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Esperienze 11: storytelling in classe

Neu ha già parlato delle potenzialità educative dello storytelling. Ha dedicato una pagina all’arte di raccontare storie. Oggi ospita volentieri il contributo di Barbara.
In uno degli eccellenti post di Luisa Carrada trovate molti altri materiali sullo storytelling a scuola, e sull’importanza di dedicare a questa attività una parte delle ore d’italiano.

Sono Barbara Favaro e di mestiere racconto-creo-scrivo storie. Cinque anni fa ho dato vita a un progetto inerente la narrazione, “NEVERLAND… dove vivono le Storie”, che banalmente potrebbe essere definito un corso di scrittura creativa.
Ho iniziato nelle biblioteche, per gli adulti, con ottimi riscontri, ma desideravo introdurlo nelle scuole. Grazie a una mamma ho incontrato la professoressa di italiano del figlio, faceva la seconda media, e lei, fidandosi del suo istinto, mi ha permesso di concretizzare con la sua classe quello che fino ad allora era soltanto un progetto sulla carta.
Era il 2010 e con la mitica 2^F ho lavorato da ottobre a maggio 2011, un appuntamento ogni venti giorni nelle ore di italiano. È partito come progetto di lettura da parte della biblioteca, visto che i fondi scolastici sono scarsi. Sono stata pagata 180 Euro per le mie oltre 30 ore di lezione (e parecchie di lavoro a casa), ricevuti a luglio 2011.
Io volevo convincere la direzione scolastica che il corso era adatto a tutte le classi. Per aiutare i ragazzi a scrivere, a parlare, a pensare meglio e a farlo divertendosi (questo non doveva essere troppo evidente, sarebbe sembrato poco serio).
Nelle nostre ore c’era l’immersione totale nella terra-che-non-c’è: racconti e romanzi, film, canzoni, fumetti, videogiochi. Abbiamo analizzato ogni parte della storia, ci siamo confrontati per la scelta di ogni elemento narrativo (costruzione del mondo, personaggi, vicende), abbiamo schematizzato ogni percorso per fissare i punti salienti, poi abbiamo scritto. Tutti, nessuno escluso.
Chi se la cavava meglio con la penna, chi con i disegni e chi con le idee divertenti che riuscivano a salvare la situazione nei momenti di crisi. Piccoli gruppi di lavoro, collaborazione, sostegno e condivisione. Nessun tipo di tensione, di ostacolo, di blocco. La magia delle Storie.
In quell’anno ho fatto lavorare sodo i ragazzi, abbiamo aperto un blog dove scrivevano brevi articolo su argomenti a piacere. A fine anno è stata fantastica la festa di presentazione del volume, stampato e rilegato grazie al supporto monetario degli sponsor trovati dalle stesse famiglie dei ragazzi). Tutti felici: ragazzi, famiglie, dirigenza scolastica.
Il libro si trova nell’archivio della biblioteca di Brescia come primo libro per ragazzi scritto da ragazzi. Nel 2011-2012 abbiamo realizzato un fumetto in collaborazione con la Prof d’Arte (c’è stata una speciale lezione da parte di un mio amico illustratore che li ha incantati), e un videoclip sui mestieri per rispondere alla fatidica domanda: che farò da grande?.
Ora, con un contratto a progetto e compenso adeguato, le classi sono diventate due e ho al mio fianco tre Prof complici. La mia Neverland sta funzionando anche alla scuola elementare con brevi laboratori per le classi terze, quarte e quinte. Grazie ai ragazzi e grazie a quegli insegnanti che con generosità si sanno aprire al nuovo.

2 Commenti a Esperienze 11: storytelling in classe

  1. Fiorella Palomba

    Anche io, come Barbara e centinaia di docenti nei vari ordini di scuola e all’università, ho condotto e conduco Laboratori di Scrittura. Ogni esperienza, credo, si pone obiettivi differenti anche se la scrittura è al centro.

    Desidero proporre una riflessione sul progetto pedagogico fondativo del laboratorio che conduco (negli ultimi tre anni con l’associazione Altramente)

    L’idea centrale è mutuata dalla pedagogia di Celestin Freinet: l’organizzazione cooperativa nella didattica.
    I laboratori segnano il passaggio dalla centralità della lezione alla ricerca e alla PRODUZIONE DI OGGETTI PER LA CONOSCENZA.
    Negli ultimi anni questo OGGETTI sono stati libri, precedentemente un giornale, spot pubblicitari sulla sicurezza stradale, film di animazione, etc.

    Così diventano centrali
    – il lavoro di gruppo
    – le procedure di progettazione-realizzazione-affinamento-diffusione del prodotto per la conoscenza
    – l’impegno a sottoscrivere un patto di collaborazione che crea un favorevole ambiente per la crescita della motivazione e delle relazioni

    La scuola respira, o no? (*_))

     
  2. Pingback: Esperienze 12: il lamento del Consiglio di classe - Nuovo e Utile | Teorie e pratiche della creatività.

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