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Serendipity, creatività, curiosità e fortuna - Idee 9

Le storie di serendipity, o serendipità, sono meravigliose.
È meravigliosa perfino la storia del termine, derivante dal titolo del romanzo settecentesco di Horace Walpole The three princeps od Serendip (Serendip è il nome persiano dell’isola di Sri Lanka). Nel romanzo i tre principi, viaggiando e grazie al loro spirito di osservazione, fanno continuamente scoperte tanto fortunate e casuali quanto utili.

IL MATTO E IL CINEMATOGRAFO. Ma leggete questa, per esempio: nel 1882 il fisiologo francese Jules Marey è a Napoli. Passa ore puntando con un fucile gli uccelli in volo, senza sparare e guadagnandosi un soprannome: il matto di Posillipo. In realtà il suo è un fucile fotografico, lui sta facendo ricerche sulla locomozione animale ma darà, invece, e senza averlo del tutto pianificato, un contributo rilevante alla nascita del cinematografo.

TROVARE QUALCOSA CHE NON SI STA CERCANDO. Serendipity, è trovare qualcosa di imprevisto mentre si cerca qualcos’altro. Walkman, post-it, nitroglicerina, teflon antiaderente, forno a microonde e addirittura i cornflakes di Kellogg: è tutta roba nata per caso, e spesso in seguito a un accidente o a un errore. Pura serendipity.

VIAGRA E PENICILLINA. Uno stupefacente doppio caso di serendipità sta alla base delle scoperta del primo antibiotico, la penicillina, mentre l’imprevisto effetto secondario di un farmaco (inefficace) per curare l’angina pectoris regala alla società farmaceutica Pfizer il business mondiale del Viagra.
Ma anche il posto dove siamo adesso, internet, nasce dalla paranoia della Guerra Fredda, e con obiettivi del tutto differenti. A proposito di posti: non dimentichiamo che Cristoforo Colombo ha scoperto l’America mentre pensava di trovare una strada più breve per raggiungere le Indie.

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LE BASI NEURALI DELLA SERENDIPITY. È un gruppo di ricercatori italiani ad aver scoperto che la serendipità è connessa con la capacità di osservare in modo non focalizzato (cioè: non guidato da rigide aspettative probabilistiche e temporali) quanto ci circonda.

QUAL È IL SEGRETO? Il segreto della serendipity è, dunque, semplice: avere un atteggiamento esplorativo e curioso (NeU vorrebbe proprio invitarvi a cacciare il naso in campi che non conoscete), restare aperti alle opportunità inaspettate e accogliere di buon grado gli errori. Mal che vada, insegnano qualcosa, ma a volte aiutano a scoprire qualcosa. Ed anche le macchinette del caffè aiutano. Perfino adesso, girovagando in rete, ho trovato cose divertenti che non stavo assolutamente cercando. Per esempio, questa.

Le immagini che illustrano questo articolo sono di Logan Zillmer . L’articolo è stato aggiornato ad agosto 2016. Se vi è piaciuto potreste leggere anche:
Per avere fortuna, meglio sentirsi fortunati.

18 Commenti a Serendipity, creatività, curiosità e fortuna – Idee 9

  1. Utente Anonimo

    Grande Annamaria. Buongiorno. Mi sembra un ottimo invito per iniziare la settimana. Curiosità e voglia di esplorare. A volte le vicende del nostro paese e l’attualità politica spengono in molti di noi questi impulsi a guardare oltre, a scovare cose anche in ambiti inattesi. Parlo per me, naturalmente, ma non mi sembra di essere il solo. Serendipity a tutti dunque. un saluto antonio

     
  2. Utente Anonimo

    Mi associo ad Antonio. Invito delizioso e denso, Annamaria. Aggiungo un aforisma, che ho messo anche sul mio sito, dell’amico comune Beppe Severgnini: “se non lasciate spazio alle coincidenze e alle sorprese, queste si guarderanno bene dal farvi visita. Serendipity: trovare quello che non si cerca.” Buona settimana a tutti, mariella governo

     
  3. Utente Anonimo

    Speriamo tutti in una buona settimana piena di graziose piccole garndi cose inaspettate. Che se, poi, ci fosse pura l’annullamento del lodo Alfano, si potrebbe anche stappare uno champagnino… Puffo triste (sempre di più ma anche sempre più sveglio e percettivo, a me piace anche la versione inglese “alive & kicking…)

     
  4. annamaria

    @ Mariella ed Antonio. Grazie! Davvero. La cosa che mi frullava in mente ieri sera -alla fine di uno di quei lunedì che non finiscono mai- è questa: in genere è più facile occuparsi della manutenzione delle cose materiali che di quelle immateriali. Si portano i vestiti dell\\\’estate in tintoria, la macchina dal meccanico per il tagliando. Si annaffiano le piante e ogni tanto si tira via una foglia secca. Si dipingono i muri, ci si tagliano i capelli, si spolvera e si sparecchia e si lavano i piatti e ogni tanto si mettono perfino in ordine i cassetti, l\\\’archivio delle foto o pacchi di scartoffie indecifrabili. A me capita di fare dei lunghi elenchi e di cancellare con soddisfazione le voci (consegnato! Aggiustato! Fatto!). Rimettere in ordine i pensieri e spolverarli è più difficile. Sembra che non ci sia mai tempo. O, forse (che ne dici, Antonio? magari è proprio così) bisognerebbe capire se un ordine sensato, possibile, c\\\’è ancora, da qualche parte. O andarlo a cercare, e ridisegnarlo, con la pazienza zen con cui si sgomitola un gomitolo aggrovigliato. E anche: manutenere affetti, relazioni, progetti e perfino ricordi. E la capacità di fare, ogni tanto, un gesto aggraziato e del tutto gratuito. E restare svegli e percettivi. Perché il caso balugina e sussurra e svanisce in un attimo. Facile non accorgersene neanche, che era lì. Vicino. Sì, buona settimana. E che sia piena di graziose piccole grandi cose inaspettate.

     
  5. annamaria

    Nota di costume Carol Greider, quando ha saputo del Nobel, stava facendo il bucato. Doris Lessing, due anni fa, ha trovato i giornalista ad aspettarla fuori da casa: stava tornando con le borse della spesa. Le ha mollate per terra e si è seduta sui gradini di casa.

     
  6. Utente Anonimo

    Un piccolo appunto indirizzato a puffo triste: hai questo viziaccio di cospargere le discussioni di una polverina bigia… Un po’ più di ottimismo! Altrimenti qualcuno invocherà Gargamella.

     
  7. Utente Anonimo

    Puffo triste ad anonimo. Hai ragione, anonimo, sono un pirla. Viviamo in un paese dove non è possibile non essere ottimisti. E che ancora io non mi capacito. So che sbaglio, sia chiaro, ma è più forte di me, è la mia natura. Comunque, meglio Gargamella di Bondi.

     
  8. annamaria

    (ANSA) – ROMA, 7 OTT, ore 18.14 – La Consulta – secondo quanto appreso dall’ANSA – ha bocciato il ‘lodo Alfano’ per violazione dell’art.138 della Costituzione. Vale a dire l’obbligo di far ricorso a una legge costituzionale (e non ordinaria come quella usata dal ‘lodo’ per sospendere i processi nei confronti delle quattro piu’ alte cariche dello Stato). Il ‘lodo’ e’ stato bocciato anche per violazione dell’art.3 (principio di uguaglianza). Caro puffotriste, non regaliamo l’ottimismo a Bondi. E’ un dono che non si merita.

     
  9. Utente Anonimo

    Infatti Puffo triste, stasera, per non saper né leggere né scrivere, lo champagnino se lo beve… Aggiungo, però, che spero che le persone mature e ragionevoli del centro destra (io ne vedo poche ma, si sa, io sono pessimista…) convincano i falchi (Berlusconi in primis, e poi… elenco lunghissimissimo…) ad evitare di trascinarci in una “guerra” dove perderemo tutti e non adottino il comportamento da “stupidi” magistralmente spiegato da Mario Cipolla (perdiamo tutti, un po’ muoia Sansone e tuttii filistei). Ma, mentre scrivo, so già che non resisterano e, quindi, e qui non si tratta di ottimismo o di pessimismo, sono un facile profeta, saranno momenti duri e, arrivo a dire, come facevamo da giovani sessantottini: “compagni, non rispondete alle provocazioni”.

     
  10. Graziano

    Scsusate l’off topic, spero perdonerete ma non ce la faccio a tenerlo per me… Berlusconi, testuale: non mi interessa che cosa dice Napolitano. Non la faccio lunga; quest’ometto si è bevuto il cervello. E ora anche chi aveva qualche residuo dubbio, non può più averne. Vogliamo vivere in un paese normale e, a causa soprattutto di Silvio Berlusconi, questo paese normale non è. A casa, il più presto possibile. E sarà sempre troppo tardi. Vergogna. Vergogna. Vergogna.

     
  11. Lulu

    A proposito di serendipity proprio questo pomeriggio sono approdata, passando da un blog ad un altro, ad un video di YouTube molto divertente frutto della una campagna pubblicitaria DDB/Vokswagen “The fun theory”. Un’iniziativa mirata a far cambiare i comportamenti più pigri facendo vedere il lato divertente del comportarsi in mode responsabile. Si tratta di un test molto interessante condotto su una scala in una stazione della metropolitana di Stoccolma. Divertente ma che ti fa anche riflettere parecchio. Ecco il link: http://www.youtube.com/watch?v=2lXh2n0aPyw.

     
  12. attualAmente

    Serenditpity è trasformare un progetto come NeU (nato con altri presupposti e quasi sepolto dall’incapacità della politica) in un in una splendida risorsa come questo sito. Complimenti Annamaria. M. Ps. Ne approfitto per segnalare un progetto emergente e molto stimolante per questa povera Italia. Nato in inghilterra, con oltre 15 sedi nel mondo. da Novembre (se tutto va bene) aprirà la sede di Milano. Tutto grazie alla capacità creativa (e serendepica) di uno dei suoi fondatori (un ragazzo italiano) che ha deciso che “si può fare”, anche in Italia. http://milan.the-hub.net/public/ http://hubmilan.wordpress.com/

     
  13. Utente Anonimo

    In naso delle Galline e primi passi Mio padre, vecchio contadino inurbato nella periferia di una città dell’Italia centrale, nel dopo lavoro conduceva un orto per le necessità familiari. In questo orto aveva messo sù anche un pollaio con tante vispe galline ovaiole, che campava con gli avanzi dei nostri pasti, un pò di spezzato di granoturco e, ogni tanto, qualche foglia di radicchio o lattuga che scattivava prima di portare in casa. Le vecchie pennute andava pazze per queste tenere foglioline, e se le disputavano a suon di mazzate e beccate nel tergo. Altre volte, mio padre recuperava degli scarti dell’ortolano vicino casa, sempre tenere foglioline di lattuga scartata dai clienti, ma quando la buttava nel pollaio, le galline la sdegnavano con aria schifata… Mia figlia quando ha iniziato a camminare da sola, verso gli 11 mesi, per farsi coraggio in assenza delle nostre dita che la sostenevano, agguantava con la mano il suo vestitino e sicura di se procedeva spedita.

     
  14. Utente Anonimo

    Che tenera la piccolina!

     
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