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	Commenti a: Perché le persone di potere badano solo a se stesse &#8211; Idee 176	</title>
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	<description>Teorie e pratiche della creatività.</description>
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		<title>
		Di: Andrea Bonomi		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/persone-di-potere/#comment-187132</link>

		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bonomi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Sep 2020 07:28:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Infatti per il comando delle Frecce Tricolori viene selezionato l&#039;ufficiale meno egocentrico e che meno è propenso alle manovre individuali di tutto lo stormo. Perché un comandante narcisista in quel contesto penserebbe solo alle proprie manovre da solista mettendo a rischio la vita degli altri ufficiali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Infatti per il comando delle Frecce Tricolori viene selezionato l&#8217;ufficiale meno egocentrico e che meno è propenso alle manovre individuali di tutto lo stormo. Perché un comandante narcisista in quel contesto penserebbe solo alle proprie manovre da solista mettendo a rischio la vita degli altri ufficiali.</p>
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		<title>
		Di: Mariano Havlicek		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/persone-di-potere/#comment-173297</link>

		<dc:creator><![CDATA[Mariano Havlicek]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Aug 2019 03:41:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi piace la precisazione: agisce &quot;come se avesse&quot; subito un trauma celebrale.

Ebbene a mio avviso il punto è proprio qui. 

Chi analizza il comportamento del potente deve chiarirsi cosa intende con trauma. Lo stato di panico è un trauma per il cervello?

Passare da uno stato celebrale imperturbato di tranquillità, intesa come assenza di problemi o responsabilità, ad uno in cui ti senti al centro del giudizio di tutti, sottoposto a costante sfida e rischio di fallimento o all&#039;euforia di un insospettabile successo non è forse un trauma per il cervello?

Sappiamo tutti che quando una condizione punitiva inevitabile (lesiva o non lesiva che sia) si protrae a lungo mettiamo in atto un meccanismo di difesa che è quello di &quot;accettare&quot; e quindi sopportare la condizione dolorosa pur di raggiungere il nostro obiettivo. Ma se la fonte della punizione e un nostro simile allora il meccanismo di difesa diventa quello di deriderlo o disprezzarlo quando non è possibile evitarlo. 
Non è che questo meccanismo possa essere la base su cui nascono comportamenti di difesa del potente che dagli altri vengono interpretati come egocentrismo superbia o narcisismo?

La persona di potere quindi è esposta costantemente ad un campo variabile altamente percepito di successo o insuccesso, di giudizio (condanna e assoluzione) e pregiudizio (interpretazione preconfezionata del suo operato). Naviga in maretta emotiva e decisionale. 

Chi non sarebbe traumatizzato da ciò? (Positivamente o negativamente che sia) soprattutto a fronte del fatto che l&#039;uomo di potere non è preparato a questo? 

Dire che queste persone sono meno consapevoli dei rischi è a mio avviso fuorviante. Direi piuttosto che essi manifestano comportamenti che sono interpretabili come il prendere decisioni azzardate. Teniamo presente che lo stato di maretta decisionale in cui si trovano li pone nelle condizioni di affrontare spesso problemi per i quali non sono preparati o per i quali non hanno tempo di prepararsi. 

In queste condizioni non si può fare altro che giocare d&#039;azzardo, cioè prendere decisioni sulla base di conoscenza e consapevolezza delle conseguenze (delle decisioni da prendere) solo parziale, quando non nulle. 

Ecco perché il vero errore dell&#039;uomo di potere è quello di non condividere (delegare) parte del suo potere con un adeguato team capace di supportarlo nelle decisioni. Egli infatti si fa carico e accentra le decisioni su di se anche in ambiti in cui la scarsità di competenze e tempo lo espongono al rischio di fallimento. Ecco che in una tal situazione egli si trova costretto (causa maretta emotiva che porta allo stress) ad esercitare la forza per tentare di ottenere i risultati e conservare il potere.

Una cosa simile ma molto più intensa, e con dettagli molto interessant,i succede quando l&#039;uomo di potere ha successo. Il successo infatti accelera esponenzialmente le prestazioni del cervello.

Ma questo è solo il mio punto di vista.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi piace la precisazione: agisce &#8220;come se avesse&#8221; subito un trauma celebrale.</p>
<p>Ebbene a mio avviso il punto è proprio qui. </p>
<p>Chi analizza il comportamento del potente deve chiarirsi cosa intende con trauma. Lo stato di panico è un trauma per il cervello?</p>
<p>Passare da uno stato celebrale imperturbato di tranquillità, intesa come assenza di problemi o responsabilità, ad uno in cui ti senti al centro del giudizio di tutti, sottoposto a costante sfida e rischio di fallimento o all&#8217;euforia di un insospettabile successo non è forse un trauma per il cervello?</p>
<p>Sappiamo tutti che quando una condizione punitiva inevitabile (lesiva o non lesiva che sia) si protrae a lungo mettiamo in atto un meccanismo di difesa che è quello di &#8220;accettare&#8221; e quindi sopportare la condizione dolorosa pur di raggiungere il nostro obiettivo. Ma se la fonte della punizione e un nostro simile allora il meccanismo di difesa diventa quello di deriderlo o disprezzarlo quando non è possibile evitarlo.<br />
Non è che questo meccanismo possa essere la base su cui nascono comportamenti di difesa del potente che dagli altri vengono interpretati come egocentrismo superbia o narcisismo?</p>
<p>La persona di potere quindi è esposta costantemente ad un campo variabile altamente percepito di successo o insuccesso, di giudizio (condanna e assoluzione) e pregiudizio (interpretazione preconfezionata del suo operato). Naviga in maretta emotiva e decisionale. </p>
<p>Chi non sarebbe traumatizzato da ciò? (Positivamente o negativamente che sia) soprattutto a fronte del fatto che l&#8217;uomo di potere non è preparato a questo? </p>
<p>Dire che queste persone sono meno consapevoli dei rischi è a mio avviso fuorviante. Direi piuttosto che essi manifestano comportamenti che sono interpretabili come il prendere decisioni azzardate. Teniamo presente che lo stato di maretta decisionale in cui si trovano li pone nelle condizioni di affrontare spesso problemi per i quali non sono preparati o per i quali non hanno tempo di prepararsi. </p>
<p>In queste condizioni non si può fare altro che giocare d&#8217;azzardo, cioè prendere decisioni sulla base di conoscenza e consapevolezza delle conseguenze (delle decisioni da prendere) solo parziale, quando non nulle. </p>
<p>Ecco perché il vero errore dell&#8217;uomo di potere è quello di non condividere (delegare) parte del suo potere con un adeguato team capace di supportarlo nelle decisioni. Egli infatti si fa carico e accentra le decisioni su di se anche in ambiti in cui la scarsità di competenze e tempo lo espongono al rischio di fallimento. Ecco che in una tal situazione egli si trova costretto (causa maretta emotiva che porta allo stress) ad esercitare la forza per tentare di ottenere i risultati e conservare il potere.</p>
<p>Una cosa simile ma molto più intensa, e con dettagli molto interessant,i succede quando l&#8217;uomo di potere ha successo. Il successo infatti accelera esponenzialmente le prestazioni del cervello.</p>
<p>Ma questo è solo il mio punto di vista.</p>
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		<title>
		Di: MAu		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/persone-di-potere/#comment-173273</link>

		<dc:creator><![CDATA[MAu]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Aug 2019 17:12:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L’analogia con Gage riguarda l’incapacità di chi è colpito dalla hubris di prendere decisioni, che non mi sembra affligga gli “hubridi” dei tempi nostri che di decisioni ne prendono anche troppe. Peraltro nella tragedia greca la hybris era contrapposta alla nemesi, la vendetta degli dei. 
Speriamo. 

Peraltro varrebbe la pena di considerare l&#039;acquisizione del potere e il suo mantenimento attraverso il consenso dal punto di vista della competenza e della capacità di elaborare attività a lungo termine nell’interesse della collettività. 
Potremmo scoprire che non esiste un ente sufficientemente indipendente da effettuare una seria analisi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’analogia con Gage riguarda l’incapacità di chi è colpito dalla hubris di prendere decisioni, che non mi sembra affligga gli “hubridi” dei tempi nostri che di decisioni ne prendono anche troppe. Peraltro nella tragedia greca la hybris era contrapposta alla nemesi, la vendetta degli dei.<br />
Speriamo. </p>
<p>Peraltro varrebbe la pena di considerare l&#8217;acquisizione del potere e il suo mantenimento attraverso il consenso dal punto di vista della competenza e della capacità di elaborare attività a lungo termine nell’interesse della collettività.<br />
Potremmo scoprire che non esiste un ente sufficientemente indipendente da effettuare una seria analisi.</p>
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		<title>
		Di: ggfondra		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/persone-di-potere/#comment-167306</link>

		<dc:creator><![CDATA[ggfondra]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Feb 2019 22:27:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sicuramente senza volerlo questo articolo descrive il Sindaco della mia città, recentemente rieletto al primo turno e per un secondo quinquennio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sicuramente senza volerlo questo articolo descrive il Sindaco della mia città, recentemente rieletto al primo turno e per un secondo quinquennio.</p>
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		<title>
		Di: massimo crucitti		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/persone-di-potere/#comment-161275</link>

		<dc:creator><![CDATA[massimo crucitti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Aug 2018 03:01:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E&#039; vero, sulle persone di potere si parla molto da migliaia di anni, proprio perché sono di potere.
Ti domandi se è nato prima il narcisista o il potere (uso il maschile non per convenzione).
Domandiamoci cosa è il potere.
E&#039; una qualità originale di una persona?
E&#039; una credenza collettiva?
E&#039; necessario?
Anche sul potere si è detto molto.
C&#039;è chi vuole esercitarlo, chi vuole subirlo e chi vuole starne lontano.
Io voglio avere potere su di me, su quello che decido, ma a volte vorrei anche essere libero da questo potere, essere libero di non decidere, che altro decida. Anche questa è una libertà.
E&#039; la libertà che manca al narcisista ed è forse uno dei motivi per cui, quando ottiene il potere, si lascia trascinare dall&#039;impulsività, come se perdesse il governo di sé, per liberarsi da sé, perché il macigno delle decisioni opprime.
Ma in buona parte dei casi, questa liberazione non avviene, anche l&#039;impulsività diventa uno strumento manipolatorio, per perpetuare il sistema di relazioni di cui anche chi apparentemente detiene il potere è vittima.
Certo, innegabilmente, c&#039;è chi soffre di più e chi meno, e c&#039;è chi ha più strumenti per far soffrire l&#039;altro. 
Chi decide è comunque responsabile, ma anche chi lo lascia decidere lo è.
Se questa è una malattia, ne siamo tutti partecipi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; vero, sulle persone di potere si parla molto da migliaia di anni, proprio perché sono di potere.<br />
Ti domandi se è nato prima il narcisista o il potere (uso il maschile non per convenzione).<br />
Domandiamoci cosa è il potere.<br />
E&#8217; una qualità originale di una persona?<br />
E&#8217; una credenza collettiva?<br />
E&#8217; necessario?<br />
Anche sul potere si è detto molto.<br />
C&#8217;è chi vuole esercitarlo, chi vuole subirlo e chi vuole starne lontano.<br />
Io voglio avere potere su di me, su quello che decido, ma a volte vorrei anche essere libero da questo potere, essere libero di non decidere, che altro decida. Anche questa è una libertà.<br />
E&#8217; la libertà che manca al narcisista ed è forse uno dei motivi per cui, quando ottiene il potere, si lascia trascinare dall&#8217;impulsività, come se perdesse il governo di sé, per liberarsi da sé, perché il macigno delle decisioni opprime.<br />
Ma in buona parte dei casi, questa liberazione non avviene, anche l&#8217;impulsività diventa uno strumento manipolatorio, per perpetuare il sistema di relazioni di cui anche chi apparentemente detiene il potere è vittima.<br />
Certo, innegabilmente, c&#8217;è chi soffre di più e chi meno, e c&#8217;è chi ha più strumenti per far soffrire l&#8217;altro.<br />
Chi decide è comunque responsabile, ma anche chi lo lascia decidere lo è.<br />
Se questa è una malattia, ne siamo tutti partecipi.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: Romina Scaldaferri		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/persone-di-potere/#comment-160699</link>

		<dc:creator><![CDATA[Romina Scaldaferri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Jun 2018 07:10:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Da consulente aziendale in area risorse umane e organizzazione ne ho conosciuto tanti manager narcisisti. Non ho scritto un saggio sul tema , bensì un romanzo giallo in cui il manager &quot;vincente&quot; viene ucciso sulla porta della sua azienda e la ricostruzione, attraverso l&#039;indagine, di retroscena inquietanti sulla vita dell&#039;uomo assassinato rappresenta quasi ... un saggio sul narcisismo! Non a caso la società che il manager aveva costituito per gestire i suoi affari si chiama Hybris...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da consulente aziendale in area risorse umane e organizzazione ne ho conosciuto tanti manager narcisisti. Non ho scritto un saggio sul tema , bensì un romanzo giallo in cui il manager &#8220;vincente&#8221; viene ucciso sulla porta della sua azienda e la ricostruzione, attraverso l&#8217;indagine, di retroscena inquietanti sulla vita dell&#8217;uomo assassinato rappresenta quasi &#8230; un saggio sul narcisismo! Non a caso la società che il manager aveva costituito per gestire i suoi affari si chiama Hybris&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Elisabetta Franzoso		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/persone-di-potere/#comment-157262</link>

		<dc:creator><![CDATA[Elisabetta Franzoso]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Sep 2017 08:55:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Relevante articolo. I liked it.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Relevante articolo. I liked it.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Massimo		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/persone-di-potere/#comment-157241</link>

		<dc:creator><![CDATA[Massimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Sep 2017 08:44:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://nuovoeutile.it/persone-di-potere/#comment-156968&quot;&gt;Annamaria Testa&lt;/a&gt;.

Bisogna ricominciare a costruire &quot;un mondo dove buongiorno vuol dire veramente buongiorno&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://nuovoeutile.it/persone-di-potere/#comment-156968">Annamaria Testa</a>.</p>
<p>Bisogna ricominciare a costruire &#8220;un mondo dove buongiorno vuol dire veramente buongiorno&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Paolo Ottomano		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/persone-di-potere/#comment-157236</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo Ottomano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Sep 2017 18:44:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Quello che io mi chiedo è: col potere non ci nasci, quindi vuol dire che prima non ce l&#039;avevi (a meno che tu non sia un privilegiato, un figlio di papà che ha la strada spianata e ti ritrovi - esempio - a dirigere un&#039;equipe di cuochi senza nemmeno saper sbucciare le patate). E allora chi acquista il potere, dimentica immediatamente (o progressivamente) la gavetta che eventualmente ha fatto? Non rivede se stesso nei dipendenti più giovani? O si rivede ma fa finta di nulla, tanto lui è arrivato? Al punto che è più importante comprarsi una macchina da 100mila euro piuttosto che pagare una donna delle pulizie per tenere pulito l&#039;ufficio?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quello che io mi chiedo è: col potere non ci nasci, quindi vuol dire che prima non ce l&#8217;avevi (a meno che tu non sia un privilegiato, un figlio di papà che ha la strada spianata e ti ritrovi &#8211; esempio &#8211; a dirigere un&#8217;equipe di cuochi senza nemmeno saper sbucciare le patate). E allora chi acquista il potere, dimentica immediatamente (o progressivamente) la gavetta che eventualmente ha fatto? Non rivede se stesso nei dipendenti più giovani? O si rivede ma fa finta di nulla, tanto lui è arrivato? Al punto che è più importante comprarsi una macchina da 100mila euro piuttosto che pagare una donna delle pulizie per tenere pulito l&#8217;ufficio?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Davide Valenti		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/persone-di-potere/#comment-157188</link>

		<dc:creator><![CDATA[Davide Valenti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Sep 2017 11:05:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Molto interessante e ben scritto. Simone Weil in &quot;Riflessioni sulle cause della libertà e dell&#039;oppressione sociale&quot; ha descritto credo bene un possibile fondamento della &quot;trappola del ruolo&quot; in cui cade l&#039;uomo di potere. 
In sostanza dice che non c&#039;è vero &quot;possesso&quot; di potere, ma solo &quot;corsa al potere&quot;. In questa corsa l&#039;uomo di potere &quot;corre&quot; (ossia esercita il potere) così come un ciclista pedala. Non c&#039;è istante in cui l&#039;uomo di potere non corra, ossia non senta di dovere esercitare il potere. Da qui la &quot;frenesia&quot;. 
Simone Weil, spiega che l&#039;uomo di potere partecipa a questa corsa, perché il suo ruolo di guida è incorporato in un meccanismo più grande di lui (che è &quot;la società stessa&quot;, la collettività in quanto tale, quella che Platone chiamava il Grande Animale). 
Quanto più l&#039;uomo di potere è incorporato a un meccanismo collettivo (aziendale, statuale,...), tanto più la &quot;trappola del ruolo&quot; in cui si chiude si alimenta delle scosse sismiche di quel meccanismo, esprime la voce del meccanismo nell&#039;interiorità dell&#039;uomo di potere. Tale meccanismo, tale trappola, si fa più stringente quanto più il collettivo che l&#039;uomo di potere rappresenta diviene soggetto a necessità e pressioni.

Una domanda su quelle persone di potere di cui parla alla fine dell&#039;articolo: che cosa le rendeva capaci di ascolto, comprensione, dialogo? Erano &quot;distaccate&quot; dal potere&quot;?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molto interessante e ben scritto. Simone Weil in &#8220;Riflessioni sulle cause della libertà e dell&#8217;oppressione sociale&#8221; ha descritto credo bene un possibile fondamento della &#8220;trappola del ruolo&#8221; in cui cade l&#8217;uomo di potere.<br />
In sostanza dice che non c&#8217;è vero &#8220;possesso&#8221; di potere, ma solo &#8220;corsa al potere&#8221;. In questa corsa l&#8217;uomo di potere &#8220;corre&#8221; (ossia esercita il potere) così come un ciclista pedala. Non c&#8217;è istante in cui l&#8217;uomo di potere non corra, ossia non senta di dovere esercitare il potere. Da qui la &#8220;frenesia&#8221;.<br />
Simone Weil, spiega che l&#8217;uomo di potere partecipa a questa corsa, perché il suo ruolo di guida è incorporato in un meccanismo più grande di lui (che è &#8220;la società stessa&#8221;, la collettività in quanto tale, quella che Platone chiamava il Grande Animale).<br />
Quanto più l&#8217;uomo di potere è incorporato a un meccanismo collettivo (aziendale, statuale,&#8230;), tanto più la &#8220;trappola del ruolo&#8221; in cui si chiude si alimenta delle scosse sismiche di quel meccanismo, esprime la voce del meccanismo nell&#8217;interiorità dell&#8217;uomo di potere. Tale meccanismo, tale trappola, si fa più stringente quanto più il collettivo che l&#8217;uomo di potere rappresenta diviene soggetto a necessità e pressioni.</p>
<p>Una domanda su quelle persone di potere di cui parla alla fine dell&#8217;articolo: che cosa le rendeva capaci di ascolto, comprensione, dialogo? Erano &#8220;distaccate&#8221; dal potere&#8221;?</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Vittorio Cucchi		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/persone-di-potere/#comment-156994</link>

		<dc:creator><![CDATA[Vittorio Cucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Jul 2017 07:21:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Complessa, e sinistramente affascinante, è la fenomenologia del potere, e il saperla descrivere con la sintetica incisività tipica di NeU non può che attirare l’interesse di molti. Non è certo obbligatorio conoscere a mena dito Tacito o Machiavelli per farsi un’idea chiara delle contorsioni cerebrali che si dipanano intorno ai tanti troni piccoli e grandi imposti o tollerati da una società postmoderna fatta di uguali che proclamano democrazia ma poi farebbero carte false per un posto da valvassino. Banditi diritto divino ed investiture si celebrano le nomine e le promozioni, e basta assurgere al ruolo di capo area o capo settore perché in capo a due giorni si mutino pure la postura, il tono e il colorito della voce, e si prenda a parlare imperiosamente itanglese con gli italici senza vergogna alcuna per l’inglese penoso sfoderato con piglio sicuro con gli anglofoni. Il potere ancorché piccolo si compiace della piaggeria e del codazzo di scudieri speranzosi sempre più realisti del re, e il pollo dalla testa mozza si percepisce come aquila reale baciata dal dono di un’ assertività che non teme aporia, non conosce dotta ignoranza e neppure contempla la ponderatezza, perché capo è colui che deve sempre decidere in un nanosecondo anche quando c’è un secolo davanti. Il potere moderno è argomento intrigante, è persistenza di rituali antichi in una società che li vorrebbe negare, ricettacolo di mitologie paradossali nell’era della democrazia conclamata e della parità dei diritti, necessità inesorabile seppure sfuggente, e forse, come suggerisce l’articolo, caratteristica radicata in qualche porzione del nostro cervello. Insomma, il potere merita oggi più che mai di essere studiato con l’attenzione consapevole di chi sa che il potere può perfidamente logorare anche il suo acuto indagatore.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Complessa, e sinistramente affascinante, è la fenomenologia del potere, e il saperla descrivere con la sintetica incisività tipica di NeU non può che attirare l’interesse di molti. Non è certo obbligatorio conoscere a mena dito Tacito o Machiavelli per farsi un’idea chiara delle contorsioni cerebrali che si dipanano intorno ai tanti troni piccoli e grandi imposti o tollerati da una società postmoderna fatta di uguali che proclamano democrazia ma poi farebbero carte false per un posto da valvassino. Banditi diritto divino ed investiture si celebrano le nomine e le promozioni, e basta assurgere al ruolo di capo area o capo settore perché in capo a due giorni si mutino pure la postura, il tono e il colorito della voce, e si prenda a parlare imperiosamente itanglese con gli italici senza vergogna alcuna per l’inglese penoso sfoderato con piglio sicuro con gli anglofoni. Il potere ancorché piccolo si compiace della piaggeria e del codazzo di scudieri speranzosi sempre più realisti del re, e il pollo dalla testa mozza si percepisce come aquila reale baciata dal dono di un’ assertività che non teme aporia, non conosce dotta ignoranza e neppure contempla la ponderatezza, perché capo è colui che deve sempre decidere in un nanosecondo anche quando c’è un secolo davanti. Il potere moderno è argomento intrigante, è persistenza di rituali antichi in una società che li vorrebbe negare, ricettacolo di mitologie paradossali nell’era della democrazia conclamata e della parità dei diritti, necessità inesorabile seppure sfuggente, e forse, come suggerisce l’articolo, caratteristica radicata in qualche porzione del nostro cervello. Insomma, il potere merita oggi più che mai di essere studiato con l’attenzione consapevole di chi sa che il potere può perfidamente logorare anche il suo acuto indagatore.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: rosamaria		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/persone-di-potere/#comment-156987</link>

		<dc:creator><![CDATA[rosamaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Jul 2017 17:35:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho lavorato sotto la direzione di diversi &quot;capi&quot; e posso dire che il peggiore di tutti, un vero pollo decapitato, è stato colui che già da prima mostrava segni evidenti di narcisismo. Governa l&#039;equipe in modo sconclusionato, navigando a vista e imboccando strade che apparentemente gli aggiungono gloria personale e prestigio ma che subito dopo si rivelano fallimentari. Nn impara mai dagli errori propri ne da quelli degli altri. Avversa e boicotta azioni e persone potenzialmente utili ai migliori obiettivi, solo perchè teme che possano sminuirlo nella sua funzione. Se esistessero test attitudinali credibili, biosgnerebbe escludere a priori coloro che sono mal presi da narcisismo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho lavorato sotto la direzione di diversi &#8220;capi&#8221; e posso dire che il peggiore di tutti, un vero pollo decapitato, è stato colui che già da prima mostrava segni evidenti di narcisismo. Governa l&#8217;equipe in modo sconclusionato, navigando a vista e imboccando strade che apparentemente gli aggiungono gloria personale e prestigio ma che subito dopo si rivelano fallimentari. Nn impara mai dagli errori propri ne da quelli degli altri. Avversa e boicotta azioni e persone potenzialmente utili ai migliori obiettivi, solo perchè teme che possano sminuirlo nella sua funzione. Se esistessero test attitudinali credibili, biosgnerebbe escludere a priori coloro che sono mal presi da narcisismo.</p>
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		<title>
		Di: Fiorella Palomba		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/persone-di-potere/#comment-156982</link>

		<dc:creator><![CDATA[Fiorella Palomba]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Jul 2017 21:49:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Della tua nota molto variegata, Annamaria, a me interessa approfondire il tema del CARISMA. A questo proposito non ho pensato né a Martin Luther King né a Steve Jobs, ma ad Alessandro Magno. Sai meglio di chiunque di noi come il pensiero prenda strade inconsuete.

Poi sono andata a leggere i suoi discorsi ai soldati e riporto l&#039;incipit di uno che mi ha particolarmente colpita.

&quot;Vobiscum- inquit - o iuvenes, et mei aequales, urbium ante me invictarum munimenta everti, montium iuga perenni nive obruta superavi, angustias Ciliciae intravi, Indiae sine lassitudine frigoris vim tolleravi:et mei documenta vobis dedi, et vestra habeo.&quot; (...)

“O giovani e miei coetanei, assieme a voi ho superato le difese di città mai sconfitte prima di me, ho attraversato passi di montagne ostruiti da neve perenne, sono penetrato attraverso le strettoie della Cilicia, ho sopportato senza stancarmi la violenza del freddo dell’India: e ho dato a voi esempi di me e ne ho di vostri.&quot; (...)

Credo che il carisma del giovane Alessandro si possa cogliere in &quot;mei aequales&quot; e &quot;vobis dedi, et vestra habeo&quot;, in cui si sottolinea la condivisione dell&#039;impresa.

Filippo che hai posto una domanda pertinente forse puoi trovare in questi passaggi una risposta?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Della tua nota molto variegata, Annamaria, a me interessa approfondire il tema del CARISMA. A questo proposito non ho pensato né a Martin Luther King né a Steve Jobs, ma ad Alessandro Magno. Sai meglio di chiunque di noi come il pensiero prenda strade inconsuete.</p>
<p>Poi sono andata a leggere i suoi discorsi ai soldati e riporto l&#8217;incipit di uno che mi ha particolarmente colpita.</p>
<p>&#8220;Vobiscum- inquit &#8211; o iuvenes, et mei aequales, urbium ante me invictarum munimenta everti, montium iuga perenni nive obruta superavi, angustias Ciliciae intravi, Indiae sine lassitudine frigoris vim tolleravi:et mei documenta vobis dedi, et vestra habeo.&#8221; (&#8230;)</p>
<p>“O giovani e miei coetanei, assieme a voi ho superato le difese di città mai sconfitte prima di me, ho attraversato passi di montagne ostruiti da neve perenne, sono penetrato attraverso le strettoie della Cilicia, ho sopportato senza stancarmi la violenza del freddo dell’India: e ho dato a voi esempi di me e ne ho di vostri.&#8221; (&#8230;)</p>
<p>Credo che il carisma del giovane Alessandro si possa cogliere in &#8220;mei aequales&#8221; e &#8220;vobis dedi, et vestra habeo&#8221;, in cui si sottolinea la condivisione dell&#8217;impresa.</p>
<p>Filippo che hai posto una domanda pertinente forse puoi trovare in questi passaggi una risposta?</p>
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		<title>
		Di: Corrado		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/persone-di-potere/#comment-156981</link>

		<dc:creator><![CDATA[Corrado]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Jul 2017 21:08:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Premesso che Annamaria Testa era anche il nome della mia mamma, che non ha attinenza con l&#039;articolo ma che ben mi dispone verso l&#039;omonima e ben più conosciuta saggista e pubblicista, trovo che quanto riportato nell&#039;articolo sia di estrema attualità anche nel mio settore professionale (medico-farmaceutico).
Possiamo chiamarlo &quot;delirio di onnipotenza&quot;?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Premesso che Annamaria Testa era anche il nome della mia mamma, che non ha attinenza con l&#8217;articolo ma che ben mi dispone verso l&#8217;omonima e ben più conosciuta saggista e pubblicista, trovo che quanto riportato nell&#8217;articolo sia di estrema attualità anche nel mio settore professionale (medico-farmaceutico).<br />
Possiamo chiamarlo &#8220;delirio di onnipotenza&#8221;?</p>
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		<title>
		Di: Diego Bazzano		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/persone-di-potere/#comment-156977</link>

		<dc:creator><![CDATA[Diego Bazzano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Jul 2017 12:40:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E&#039; tutto così vero. 
A proposito di leadership, potere, controllo e apertura, suggerisco_
- il manifesto dell&#039;open leadership: http://www.openleadership.it/
- il libro (un po&#039; datato, ma per i top manager depilati di cui sopra, recentissimo) Open Leadership di Li Charlene: https://www.ibs.it/open-leadership.../e/9788817051859]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; tutto così vero.<br />
A proposito di leadership, potere, controllo e apertura, suggerisco_<br />
&#8211; il manifesto dell&#8217;open leadership: <a href="http://www.openleadership.it/" rel="nofollow ugc">http://www.openleadership.it/</a><br />
&#8211; il libro (un po&#8217; datato, ma per i top manager depilati di cui sopra, recentissimo) Open Leadership di Li Charlene: <a href="https://www.ibs.it/open-leadership" rel="nofollow ugc">https://www.ibs.it/open-leadership</a>&#8230;/e/9788817051859</p>
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