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La creatività tra pensiero positivo e pensiero negativo - Idee 13

Pensiero positivo e pensiero negativo. “Mezzo pieno” e “mezzo vuoto”: due modi di considerare in relazione a quanto ci circonda.  Le leggi di Murphy, la prima e più nota delle quali afferma se qualcosa può andar male, lo farà potrebbero orientare la nostra risposta verso l’opzione pessimistica.

LA PROFEZIA CHE SI AUTOAVVERA. Può invece farci preferire l’opzione più ottimistica il timore di cadere nella trappola mentale della profezia che si autoavvera: è il fenomeno per cui, se ci aspettiamo che qualcosa vada male, finiamo per propiziare il verificarsi dell’evento negativo comportandoci come se l’evento fosse già effettivamente accaduto: a questa pagina trovate una spiegazione più ampia e diversi esempi interessanti.

DA MURPHY A POLLYANNA. Ma c’è da stare attenti anche con l’eccesso di ottimismo, che ci mette a rischio di precipitare nella sindrome di Pollyanna: la tendenza a colorare tutto di rosa, qualsiasi cosa succeda. La sindrome prende il nome dalla protagonista di un libro edificante per bambini (una povera orfana affidata a una zia cattiva, e ciò nonostante sempre lietissima, tanto da rasentare l’idiozia) pubblicato da Eleanor Porter nel 1913. Dal libro sono stati tratti una commedia, quattro film, una serie televisiva e un cartone animato giapponese.
pensiero positivo e pensiero negativo

VISIONE E SPERANZA. Ottimismo e pessimismo, pensiero positivo e pensiero negativo giocano ruoli complementari sui processi creativi. La creatività è visionaria e per non spegnersi ha bisogno di un cocktail di resilienza, fiducia in se stessi, attitudine al rischio e speranza (insomma: di qualcosa che è, nei fatti, simile all’ottimismo).

INSODDISFAZIONE COSTRUTTIVA. D’altra parte, sappiamo che la tipica personalità creativa presenta tratti nevrotici e depressivi, che possono trasformarsi nel motore emotivo e motivazionale di una particolare forma di insoddisfazione, l’insoddisfazione costruttiva, che spinge a cercare idee nuove, a non accontentarsi, ad andare oltre le consuetudini e le visioni consolidate.

IL CERVELLO OTTIMISTA. Di recente si è trovato un fondamento neurologico all’ottimismo. Gli psicologi propongono un test  e stanno individuando nuove prospettive di ricerca.
In ogni caso, se i vostri sentimenti oscillano tra pensiero positivo e pensiero negativo, non adombratevi troppo e cercate di cavarne qualcosa di buono in termini di idee creative. Le quali, di solito, propiziano il buon umore.
Questo articolo è stato aggiornato nel 2016. Le immagini sono dettagli dei lavori di Teun Hocks.

10 Commenti a La creatività tra pensiero positivo e pensiero negativo – Idee 13

  1. Utente Anonimo

    …fatto il test. 59 su 100 di Cynism mi torna. Ma c’è un paio di domande, per esempio quella sulle tasse, a cui nessun italiano adulto e ragionevole può rispondere con ottimismo. Ciao Aldo

     
  2. Utente Anonimo

    Un pizzico di fede nel progresso e nella possibilità di risolvere i problemi non guasta nella vita e fornisce anche il materiale grezzo della creatività in quanto stimola l’ attesa e l’ attenzione al nuovo. Ma il pensiero negativo, la percezione della contradittorietà, il sentimento del contrario arrivano fulminei ad una ipotesi nuova, ad una visione contrastante, al rovescio di ogni dritto. Da qui nasce anche l’ umorismo, confermando la tesi di Pascal ” motto di spirito, cattivo carattere ” ( divertenti infatti le leggi di Murphy e le considerazioni di Elastigirl ). Chi è il più realista, tra il pensiero negativo e quello positivo ? Direi che non ha molta importanza. La realtà non è il metro giusto per misurare l’ umore, che nasce proprio dalla deformazione della realtà. Dunque, per quanto riguarda il mercato, mi pare che non sia decisivo che il venditore sia ottimista quanto che riesca a intercettare l’ ottimismo del consumatore, che compra, lui sì, se prevede e programma l’ uso della merce. ” Un par de scarpe nove ” non cambiano la vita, ma qualcosa pur faranno, se corro a comprarmele. Cordiali saluti, Gabri.

     
  3. Utente Anonimo

    Non vorrei sembrare troppo razionale ma, secondo me, la storia del bicchiere mezzo vuoto/pessimista, mezzo pieno/ottimista non va visto in tale ottica. Il motivo è semplice: perché il bicchiere (ogni bicchiere) “nasce” vuoto, quindi anche se ci fosse all’interno una sola goccia d’acqua sarebbe pieno di una goccia. Pure se fosse stato svuotato da poco resterebbe sempre pieno di qualcosa, rispetto alla sua “natura” primordiale. Al di là di questo, in generale, una visione ottimista di certo aiuta ad affrontare meglio qualsiasi cosa. Per quanto riguarda gli acquisti, invece, a meno che non parliamo di acquisti a rate se uno non ha la “materia prima” può essere ottimista quanto vuole…..no? giu

     
  4. femmina

    Grazie Anna Maria e grazie giu: il tuo commento è meraviglioso, per me che sono nota come pessimista cronica. Non devo cambiare il mio atteggiamento, ma pensare solo che – razionalmente – il bicchiere è sempre pieno, fosse pure di una goccia. Poi magari i fisici ed i chimici avrebbero da aggiungere qualcosa, ma cercherò di fare tesoro di quanto mi avete rivelato

     
  5. Giuliano Cuccurullo

    grazie a te per la rivelazione che il mio commento è una rivelazione 😉 …forse la razionalità è molto più creativa di quanto pensiamo e la creatività è molto più razionale di quanto immaginiamo. Mentre ottimismo e pessimismo sono solo uno stile di approccio alle cose e/o rientano più nella sfera della consapevolezza della realtà momentanea, boh? Forse mi sto incartando… giu

     
  6. Utente Anonimo

    … non saprei. Forse è proprio così la storia del bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno. Personalmente mi ha sempre infastidito. Sempre vissuta come una forzatura, come un giudizio senza appello, o di qua o di là mentre per me il bicchiere è costantemente a metà e basta. Che sia il punto d’incontro tra pensiero positivo e negativo? L’equilibri tra i poli? Beh, sarebbe bello pensarlo senza domandarsi se tale pensiero è ottimista oppure no… in un gioco di riflesso all’infinito! Laura Bonaguro

     
  7. gio.brun

    L\\\’ottimismo aiuta a vendere di più, senza dubbio. Anzi meglio l\\\’ottimismo aiuta a comprare di più! Se poi il messaggio di ottimismo riesce a trovare la strada comunicativa diretta, senza passare attraverso banalizazzioni, allora coglie il centro. E coinvolge tutto. Allora non c\\\’è più bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto – secondo me la condizione di mezzo è quella più noiosa e conservativa che ci sia – ma c\\\’è la scintilla che ha cambiato le cose per tutti, per chi si alza sempre di buon umore anche se piove da 15 giorni di fila, e per chi dopo aver vinto al supernalotto è preoccupato perchè teme di non saper conservare la vincita. Giovanna Brunitto

     
  8. Graziano

    Provocazione: ottimismo e pessimismo sono due categorie “inutili”. Hai dormito male o sei in rosso in banca o stai perdendo, o l’hai già perso, il lavoro, e ti senti pessimista. Hai fatto una bella mangiata con gli amici, lavori con soddisfazione, hai fatto un bel viaggio e ti senti ottimista. Le cose importanti sono, invece, capire il contesto in cui sei; capire le dinamiche che si stanno attivando; trovare una tua dimensione umana consapevole e razionale; mettere cuore, passione e intelligenza nelle cose che fai; fare quello che devi e aspettarti che venga quello che può; lottare per le cose che puoi modificare e non per quelle che non puoi mutare ma capire la differenza tra le due; giocare bene e non avere l’ossessione del risultato; avere rispetto per le idee degli altri ma avere il coraggio di confrontarsi in modo aperto e trasparente… (l’elenco potrebbe continuare!) E mi hai detto un prospero, mi risponderebbero in Sicilia…

     
  9. Utente Anonimo

    Ecco, il “trovare una tua dimensione” la interpreto come (il mio) punto di incontro a metà. Non lo trovo per niente noioso ne conservativo, tutt’altro, è invece libero di non conformarsi ad un unica prospettiva ma di accoglierne molte senza il rifiuto di prendere un unica posizione. Mi sa che Graziano ha colto bene, sono categorie inutili e, aggiungo, “psicosomatiche” 🙂 Laura Bonaguro

     
  10. Utente Anonimo

    La legge del bicchiere ( di vhisky di malto ) : mezzo vuoto : scolato per una buona metà mezzo pieno : e non è finito. Gabri

     

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