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	Commenti a: Viaggiare, girare il mondo, rallentare il tempo	</title>
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	<description>Teorie e pratiche della creatività.</description>
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		<title>
		Di: Maurizio Pansini		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/viaggiare-giro-del-mondo-tempo/#comment-181636</link>

		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Pansini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jan 2020 14:16:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lawrence Osborne, 
“Il turista nudo” Adelphi. 

   Suggerimento di lettura.

   Appassionante narrazione delle origini del turismo e, purtroppo, degli insanabili guasti arrecati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lawrence Osborne,<br />
“Il turista nudo” Adelphi. </p>
<p>   Suggerimento di lettura.</p>
<p>   Appassionante narrazione delle origini del turismo e, purtroppo, degli insanabili guasti arrecati.</p>
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		<title>
		Di: Lorenzo Luisi		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/viaggiare-giro-del-mondo-tempo/#comment-181512</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Luisi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jan 2020 08:49:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gentile Annamaria Testa,
credo che un frammento di frase contenuto nel penultimo capoverso del suo reportage dia il senso dell&#039;intera esperienza vissuta:
&quot;... proporsi di viaggiare con un intento di scoperta ...&quot;.
Quello che conta, che si viaggi per lavoro o per diletto, è proprio quella voglia di scoprire.
Scoprire emozioni, persone e luoghi, propri e altrui, non necessariamente dissimili da quelli usuali, ma vissuti in maniera e tempi diversi.
Un plauso alla franchezza con cui esorta partner occasionali o abituali a testare &quot;le molteplici implicazioni e sfumature affettive&quot; che si instaurano durante un viaggio (che a volte sottopongono a collaudo anche le unioni più durature).
Un caro saluto e alla prossima,
Lorenzo Luisi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile Annamaria Testa,<br />
credo che un frammento di frase contenuto nel penultimo capoverso del suo reportage dia il senso dell&#8217;intera esperienza vissuta:<br />
&#8220;&#8230; proporsi di viaggiare con un intento di scoperta &#8230;&#8221;.<br />
Quello che conta, che si viaggi per lavoro o per diletto, è proprio quella voglia di scoprire.<br />
Scoprire emozioni, persone e luoghi, propri e altrui, non necessariamente dissimili da quelli usuali, ma vissuti in maniera e tempi diversi.<br />
Un plauso alla franchezza con cui esorta partner occasionali o abituali a testare &#8220;le molteplici implicazioni e sfumature affettive&#8221; che si instaurano durante un viaggio (che a volte sottopongono a collaudo anche le unioni più durature).<br />
Un caro saluto e alla prossima,<br />
Lorenzo Luisi</p>
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		<title>
		Di: Alessio Bisetto		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/viaggiare-giro-del-mondo-tempo/#comment-181407</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alessio Bisetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jan 2020 06:51:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie.
Per aver condiviso un&#039;esperienza di viaggio e di vita con noi lettori, nonché una riflessione sul turismo (e sulla sua &quot;ricezione&quot; da parte dei Paesi del mondo) molto interessante.
Mi sono ritrovato in particolare nelle considerazioni sui difficili rapporti con le popolazioni indigene: non ho girato molto ancora, purtroppo (o per fortuna? Mi pongo sempre la questione del mio impatto come turista), ma il viaggio più significativo per me ad oggi resta quello in Tanzania. La sensazione di intruso, persona &quot;fuori contesto&quot; capace di stravolgere il senso della vita e delle cose per chi è abitante originario di un luogo l&#039;ho vissuta in prima persona visitando un villaggio Masai: non era nei piani (eravamo lì per un safari e puntavamo a vedere animali e natura dove poterci sentire &quot;piccoli&quot;), ma io e mia moglie abbiamo ceduto alla proposta della nostra guida. Abbiamo finito per sentirci male, in colpa e davvero importuni. Credo che però siamo tra i pochi ad aver avuto questa sensazione, altri turisti avranno visto questo tipo di tappe come &quot;belle&quot; e &quot;significative&quot;. L&#039;atteggiamento dei Masai nei nostri confronti è stato l&#039;aspetto più segnante: agivano per abitudine, con frasi fatte, presentandoci quella che era in effetti la loro autentica &quot;casa&quot;, piena della loro vita, come si trattasse di un museo, pieno invece di storia ma non più vivo, non più attuale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie.<br />
Per aver condiviso un&#8217;esperienza di viaggio e di vita con noi lettori, nonché una riflessione sul turismo (e sulla sua &#8220;ricezione&#8221; da parte dei Paesi del mondo) molto interessante.<br />
Mi sono ritrovato in particolare nelle considerazioni sui difficili rapporti con le popolazioni indigene: non ho girato molto ancora, purtroppo (o per fortuna? Mi pongo sempre la questione del mio impatto come turista), ma il viaggio più significativo per me ad oggi resta quello in Tanzania. La sensazione di intruso, persona &#8220;fuori contesto&#8221; capace di stravolgere il senso della vita e delle cose per chi è abitante originario di un luogo l&#8217;ho vissuta in prima persona visitando un villaggio Masai: non era nei piani (eravamo lì per un safari e puntavamo a vedere animali e natura dove poterci sentire &#8220;piccoli&#8221;), ma io e mia moglie abbiamo ceduto alla proposta della nostra guida. Abbiamo finito per sentirci male, in colpa e davvero importuni. Credo che però siamo tra i pochi ad aver avuto questa sensazione, altri turisti avranno visto questo tipo di tappe come &#8220;belle&#8221; e &#8220;significative&#8221;. L&#8217;atteggiamento dei Masai nei nostri confronti è stato l&#8217;aspetto più segnante: agivano per abitudine, con frasi fatte, presentandoci quella che era in effetti la loro autentica &#8220;casa&#8221;, piena della loro vita, come si trattasse di un museo, pieno invece di storia ma non più vivo, non più attuale.</p>
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