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	Commenti a: Intelligenza sociale:  conoscere se stessi per capire meglio gli altri	</title>
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	<description>Teorie e pratiche della creatività.</description>
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		Di: Rodolfo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rodolfo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Nov 2017 08:28:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho riletto più volte questo post e quello successivo, sulla partecipazione al voto, ma non sono certo di aver compreso bene.
A me pare che più che essere parte della società, come un tutt&#039;uno, si è parte di gruppi sociali, spesso avversi.
Persone che hanno competenza di linguaggio tale da strutturare correttamente il sintagma di una frase e di un discorso, si perdono totalmente nella logica pardigmatica. Si parte da premesse erronee, (Di notte tutti i gatti sono neri. Questo gatto è nero. Deduzione: adesso –anche se è mezzogiorno– è notte.) per sostenere, sempre in prima persona plurale, idee insostenibili. (Noi siamo contrari alle vaccinazioni…).
Credo dipenda in larga misura dall&#039;evoluzione della nostra specie. Rispondiamo, come i polli, all&#039;ordine gerarchico di beccata, descritto da NiKo Timbergen, e a quello di branco, come i lupi di Boitani.
Per questo è possibile che un Cicciobomba Cannoniere, che, imbalsamato, farebbe bella mostra in una teca del museo Lombroso, riesce ad avere un milione di marionette vestite in rosso magenta, schierate ad ogni parata in un quadrato perfetto. Forse perché queste persone sono disposte a sottomettersi all&#039;ordine gerarchico per vivere nel Mondo Perfetto della Korea del nord, contro il Grande Nemico esterno. 
Anche da noi, se si condivide l&#039;appartenenza ad una comunità, c&#039;è chi è disponibile ad accettare, ad esempio, che un giovane Casaleggio, oltre ad ereditare immobili e attività lavorative, erediti anche il diritto di comandare, e che questo diritto sia riconosciuto dai sottoposti di unovaleuno.
Un milione di euro a chi riesce a convincere, non a costringere, quarantaquattro gatti a marciare in fila per sei col resto di due.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho riletto più volte questo post e quello successivo, sulla partecipazione al voto, ma non sono certo di aver compreso bene.<br />
A me pare che più che essere parte della società, come un tutt&#8217;uno, si è parte di gruppi sociali, spesso avversi.<br />
Persone che hanno competenza di linguaggio tale da strutturare correttamente il sintagma di una frase e di un discorso, si perdono totalmente nella logica pardigmatica. Si parte da premesse erronee, (Di notte tutti i gatti sono neri. Questo gatto è nero. Deduzione: adesso –anche se è mezzogiorno– è notte.) per sostenere, sempre in prima persona plurale, idee insostenibili. (Noi siamo contrari alle vaccinazioni…).<br />
Credo dipenda in larga misura dall&#8217;evoluzione della nostra specie. Rispondiamo, come i polli, all&#8217;ordine gerarchico di beccata, descritto da NiKo Timbergen, e a quello di branco, come i lupi di Boitani.<br />
Per questo è possibile che un Cicciobomba Cannoniere, che, imbalsamato, farebbe bella mostra in una teca del museo Lombroso, riesce ad avere un milione di marionette vestite in rosso magenta, schierate ad ogni parata in un quadrato perfetto. Forse perché queste persone sono disposte a sottomettersi all&#8217;ordine gerarchico per vivere nel Mondo Perfetto della Korea del nord, contro il Grande Nemico esterno.<br />
Anche da noi, se si condivide l&#8217;appartenenza ad una comunità, c&#8217;è chi è disponibile ad accettare, ad esempio, che un giovane Casaleggio, oltre ad ereditare immobili e attività lavorative, erediti anche il diritto di comandare, e che questo diritto sia riconosciuto dai sottoposti di unovaleuno.<br />
Un milione di euro a chi riesce a convincere, non a costringere, quarantaquattro gatti a marciare in fila per sei col resto di due.</p>
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		Di: Magari		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/intelligenza-sociale-conoscere-se-stessi/#comment-158280</link>

		<dc:creator><![CDATA[Magari]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Nov 2017 10:20:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Buongiorno Annamaria,
grazie per la risposta!

Sì dal punto di vista etico ho dovuto lavarmi la lingua con il sapone dopo avere scritto quella giustificazione a un sistema che non mi piace e non mi rappresenta.
Però...  è un sistema che funziona ed è così da sempre: dai faraoni egiziani ai capitani di industria.
Il potere rende sociopatici. I sociopatici sfruttano tutti gli altri, esseri umani empatici incantati dalla sociopatia inumana, e tutti insieme fanno grandi cose al prezzo delle vite individuali (degli empatici in maggioranza, non dei sociopatici al vertice).

Sarebbe interessante immaginare un altro sistema, diverso e migliore, ma organizzato dalle fondamenta tenendo conto del tranello teso dall&#039;esca dei sociopatici: forse sarebbe la giusta sfida per il mondo paritario portato da internet, non appena avremo superato questo lieve impasse delle fake news e echo chamber e della perdita di valore dell&#039;argomento di autorità.

Stavo poi ripensando a tutta quell&#039;empatia dei miei bei tempi: è un tema che punta all&#039;essenza di molte cose, ma non se ne parla quasi mai, al punto che a volte ho la sensazione che mi manchi ancora oggi un vocabolario adatto, e allora devo ricorrere all&#039;allegoria, o alle religioni, e comunque sembra di non capirsi mai completamente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Buongiorno Annamaria,<br />
grazie per la risposta!</p>
<p>Sì dal punto di vista etico ho dovuto lavarmi la lingua con il sapone dopo avere scritto quella giustificazione a un sistema che non mi piace e non mi rappresenta.<br />
Però&#8230;  è un sistema che funziona ed è così da sempre: dai faraoni egiziani ai capitani di industria.<br />
Il potere rende sociopatici. I sociopatici sfruttano tutti gli altri, esseri umani empatici incantati dalla sociopatia inumana, e tutti insieme fanno grandi cose al prezzo delle vite individuali (degli empatici in maggioranza, non dei sociopatici al vertice).</p>
<p>Sarebbe interessante immaginare un altro sistema, diverso e migliore, ma organizzato dalle fondamenta tenendo conto del tranello teso dall&#8217;esca dei sociopatici: forse sarebbe la giusta sfida per il mondo paritario portato da internet, non appena avremo superato questo lieve impasse delle fake news e echo chamber e della perdita di valore dell&#8217;argomento di autorità.</p>
<p>Stavo poi ripensando a tutta quell&#8217;empatia dei miei bei tempi: è un tema che punta all&#8217;essenza di molte cose, ma non se ne parla quasi mai, al punto che a volte ho la sensazione che mi manchi ancora oggi un vocabolario adatto, e allora devo ricorrere all&#8217;allegoria, o alle religioni, e comunque sembra di non capirsi mai completamente.</p>
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		Di: Annamaria Testa		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/intelligenza-sociale-conoscere-se-stessi/#comment-158263</link>

		<dc:creator><![CDATA[Annamaria Testa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Nov 2017 23:19:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://nuovoeutile.it/intelligenza-sociale-conoscere-se-stessi/#comment-158197&quot;&gt;Magari&lt;/a&gt;.

Ciao Magari.
Grazie! Dici cose molto interessanti, e mi trovo d&#039;accordo con te. 
Un unico dubbio, sulla giustezza pragmatica del modo &quot;idiota&quot; di affrontare la società. Giusto, probabilmente, per quanto riguarda i risultati individuali a breve termine. Devastante, temo, per la collettività e nel lungo periodo. Ammesso che un &quot;lungo periodo&quot;, effettivamente, ci sia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://nuovoeutile.it/intelligenza-sociale-conoscere-se-stessi/#comment-158197">Magari</a>.</p>
<p>Ciao Magari.<br />
Grazie! Dici cose molto interessanti, e mi trovo d&#8217;accordo con te.<br />
Un unico dubbio, sulla giustezza pragmatica del modo &#8220;idiota&#8221; di affrontare la società. Giusto, probabilmente, per quanto riguarda i risultati individuali a breve termine. Devastante, temo, per la collettività e nel lungo periodo. Ammesso che un &#8220;lungo periodo&#8221;, effettivamente, ci sia.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Magari		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/intelligenza-sociale-conoscere-se-stessi/#comment-158197</link>

		<dc:creator><![CDATA[Magari]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Nov 2017 13:25:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[sì, me ne sono accorto anche io, ma la mia esperienza personale potrebbe aggiungere ulteriore complessità ai risultati dell&#039;esperimento.

Per questioni imponderabili ho &#039;lavorato&#039; molto su me stesso, raggiungendo effettivamente un discreto grado di accettazione delle molte contraddizioni e dei miei difetti.
Questo però purtroppo (per fortuna) è avvenuto molti anni fa, ed è da un p&#039; di tempo che non mi dedico allo studio in profondità di me stesso.
Il risultato è stato una diminuzione delle abilità sociali.
Questo potrebbe indicare che i benefici dell&#039;autoanalisi restano validi solo finché si praticalo studio.

Un altro elemento che potrebbe interessarvi è quello che ho osservato durante la scrittura dei dialoghi di un racconto di narrativa.
Il risultato è stato lo stesso dell&#039;autoanalisi e una accresciuta intelligenza sociale: per qualche settimana sono sembrato persino una persona normale agli occhi delle frequentazioni occasionali.

Ultima osservazione sulle persone di potere: è vero che narcisismo e sociopatia sono fin troppo comuni, ma resta un mistero la ragione per cui queste qualità li rendano così affascinanti e li conducano effettivamente al successo.
Forse dovremmo prendere in considerazione l&#039;idea che il loro modo (&quot;idiota&quot;, per usare una terminologia etimologica) di affrontare la società sia il modo giusto, da un punto di vista pragmatico e di risultati ottenuti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>sì, me ne sono accorto anche io, ma la mia esperienza personale potrebbe aggiungere ulteriore complessità ai risultati dell&#8217;esperimento.</p>
<p>Per questioni imponderabili ho &#8216;lavorato&#8217; molto su me stesso, raggiungendo effettivamente un discreto grado di accettazione delle molte contraddizioni e dei miei difetti.<br />
Questo però purtroppo (per fortuna) è avvenuto molti anni fa, ed è da un p&#8217; di tempo che non mi dedico allo studio in profondità di me stesso.<br />
Il risultato è stato una diminuzione delle abilità sociali.<br />
Questo potrebbe indicare che i benefici dell&#8217;autoanalisi restano validi solo finché si praticalo studio.</p>
<p>Un altro elemento che potrebbe interessarvi è quello che ho osservato durante la scrittura dei dialoghi di un racconto di narrativa.<br />
Il risultato è stato lo stesso dell&#8217;autoanalisi e una accresciuta intelligenza sociale: per qualche settimana sono sembrato persino una persona normale agli occhi delle frequentazioni occasionali.</p>
<p>Ultima osservazione sulle persone di potere: è vero che narcisismo e sociopatia sono fin troppo comuni, ma resta un mistero la ragione per cui queste qualità li rendano così affascinanti e li conducano effettivamente al successo.<br />
Forse dovremmo prendere in considerazione l&#8217;idea che il loro modo (&#8220;idiota&#8221;, per usare una terminologia etimologica) di affrontare la società sia il modo giusto, da un punto di vista pragmatico e di risultati ottenuti.</p>
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