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Fertility Day, ci risiamo: la comunicazione pubblica inefficace e dannosa

È più che un esempio (ce ne sono tanti) di comunicazione pubblica inefficace.
È ignoranza della condizione e dei sentimenti dei cittadini italiani? È incompetenza e trascuratezza delle più elementari regole della buona comunicazione? È presunzione? È arroganza? È cecità ideologica? È pedagogia autoritaria? È pura assenza di buonsenso?
Sta di fatto che la comunicazione del Fertility Day si avvia a diventare un perfetto caso di studio: tutto quello che bisogna fare per realizzare una comunicazione pubblica inefficace, e anche fuorviante e dannosa.

INEFFICACE, FUORVIANTE E DANNOSA. Non sto usando questi tre aggettivi a caso. A decidere della qualità di una campagna di comunicazione è il raggiungimento degli obiettivi che questa si pone.
Diciamo, per esempio, che l’obiettivo di una comunicazione è convincere le persone a vestirsi di verde.  Se tutti cominciano a vestirsi così, la comunicazione  è efficace. Se nessuno lo fa, è inefficace. Se tutti cominciano a vestirsi di nero non avendo capito perché mai bisogna vestirsi di verde, la comunicazione è fuorviante. Se tutti si arrabbiano e bruciano i vestiti verdi, la comunicazione è dannosa.
Nel caso del Fertility Day tutti hanno bruciato i vestiti verdi, e stanno continuando a farlo: per questo la comunicazione è inefficace, fuorviante e dannosa.

SCELTE SBAGLIATE. Già sul nome – Fertility Day – ci sarebbe da discutere: perché mai gli italiani dovrebbero essere fertili in inglese? Ma questa è solo la prima (e nemmeno la peggiore) di una lunghissima catena di scelte sbagliate: sbagliato il tono. Sbagliati i  testi e sbagliate le immagini che li accompagnano. Sbagliati gli esempi. Inconsistenti le motivazioni. Assenti le indicazioni utili. E sbagliatissimo non tener conto delle reazioni delle persone.

Ho già scritto a proposito della sgangherata campagna pubblicitaria che, invece di promuovere una necessaria consapevolezza sul tema delle fertilità, è riuscita a fare istantaneamente arrabbiare le italiane e gli italiani provocandoli, offendendoli e, quel che è peggio, oscurando completamente gli importanti obiettivi di sensibilizzazione che, sulla carta, la campagna medesima avrebbe dovuto porsi. Gli annunci sono stati ritirati. Il sito è stato oscurato, e rimesso online solo dopo essere stato svuotato di quasi tutti i contenuti.

IL PARADISO DELLA  FERTILITÀ. Questi precedenti avrebbero dovuto consigliare un minimo di cautela. Il tema è sensibile. L’onda polemica non si è ancora completamente placata, l’attenzione resta alta e i cittadini sono ancora arrabbiati. Ci sarebbe da ragionare su come rimediare, sapendo che non è per niente facile.E invece…
… e invece ecco che (guardatelo!) esce un opuscolo intitolato Stili di vita corretti per la prevenzione della sterilità e dell’infertilità. L’immagine di copertina dovrebbe, nelle intenzioni, dare un’idea dei contenuti. Sono due foto contrapposte, separate da una drammatica frattura disegnata col pennarello.
Sopra, due giovani coppie sorridenti, linde e atletiche, finte e stereotipate come solo le più stucchevoli immagini pubblicitarie riescono a essere, sbiadite su un curioso orizzonte (cielo-mare?) sfuocato e pendente a sinistra. Ciascuna ragazza si tiene ben stretto il suo uomo. Didascalia: Le buone abitudini da promuovere, (la virgola è nel testo). Se è il Paradiso della Fertilità, c’è da dire che è pallido, insulso, stereotipato. E storto.

L’INFERNO DELL’INFERTILITÀ. Lo sguardo cade verso il basso: che si tratti dell’Inferno dell’Infertilità? È un interno di colore seppia-verdastro. C’è una ragazza che fuma. C’è una figura coi capelli arruffati china sopra una pipa ad acqua. C’è un altro ragazzo chino, non sappiamo su che cosa: magari si sta tagliando le unghie dei piedi.
E poi c’è un bel ragazzo di colore, che guarda verso di noi e non fa nient’altro, ma già il fatto che ci sia un ragazzo di colore al ministero deve apparire pericoloso, peccaminoso e dannoso, no?, anche se il soggetto non sta facendo nulla di nulla.
La luce filtra da una veneziana. Didascalia: i cattivi “compagni” da abbandonare (le virgolette sono nel testo. Come se il ministero potesse usare la parola compagni solo prendendola con le pinze, e perfino quando è ben chiaro che i “compagni” sono “cattivi”). Ansa segnala che la prima immagine è stata impiegata da uno studio dentistico, e che la seconda è stata impiegata negli Stati Uniti per una controversa campagna antidroga commissionata da Scientology. Entrambe le immagini, insomma, fanno riferimento all’iconografia americana: nell’immagine di sopra i wasp, in quella di sotto, neri e latinos.

UN OPUSCOLO RAZZISTA? Così come la vediamo noi, è un’immagine razzista quella dell’opuscolo ministeriale, anche se il viraggio confonde le acque per quanto riguarda l’appartenenza etnica della maggior parte dei “cattivi compagni”, e se il taglio cancella una discreta parte dell’immagine originale? Sì, in quel contesto, con quella didascalia, su quell’opuscolo l’immagine risulta oggettivamente razzista, anche perché l’unica cosa che continua a vedersi chiaramente è il ragazzo di colore.
È anche un’immagine datata (uno strano miscuglio di grafica anni Sessanta e foto anni Novanta), e irritante nel suo manicheismo superficiale e nella sua ottusa volontà pedagogica.

comunicazione pubblica inefficace 1

UN PROGETTO EDITORIALE SGANGHERATO. Andiamo a leggere le scarne paginette interne. Dove si alternano terrorizzanti informazioni scientifiche (l’alcol riduce il funzionamento delle cellule testicolari di Sertoli e di Leydig!) e una totale assenza di dati utili: il danno da alcol dipende dalla estensione nel tempo dell’abitudine (soprattutto in quale età o periodo della vita), e dalla quantità di alcol che si assume. Che cosa vuol dire? Quand’è che c’è il danno? …quantità? …età? …frequenza? …peso corporeo? …il rischio è uguale per uomini e donne?
E poi: l’opuscolo ci dice che il consumo di cannabis potrebbe essere una concausa di infertilità, ma che non ci sono dati sufficienti per affermarlo. E che non è chiaro neppure l’effetto diretto della cocaina (e dunque?). Che smettere di fumare (pensa un po’) sarebbe meglio. Che l’obesità mette a rischio la fertilità (ma l’immagine mostra una ragazza appena rotonda). Non si parla però dell’eccessiva magrezza, e questo è, credo, grave.
Sul sito del ministero ci sono altri opuscoli. Le grafiche sono diverse tra loro, molti argomenti sono ripetuti più volte, spesso le informazioni offerte sono differenti (per esempio: altrove si parla non solo di obesità, ma anche di anoressia. O si danno le quantità di alcol da consumare). Il tono di voce non è mai amichevole: o gelido, o prescrittivo, o terrorizzante.
Insomma, anche il progetto editoriale è sgangherato.

NON SIAMO SCEMI. “Il razzismo è negli occhi di chi guarda“, commenta la ministra Lorenzin. Brava, complimenti: anche questa reazione stizzita può essere aggiunta al caso di studio. Ma poco dopo la ministra medesima revoca il mandato alla dirigente responsabile della comunicazione, e dichiara che l’immagine razzista è diversa da quella che il ministero aveva approvato. Mentre scrivo, l’onda polemica sta ancora crescendo in rete. Qui la Repubblica. Qui Huffington Post. Qui Il Sole24Ore.

C’è da aggiungere che forse la vocazione a insultare i cittadini nella presunzione di educarli, o con le buone o con le cattive, sta tracimando di campagna in campagna.
Sul medesimo sito del ministero si vede un altro grazioso esempio di comunicazione pubblica inefficace: è la nuova campagna contro il fumo che, con la stessa delicatezza, empatia e cortesia che ormai abbiamo imparato a conoscere, chiede “ma che, sei scemo?”.
No, ministra. Non siamo scemi.

40 Commenti a Fertility Day, ci risiamo: la comunicazione pubblica inefficace e dannosa

  1. G.Von Calypso

    Ti leggo da un bel pò e credo che condividerò questo tuo post come unica cosa sull’ennesima cialtronata di questo governo.
    Ma vorrei farti due domande dal sapore un pò “gomblottista”: secondo te ci sono o ci fanno? no perchè va bene tutto ma qualsiasi persona sensata dopo il primo clamoroso flop avrebbe rimesso il mandato al direttore della comunicazione (non ora, già prima) e avrebbe rimesso mano a tutto, TUTTO, il materiale di riferimento di sta campagna magari facendosi aiutare da professionisti seri…

    Quello che maggiormente mi fa pensare che ci fanno è che qualsiasi agenzia pubblicitaria che riceva l’incarico andrebbe dal cliente e gli direbbe: credo che come vuoi gestire la cosa (toni, immagini etc etc) sia sbagliato…quindi significa che è stato imposto oppure c’è la connivenza dell’agenzia. Non lo so. Io da donna, ex grafica etc etc non farei mai uscire una cosa del genere dal mio pc per tutto l’oro del mondo.C’è gente con più pelo sullo stomaco…lo so…

    Vorrei davvero sapere il tuo parere perchè a sto punto il mio dubbio sembra legittimo…

     
    • Annamaria Testa

      Ciao Von Calypso,
      temo che sia un autentico e deleterio cocktail di incompetenza, superficialità e arroganza. Insomma: nessun complotto. Puro autosabotaggio.

       
      • G.Von Calypso

        Grazie della risposta 🙂
        quello che è certo che non è e non sarebbe una bella cosa in entrambi i casi…

        mi scuso per il mio primo commento qui che è stato confuso e poco comprensibile… l’idea “complottista” era legata all’idea: facciamo una porcata così tutti ne parlano e non prestano attenzione ad altre cose che nel frattempo stiamo facendo, di fatto è una tecnica usata ormai in tutto l’occidente… (la domanda era una alla fine).

        Io quello che ho letto sulle prime: ah mo sarebbe colpa nostra… e non di un welfare e delle tutele praticamente inesistenti…la disoccupazione e la precarietà. colpa nostra. che siamo troppo grassi o troppo magri, che beviamo (l’alcolismo credo negli ultimi anni sia schizzato alle stelle come dipendenza molto economica), che ci si droga etc etc…

        Non perdono occasione di offenderci e questo si mi lascia molto perplessa. Boh vedremo la prossima.

        a presto…

         
      • Pietro Galeoto

        Credo che sia anche una mancanza di rispetto verso tutti i cittadini italiani e uno spreco di denaro pubblico, che meriterebbe non solo il licenziamento del responsabile della comunicazione (come ho letto), ma le dimissioni del ministro.

         
  2. gabri

    Si, invece. Siamo scemi. Abbiamo un governo che non abbiamo eletto. Di conseguenza in teoria tutt’e le sue azioni sono illegali, illegittime e anticostituzionali.

     
    • gabri

      *tutte

       
    • Frà

      Il Governo italiano non è un organo elettivo.
      Presidente del Consiglio e Ministri sono nominati dal Presidente della Repubblica. Da sempre.
      È la Costituzione, art. 92.

      (Non credo ai complotti. Questi sono incompetenti e basta)

       
  3. Paolo Scatolini

    nell’opuscolo si parla anche di eccessiva magrezza e di anoressia ciò non toglie che questa campagna sia fatta malissimo (orrendo il manifesto dei “cattivi compagni” e sbagliato parlare di obesità, che come l’eccessiva magrezza è un vero fattore di rischio per la salute, usando l’immagine di una persona in leggero sovrappeso)

     
    • Annamaria Testa

      Ciao Paolo. Nell’opuscolo (ho verificato anche attraverso la funzione “cerca” la parola anoressia non appare. Si parla di aumento della massa muscolare nel paragrafo intitolato “Abuso di sostanze dopanti”. Ma è, mi sembra, un’altra cosa. 🙂

       
      • michele

        “Ho verificato anche attraverso la funzione cerca”, che delusione! Credevo, speravo, che almeno lei prima di criticare l’opuscolo (anche nei contenuti) avesse avuto il buon senso di leggerlo da cima a fondo, di studiarselo e non fermarsi alle immagini e ai commenti di terzi. O aveva paura di non fare in tempo a cavalcare l’onda?

         
        • Annamaria Testa

          Caro Michele,
          mi sono letta l’opuscolo da cima a fondo. Sono in tutto dieci pagine di testo scritte in un corpo grande e non ci vuole molto. Se non l’avessi letto, non avrei potuto scrivere le righe che lo commentano.

          Se preferisci continuare a essere deluso, trovati un altro motivo.

          Considera che, prima di scrivere di qualcosa, se si tratta di un testo, sono abituata non solo a leggermi “il qualcosa” di cui scrivo, ma anche a leggere per bene tutte le fonti che linko in arancione. Questo significa che per scrivere un articolo come quello che trovi qui sopra ci metto diverse ore.

          Perché mai ho usato l’ottima funzione “cerca”, allora? Semplice: perché Paolo sostiene in un commento che nell’opuscolo si parla specificamente di anoressia (che non è essere magrolini ma è uno specifico disturbo alimentare) e prima di rispondergli che non mi risulta voglio essere del tutto certa che nemmeno la singola parola appaia, da nessuna parte.
          Come invece appare altrove, negli opuscoli del ministero. Perché sì, Michele, mi sono letta anche quelli.

          Ma può essere, Michele, che tu invece abbia letto solo i commenti, e non l’articolo? 🙂

           
  4. Paolo Scatolini

    anoressia forse no ma mi sembra di ricordare che tra gli effetti dell’abuso di cocaina (o eroina) si parli anche di eccessiva magrezza.
    Comunque ci tengo a dire che la campagna rimane una schifezza

     
    • Paolo Scatolini

      ho usato anch’io la funzione cerca ed “eccessiva magrezza” appare tra le cose da evitare fin dall’ infanzia

       
    • Annamaria Testa

      …nell’immagine ministeriale questo non si vede. Così come non si vede che il ragazzo di colore ha in mano una bottiglia messa dentro a un sacchetto di carta (altro comportamento tipicamente americano).
      Qui lo scatto originale: http://www.shutterstock.com/pic-193974545/stock-photo-gang-of-young-people-taking-drugs.html

       
      • Paolo Scatolini

        non si vede nelle immagini ma mi sembrava corretto far sapere che negli opuscoli si parla anche di magrezza eccessiva (non di anoressia, ho sbagliato).
        Detto questo la campagna rimane un fallimento per tutti i motivi già esposti

         
  5. Gabriele

    Grazie Annamaria, concordo. Vorrei aggiungere che, trattandosi in fondo di un intervento di “Educazione alla Salute” la campagna non rispetta nessun principio ‘didattico” indicato dalla Carta di Ottawa OMS 1986 per cui cu siamo solennemente imoegnati (partecipazione, bidirezionalità, rispetto e assoluta mancanza di terrorismo e discriminazione) Non si tratta di far polemica ma di risoettare gli imoegni e i dettami costituzionali, come ad esempio spendere questi soldi per fare Educazione Sanitaria nelle scuole oggi completamente assente? (Non Educazione Sessuale, la Salute è Una). Ciao

     
  6. Gianluca Gibilaro

    D’accordissimo su tutta l’analisi, e anche su molti rilievi tecnici: segnalo però che la foto “degli ariani” può sembrare scontornata, ma non lo è e che è storta all’origine (originale qui https://www.shutterstock.com/pic-62913598.html). Lo studio fotografico autore di entrambe le foto è “Monkey Business Images” ed è “based in the UK but with projects across the globe”: può essere che i protagonisti siano americani, ma è più probabile che siano inglesi.

     
    • Annamaria Testa

      Ciao Gianluca.
      Sono lo stile d’abbigliamento e il taglio preppy dei capelli a farmi pensare agli Stati Uniti, e credo che l’universo iconografico di riferimento sia proprio quello. https://www.thetrendspotter.net/2015/12/how-to-dress-mens-preppy-style.html
      Ovviamente, la reale nazionalità dei modelli è piuttosto irrilevante, specie ai fini del nostro discorso. Comunque, correggo nel testo.
      E… posso dirti che sarò fissata, ma quell’orizzonte storto mi fa venire il mal di mare?

       
  7. Nicola Ceccanti

    La responsabile della comunicazione, Daniela Rodrigo, non mi pare avesse nessuna competenza per tale ruolo, come emerge dal suo curriculum.

    http://www.salute.gov.it/portale/CV692009/Rodorigo_Daniela_09_2014_n.pdf

    In fondo alle sue esperienze, comunque sia, appare: “Nel 2011 ha realizzato, in collaborazione con Sapienza Università di Roma il progetto “Linee guida per la comunicazione on line in materia di tutela e promozione della Salute”. È consultabile al link qui sotto.

    http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_1473_allegato.pdf

    Non ho ancora avuto tempo (né voglia, onestamente) di consultarlo, ma probabilmente lì c’è la genesi di tutto questo bailamme.

     
  8. marco grana

    Faccio il comunicatore pubblico da una quindicina d’anni, condivido tutto quello che dici, tranne l’attacco: non è un esempio di comunicazione pubblica, a meno di non considerare certe composizioni che ogni tanto appaiono sui 6×3, esempi di pubblicità.
    Credo invece ci troviamo di fronte “un autentico e deleterio cocktail di incompetenza, superficialità e arroganza”. A parte la qualità tecnica scadentissima, e i valori sottostanti, c’è un elemento che tu rilevi implicitamente quando parli di sgangheratezza: dalla prima alla seconda versione il messaggio cambia comletamente. Nelle prime cartoline, il tema era la decisione di fare figli (rappresentata tutta a carico della donna, tra l’altro), nelle seconde il tema sono diventati gli stili di vita (associati al colore della pelle). Ecco, anche il più scarso dei comunicatori pubblici, se deve fare una campagna di comunicazione chiede, e si chiede, quale sia il messaggio. Qui probabilmente ha lavorato gente che fa un altro mestiere.

     
  9. Ileana

    Arrivo a dire che , dopo aver scorso brevemente il pamphlet del governo, questa grafica era perfettamente idonea al messaggio.

    1. come tutti hanno notato sono stati elusi completamente i motivi della mancata natalità nelle coppie giovani (assenza di welfare e di sicurezza lavorativa)
    2. Imputare le motivazioni di infertilità a non ben precisati scientificamente motivi salutari (sovrappeso, uso di marijuana)
    Quando onestamente penso di non dover citare alcuno studio per dire che la maggioranza dei ventenni sono perfettamente fertili anche se hanno questi difettucci, sono gli over 40 che semmai vanno incontro a infertilità se sia il consumo di alcol o altro è protratto o se non hanno una perfetta forma fisica.

    L’idea di base è perfettamente rappresentato in questa immagine grafica: devi essere lo stereotipo di giovane da telefilm e possibilmente figliare come in Beautiful.

    Aggiungiamo il dettaglio che un Ministero non può permettersi il lusso di fare affermazioni come “sono state ipotizzate correlazioni tra uso di marijuana e infertilità” sulla base del fatto che tra i consumatori della stessa sono mediamente meno i figli prodotti.
    Sono correlazioni errate e ascientifiche, come se io dicessi che esiste una correlazione tra il passaggio degli aerei e il clima della zona, esattamente come fanno i sostenitori della bufala delle scie chimiche o come se sostenessi che i vaccini provocano autismo perché viene diagnosticato dopo i vaccini.

    Mi spiace che si sia privilegiata l’analisi del messaggio grafico rispetto all’analisi del messaggio del ministero, cui la grafica è quasi perfettamente coerente.

    Ib

     
    • Paolo Scatolini

      i giovani dei telefilm sono personaggi molto più credibili e complessi, quel manifesto è preso da una pubblicità di dentisti

       
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  11. Francesco

    Complimenti bell’articolo! !!
    Aggiungerei un’altra considerazione:
    Dati i pessimi risultati ottenuti dalle campagne e considerando che le abbiamo pagate entrambe noi cittadini, nn sarebbe il caso di proporre un risarcimento e una bella denuncia?
    In fondo se nn è questo il caso di reato di spreco di denaro pubblico????

     
  12. giacomo

    interessanti i commenti. E pensare che a quello che ha scritto AM non ci sarebbe stato da aggiungere neppure una virgola…

     
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  15. Gabriele Cianuro

    Si, sono d’accordo con molte cose scritte nell’articolo ma io ritengo che l’errore fondamentale della campagna sia nell’aver sbagliato il pubblico cui è rivolta. Il ministero ed il governo sono ben consapevoli che esistono 3 principali situazioni nella nostra società:

    – coppie che vogliono figli, sono abbastanza giovani e in salute da non dover incorrere in complicazioni nel rimanere in cinta ma hanno problemi di stabilità (economica, lavorativa, infrastrutture) e quindi rimandano la decisione.

    – coppie che vogliono figli e magari hanno anche la stabilità economica e lavorativa per fare il grande passo ma magari sono in là con l’età o hanno problemi (o lei o lui) a far andare a buon fine una gravidanza

    – coppie che non vogliono figli anche se non hanno problemi economici o lavorativi e nessuna patologia che possa compromettere il buon esito di una gravidanza. Semplicemente rimandano perché pensano che ci sarà sempre tempo oppure il non avere figli è una scelta consapevole e ferma.

    Ad ogni modo invece di promuovere investimenti per dare le infrastrutture (asili, sussidi, ecc…) o maggiore stabilità alla prima tipologia, invece di fare investimenti per check-up gratuiti o nella ricerca sulla fecondazione assistita si è deciso solo di “mettere fretta” all’ultima tipologia di coppie.

    Insomma, questo #fertilityday è una campagna che vuole agire sulla volontà e non sulle possibilità, il che secondo me è il più grande errore che si poteva fare. Ma in Italia ci siamo abituati a questo tipo di propaganda…

     
  16. Alesatoredivirgole

    Il cerotto (seconda campagna) risulta essere addirittura più “doloroso” della ferita (prima campagna)…

     
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  18. Maria Privitera

    Trovo grave l’incapacità della committenza, ma direi dei “mandanti, di assumersi responsabilità.
    Dovremmo parlare di mandanti, invece di committenza. E Renzi dice di non sapere nemmeno che il ministero (pardon la ministra) volesse fare ‘ste due campagne sfigatissime. Renzi non sa scegliere la ministra (gliela ha imposta il NCD, dirà), la ministra non sa scegliere il responsabile della comunicazione,la responsabile (infatti l’hanno licenziata perché è l’unico “responsabile”) non sa scegliere l’agenzia, l’agenzia non sa scegliere gli art director…
    E poi in un’intervista a Lorenzin dichiara di non aver scelto lei la foto con il “negro”, ovvero la foto era quella, ma era sfocata e sembrava un disegno, mai altrimenti lei avrebbe scelto quella! Abbiamo un altro colpevole: forse il ritoccatore, forse la tipografia che ha reso nitida una foto sfocata o che ha scambiato le foto. Ridiamone pure, ma indigniamoci pure per questo terribile scaricabarile, questa gente non sa assumersi la più piccola responsabilità. Non si sono forse accorti di aver sbagliato tutto, forma e contenuti, nonché modo di porre la comunicazione.

     
  19. Alessandra

    Ma poi, nella campagna antifumo citata alla fine, quanto è irritante quel “fammale”? Rimpiamgo quasi “la droga ti spegne”, quello era inquietante…

     
  20. Fiorella Palomba

    Cristallina come sempre Annamaria.

    Correva l’anno 1968, vinco il concorso e mi presento nella scuola che mi viene assegnata. Il dirigente mi chiede se sono sposata, se intendo fare figli, perchè lui è stufo di gravidanze e riempirà il suo cassetto di anticoncezionali. Sì, proprio così.

    Corre l’anno 2016 le mie giovani amiche medico mi dicono che la prima domanda che pone loro il primario è, ancora, se intendono fare figli.

    Ecco, non è cambiato nulla in più di 40 anni.

    Fertility Day? Ma de che, dicono a Roma *_*

     
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  22. Alesatoredivirgole

    Strano questo nostro mondo…

    Da un lato ti mettono a disposizione sigarette lucrando su un mercato enorme, dall’altro ti dicono: !!ATTENTO!! Se fumi sei scemo.
    Forse il messaggio reale è questo: “compra sigarette ma non essere scemo: non fumarle…”

    Da un lato ti chiedono di fare figli, dall’altro tagliano i servizi alle famiglie ed i figli costano sempre più (scuola, assistenza, sanità, ecc)…

    Da un lato ti chiedono di abbattere muri e pregiudizi, dall’altro bollano le persone come cattiva compagnia, scemo o bamboccione…

    Strano questo nostro mondo…

     
  23. rodolfo

    Qualche sera fa la Ministra Lorenzin, ospite a Otto e mezzo ha raccontato, con il suo sorriso stampato a denti stretti, della “conduzione familiare” dell’Azienda di Stato con il più alto capitolo di spesa e di come Lei, penna rossa alla mano, corregga i testi delle cartoline. Questo sì, questo no, questo invece lo mettiamo a questo modo… così come, si sa, fanno i presidenti e gli amministratori delegati di ogni multinazionale.
    Davvero un quadretto edificante, che ci dà uno spaccato di come opera il mondo delle pubbliche amministrazioni. Almeno dieci dirigenti di prima fascia, seduti intorno alla Vate, che spiega al responsabile della comunicazione come si fa un volantino. Dieci persone, con tutto quanto comporta essere nelle loro posizioni, con autista e auto blu in attesa in cortile, un’altro centinaio di impiegati di seconda fascia pronti ad intervenire alla bisogna e che, nel frattempo, fanno ricami all’uncinetto, il tutto per qualche decina di migliaia di euro ogni ora.
    (Io ho idea che, come spesso accade nella comunicazione pubblica, le foto utilizzate siano state semplicemente “scaricate” senza riconoscere alcun diritto agli autori, ma questo è un altro discorso).
    La nostrana BB, bianca Berlinguer, dopo o forse a causa del suo defenestramento, ha citato “la Testa”. Le tre hanno dimostrato di conoscerti e di essere a conoscenza dei rilievi.
    Chissà in che modo potrebbe operare la nostra cara amica di tastiera? Forse con la ramazza o il Caterpillar?
    Lascia perdere, quel mondo ottuso, incapace, riottoso e ipocrita non ti merita, e poi è così di gomma che finirebbe per sfiancarti. Però sarebbe proprio carino vedere la Lorenzin dalla penna rossa, mettersi a correggere i testi di Annamaria… ma per favore!

     

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