La trama lucente: la creatività come intreccio

La trama lucente è un libro al quale ho lavorato per diversi anni. Lo animano (grazie a tutti voi!) lo spirito e l’eco di molti discorsi fatti su NeU. Esce in questi giorni. Dice che la creatività è una trama fatta di trame: legami tra conoscenze. Tra teorie e scoperte. Tra individui. Fili che si intrecciano nello spazio e nel tempo. Linee di pensiero che ciascuno di noi tende e annoda intrecciandole con altre linee di pensiero.

E, quando pensiamo alla rete fittissima delle scoperte e delle invenzioni, delle teorie, delle narrazioni, delle intuizioni artistiche, possiamo renderci conto che tutto quanto è collegato ed è ciò che noi chiamiamo “cultura”. Quando pensiamo a com’è cambiata la vita degli esseri umani, a quello che abbiamo imparato a produrre, e a un processo che, nel bene e nel male, non è mai lineare, ma ci porta ad avere oggi ciò che solo poco tempo prima poteva apparire impensabile, ecco, questo è quello che – lo ripeto: nel bene e nel male – noi chiamiamo “sviluppo”, o “progresso”. La creatività è l’energia che muove e anima l’intero sistema.

Nel libro ci sono le idee di molti autori, e molte storie. Forse vi fa piacere dargli un’occhiata. Per esempio: potreste scoprire che cosa unisce Sputnik shock, brainstorming e intelligenza artificiale. Oppure come si sviluppa il cervello. E come interagiscono emisfero destro e sinistro, pensiero logico e pensiero analogico, all’interno di un processo creativo. E ancora: che differenze ci sono tra creatività maschile e femminile. Che cosa sono dedizione distaccata e flow. Qual è la differenza tra motivazione intrinseca ed estrinseca, e perché la prima funziona mille volte meglio. E così via, fino ad arrivare a una conclusione e a una proposta per tutti noi, oggi.
Presento La trama lucente con Alberto Oliverio domenica 16 al Salone del Libro di Torino. Vi dirò com’è andata.

33 Commenti a La trama lucente: la creatività come intreccio

  1. wc

    COMPLIMENTI E BUONA SERATA! Complimenti Annamaria, mi leggerò con gran gusto l’anteprima dei tuoi pdf prima di poter sfrigolare il libro vero di carta e annusarne il buon profumo di tipografia! Pensa le coincidenze, oggi pomeriggio rientrando in studio da un incontro per lavoro, mezzo di pioggia, mi è tornato in mente un amico che abita a San Domenico sotto Fiesole, in un posto che si chiama “Fonte Lucente”, e così ho pensato alla parola lucente, di come sia piena, densa, positiva, ricca e portatrice di buon auspici… E stasera, dando un’occhiata al blog, trovo il bel dono di Annamaria! Mah! non so che pensare… buona serata a tutti voi walter

     
  2. eli

    Anch’io oggi ho avuto qualche coincidenza illuminante….buona serata a tutti elisabetta

     
  3. Utente Anonimo

    Cara Annamria leggerò il tuo libro con grande interesse così come ho sempre trovato utili e costruttivi tutti i ragionamenti sviluppati da NeU. Naturalmente a presto per gli immancabili commenti. Un saluto Antonio

     
  4. Utente Anonimo

    Annamaria, leggerò con intensa curiosità e complicità il tuo libro. Conto i giorni, conto le ore… come quando da piccolo aspettavo il primo giorno di scuola. Till

     
  5. Utente Anonimo

    Ciao Annamaria, anch’io come gli altri attenderò con ansia l’uscita del tuo libro per poter attingere dal “pozzo” delle tue conoscenze ed arricchirmi sempre più. Grazie ancora ed un in bocca al lupo! Con simpatia Paola Chirico

     
  6. Graziano

    Non ho il tempo di mettere un post sensato e adeguato. Ma vi dico che ieri sera, al primo incontro, non strutturato e per questo più bello, forse, di Nuovo e Utile, io c’ero. E noi abbiamo già il libro di Annamaria per le mani, cicca la minera… E, a chi non c’era, regalo la battuta che una mano napoletana ignota scrissa sul muro del cimitero di Napoli dopo la vittoria, con Maradona (la creatività torna sempre :-)), dello scudetto: “chevvi siete persi!”

     
  7. Laura Bonaguro

    INCONTRO LUCENTE Già! E aggiungo che Graziano se l’é goduto parecchio il momento perché grazie all’avatar fotografico risultava inevitabile puntarlo… 😉 Mancano le parole anche a me oggi ma il tema non me lo perdo, aggiungerò qualcosa anche se fuori tempo. Un saluto a tutti 🙂

     
  8. Utente Anonimo

    resto sempre un po’ perplesso di quanta attenzione venga posta sulle motivazioni intrinseche. Giustamente, forse, ma, considerando che il target potrebbero essere anche datori di lavoro non mi pare venga sottolineato a sufficienza che le motivazioni estrinseche sono NECESSARIE ma NON SUFFICIENTI. un dipendente motivato ad applicare la propria creatività avrà seri problemi a farlo se non gli si consente di sbarcare il lunario. firmato: uno che ricorda i propri anni di precariato 😉

     
  9. gabri

    Cara Annamaria, grazie delle anticipazioni! Ho letto gli pdf: d’accordo su tutto, anzi mi chiedo: la pensavo così anche prima di conoscerti o sei stata tu che ci hai insegnato? Libro leggibilissimo, copertina molto bella. Nuovo e utile contributo per scoprire la creatività che è dentro di noi. In bocca al lupo per Torino. Oliverio è quello che ha scritto “Neanderthall? Wow!

     
  10. annamaria

    Uh, oh, grazie a tutti. Bello vedervi/sentirvi vicini. ;)) @ Gabri. Oliverio è uno psicobiologo bravissimo, e una persona squisita. In Neu a questa pagina ci sono i video delle sue lezioni sulla creatività. E sì, è lui che ha scritto Neandertal (è fuori catalogo, ma googlebooks ne regala una parte non piccola) . E ha scritto altri libri importanti su cervello, memoria, pensiero. @ Anonimo8 😉 Il discorso sulla motivazione intrinseca è lungo (e dopotutto anche la Trama non scherza: sono oltre quattrocento pagine. Spero non noiose, però). Qui ne ho messo un pezzettino. Fra l’altro, scrivo ben chiaro che l’esistenza della (fondamentale) motivazione intrinseca non è una ragione par pagare poco le persone. Però. Se non esistesse la forza della motivazione intrinseca, non riusciremmo neppure a capire perché, per esempio, molti bravissimi ricercatori e insegnanti fanno per decenni il proprio lavoro con orgoglio e dedizione anche se retribuiti pochissimo. Insomma: riconoscere la forza appassionata di questo tipo di motivazione è un modo per onorare le persone che ne sono animate, e la loro tensione ideale. Senza con questo giustificare chi le paga troppo poco.

     
  11. gabri

    Cara Annamaria, la gloria degli insegnanti è aver tirato fuori dalle peste i ragazzi. Con dedizione e forza appassionata. E’ un mestiere che farei (che faccio) anche gratis. La gioia di una lezione ascoltata e capita, presentare un bel libro, un’idea nuova…… Proprio non si vive di solo pane.

     
  12. margarethe

    ciao a tutti! come promesso l’altra sera al primo incontro di nuovo ed utile lascio il mio primo commento, per ringraziare tutti quelli che hanno partecipato alla serata a Milano: da ripetere assolutamente! Questo sito permette di accendere molte idee.. lo farò conoscere a chi lo può apprezzare!

     
  13. Utente Anonimo

    Sono sicuro che l’incontro di ieri dev’essere stato interessante e divertente. Spero che NeU nei prossimi giorni lo racconti con una cronaca dettagliata, ad uso di chi non ha potuto partecipare. saluti Antonio

     
  14. Utente Anonimo

    Grazie mille per le anticipazioni, in attesa del libro me le gusterò nel fine settimana. un abbraccio gim

     
  15. Daniele27

    Bell’argomento quello del cervello e di tutti i suoi misteri bio-tecnologici e molto chiare le descrizioni fornite … sembra quasi che si una cosa semplice capire come funziona … …. il fatto è che tra il capire come funziona e il capire “come farlo funzionare” c’è un bell’abisso ma anche quello è un campo affascinante … ci sto provando altrimenti che creativo sarei??? 🙂

     
  16. annamaria

    Il salone del libro è un gigantesco, rumorosissimo frullatore di idee e parole scritte e dette. Certo, c’è da perdersi non solo metaforicamente tra gli stand (magari chiedendosi il perché della misteriosa sparizione del numero quattro. Mi spiego: perché esistono il padiglione uno, due, tre e cinque, e il quattro è missing, come il posto, o il piano, o la stanza numero tredici negli States? Tra l’altro, la superstizione del 13 si chiama triscaidecafobia, e c’è perfino una pagina su wikipedia. Ma perché al Salone viene cassato il povero numero quattro, che sì, sta antipatico ai cinesi, ma da noi è un numeretto come tutti gli altri?). Dicevo: un frullatore. Ma benevolo. Non taglia crudamente, ma mescola, accosta alto e basso, generi, persone, temi. Uno poi si riprende, ci pensa su, e si accorge che, oltre che essersi portato a casa nuovi libri, si è anche preso una buona dose di energia e motivazione. E prospettive. Per esempio: è interessante scoprire che le frasi belle ed evocative che illustrano l’iniziativa di Regione Piemonte sono state prodotte da una persona con disagio psichico, all’interno di un bel progetto di cui vi parlerò più in dettaglio. E riconosciute con un diritto d’autore, come giustamente sottolineano gli organizzatori. Ne ricopio alcune: – Il futuro è il giorno dopo: – Mi stavo imbattendo nell’infinito e mi sono ritrovato qua. – Un’idea improvvisa potrebbe anche essere una tempesta. – Un’ora al giorno almeno, bisogna essere felici. Comunque: c’è attenzione per i discorsi che riguardano la creatività. Evviva: Sala blu piena di un bel pubblico attento. E si chiacchiera anche di NeU. Prima se ne è chiacchierato – di creatività e di NeU- online con i lettori della Stampa. Se volete farvi un’idea del clima, il video è a questo indirizzo.

     
  17. Utente Anonimo

    IL MISTERO DEL QUATTRO Vi è mai capitato, a tavola, di essere invitati a non versare nel piatto quattro pezzi di qualcosa? Tanti sono i portatori della bara.

     
  18. gabri

    Per sdoganare il 4, oltre alla superstizione nipponica e ai portatori di bare, ci sono però: 4 gatti 4 stagioni 4 punti cardinali 4 fasi lunari i 4 umori di Ippocrate cuori, quadri, fiori, picche coppe, denari, bastoni, spade Rete 4 ( pensandoci bene, però, quest’ultima potrebbe davvero portare sfiga).

     
  19. Utente Anonimo

    mah… il numero dei portatori della bara dovrebbe dipendere dalla corpulenza del caro estinto, no? Annamaria, che bello! Non vedo l’ora di leggere il tuo libro: e lo farò con spirito investigativo-archeologico, alla scoperta di tutti i vividi fili che sono passati di qua 🙂 Eleonora p.s. a chi c’era la sera del 12: un piccolo feedback per chi era assente, please.

     
  20. Utente Anonimo

    Ciao a tutti. La sera del 12 maggio ci siamo incontrati in un posto piccolo e accogliente: Annamaria e noi della redazione di NeU lo abbiamo scelto con cura in modo che ci assomigliasse il più possibile. Una stanza con pochi tavoli, il fuoco acceso, tanta curiosità di guardarsi per la prima volta negli occhi e voglia di iniziare a chiacchierare. Dopo il primo bicchiere di buon vino e gli assaggi deliziosi il clima si è riscaldato e sono scattate le prime sintonie. I più discreti iniziano parlando del tempaccio, del posto da cui vengono o della fatica fatta a trovare parcheggio. Ma poi il clima conviviale e l’omaggio della Trama lucente ci spingono a rilassarci e iniziamo a chiacchierare un po’ di tutto. Videogames, arte e festival, visioni politiche, cibo, e alcuni utili suggerimenti su NeU. Annamaria dice due parole sul libro, spiegando che è dedicato a suo figlio Michele, che l’ascolta orgoglioso. Le chiacchiere continuano per un paio d’ore senza sosta, qualcuno si scambia le mail e tutti, entusiasti di questo esperimento, ci diamo appuntamento ad un nuovo incontro. Ilaria

     
  21. annamaria

    ARGH! IL REFUSO! Il refuso, mentre tu correggi le bozze, si nasconde come uno scarafo sotto il lavandino. E poi. Zampetta via quando sente il fruscio deciso della penna dell’editor. Si infratta prima che la matita del correttore di bozze lo trafigga. Se ne resta lì anche se spazzi e lucidi e disinfetti con ammoniaca e sapone di Marsiglia. E poi, quando finalmente è protetto dal cristallo invisibile della stampa, se ne spunta fuori dalla pagine pronte e ti sberleffa. Maledetto, maledetto. Sfogliando per cercare una roba ho beccato il primo. Grunt. Uh, acc… Bello grosso, anche, ma così astuto e carogna da mascherarsi perfettamente dietro l’apparenza di un’ortografia corretta e anche corsiva. E so già che ce ne saranno altri, a scorrazzare in quattrocento-e-qualcosa pagine. Se ne beccate qualcuno ditemelo, per favore, che gli sparo se appena il caso o la fortuna me li riportano a tiro. Ma questo di pagina 265, seconda riga, non riditemelo, però. Mi ci sono già infuriata abbastanza… 😉

     
  22. gabri

    Non ci guastiamo la gioia, Annamaria, che non ci fa’ caso nessuno, oppure, dopo tre parole, se lo è dimenticato.

     
  23. Graziano

    In effetti, Annamaria, il refuso da te, onestamente, va detto, citato, è molto grave. Noi “masochisti” (un paese che ha Berlusconi come premier non può che essere pieno di masochisti) perseguiamo un obiettivo per ottenere una punizione, non un premio, come scrivi, appunto, nella seconda riga di pagina 265…

     
  24. Laura Bonaguro

    REFUSI E CREATIVITA’ Non sono ancora arrivata a pagina 265 invece mi chiedevo cosa nasconde il gesto creativo del refuso. Uno stato d’animo? Una inconsapevole attaccamento ad una idea? Una semplice preferenza? Non è un po’ come quando ci si accorge di dimenticare di seguito le chiavi di casa, oppure si sbaglia strada pur conoscendola bene? Troverei divertente qui (e dove diversamente?) tessere un filo lucente sull’errore ingiustamente demonizzato e punito e riabilitarlo nobilmente ad esperienza significante, sarebbe un bell’inizio di cambiamento… 🙂

     
  25. annamaria

    FUSI E REFUSI Beh, certo, la creatività nasce anche dall’errore o da un gesto distratto… la bellezza non sempre coincide con la perfezione (è un affascinante concetto giapponese), e l’imperfezione è comunque più interessante. A patto che non sia semplice sciatteria. Però, però: il refuso editoriale con coincide con un lapsus verbale, che spalanca orizzonti inconsci tanto oscuri quanto infiniti. Sono le dita che si incrociano sulla tastiera. O, come in questo caso, è una correzione da tondo a corsivo che, fraintesa, probabilmente ha portato qualcuno a sostituire, oltre che il carattere, anche la parola. Confesso che, se mi trovo a leggere un testo stampato con una quantità di refusi che mi sembra oltre la media tollerabile, comincio a correggere stizzosamente a penna. Nella Trama, abbiamo riletto in maniera ossessiva. Poiché il testo è lungo, è quasi certo che qualcuno sia sfuggito a tutte le revisioni. Ma, francamente, spero che siano davvero pochi. E se, come mi auguro, ci sarà un’altra edizione, vorrei davvero correggere tutto quanto. 😉

     
  26. annamaria

    … a proposito di refusi da dita che si incrociano (maledetti, maledetti! E traditori): … NON coincide

     
  27. Utente Anonimo

    No, non so come gli psicologi siano arrivati alla conclusione che sono meglio le motivazioni intrinseche. Io so solo che gli attuali trentenni sono disperati. Hai voglia a creare…qua torna voglia di distruggere. Per esempio le corporazioni e i vecchi che proteggono. Non sopporto più nemmeno i sindacati, col loro lavoro iperprotetto solo per chi ha avuto la fortuna di nascere prima del 1975. I sindacati che si sono occupati solo di lavoro maschile per troppo tempo. I sindacati che fanno finta di non vedere l’ingiustizia del dualismo del mondo del lavoro: lavorano gomito a gomito ipergarantiti e ben pagati over-40 e iperprecari sfruttati under-40. Sono stufa di tutto. Altro che motivazione interna: piuttosto che conitnuare a elemosinare due lire preferisco emigrare e fare la cameriera all’estero. Mi verrebbe anche da aggiungere un invito ad andare da qualche parte….Scusate lo sfogo. Che tanto ignoreranno tutti, come al solito.

     
  28. up

    ciao annamaria, ho appena finito di leggere la trama lucente. mi è piaciuto molto anche se in certi momenti ho sentito il bisogno di una tua maggiore presenza – un commento, una considerazione, una battuta – che rendesse più piacevole un tema a tratti un po’ ripetitivo. verso la fine, questa è stata la mia impressione e prendila per quello che vale, sei riapparsa con più decisione. insomma durante la lettura mi piaceva ricordarmi che eri tu che scrivevi. adesso non ho il libro con me, due o tre errori li ho trovati anch’io, uno di sicuro a pag.281 e un altro non ricordo dove un “proseguire” invece di “perseguire”. cmq complimenti molto grandi per l’opera.

     
  29. lucazade

    Un brivido ad ogni pagina che sfogliavo, una lacrimuccia e un sorriso incontrollabile per quello che avevo letto e per quello che mi attendeva. Fino a che leggo “Chi vuole trovare conferme della propria creatività si riconosce in ciascuna lista: un po’ come gli ipocondriaci quando leggono affascinati elenchi di sintomi” e *ho dovuto* commentare qui. Grazie, bellissimo ed illuminante libro!

     
  30. Pingback: Creatività alla Fondazione Corriere della Sera | Barbara Olivieri

  31. Pingback: Benzine in Triennale | Barbara Olivieri

  32. Pingback: A Cagliari Pazza idea: si celebra la creatività - Social ME(dia) - VanityFair.it

  33. Pingback: Riflettere: il primo principio di Alfie - Mamma Lean

Inserisci un commento al post

Cerca in Nuovo e Utile
34 queries in 1,388 seconds.