Nuovo e utile
Una definizione della creatività, in sei punti - Metodo 87

Una definizione della creatività, così al volo, me la darebbe? Oppure, e in modo ancora più sbrigativo: che cos’è la creatività?
Mi capita fin troppo spesso di sentirmi fare questa domanda, nelle situazioni più varie e dagli interlocutori più diversi. Ogni tanto mi viene anche la tentazione di chiedere se non c’è una domanda di riserva.
Col tempo ho imparato a dare risposte sintetiche e qualche volta, invece che arrabattarmi per fornire una definizione della creatività, me la cavo con una battuta. Però rispondo così  premettendo che è davvero impossibile dar conto in breve di un fenomeno multiforme, sostanzialmente inafferrabile, complesso e che riguarda ogni sfera dell’attività e del pensiero umano.
Qualche altra volta, e se ci riesco perché ho di fronte un interlocutore paziente, provo a dire almeno qualcuna delle cose che seguono. Quel che ne esce è un racconto che può aiutare ciascuno a mettere a fuoco una definizione della creatività da far propria.

1) LA CREATIVITÀ È SELEZIONARE E COMBINARE. Niente si crea dal niente: come scrive Umberto Eco nel 2004, la creatività è ars combinatoria: la capacità di combinare in maniera inedita elementi che già esistono.
Una definizione della creatività assai simile viene formulata da Henri Poincaré quasi cent’anni prima, in un testo intitolato Scienza e metodo, pubblicato per la prima volta nel 1906.

Ancora oggi la definizione della creatività di Poincaré, che per primo parla di unire elementi esistenti in combinazioni nuove e appropriate, è la più ampiamente accettata.
Ma Poincaré segnala un altro dato importante: non tutte le combinazioni vanno bene, e l’essenza del gesto creativo consiste proprio nello scegliere le combinazioni appropriate: un risultato nuovo ha valore, se ne ha, nel caso in cui stabilendo un legame tra elementi noti da tempo, ma fino ad allora sparsi e in apparenza estranei gli uni agli altri, mette ordine, immediatamente, là dove sembrava regnare il disordine […] Inventare consiste proprio nel non costruire le combinazioni inutili e nel costruire unicamente quelle utili, che sono un’esigua minoranza. Inventare è discernere, è scegliere […] fra tutte le combinazioni che si potranno scegliere, le più feconde saranno quelle formate da elementi tratti da settori molto distanti. Qui trovate l’intero brano e potete anche scoprire come mai Nuovoeutile si chiama “nuovo e utile”.
Dicevamo: sull’idea del combinare elementi in modo nuovo e appropriato (o utile, o dotato di valore) ormai conviene l’intera comunità scientifica internazionale. Guardatevi la definizione della creatività sulla (eccellente) pagina dell’edizione inglese di Wikipedia. E no, alla luce di tutto questo, creatività e trasgressione non sono la stessa cosa: nel senso che la creatività può risultare (anche) trasgressiva, ma la trasgressione in sé non è, in quanto tale, creativa.

Definizione_della_creatività-02

2) LA CREATIVITÀ È UNA QUESTIONE DI REGOLE. La creatività non consiste nel rompere le regole tanto per romperle, ma nel superarle sostituendole però con regole migliori (e se poi nel superamento qualcosa si rompe, pazienza). Da questo fatto derivano alcune interessanti conseguenze:
– per superare una regola bisogna prima conoscerla. Dunque, la creatività non si può sviluppare senza conoscenza, competenze, preparazione.
– il nostro cervello non è capace di pensare “nel vuoto”, e la creatività non scaturisce dal nulla, ma si accende quando c’è un problema da risolvere o un ostacolo da superare, o un vincolo da sciogliere, o una teoria da cambiare perché si è rilevata inadeguata. Per questo ostacoli, vincoli e problemi sono sì una seccatura, ma sono anche un carburante necessario per attivare il pensiero creativo.

3) LA CREATIVITÀ È UNA METACOMPETENZA: uno stile di pensiero che può applicarsi a qualsiasi sfera dell’attività umana, e che può migliorare e sviluppare ogni altra attività umana. In parole diverse: la competenza creativa ci aiuta a essere più competenti nell’esercizio di un’infinità di altre, più specifiche, competenze.
Dello stile di pensiero creativo fanno parte, per esempio, l’attitudine a essere curiosi e a porsi domande inedite, l’attitudine ad affrontare il rischio di sbagliare, la capacità di imparare dagli errori.
Qualche volta provo a chiedere alle persone di guardarsi attorno, e di immaginare che cosa resterebbe di quel che vedono, di quel che indossano, di quel che sanno o hanno se tutto ciò che è frutto di creatività sparisse all’improvviso. Beh, ci ritroveremmo tutti quanti nudi, seduti per terra, a intenderci a urla e grugniti. E guai ad aver bisogno di un paio di occhiali, o ad aver voglia di un po’ di cioccolato.

Definizione_della_creatività-03

4) LA CREATIVITÀ È UN DONO DEL LINGUAGGIO (E VICEVERSA). Grazie al linguaggio siamo riusciti a fare, come genere umano, alcune cosucce piuttosto complesse: per esempio, sviluppare il pensiero astratto, o formarci una cultura condivisibile e trasmissibile, e comprendente gli innumerevoli elementi (concetti, definizioni, categorie, informazioni, memorie…) che, combinati e ricombinati, alimentano la nostra creatività.
Grazie al linguaggio anche ciascuno di noi fa quotidianamente una quantità di cosucce piuttosto complesse: per esempio, formulare pensieri articolati come “se la pizza non esistesse bisognerebbe inventarla”. Su, dai, provate a esprimere quest’idea a gesti.
E grazie al linguaggio il nostro cervello è cresciuto, diventando la meravigliosa macchina per pensare che è.
Ma anche il linguaggio è un’espressione e un dono della creatività collettiva, che inventa grammatiche e parole e le modifica nel tempo, e della creatività individuale: ciascuno di noi, nel momento in cui inanella, parlando o scrivendo, parole che mai prima di allora sono state (utilmente) combinate in quell’esatto modo, a significare quell’esatta cosa, compie un gesto creativo. Non solo: ciascuno di noi, nel momento in cui comprende parole dette o scritte da qualcun altro, e ne ricostruisce il senso, compie un gesto creativo. Questo semplice fatto potrebbe perfino indurci ad ascoltare e a leggere con maggiore attenzione, magari.

Definizione_della_creatività-04

5) ALLA CREATIVITÀ IL TALENTO NON BASTA. IN una seria definizione della creatività non può mancare un cenno alla questione del talento.
Si può nascere talentuosi, ma creativi si diventa e perfino i migliori talenti naturali devono investire tempo e fatica per riuscire ad esprimere al meglio le proprie potenzialità. L’avere un talento specifico per un’attività creativa può, sì, semplificare le cose. Ma può anche complicarle proprio perché le semplifica troppo.
Il rischio consiste nell’accontentarsi delle soluzioni più semplici: quelle che, poiché si ha talento, si trovano senza fatica. Se Edison dice che la creatività è l’1 per cento di ispirazione e il 99 per cento di sudore (one per cent of inspiration and 99 per cent of perspiration), Herbert Simon, premio Nobel e padre dell’intelligenza artificiale, ci ricorda che nei campi ad alta complessità cognitiva servono almeno 10.000 ore di applicazione intensiva per ottenere risultati eccellenti. Insomma, il talento aiuta, ma ci vuole una pratica costante. Anzi, quel particolare tipo di pratica orientata non al puro esercizio ma al miglioramento che si chiama pratica deliberata, e che consiste nell’esercitarsi focalizzandosi su ciò che non si sa fare.

6) LA CREATIVITÀ È UN CONTINUUM. Nessuna definizione della creatività la fa coincidere solo con l’essere geniali. E, in effetti, tutti noi siamo immersi nel grande paesaggio della creatività e lo abitiamo.
Certo, i grandi geni dell’arte, della letteratura, delle scienze e della ricerca se stanno arrampicati su picchi altissimi e difficili da raggiungere. Ma tutti noi, ogni giorno, quando affrontiamo un ostacolo, risolviamo un problema, ci inventiamo qualcosa che ci migliora la vita o che la migliora agli altri (e questo significa anche inventare una nuova favola per un bambino, o una nuova ricetta per cucinare con gli avanzi) pratichiamo una creatività quotidiana che ha un enorme valore sociale, perché trova, continuamente, mille piccoli modi per fare meglio le cose.
Un ulteriore elemento rende la creatività quotidiana ancora più preziosa: nei gruppi, c’è tanta più creatività quanto maggiori sono le differenze (età, genere, cultura, competenze, formazione, provenienza…): esercitare la creatività è, dunque, un modo meraviglioso per stare insieme nella diversità.
Le immagini che illustrano questa pagina sono… già: che cosa sono, secondo voi? E che cosa c’entrano con l’idea del connettere e del combinare, che è centrale nella definizione della creatività?

18 Commenti a Una definizione della creatività, in sei punti – Metodo 87

  1. Pingback: Animalier - Blog - Adda Studio | Adriana Adamo

  2. Morris Marshall

    Excellent article. The image? Left Brain Right Brain?—

     
  3. Carolina

    La Creatività è il risultato dell’innovazione

     
  4. Annamaria

    Ciao Carolina.
    Forse è l’innovazione (il fenomeno economico e sociale che consiste nella realizzazione e nella diffusione di nuove idee) ad essere frutto della creatività (il fenomeno psicologico e individuale che consiste nella concezione di nuove idee).
    :)

     
  5. Fiorella Palomba

    Ciao, Annamaria

    Con questo link rendo omaggio a un grande maestro: Bruno Munari. Il suo grandioso, piccolo libro FANTASIA è sempre sulla mia scrivania.

    https://it.m.wikipedia.org/wiki/Bruno_Munari

    * credo siano i lobi cerebrali.

     
  6. Alex Ranzani

    La creatività è l’azione mentale che conduce alla formulazione di un’ipotesi. Nelle foto c’è il pavimento di un parrucchiere.

     
  7. Marco Stancati

    Sì, la creatività è una metacompetenza. Ma io preferisco dire “un’attitudine trasversale”. Quanto alle immagini, porrei piuttosto la domanda: “Quanto ti attraggono, quanto ti infastidiscono?”
    Con Fiorella, condivido la “devozione” per Fantasia di Munari; viaggiando porto con me anche una delle sue sculture di carta.
    Buona giornata!

     
    • Stetto

      Più infastidiscono! :-)

       
  8. Agostino Matranga

    Ottimo post,come sempre del resto. Mi permetto di segnalare un libretto, che probabilmente da qualche parte nel sito è già stato segnalato: “Tecnica per produrre idee” di James Webb Young, edizioni Lupetti. Un compendio di idee e pratiche sulla creatività che ha il pregio non indifferente di essere lungo 59 pagine.
    Nessuna idea su cosa possano rappresentare le immagini.
    Buona giornata.

     
  9. Linda Liguori

    Le immagini? Alveoli polmonari o vasi sanguigni, o vasi polmonari

     
  10. Annamaria

    Le immagini, appunto. Appartengono a una serie intitolata Neuron Fractal e sono state realizzate da Anthony Mattox, un giovane di Baltimora.
    Non sono esattamente singoli neuroni, ma danno un’idea suggestiva della quantità di connessioni che fanno capo a un neurone.
    Per saperne di più:
    http://www.artandsciencejournal.com/post/19130472373/anthony-mattox
    Per vedere altri suoi lavori:
    https://www.flickr.com/photos/amattox/sets/72157611229934900/

     
  11. Pino Cultrera

    La creatività è un mix di arte e fantasia che, unite all’ingegno, danno luogo alla cultura del sopravvivere ad ogni costo; poichè questo è l’unico vero motivo per cui si viene al mondo: Crescere, sempre.

     
  12. Luciano Nigro

    Ottimi spunti. Tutti i contributi in grado di dare concretezza al concetto di creatività sono utili a renderlo più accessibile.
    Il mio piccolo suggerimento in questo senso è la lettura del libro di John Maeda “Le leggi della semplicità” edizione Bruno Mondadori:
    10 punti da tenere sempre presenti.

     
  13. Pingback: Quando l'immaginazione abbraccia il mondo - Studio Giano

  14. Pingback: When imagination embraces the world - Studio Giano

  15. Arnaldo

    Creatività…….è essenzialmente un’ operazione di trasformazione concettuale che trova il modo di esplicarsi in varie forme operative, espressive ed applicative quali le arti visive e progettuali.

     
  16. Antonella Marcantoni

    Mi piace molto il suo modo di comunicare, perché pulito nella sequenza dei pensieri e ricco nei contenuti.
    Creativo direi, se non fosse ridondante l’aggettivo, perché non é scontato, ampolloso e pretenzioso.

     
    • Annamaria Testa

      Ma grazie!

       

Inserisci un commento al post

Cerca in Nuovo e Utile
38 queries in 1,224 seconds.