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	Commenti a: Piketty: capitale, ideologie, disuguaglianze e svolte	</title>
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	<description>Teorie e pratiche della creatività.</description>
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		<title>
		Di: Annamaria Testa		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/thomas-piketty-capitale-ideologie-disuguaglianze/#comment-185699</link>

		<dc:creator><![CDATA[Annamaria Testa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2020 11:32:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://nuovoeutile.it/thomas-piketty-capitale-ideologie-disuguaglianze/#comment-185657&quot;&gt;Enrico Bigli&lt;/a&gt;.

Grazie Enrico!
Comunque, intervistato dalla sottoscritta, Piketty ha eluso la domanda sulle disuguaglianze di genere, sostenendo che, poiché il libro parla di società patriarcali, parla esattamente di questo.
Tesi azzardata, ma tant&#039;è.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://nuovoeutile.it/thomas-piketty-capitale-ideologie-disuguaglianze/#comment-185657">Enrico Bigli</a>.</p>
<p>Grazie Enrico!<br />
Comunque, intervistato dalla sottoscritta, Piketty ha eluso la domanda sulle disuguaglianze di genere, sostenendo che, poiché il libro parla di società patriarcali, parla esattamente di questo.<br />
Tesi azzardata, ma tant&#8217;è.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Enrico Bigli		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/thomas-piketty-capitale-ideologie-disuguaglianze/#comment-185657</link>

		<dc:creator><![CDATA[Enrico Bigli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2020 13:45:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Brava Annamaria,
ottima recensione, Piketty ha fatto un ottimo lavoro ma da qui di parte.
È ormai una decina di anni che un gruppo abbastanza importante di economisti si sta rendendo conto che le diseguaglianze (comprese quelle di genere) non sono solo un problema morale ma un grave ostacolo a una evoluzione economica che migliori la vita e preservi l’ambiente.
Negli studi in corso, ad esempio, si è scoperto che la diminuzione delle diseguaglianze non dipende solo dall’entità dell’intervento dello stato ma importante è la sua qualità. Per le tasse progressività e intervento sulle successioni agiscono più delle imposte indirette e proporzionali. Per 
la spesa  (gli studi ne hanno ormai certezza) gli stessi soldi generano più uguaglianza se investiti in istruzione e diseguaglianze di genere che se investiti in pensioni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Brava Annamaria,<br />
ottima recensione, Piketty ha fatto un ottimo lavoro ma da qui di parte.<br />
È ormai una decina di anni che un gruppo abbastanza importante di economisti si sta rendendo conto che le diseguaglianze (comprese quelle di genere) non sono solo un problema morale ma un grave ostacolo a una evoluzione economica che migliori la vita e preservi l’ambiente.<br />
Negli studi in corso, ad esempio, si è scoperto che la diminuzione delle diseguaglianze non dipende solo dall’entità dell’intervento dello stato ma importante è la sua qualità. Per le tasse progressività e intervento sulle successioni agiscono più delle imposte indirette e proporzionali. Per<br />
la spesa  (gli studi ne hanno ormai certezza) gli stessi soldi generano più uguaglianza se investiti in istruzione e diseguaglianze di genere che se investiti in pensioni.</p>
]]></content:encoded>
		
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		Di: Andrea Aulisi		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/thomas-piketty-capitale-ideologie-disuguaglianze/#comment-185644</link>

		<dc:creator><![CDATA[Andrea Aulisi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2020 22:16:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie Annamaria di questa sintesi, non sarei mai riuscito a trovare il coraggio di leggere (reggere) un testo così imponente e per di più denso, come dici.

una domanda: il testo originale fa anche riferimento alle future sfide tecnologiche (fine del lavoro, IA, robotizzazione della manifattura, algoritmi nei servizi, singolarità)?

no perché sono temi questi che da qui a poco cambieranno lo scenario polarizzando ulteriormente le diseguaglianze se la politica non comprenderà che deve globalizzarsi (dopo che l&#039;economia lo ha già fatto da decenni) per trovare delle soluzioni di redistribuzione del reddito creato dalle macchine e da quei pochi che sapranno sfruttarle meglio degli altri.

Non sto dicendo niente di originale, però non vedo quasi nessuno che ne stia parlando.

Siamo tutti ipnotizzati dalla meraviglia tecnologica me non abbiamo nessuna idea di quanto tutto questo travolgerà le vite nostre e delle generazioni future.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Annamaria di questa sintesi, non sarei mai riuscito a trovare il coraggio di leggere (reggere) un testo così imponente e per di più denso, come dici.</p>
<p>una domanda: il testo originale fa anche riferimento alle future sfide tecnologiche (fine del lavoro, IA, robotizzazione della manifattura, algoritmi nei servizi, singolarità)?</p>
<p>no perché sono temi questi che da qui a poco cambieranno lo scenario polarizzando ulteriormente le diseguaglianze se la politica non comprenderà che deve globalizzarsi (dopo che l&#8217;economia lo ha già fatto da decenni) per trovare delle soluzioni di redistribuzione del reddito creato dalle macchine e da quei pochi che sapranno sfruttarle meglio degli altri.</p>
<p>Non sto dicendo niente di originale, però non vedo quasi nessuno che ne stia parlando.</p>
<p>Siamo tutti ipnotizzati dalla meraviglia tecnologica me non abbiamo nessuna idea di quanto tutto questo travolgerà le vite nostre e delle generazioni future.</p>
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		Di: Annamaria Testa		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/thomas-piketty-capitale-ideologie-disuguaglianze/#comment-185535</link>

		<dc:creator><![CDATA[Annamaria Testa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2020 14:39:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ciao Rodolfo, vedo che condividiamo alcuni pezzetti di passato ;)
Confermo la tua sensazione su Piketty. Aggiungo che,  togliendo le innumerevoli ripetizioni, il libro sarebbe risultato più leggibile.
Il blog nel blog è più che benvenuto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Rodolfo, vedo che condividiamo alcuni pezzetti di passato 😉<br />
Confermo la tua sensazione su Piketty. Aggiungo che,  togliendo le innumerevoli ripetizioni, il libro sarebbe risultato più leggibile.<br />
Il blog nel blog è più che benvenuto.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Rodolfo		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/thomas-piketty-capitale-ideologie-disuguaglianze/#comment-185520</link>

		<dc:creator><![CDATA[Rodolfo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Jun 2020 15:26:55 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://nuovoeutile.it/?p=25831#comment-185520</guid>

					<description><![CDATA[Avevo letto, sottolineato diligentemente e annotato il libro primo de il Capitale. Forse anche una parte del secondo. Libri socializzati e spariti, forse per non farmi vergognare per il successivo mezzo secolo ormai trascorso. Mi era parso di cogliere in Marx un grave errore previsionale. Nientemeno. Oppure non avevo capito un bel niente. Nel processo D-M-D la creazione di plusvalore, a mio avviso, richiedeva necessariamente di generare plus-prodotto, crescita quantitativa, obsolescenza rapida delle merci, consumo smodato. Cose che l&#039;amico Karl non aveva colto, forse. Presuntuoso, eh?
Sì, prendiamoci le fabbriche ma decidiamo con attenzione cosa produrre e come. Le idee erano chiarissime. Bastò la terza riunione settimanale del direttivo per essere espulso da Avanguardia Operaia e trasformare il compagno Rodolfo in Cane Sciolto a vita. 
Così le letture divennero più sociologiche, trovando qualche risposta ne I muti e ne L&#039;ospite, racconti brevi di Camus. Ho disertato l&#039;economia per un po&#039;, sino a Veblen e alla Teoria della classe agiata, curiosando anche Keynes e Smith, capendoci ben poco. 
Avevo pensato che se mi fossi posto all&#039;origine degli artefatti, definendo la loro configurazione, avrei potuto agire su di essi. Per questo ho fatto il designer e mi sono dedicato alle strategie di prodotto e all&#039;identità d&#039;impresa. Nel mio piccolo, senza risultati. 
Un testo d&#039;economia davvero interessante è, per me, &quot;La grande transizione&quot; di Mauro Bonaiuti (Bollati Boringhieri) con prefazione forse debordante di Serge Latouche di cui ho apprezzato invece il saggio storico-critico &quot;L&#039;invenzione dell&#039;economia&quot;, che mi permetto di suggerire.
Ora dovrei leggere Piketty: lo farò? Ci penso, anche se l&#039;attenta lettura qui sintetizzata mi fa pensare all&#039;ennesimo tentativo di impossibile conciliazione fra crescita quantitativa e limiti dello sviluppo.  Nel frattempo, finché la nostra gentile ospite lo tollererà, continuerò con qualche puntata del mio disturbante blog nel blog Pigro e Banale, all&#039;interno di Nuovo e Utile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avevo letto, sottolineato diligentemente e annotato il libro primo de il Capitale. Forse anche una parte del secondo. Libri socializzati e spariti, forse per non farmi vergognare per il successivo mezzo secolo ormai trascorso. Mi era parso di cogliere in Marx un grave errore previsionale. Nientemeno. Oppure non avevo capito un bel niente. Nel processo D-M-D la creazione di plusvalore, a mio avviso, richiedeva necessariamente di generare plus-prodotto, crescita quantitativa, obsolescenza rapida delle merci, consumo smodato. Cose che l&#8217;amico Karl non aveva colto, forse. Presuntuoso, eh?<br />
Sì, prendiamoci le fabbriche ma decidiamo con attenzione cosa produrre e come. Le idee erano chiarissime. Bastò la terza riunione settimanale del direttivo per essere espulso da Avanguardia Operaia e trasformare il compagno Rodolfo in Cane Sciolto a vita.<br />
Così le letture divennero più sociologiche, trovando qualche risposta ne I muti e ne L&#8217;ospite, racconti brevi di Camus. Ho disertato l&#8217;economia per un po&#8217;, sino a Veblen e alla Teoria della classe agiata, curiosando anche Keynes e Smith, capendoci ben poco.<br />
Avevo pensato che se mi fossi posto all&#8217;origine degli artefatti, definendo la loro configurazione, avrei potuto agire su di essi. Per questo ho fatto il designer e mi sono dedicato alle strategie di prodotto e all&#8217;identità d&#8217;impresa. Nel mio piccolo, senza risultati.<br />
Un testo d&#8217;economia davvero interessante è, per me, &#8220;La grande transizione&#8221; di Mauro Bonaiuti (Bollati Boringhieri) con prefazione forse debordante di Serge Latouche di cui ho apprezzato invece il saggio storico-critico &#8220;L&#8217;invenzione dell&#8217;economia&#8221;, che mi permetto di suggerire.<br />
Ora dovrei leggere Piketty: lo farò? Ci penso, anche se l&#8217;attenta lettura qui sintetizzata mi fa pensare all&#8217;ennesimo tentativo di impossibile conciliazione fra crescita quantitativa e limiti dello sviluppo.  Nel frattempo, finché la nostra gentile ospite lo tollererà, continuerò con qualche puntata del mio disturbante blog nel blog Pigro e Banale, all&#8217;interno di Nuovo e Utile.</p>
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