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	Commenti a: Genitori iperprotettivi, figli ipervulnerabili	</title>
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	<description>Teorie e pratiche della creatività.</description>
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		Di: Maria Cornetta		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Cornetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Mar 2015 13:02:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Come sempre, la verità sta nel mezzo. E&#039; vero che esistono i casi citati ma io ho studiato che l&#039;&quot;adultizzazione&quot; (ovvero dare ad una persona troppo giovane responsabilità che non può emotivamente tollerare)da più danni che benefici. E qui si parla di studi di psicologia, non di opinioni. L&#039;approccio più saggio è solo uno: calibrare le potenzialità di autonomia del bambino in base al suo carattere, alla personalità, alla maturità, elementi che, in genere , un genitore attento è in grado di quantificare. Crescere non è facile in una realtà come quella odierna, perciò il compito degli educatori è più arduo: è semplicistico e comodo &quot;scaricare&quot; sui giovanissimi tutte le varie tappe dell&#039;evoluzione che un buon genitore deve accompagnare ed incoraggiare, mai FORZARE!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come sempre, la verità sta nel mezzo. E&#8217; vero che esistono i casi citati ma io ho studiato che l'&#8221;adultizzazione&#8221; (ovvero dare ad una persona troppo giovane responsabilità che non può emotivamente tollerare)da più danni che benefici. E qui si parla di studi di psicologia, non di opinioni. L&#8217;approccio più saggio è solo uno: calibrare le potenzialità di autonomia del bambino in base al suo carattere, alla personalità, alla maturità, elementi che, in genere , un genitore attento è in grado di quantificare. Crescere non è facile in una realtà come quella odierna, perciò il compito degli educatori è più arduo: è semplicistico e comodo &#8220;scaricare&#8221; sui giovanissimi tutte le varie tappe dell&#8217;evoluzione che un buon genitore deve accompagnare ed incoraggiare, mai FORZARE!</p>
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		Di: Graziano		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Graziano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Nov 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Essendo padre di due maschi... eccomi qua (scrivo anche anome di mia moglie...). Effettivamente, leggendo quel che si dice, cominciamoo a pensare di aver messo al mondo due specie di alieni: hanno sempre voluto abiti griffati (eppure noi avevamo sempre dato il buon esempio), dalle medie in poi hanno frequentato contemporaneamente anche le peggiori compagnie, maturità classica al Carducci (e ti raccomando gli scioperi e le occupazioni) e laurea uno allo IULM (che gli fa schifo) e l&#039;altro al Politecnico (vedi sopra), sempre con &quot;quasi&quot; il massimo dei voti; ora uno lavora, anche se si fa letteralmente &quot;il mazzo&quot;, come giornalista (sempre meglio che lavorare, si diceva una volta...) l&#039;altro non fa nemmeno lavoretti precari, (a meno che fare il tifoso del Milan non sia considerato un lavoro...), ma almeno fa qualcosa che gli piace (e molto, sembra!). Naturalmente non sanno farsi nemmeno una piadina, leggono molto, questo sì (il secondo La Gazza, naturalmente), mai andati in discoteca, non fumano sigarette normali (il resto non so), in compenso bevono molto... a volte mi domando di cosa ci lamentiamo, cioè, ce lo domandano loro... in effetti, guardandoci attorno, mi sa che hanno ragione (considerando anche che quando vanno in giro per il mondo non ci portano mai con loro, anzi, nemmeno ci dicono dove vanno e con chi). Fortunatamente, anche altri loro amici sono così (mal comune mezzo gaudio?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Essendo padre di due maschi&#8230; eccomi qua (scrivo anche anome di mia moglie&#8230;). Effettivamente, leggendo quel che si dice, cominciamoo a pensare di aver messo al mondo due specie di alieni: hanno sempre voluto abiti griffati (eppure noi avevamo sempre dato il buon esempio), dalle medie in poi hanno frequentato contemporaneamente anche le peggiori compagnie, maturità classica al Carducci (e ti raccomando gli scioperi e le occupazioni) e laurea uno allo IULM (che gli fa schifo) e l&#8217;altro al Politecnico (vedi sopra), sempre con &#8220;quasi&#8221; il massimo dei voti; ora uno lavora, anche se si fa letteralmente &#8220;il mazzo&#8221;, come giornalista (sempre meglio che lavorare, si diceva una volta&#8230;) l&#8217;altro non fa nemmeno lavoretti precari, (a meno che fare il tifoso del Milan non sia considerato un lavoro&#8230;), ma almeno fa qualcosa che gli piace (e molto, sembra!). Naturalmente non sanno farsi nemmeno una piadina, leggono molto, questo sì (il secondo La Gazza, naturalmente), mai andati in discoteca, non fumano sigarette normali (il resto non so), in compenso bevono molto&#8230; a volte mi domando di cosa ci lamentiamo, cioè, ce lo domandano loro&#8230; in effetti, guardandoci attorno, mi sa che hanno ragione (considerando anche che quando vanno in giro per il mondo non ci portano mai con loro, anzi, nemmeno ci dicono dove vanno e con chi). Fortunatamente, anche altri loro amici sono così (mal comune mezzo gaudio?</p>
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		Di: annamaria		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[annamaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Nov 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[IL FIGLIO DI RIYUEREN E GLI ALTRI In effetti uno guarda i comportamenti più diffusi, e si sconforta. Poi si imbatte delle, per fortuna numerose, eccezioni, e pensa che esistano altre possibilità. E torna a sperare. Lo vedo in aula: ho di fronte campioni di ragazzi tutto sommato molto omogenei per età, aspirazioni, formazione. Eppure visibilmente, prepotentemente diversi nei tratti individuali: curiosità. Attenzione. Prospettive. Modo di mettersi in relazione. Energia. E sì, anche competenze linguistiche. Tutta roba che - credo - vien fuori da una cooperazione formativa tra scuola e famiglia. Da madre di un figlio maschio adolescente mi faccio un sacco di domande. Trovo risposte parziali. Mi porto dietro alcuni principi di base solidi e irrinunciabili ma, per il resto, navigo a vista. Proprio come scrive Laura. Riaggiustando giorno per giorno le proporzioni di flessibilità e rigore, in un negoziato infinito. Credo che &quot;mamma&quot; sia qualcosa di più di una categoria: una condizione esistenziale. E anche di aver esercitato qualche sorta di maternage diverse volte, e anche prima di diventare madre biologicamente. Alcuni - molti - ragazzi mi incantano: pensano e fanno cose meravigliose con una leggerezza sapiente che me li fa subito considerare pari, nonostante la differenza di età. Altri, lo ammetto, mi fanno arrabbiare, per una specie di cecità arrogante. Altri ancora mi intristiscono, divisi tra opportunismo e rinuncia. Insomma: mica facile prendere ogni volta le misure. Spesso difficile, e a volte impossibile sia capire che farsi capire. Oltre al piccolo chimico: il libro di cui ho linkato il trailer è pieno di esperimenti &quot;pericolosi&quot;. Ma anche cucinare insieme può funzionare. Senza contare che sapersi preparare qualcosa sui fornelli è una competenza che chiunque, maschi compresi, dovrebbe avere. E che, naturalmente, si estende al mettere poi le pentole al posto giusto nella lavastoviglie. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>IL FIGLIO DI RIYUEREN E GLI ALTRI In effetti uno guarda i comportamenti più diffusi, e si sconforta. Poi si imbatte delle, per fortuna numerose, eccezioni, e pensa che esistano altre possibilità. E torna a sperare. Lo vedo in aula: ho di fronte campioni di ragazzi tutto sommato molto omogenei per età, aspirazioni, formazione. Eppure visibilmente, prepotentemente diversi nei tratti individuali: curiosità. Attenzione. Prospettive. Modo di mettersi in relazione. Energia. E sì, anche competenze linguistiche. Tutta roba che &#8211; credo &#8211; vien fuori da una cooperazione formativa tra scuola e famiglia. Da madre di un figlio maschio adolescente mi faccio un sacco di domande. Trovo risposte parziali. Mi porto dietro alcuni principi di base solidi e irrinunciabili ma, per il resto, navigo a vista. Proprio come scrive Laura. Riaggiustando giorno per giorno le proporzioni di flessibilità e rigore, in un negoziato infinito. Credo che &#8220;mamma&#8221; sia qualcosa di più di una categoria: una condizione esistenziale. E anche di aver esercitato qualche sorta di maternage diverse volte, e anche prima di diventare madre biologicamente. Alcuni &#8211; molti &#8211; ragazzi mi incantano: pensano e fanno cose meravigliose con una leggerezza sapiente che me li fa subito considerare pari, nonostante la differenza di età. Altri, lo ammetto, mi fanno arrabbiare, per una specie di cecità arrogante. Altri ancora mi intristiscono, divisi tra opportunismo e rinuncia. Insomma: mica facile prendere ogni volta le misure. Spesso difficile, e a volte impossibile sia capire che farsi capire. Oltre al piccolo chimico: il libro di cui ho linkato il trailer è pieno di esperimenti &#8220;pericolosi&#8221;. Ma anche cucinare insieme può funzionare. Senza contare che sapersi preparare qualcosa sui fornelli è una competenza che chiunque, maschi compresi, dovrebbe avere. E che, naturalmente, si estende al mettere poi le pentole al posto giusto nella lavastoviglie. </p>
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		Di: Utente Anonimo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Utente Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Nov 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Leorotundo: esiste ancora Il piccolo chimico! L&#039;ho regalato l&#039;anno scorso a una nipotina. Ed esistono un sacco di giochi scientifici fantastici che trovi in posti tipo &quot;La città del sole&quot; o &quot;Natura è&quot;. Il piccolo &quot;sito archeologico&quot; da scavare con la picozzina, la mini-funivia a luce solare (da montare col papà) eccetera. I giochi ci sono: ma non sono quelli pubblicizzati su ItaliaUno, nè quelli che trovi nei centri commerciali. E d&#039;altra parte, sono giochi che NECESSITANO di una partecipazione (attiva o anche a distanza, ma attenta) degli adulti: e pochi adulti hanno voglia di dedicare il loro prezioso tempo libero all&#039;educazione dei figli. Valeria]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Leorotundo: esiste ancora Il piccolo chimico! L&#8217;ho regalato l&#8217;anno scorso a una nipotina. Ed esistono un sacco di giochi scientifici fantastici che trovi in posti tipo &#8220;La città del sole&#8221; o &#8220;Natura è&#8221;. Il piccolo &#8220;sito archeologico&#8221; da scavare con la picozzina, la mini-funivia a luce solare (da montare col papà) eccetera. I giochi ci sono: ma non sono quelli pubblicizzati su ItaliaUno, nè quelli che trovi nei centri commerciali. E d&#8217;altra parte, sono giochi che NECESSITANO di una partecipazione (attiva o anche a distanza, ma attenta) degli adulti: e pochi adulti hanno voglia di dedicare il loro prezioso tempo libero all&#8217;educazione dei figli. Valeria</p>
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		Di: leorotundo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[leorotundo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Nov 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A proposito dell&#039;atteggiamento iperprotettivo nei confronti dei bambini che ostacola la curiosità mi sono ricordato di un&#039;intervista al chimico premio Nobel George Porter comparsa nel numero di febbraio del 1998 di &quot;Le Scienze&quot;: &quot;Per diffondere la conoscenza, bisognerebbe incominciare a insegnarla ai bambini, a partire dai primi anni di scuola. E&#039; davvero un peccato che non si vendano più nei negozi perché sono considerati pericolosi, giochi come &quot;Il piccolo chimico&quot;, che aiutano a sviluppare la curiosità nei confronti di questa scienza come è capitato a me. Oggigiorno si proibisce tutto, non è vero? Ho paura che la prossima cosa a essere proibita, per motivi di sicurezza sarà l&#039;acqua.&quot; ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A proposito dell&#8217;atteggiamento iperprotettivo nei confronti dei bambini che ostacola la curiosità mi sono ricordato di un&#8217;intervista al chimico premio Nobel George Porter comparsa nel numero di febbraio del 1998 di &#8220;Le Scienze&#8221;: &#8220;Per diffondere la conoscenza, bisognerebbe incominciare a insegnarla ai bambini, a partire dai primi anni di scuola. E&#8217; davvero un peccato che non si vendano più nei negozi perché sono considerati pericolosi, giochi come &#8220;Il piccolo chimico&#8221;, che aiutano a sviluppare la curiosità nei confronti di questa scienza come è capitato a me. Oggigiorno si proibisce tutto, non è vero? Ho paura che la prossima cosa a essere proibita, per motivi di sicurezza sarà l&#8217;acqua.&#8221; </p>
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		Di: Riyueren		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/troppo-protetti-da-piccoli-vulnerabili-da-grandi/#comment-3928</link>

		<dc:creator><![CDATA[Riyueren]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Nov 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Essendo mamma di un maschio...eccomi qua. Effettivamente, leggendo quel che si dice, comincio a pensare di aver messo al mondo una specie di alieno: mai voluto abiti griffati (beh, abbiamo dato il buon esempio) dalle medie in poi ha frequentato contemporaneamente anche il Conservatorio, maturità classica al D&#039;Oria e laurea biennale in Conservatorio, sempre col massimo dei voti, ora lavora, anche se si fa letteralmente &quot;il mazzo&quot;, come insegnante e accompagnatore al pianoforte...lavori precari, ovvio, ma almeno fa qualcosa che gli piace.Sa farsi anche da mangiare...legge molto...mai andato in discoteca, non beve, non fuma...a volte mi domando di cosa mi lamento, cioè, me lo domanda lui...in effetti,guardandomi attorno, mi sa che ha ragione (considerando anche che quando va in giro per Master class a volte mi porta con lui, come l&#039;estate scorsa, 2 settimane a Parigi).Anche altri suoi amici sono così. P.S. Peccato che quando mi sono registrata qui non ho potuto inserire, come categoria d&#039;appartenenza, &quot;mamma&quot;. Non era contemplato neppure &quot;casalinga&quot;, così ho dovuto scrivere &quot;altro&quot;. Forse bisogna essere creative anche nell&#039;allevare i figli ^__^]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Essendo mamma di un maschio&#8230;eccomi qua. Effettivamente, leggendo quel che si dice, comincio a pensare di aver messo al mondo una specie di alieno: mai voluto abiti griffati (beh, abbiamo dato il buon esempio) dalle medie in poi ha frequentato contemporaneamente anche il Conservatorio, maturità classica al D&#8217;Oria e laurea biennale in Conservatorio, sempre col massimo dei voti, ora lavora, anche se si fa letteralmente &#8220;il mazzo&#8221;, come insegnante e accompagnatore al pianoforte&#8230;lavori precari, ovvio, ma almeno fa qualcosa che gli piace.Sa farsi anche da mangiare&#8230;legge molto&#8230;mai andato in discoteca, non beve, non fuma&#8230;a volte mi domando di cosa mi lamento, cioè, me lo domanda lui&#8230;in effetti,guardandomi attorno, mi sa che ha ragione (considerando anche che quando va in giro per Master class a volte mi porta con lui, come l&#8217;estate scorsa, 2 settimane a Parigi).Anche altri suoi amici sono così. P.S. Peccato che quando mi sono registrata qui non ho potuto inserire, come categoria d&#8217;appartenenza, &#8220;mamma&#8221;. Non era contemplato neppure &#8220;casalinga&#8221;, così ho dovuto scrivere &#8220;altro&#8221;. Forse bisogna essere creative anche nell&#8217;allevare i figli ^__^</p>
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		<title>
		Di: Laura Bonaguro		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/troppo-protetti-da-piccoli-vulnerabili-da-grandi/#comment-3927</link>

		<dc:creator><![CDATA[Laura Bonaguro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Nov 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non suscito esattamente riprovazione quando racconto di mandare il mio undicenne a scuola da solo in bici - 2 km circa di strada - ma una sensazione leggera di madre incosciente si capta sempre. Il decalogo - già adocchiato appena scoperto il sito - lo trovo attualissimo. In qualità di mamma di due maschi mi infastidisce un po&#039; il commento n°6 ma è realistico, i dati sulla &quot;asimmetria di genere&quot; preoccupanti. Come si rompe la catena? Occorre impegno e pratica continua, secondo me, non accontentandoci di condividere delle opinioni ma modificando (perlomeno tentando con onestà di modificare) in primis il nostro stile di vita. Con buon senso, per prove ed errori e rimanendo alla larga da modelli preconfezionati spesso presuntuosi di voler essere perfetti. Senza troppa rigidità, in somma, né troppa indulgenza...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non suscito esattamente riprovazione quando racconto di mandare il mio undicenne a scuola da solo in bici &#8211; 2 km circa di strada &#8211; ma una sensazione leggera di madre incosciente si capta sempre. Il decalogo &#8211; già adocchiato appena scoperto il sito &#8211; lo trovo attualissimo. In qualità di mamma di due maschi mi infastidisce un po&#8217; il commento n°6 ma è realistico, i dati sulla &#8220;asimmetria di genere&#8221; preoccupanti. Come si rompe la catena? Occorre impegno e pratica continua, secondo me, non accontentandoci di condividere delle opinioni ma modificando (perlomeno tentando con onestà di modificare) in primis il nostro stile di vita. Con buon senso, per prove ed errori e rimanendo alla larga da modelli preconfezionati spesso presuntuosi di voler essere perfetti. Senza troppa rigidità, in somma, né troppa indulgenza&#8230;</p>
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		<title>
		Di: annamaria		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/troppo-protetti-da-piccoli-vulnerabili-da-grandi/#comment-3926</link>

		<dc:creator><![CDATA[annamaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Nov 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ leorotundo : grazie! Spero che i tuoi studenti troveranno in NeU qualcosa di utile. Credo che i modelli di ruolo siano fondamentali.. E certo: è un bel guaio se passa il messaggio che studiare non serve perché basta essere carini e farsi mantenere, poi, da un partner ricco. O che per diventare popolari è sufficiente una comparsata in uno spettacolo televisivo trash. Non solo è una logica perversa, che esalta le scorciatoie opportunistiche e sbeffeggia l&#039;impegno, la tenacia, la competenza e la pazienza. Ma è anche una logica fallimentare: nel senso che per una carina e disinvolta che (in quella logica lì) &quot;ce la fa&quot;, o per uno spregiudicato e fortunato che (sempre in quella logica lì) si guadagna un successo effimero, ce ne sono mille che si ritrovano istantaneamente scaraventati ai margini, e senza essersi procurati gli strumenti per percorrere altre strade. Quelle in salita. Credo però che anche per i ragazzi più avveduti, quelli che si preparano sul serio, il passaggio dal tepore dell&#039;accudimento familiare al gelo della scarsità di occasioni e prospettive sia traumatico. E forse le temperature andrebbero bilanciate: un po&#039; meno caldo a casa, un po&#039; meno freddo fuori. Le due cose insieme, però: non una sola. E sapendo bene che un &quot;fuori&quot; tiepido come casa propria proprio non esiste. E che però non si può stare rintanati, né mentalmente né materialmente, tutta la vita. Cerco di rispondere se posso (e se mi sembra di aver qualcosa da dire). Ma spesso mi precede qualche amico di NeU che dice quanto pensavo di dire come, o meglio, di quanto avrei fatto io :) @ anonimo6: certo. E&#039; una catena da rompere perché, quando c&#039;è, imprigiona tutti, genitori e figli. Ma dubito che i padri se ne possano tirare fuori. A meno che non si voglia assegnare alle madri &quot;anche&quot; un compito educativo nei confronti dei padri. Un po&#039; troppo, no? ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ leorotundo : grazie! Spero che i tuoi studenti troveranno in NeU qualcosa di utile. Credo che i modelli di ruolo siano fondamentali.. E certo: è un bel guaio se passa il messaggio che studiare non serve perché basta essere carini e farsi mantenere, poi, da un partner ricco. O che per diventare popolari è sufficiente una comparsata in uno spettacolo televisivo trash. Non solo è una logica perversa, che esalta le scorciatoie opportunistiche e sbeffeggia l&#8217;impegno, la tenacia, la competenza e la pazienza. Ma è anche una logica fallimentare: nel senso che per una carina e disinvolta che (in quella logica lì) &#8220;ce la fa&#8221;, o per uno spregiudicato e fortunato che (sempre in quella logica lì) si guadagna un successo effimero, ce ne sono mille che si ritrovano istantaneamente scaraventati ai margini, e senza essersi procurati gli strumenti per percorrere altre strade. Quelle in salita. Credo però che anche per i ragazzi più avveduti, quelli che si preparano sul serio, il passaggio dal tepore dell&#8217;accudimento familiare al gelo della scarsità di occasioni e prospettive sia traumatico. E forse le temperature andrebbero bilanciate: un po&#8217; meno caldo a casa, un po&#8217; meno freddo fuori. Le due cose insieme, però: non una sola. E sapendo bene che un &#8220;fuori&#8221; tiepido come casa propria proprio non esiste. E che però non si può stare rintanati, né mentalmente né materialmente, tutta la vita. Cerco di rispondere se posso (e se mi sembra di aver qualcosa da dire). Ma spesso mi precede qualche amico di NeU che dice quanto pensavo di dire come, o meglio, di quanto avrei fatto io 🙂 @ anonimo6: certo. E&#8217; una catena da rompere perché, quando c&#8217;è, imprigiona tutti, genitori e figli. Ma dubito che i padri se ne possano tirare fuori. A meno che non si voglia assegnare alle madri &#8220;anche&#8221; un compito educativo nei confronti dei padri. Un po&#8217; troppo, no? </p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: gabri		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/troppo-protetti-da-piccoli-vulnerabili-da-grandi/#comment-3925</link>

		<dc:creator><![CDATA[gabri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Nov 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E&#039; un fenomeno poco studiato, tanto che non mi viene facile colpevolizzare i genitori. Per mia esperienza ho visto solo una madre educare all&#039;autonomia i propri figli (due maschi). Ma era finlandese.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; un fenomeno poco studiato, tanto che non mi viene facile colpevolizzare i genitori. Per mia esperienza ho visto solo una madre educare all&#8217;autonomia i propri figli (due maschi). Ma era finlandese.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: leorotundo		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/troppo-protetti-da-piccoli-vulnerabili-da-grandi/#comment-3924</link>

		<dc:creator><![CDATA[leorotundo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Nov 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[sono leorotundo, commenti 5 e 7, spero adesso di riuscire a loggarmi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>sono leorotundo, commenti 5 e 7, spero adesso di riuscire a loggarmi.</p>
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		<title>
		Di: Utente Anonimo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Utente Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Nov 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[sono l&#039;utente anonimo del commento n 5, mi scuso ma ho difficoltà a loggarmi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>sono l&#8217;utente anonimo del commento n 5, mi scuso ma ho difficoltà a loggarmi.</p>
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		<item>
		<title>
		Di: Utente Anonimo		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/troppo-protetti-da-piccoli-vulnerabili-da-grandi/#comment-3922</link>

		<dc:creator><![CDATA[Utente Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Nov 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Strano che proprio a lamentarsi di quanto gli uomini siano bambini irresponsabili, sono proprio le stesse donne che in questo momento stanno educando il &#039;prezioso&#039; figlio maschio alle stesse regole che hanno subito dalle loro madri. E la vogliamo rompere sta catena.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Strano che proprio a lamentarsi di quanto gli uomini siano bambini irresponsabili, sono proprio le stesse donne che in questo momento stanno educando il &#8216;prezioso&#8217; figlio maschio alle stesse regole che hanno subito dalle loro madri. E la vogliamo rompere sta catena.</p>
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		Di: Utente Anonimo		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/troppo-protetti-da-piccoli-vulnerabili-da-grandi/#comment-3921</link>

		<dc:creator><![CDATA[Utente Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Nov 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Maggiore libertà vuol dire avere maggiori responsabilità e maggiore senso del dovere, questi ragazzi hanno una sola scusante: hanno pochi esempi, gli adulti ed in particolare la classe dirigente e la classe politica italiana non brillano per queste doti. La strada del cambiamento per il nostro paese è MOLTO in salita. Complimenti ad annamaria per l\\\&#039;iniziativa di questo sito che trovo veramente interessante, mi stupisce ed apprezzo molto anche il fatto che riesci a trovare il tempo per rispondere quasi in tempo reale ai commenti. Sto diffondendo questo sito fra le mie classi, insegno matematica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Maggiore libertà vuol dire avere maggiori responsabilità e maggiore senso del dovere, questi ragazzi hanno una sola scusante: hanno pochi esempi, gli adulti ed in particolare la classe dirigente e la classe politica italiana non brillano per queste doti. La strada del cambiamento per il nostro paese è MOLTO in salita. Complimenti ad annamaria per l\\\&#8217;iniziativa di questo sito che trovo veramente interessante, mi stupisce ed apprezzo molto anche il fatto che riesci a trovare il tempo per rispondere quasi in tempo reale ai commenti. Sto diffondendo questo sito fra le mie classi, insegno matematica.</p>
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		Di: Utente Anonimo		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/troppo-protetti-da-piccoli-vulnerabili-da-grandi/#comment-3920</link>

		<dc:creator><![CDATA[Utente Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Nov 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Oggi come ieri è possibile trovare un equilibrio tra autonomia e controllo nell&#039;educazione dei bambini, accompagnando con le dovute cautele ma senza demonizzare i potenziali pericoli. Vincenzo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi come ieri è possibile trovare un equilibrio tra autonomia e controllo nell&#8217;educazione dei bambini, accompagnando con le dovute cautele ma senza demonizzare i potenziali pericoli. Vincenzo</p>
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		Di: annamaria		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/troppo-protetti-da-piccoli-vulnerabili-da-grandi/#comment-3919</link>

		<dc:creator><![CDATA[annamaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Nov 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Anonimo: tutti i giovani che lavorano o hanno lavorato per me a) hanno imparato delle cose e sono cresciuti b) sono stati pagati ben al di sopra della media di mercato, anche se in periodo di stage. Alcuni si sono dimostrati in gamba. Altri meno. Credo nella meritocrazia e non l&#039;ho mai nascosto. Fa parte del mio modo di essere il fatto di accettare tutti i contributi. Sarebbe però interessante che chi si prende la responsabilità di muovermi pubblicamente degli addebiti personali avesse il coraggio di firmarsi con nome e cognome. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Anonimo: tutti i giovani che lavorano o hanno lavorato per me a) hanno imparato delle cose e sono cresciuti b) sono stati pagati ben al di sopra della media di mercato, anche se in periodo di stage. Alcuni si sono dimostrati in gamba. Altri meno. Credo nella meritocrazia e non l&#8217;ho mai nascosto. Fa parte del mio modo di essere il fatto di accettare tutti i contributi. Sarebbe però interessante che chi si prende la responsabilità di muovermi pubblicamente degli addebiti personali avesse il coraggio di firmarsi con nome e cognome. </p>
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