare i suoi dipendenti. Ecco, leggendo il “mitico” Porter (copio e incollo, a mo’ di esempio e di conferma di quanto sto scrivendo, un pezzettino dell’articolo: In buona sostanza, è la tesi coraggiosa di Porter, la competitività di un’impresa e il benessere della comunità circostante sono strettamente interconnessi) mi è proprio venuta in mente quella frase. E non mi va via di mente&#8230; </p>
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		Di: annamaria		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[annamaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Mar 2011 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ahah, Graziano... certo che funziona così. E&#039; lo stesso motivo per cui magari diamo retta al medico che ci ingiunge di fare esercizio e di mangiare più verdura, ma non al parente che ci dice la stessa cosa. Si chiama &quot;autorevolezza&quot;. Bisogna anche aggiungere che ci si aspetta, dal medico o dal docente di Harvard o dal consulente, un sistema di motivazioni strutturato e meno empirico, e magari una serie di dritte efficaci su come fare, quali sono le priorità, quali i rischi effettivi del non fare, quali i tempi e le scadenze tassative. Infine: facile liquidare i dipendenti, o la mamma, dicendo che la loro visione è poco realistica o fuori dal tempo, o scontata. Un po&#039; più difficile farlo con gli altri. Insomma: è il modo in cui funziona la nostra mente, questo. E dobbiamo tenerne conto sia quando vogliamo persuadere qualcuno, sia quando vogliamo persuaderci di qualcosa. Comunque, a prescindere, il fatto che Porter dica quanto dice, e che lo dica (uh! Lo dicono perfino ad Harvard!) da quella cattedra lì, non è mica male.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ahah, Graziano&#8230; certo che funziona così. E&#8217; lo stesso motivo per cui magari diamo retta al medico che ci ingiunge di fare esercizio e di mangiare più verdura, ma non al parente che ci dice la stessa cosa. Si chiama &#8220;autorevolezza&#8221;. Bisogna anche aggiungere che ci si aspetta, dal medico o dal docente di Harvard o dal consulente, un sistema di motivazioni strutturato e meno empirico, e magari una serie di dritte efficaci su come fare, quali sono le priorità, quali i rischi effettivi del non fare, quali i tempi e le scadenze tassative. Infine: facile liquidare i dipendenti, o la mamma, dicendo che la loro visione è poco realistica o fuori dal tempo, o scontata. Un po&#8217; più difficile farlo con gli altri. Insomma: è il modo in cui funziona la nostra mente, questo. E dobbiamo tenerne conto sia quando vogliamo persuadere qualcuno, sia quando vogliamo persuaderci di qualcosa. Comunque, a prescindere, il fatto che Porter dica quanto dice, e che lo dica (uh! Lo dicono perfino ad Harvard!) da quella cattedra lì, non è mica male.</p>
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