Il miraggio della felicità e la trappola del perfezionismo

La notizia che il corso più seguito nei 317 anni di storia dell’università di Yale riguarda la felicità è stata ampiamente diffusa anche dalle testate italiane (qui Ansa), che riportano più o meno tutti gli stessi dati, ripresi da un articolo uscito sul New York Times.
Il corso si intitola Psychology an the good life. Conta quasi 1200 iscritti e l’ha scelto uno studente su quattro. È tenuto dalla psicologa Laurie Santos.
Questi gli obiettivi: focalizzarsi sulla psicologia positiva e indurre cambiamenti nel comportamento. Questi gli strumenti oltre alle lezioni frontali: gli onnipresenti quiz da compilare. I compiti settimanali da eseguire (per esempio: fare gesti di gentilezza, conoscere qualcuno di nuovo). Infine, un progetto di cambiamento personale, da impostare e portare poi all’esame.

ECCESSO DI SUCCESSO. L’eccesso di adesioni ha causato non pochi problemi, e Santos afferma che non terrà più il corso in futuro. Promette però, di pubblicarne i materiali su Coursera, la piattaforma che offre gratuitamente corsi delle maggiori università americane nel formato Mooc (Massive Online Open Courses). Se la questione vi interessa, siete avvertiti.
La notizia merita di essere commentata. Lo lo faccio per punti.

TRA ACCADEMIA E AUTO-AIUTO. Il primo punto è che all’università uno si aspetterebbe di trovare, magari, un ciclo di lezioni sull’idea di felicità in Platone, Aristotele ed Epicuro, ma non un corso su come vivere una buona vita: qualcosa che rimanda, più che al sapere accademico, ai manuali di auto-aiuto che trattano questo tema.
Sono innumerevoli: se cerco tra i libri in vendita su Amazon, trovo oltre quattromila titoli italiani che contengono “felicità”. In inglese, per “happiness”, ci sono oltre centomila risultati. Dev’essere un mercato che tira.
McDonald’s, che si è inventata l’Happy meal per i bambini nel remoto 1977, ha davvero precorso i tempi: Time vi racconta l’intera storia, contenuti calorici compresi.
…questo corso sulla felicità, non potrebbe essere una sorta di mcdonaldizzazione di una faccenda più complessa?

STUDENTI SOTTO STRESS. Il secondo punto è questo: negli Stati Uniti c’è una graduatoria delle università con gli studenti “più felici”: la pubblica la Princeton Review.
Yale non è ai primissimi posti, ma nemmeno agli ultimi. La ragione per cui il corso di Santos riscuote tanto successo va forse cercata, più in generale, nel crescente disagio degli studenti americani (qui un articolo di New York Times) e non solo americani (qui l’Independent, che parla apertamente di stato di crisi). Molti si sentono sotto stress, sovrastati dalla necessità di eccellere in tutto, a ogni costo. Molti si sentono ansiosi e depressi. Si preoccupano per i debiti che dovranno ripagare, e per il futuro.

UN PURO FATTO ANAGRAFICO? Eppure proprio Epicuro scrive: non il giovane è felice, ma il vecchio che ha vissuto una vita bella; poiché il giovane nel fiore dell’età è mutevole ludibrio della sorte.
E chissà se Santos cita Epicuro, in qualche momento del suo corso. Magari per chiedersi, e per chiedere all’enorme aula, se il disagio deriva solo dall’ineliminabile fatto anagrafico, o se c’è qualche causa ulteriore.La risposta, in realtà, è: certo, che c’è.

OBIETTIVI IRREALISTICI. Ed eccoci al terzo punto. Una meta-analisi gigantesca e recentissima, pubblicata dall’American Psychological Association, ci dice che dal 1989 a oggi tra gli studenti è cresciuta in modo significativo la spinta a essere perfetti nel corpo, nella mente, nella carriera. Insomma, in tutto.
È un obiettivo così ambizioso e irrealistico da implicare per forza stress, frustrazione e fin troppe opportunità di fallimento.

TRE TIPI DI PERFEZIONISMO. La ricerca identifica tre tipi di perfezionismo: autoriferito (nutrire il desiderio irrazionale di essere perfetti), imposto socialmente (l’essere esposti a un eccesso di aspettative da parte del proprio ambiente), eteroriferito (l’assegnare ad altri standard di perfezione non corrispondenti alla realtà). Delle tre forme di perfezionismo, la prima è cresciuta del 10 per cento, la terza del sedici per cento, la seconda di un impressionante 33 per cento.
Le risposte alla domanda perché mai bisognerebbe ambire a essere perfetti? sono molte, e abbastanza ovvie: per trovare più facilmente lavoro. Per avere una buona carriera. Per essere apprezzati (e qui c’entra anche la pressione esercitata dai social media)… in sostanza, per “essere felici”.
È un bel paradosso: rendersi più infelici avendo l’obiettivo ultimo di essere più felici (anzi: “perfettamente” felici).

IL PARADOSSO DELL’ESSERE FELICI. Ed eccoci all’ultimo punto. Diverse ricerche dimostrano come le persone che hanno la propria felicità come obiettivo tendono, mediamente, a essere meno felici di altre. A dirlo è Susan David, psicologa presso la Harvard Medical School,
David, letteralmente, parla di “ossessione della felicità”, e di inflazione di metodi per sviluppare il pensiero positivo. Attitudine che porta a ignorare ansie, paure, rabbia. E che in fin dei conti disabitua a riconoscerle e a gestirle, e quindi impedisce di reagire in modo resiliente.
Per non parlare del fatto che sforzarsi di non avere pensieri negativi non fa che ingigantirli. È il classico effetto “non pensare all’elefante”. Ho di recente condotto una ricerca che ha coinvolto 70mila persone dice David in un recente Ted Talke un terzo (dico: un terzo!) si fa problemi perché sperimenta emozioni negative, o addirittura cerca di cancellarle.

UN’IDEA ASTRATTA. Il fatto è che “felicità”, è, oltretutto, un’idea astratta e assoluta. Cercare di avvicinarsi è un po’ come proporsi di riuscire a toccare l’orizzonte. Tra l’altro, la felicità è una meta, oltre che impossibile da raggiungere, così egoistica da disconnetterci dagli altri, facendoci sentire (dati di ricerca lo dimostrano) più soli. Quindi, ancora più infelici.
Forse, la soluzione sarebbe progettare contesti (universitari, e non solo) che non obblighino i giovani a sognare di essere perfetti secondo criteri fisici e mentali standardizzati e omologanti, ma li spronino a scoprire e a coltivare, con meraviglia e gratitudine (e conseguente una dose di felicità) i loro migliori talenti individuali. Ma, temo, un singolo corso, anche se a Yale, non basterebbe, e bisognerebbe ripensare l’intero sistema.

Questo articolo esce anche su internazionale.it. Se vi è piaciuto, potreste leggere anche: Perfezionismo? Sì, ma quanto basta, e non di più

Avete mai sentito parlare di modelli di ruolo? E se vi chiedo di individuare un vostro modello di ruolo, presente o passato, qual è il primo che vi viene in mente? Un genitore o un adulto rilevante...
La recente notizia che Facebook avrà una task force per il fact checking delle fake news è confortante, ma il modo in cui viene diffusa lo è meno: è ancora italiano, questo testo (sei parole...
La personalizzazione delle merci è uno dei molti paradossi della società massificata e omologata, quella che da un capo all’altro del mondo ci fa trovare le stesse marche negli stessi negozi,...
Scegliere parole inglesi non è proprio il massimo, anche se alcuni si ostinano a pensarla così. In questo articolo trovate tre casi dei quali potremmo serenamente fare a meno. PRIMO CASO. C’è il...
Essere ansiosi sembra una condizione tipica del nostro tempo, scrivevo qualche giorno fa aggiungendo, tra le altre cose, che l’ansia è di origine ambientale (è qualcosa di esterno a noi a...
L'ansia è davvero il sentimento più diffuso e caratteristico del nostro tempo pieno di incertezze? Sembrerebbe proprio di sì. Del resto, basta guardarsi in giro: è molto più facile trovare...
C’è un legame assai più stretto di quel che si potrebbe immaginare tra voto, idea di cittadinanza, educazione volta a sviluppare le competenze sociali. Le competenze sociali sono le capacità...
Intelligenza sociale vuol dire, in parole povere, essere capaci di mettersi in relazione con gli altri in maniera efficace e positiva. Alcuni sostengono che è l’intelligenza sociale, più ancora...
Nel 2017 la diffusione delle notizie false (fake news) in rete preoccupa "abbastanza o molto" il 78 per cento degli utenti, secondo un sondaggio condotto dalla BBC in 18 paesi. Nel medesimo...
Sarà davvero tutta colpa del tasto like? Le nostre menti possono essere sequestrate, dicono i tecnologi che temono una distopia da telefoni cellulari, recita il titolo del Guardian. È...
Educare in rete si può. Ma bisogna saperlo fare bene: dirlo è un'ovvietà, riuscirci lo è un po' meno. COSE DIVERTENTI, INTERESSANTI E UTILI. Tra notizie false e discorsi d'odio, ormai è fin...
Questo articolo parla di bufale e di informazione scientifica. Dice alcune cose che non tutti sanno. E comincia con una storiella. Eccola: "Sei il presidente del Cicap? Devi essere molto scettico..."...
Chi di noi può resistere alla tentazione di sentirsi indispensabile? scrive Margaret Atwood. È una bella domanda, ed è una domanda maliziosa. EUFORIA E SICUREZZA. Sentirsi indispensabili per la...
Me ne rendo conto: in tempi di impieghi scarsi, precari e mal pagati, celebrare il lavoro ben fatto può sembrare insensato e inopportuno. O irritante e sospetto. Come minimo, antiquato, stucchevole...
Dormire mi piace, tuttavia con il sonno ho una relazione contrastata e tendo colpevolmente a tirar tardi. Che stia leggendo, scrivendo, guardando una serie televisiva o chiacchierando con qualcuno, o...
Che cosa frulla nella mente delle persone di potere? Ce lo domandiamo – e capita non di rado – quando i loro comportamenti ci appaiono contraddittori, o poco comprensibili, o così arroganti da...
Uno dice lavoro di gruppo. O lavoro di squadra. Cerca una definizione, prova a capire le differenze, e si apre un mondo. Lavorare insieme può essere bellissimo. O può essere un incubo. Il fatto che...
Si chiama ambivalenza. È una condizione strana e destabilizzante. L’abbiamo provata tutti, magari senza sapere come chiamarla, o di che esattamente si tratta. AMARE E NON AMARE. Odi et amo, scrive...
A tutti può capitare di dover chiedere scusa. Non a tutti succede di volerlo o saperlo fare in modo onesto, efficace e trasparente. Di fatto il gesto di chiedere scusa è complicato per diversi...
Da bambini chiediamo e domandiamo in continuazione. Crescendo, però, perdiamo la fertile attitudine a domandare per sapere qualcosa. E perdiamo l’indispensabile capacità di saper chiedere per...
Il minuscolo centro storico di Terracina è, per chi come me lo vede per la prima volta, un luogo sorprendente: un intrico di resti romani ben presenti e visibili, sui quali sono cresciute le...
La nostra memoria è sempre con noi, ed è così intimamente legata al nostro essere che ce ne accorgiamo solo quando, per qualche motivo, latita e non rende subito disponibile l’informazione che...
Saper domandare è una capacità che si merita tutto il nostro rispetto. Tutto comincia con l’età dei perché: chiunque abbia figli sa di che si tratta. Fra i due e i quattro anni, i bambini non...
Viviamo (e chissà se ce ne siamo davvero accorti) nell’età del turismo. È la più importante industria del nostro tempo, ed è la più inquinante: produce CO2 e consuma territorio. Alimenta un...
Questo articolo vi parla dell’arte di riassumere e di sintetizzare. Molti pensano che si tratti soprattutto di tagliare. Io sono convinta che si tratti di spolpare. Cioè di arrivare all’osso....
Capi di stato e partiti politici, imprenditori e aziende, movimenti e associazioni… chi non ha problemi di comunicazione, oggi? Se qualcosa va storto (per esempio: se un obiettivo raggiungibile non...
Attorno alle decisioni controintuitive ci sono teorie e storie davvero affascinanti. Una delle più note riguarda il castello di Hochosterwitz. Lo psicologo Paul Watzlawick la riprende, in forme...
La pagina inglese di Wikipedia intitolata “conseguenza inattese” (unintended consequences, ma anche unanticipated o unforeseen consequences) non ha un corrispondente italiano. Se qualcuno la...
D’accordo, in tempi come questi c’è poco da ridere: ma, proprio perché è meno facile del solito che una risata ci venga spontanea, forse dovremmo cominciare a coltivarle, le risate e le...
Certo, Fred Astaire era grandioso. Ma non dimentichiamoci che Ginger Rogers faceva esattamente le stesse cose, ballando all’indietro e sui tacchi alti. Questa considerazione, apparsa nel 1982 in...
In una città, tutto è comunicazione. E sono comunicazione anche le singole azioni. Quelle pubbliche e quelle private. Quelle individuali e quelle collettive. Quelle compiute e quelle mancate....
La Costa Rica è grande come la Svizzera più la provincia di Varese, o come Lombardia e Piemonte messi insieme. All’inizio del nuovo millennio, e per diversi anni, è stata considerata il paese...
A spiegare in modo convincente alcuni dei più basilari perché della classe capovolta (flipped classroom) è una bionda avvenente ed energica. Tiene la scena con la sicurezza di una rockstar. La...
Su un primo punto sono tutti d’accordo: virtuale è reale. Le cose che succedono in rete non si verificano in un universo parallelo e separato dalle vite di tutti noi. La prima conseguenza è che...
Sì, le categorie sono astratte. E fanno riferimento ad altre astrazioni, e alla stessa nostra capacità di organizzare il sapere astraendo, e ricostruendo regole generali a partire da fatti e...
Se per caso voleste sapere (beh, potreste, e non sarebbe una cattiva idea) come vanno oggi la lettura e i libri in Italia, questa pagina è per voi. Ci sono dati, fatti, e alcune considerazioni....
Seicento docenti scrivono al presidente Mattarella e al Miur denunciando che in Italia gli studenti non sanno l'italiano. Sono linguisti, storici, filosofi, matematici, costituzionalisti,...
Promuovere libri e lettura è importante per mille motivi, e qui su NeU ne abbiamo discusso molte volte. Leggere migliora le singole persone. Leggere – ce lo dicono molte ricerche – stimola il...
Dev'essere diventato (peggio ancora: dev'essere tornato) di moda dividere il mondo in perdenti e vincenti. In deboli e forti. Però, e non da oggi, ho la sensazione che dietro a queste categorie non...
Oggi torno a parlarvi di istruzione e apprendimento permanente. Ho due ottimi motivi per farlo, e il primo è questo: nel commosso ed energico discorso di commiato (qui la sintesi in italiano)...
Riguarda le città immaginarie il gioco che, secondo tradizione, Neu vi propone per le feste. È semplice semplice. Si può giocare da soli (o meglio: in compagnia di se stessi) o in gruppo. Se lo...
Facciamo un passo indietro: è il 1993, i social media non esistono ancora e siamo agli albori della rete. Una vignetta di Pete Steiner, diventata poi famosissima (così famosa da meritarsi una...
Sempre più persone leggono le notizie in rete, ma non sanno valutare l'informazione a cui si espongono. Partiamo da due dati: sei americani su dieci usano Facebook per informarsi. In Italia,...
L'egocentrismo è un tratto emergente del nostro tempo, o è solo diventato più visibile e chiassoso? Come e perché siamo tutti intrappolati nella nostra soggettività? Per trovare qualche risposta...
È come una sfida a ramino. Puoi vincere o perdere, ma quel che conta è la partita, dice Dario Fo poco prima di morire. Un bel congedo, da parte di uno che ha sempre giocato le sue carte vincendo e...
Il sito si chiama Roars, Return On Academic ReSearch. Discute di università, istruzione, ricerca e delle politiche connesse. Ospita anche una sezione di articoli in lingua inglese. Eppure proprio...
Post-truth, cioè post verità, è la parola dell’anno per l’Oxford Dictionary. La prima notizia è che l’uso di questo termine cresce del duemila per cento nel 2016 rispetto all’anno...
C’è qualcosa – una cosa qualsiasi – che sai fare bene? Mi è capitato di porre questa domanda, a volte, nel corso di un colloquio di lavoro. O, più spesso, chiacchierando con uno studente in...
È impressione comune che esistano specifiche età più creative, e che altre lo siano meno. Non è vero, e adesso c'è una conferma ulteriore. Il colpo di genio arriva a sessant’anni, titola a...
Prima di chiamare un call center, o di compiere qualsiasi altro atto burocratico, andate a vedervi Io, Daniel Blake, il nuovo film di Ken Loach che a Cannes ha vinto la Palma d’oro. Così, se non...
Il più famoso esperimento sull'autocontrollo, la focalizzazione e la forza di volontà risale agli anni Sessanta, e riguarda bambini e dolcetti. È il marshmallow experiment. Ad attuarlo è Walter...
Questo articolo mette insieme due elementi che sembrano distanti tra loro, ma in realtà non lo sono: lingua e potere, anzi soft power. L’italiano, lingua degli angeli per Thomas Mann, è la lingua...
Questo articolo parla di aborigeni, lingue perdute e ritrovate, tradizioni e modernità, spaventosi massacri e ingiustizie nemmeno tanto remote, sense of humor, orgoglio, appartenenza, premonizione....
Sono tempi instabili. Gli argomenti di cui discutere sono molti. Non sempre le cose sono chiare come sembrano (e non sempre sono quello che sembrano). E poi sì, continuiamo a essere in piena...
Questo articolo  prova a dire come funziona la comunicazione efficace. In effetti, i recenti scivoloni ministeriali sul Fertility Day (qui la prima puntata. Qui la seconda), per non parlare  della...
È più che un esempio (ce ne sono tanti) di comunicazione pubblica inefficace. È ignoranza della condizione e dei sentimenti dei cittadini italiani? È incompetenza e trascuratezza delle più...
Quando diciamo linguaggio naturale intendiamo qualsiasi lingua, scritta o parlata,  che si è formata ed  evoluta naturalmente attraverso il continuo uso da parte degli esseri umani. Il linguaggio...
C'è chi non ci dorme di notte. C'è chi è convinto che "è meglio dormirci sopra". C'è chi decide all'improvviso e senza pensarci. C'è chi torna costantemente sulle proprie decisioni. C'è chi...
Il primo tra i dieci imprescindibili diritti del lettore, secondo Daniel Pennac, è il diritto di non leggere. Non fa una piega. Ma se passiamo dalla narrativa all’informazione, e fatto salvo il...
Con la comunicazione sul Fertility Day la ministra Lorenzin ha di certo ottenuto un risultato clamoroso in termini di crescita dell’attenzione al tema della denatalità nazionale. In comunicazione,...
Acrostico fa rima con ostico. Ma dai, non fatevi impressionare, e giocate anche voi al gioco per l’estate che, secondo tradizione, vi propongo anche quest'anno. Un acrostico è un testo, le...
Con un paradosso delle visibilità stiamo facendo i conti tutti noi, di questi tempi. Succede infatti che sia i media classici, sia i social media conferiscano una gigantesca visibilità a persone,...
Sembrava finita, la propaganda. Sembrava che ormai fosse una cosa da remote dittature. Che potessimo escluderla dal nostro orizzonte mentale, osservandola con condiscendente e crescente distacco....
Si può essere curiosi a proposito della curiosità? Beh, oggi vi invito a provarci: ne vale la pena. Del resto, Albert Einstein scrive di sé: non ho particolari talenti. Sono solo appassionatamente...
Questo articolo parla di notizie e del perché c'è bisogno di impaginare le notizie. E parla del rapporto che col mondo abbiamo tutti noi. Ne parla perché poche volte come in queste ultime...
La formula è suggestiva: i ragazzi che oggi vanno a scuola stanno studiando per prepararsi a fare lavori che non esistono ancora. Mi sono imbattuta per la prima volta in questa affermazione nel...
La fortuna è uno stato mentale, scrive Scientific American. Val la pena di andare a vedere in che modo questa affermazione, per molti versi sorprendente, viene argomentata, e soprattutto se...
Il titolo di questa pagina parla di donne, economia, sviluppo e futuro, ma le immagini che vedete risalgono agli anni '40 del secolo scorso. Può sembrare una scelta stravagante, ma ha una...
Non ha senso illudersi di saper parlare bene in pubblico senza avere qualcosa di rilevante da dire. Rem tene, verba sequentur (sii padrone del concetto, le parole seguiranno), scrive nelle Orationes...
In caso di crisi è facile sentirsi paralizzati. E avere la sensazione che "quella" crisi sia diversa da ogni altra crisi possibile. In realtà, tutte le crisi hanno, per il fatto stesso di apparirci...
Chiunque si rivolga non a una singola persona ma a un gruppo di interlocutori sta, in effetti “parlando in pubblico”. Le regole cambiano. Può succedere di dover parlare in pubblico in modo del...
Terre Bagnate. O Terre Fradice. O Terre Umide: insomma: un sacco di acqua che si insinua  dappertutto. Le Wetlands della Louisiana sono un un gigantesco intrico di canali, paludi e foreste di...
Di consigli su come parlare a un pubblico è piena la rete, dai più bizzarri (evitate i latticini!) a quelli in apparenza più ovvi (ricordatevi di respirare). In realtà non tutti i consigli, a...
New Orleans sembra condannata a ripetere una stanca, meccanica messa in scena dal proprio stesso mito. L’affascinante quartiere francese – case tardo settecentesche e ottocentesche, muri...
Per saper dire bisogna non solo possedere, ma anche saper governare le parole. Tutti noi parliamo ogni giorno, perfino troppo, scordando che le parole non sono solamente  tratti che appaiono su un...
Me lo ricordo bene. Sono stata a Miami per la prima volta all’inizio degli anni ’80, quando ancora buona parte degli alberghi Déco cadeva a pezzi e Miami Beach era un luogo schizofrenico: lungo...
Nel nostro paese la capacità di parlare in pubblico è modesta. Oscilliamo tra sproloquio e afasia, tra aggressività e narcosi, tra esibizionismo narcisistico (appartiene a molti) e sottomessa...
Ci sono singoli momenti in cui è possibile diventare scrittori: questa, almeno, è la percezione di alcuni che poi sono diventati scrittori per davvero. Racconta tutto ciò un grazioso articolo di...
Di sindrome dell’impostore soffrono, in genere, quelli che impostori non sono. Curioso, no? Ecco di che si tratta: sindrome dell’impostore è un modo informale e non tecnico per definire la...
Può sembrare paradossale ma è così: pubblicare buone notizie è più difficile che pubblicarne di cattive. E, se ci pensate bene, lo è per molte ragioni piuttosto facili da intuire. Qui sotto...
Far fuori una idea creativa è la cosa più facile del mondo: basta un attimo. Far fuori una idea creativa è gratificante per chi ritiene che le persone che svolgono lavori creativi siano...
Torno sul tema delle notizie positive nella convinzione che sia davvero rilevante. E insisto perché vorrei fare del mio meglio per diffondere questa percezione, e perché una forte richiesta di...
Sappiamo accorgerci del momento esatto in cui (ci) succede qualcosa che può cambiare tutto il resto? Oppure fatalmente quel momento lì ci sfugge, e ben che vada riusciamo a ricostruirlo a...
Questa è la cronaca di due giorni passati a non scrivere. Sarebbero due giorni da dimenticare. Oppure no: forse sono due giorni da ricordare (così, la prossima volta, non ci ricasco) e da...
Sappiamo (o, da consumatori, intuiamo ) che ci sono colori che vendono più di altri. Ma può essere utile capire come, e perché. I colori evocano emozioni. Le emozioni orientano il comportamento....
Dovremmo imparare a valorizzare le buone notizie. E, prima ancora, dovremmo imparare a vederle e a riconoscerle. Noi leggiamo le notizie per farci un’idea del mondo. È noto e ovvio che...
Sì, ancora colori: anche se lavoro con le parole (qualcosa che si colora, se tutto va proprio benissimo, soltanto nella nostra mente), di fatto sono sensibile ai colori al punto che, quando una...
C'è un ampio sentire comune che, soprattutto in rete, si traduce in una forte insofferenza soprattutto verso gli anglicismi, percepiti come un'orda selvaggia e inarrestabile che attenta...
All'ingresso dei bagni pubblici sotterranei di Porta Venezia, a Milano, c'è la fila. E non è esattamente una fila di gente pulciosa che ha bisogno di farsi una doccia. Ma quei bagni pubblici sono...
Il futuro robotizzato continua a sembrarci roba da film di fantascienza. Eppure. Oggi c'è un robot giapponese che scrive romanzi. O meglio: un robot co-autore, insieme a un essere umano, di un...
È davvero emblematico il caso di Domenico Lucano, ignoto in Italia e  ripetutamente celebrato all'estero per la sua coraggiosa scelta  di integrare i migranti nel paesino di Riace, di cui è...
L’intelligenza collettiva, la cooperazione, la condivisione e la diffusione del sapere stanno cambiando le nostre vite. La Repubblica parla di più di 400 progetti avviati in tutto il mondo, la...
Se vuoi innovare, impara queste nove regole, titola la rivista Forbes. Spesso queste liste di raccomandazioni o istruzioni per… ottenere qualsiasi cosa (o quasi) non sono altro che elenchi di...
La lettura ad alta voce è una pratica poco diffusa e sottovalutata, ma davvero virtuosa. Può avvicinare ai libri non solo i bambini che ancora non sanno leggere, ma anche  l'ampia schiera dei...
La fatica di leggere è reale. Per questo il piacere della lettura è una conquista preziosa. Lo è perché leggere arricchisce la vita. E lo è doppiamente proprio perché leggere è anche...
Le immagini che illustrano questa pagina sono tratte da film che mostrano giocatori di Go. Ma il giocatore più bravo del mondo è impossibile da fotografare: si chiama AlphaGo. È un'intelligenza...
Come funziona la creatività? E, prima ancora, che cosa è la creatività? Per rispondere a queste due domande, e a qualcun’altra, un po’ di tempo fa ho scritto un libro di quasi 500 pagine,...
Oggi sto facendo una cosa piuttosto paradossale: spedire una newsletter per dire che non invierò più una newsletter. Si tratta di quella che NeU periodicamente manda ai suoi oltre 4000 iscritti....
Idee in un minuto è il nome della scommessa da cui nasce il primo video autoprodotto da NeU. Sono sessanta secondi di immagini e parole che provano a offrire con la massima sintesi e, mi auguro, una...
Cerca in Nuovo e Utile
235 queries in 1,966 seconds.