Passa la bellezza. Ma se ribaltassimo i ruoli?

Verrebbe voglia di lasciare che l’accesa, affollata discussione (qui gli interventi di Lerner, Murgia, Sgarbi) innescata dagli apprezzamenti fuori luogo (qui il video) di Vespa nei confronti di Avallone, alla premiazione del Campiello, si spenga sotto le piogge di fine estate.
Un buon esercizio alternativo, creativo e utile a tirarne invece fuori una visione differente può consistere nell’immaginare che cosa succederebbe se i ruoli venissero ribaltati. Se una presentatrice in età, a un premio letterario, palpasse i muscoli e puntasse la patta di uno scrittore maschio carino e un po’ attillato. Se qualcuno, come fa Sgarbi, sostenesse che attori e cantanti (da Clint Eastwood a Mick Jagger, per intenderci) farebbero meglio a ritirarsi quando il corpo smette di soccorrerli, come hanno fatto Mina e Garbo. Senza dimenticare che l’attacco più feroce alla Clinton, nella passata campagna elettorale, si è fondato su questo assioma: un uomo anziano appare deciso, autorevole, serio, una donna anziana è soltanto una vecchia.
Ricordando che la bellezza va sì apprezzata, ma anche rispettata. Che è inafferrabile (e se l’afferri o la palpeggi diventa un’altra cosa). E che, comunque, non è permanente. Passa la bellezza, dice una (bellissima) canzone di Mauro Pagani.Passa, e se ne va.

13 Commenti a Passa la bellezza. Ma se ribaltassimo i ruoli?

  1. Rurrina

    I miei più vivi complimenti alla signorina Avallone per la sua vittoria. Annamaria, amici di Nuovo&Utile, non mi spingo al di là di questa frase poichè temo davvero di cadere nel rozzo turpiloquio.

     
  2. annamaria

    Concordo e segnalo

     
  3. Graziano

    Outing. La frase di Vespa, ho visto la televisione, mi ha dato un po’ fastidio. Ma, ripensandoci, soprattutto perchè l’ha detta Vespa, con quel suo modo untuoso di dire tutte le cose che dice; sia quando lecca il culo al potente di turno sia quando reagisce alle critiche che qualcuno gli fa. Ma, nello specifico, quando vedo un bel seno non riesco a non guardarlo e a non goderne della vista. Sono malato? P.S. Aggiungo sempre, quando parlo di queste cose, e non so perchè (Excusatio non petita, accusatio manifesta?) la frase seguente: ho 57 anni, sono sposato da 32 e non ho mai tradito mia moglie. E senza fatica alcuna.

     
  4. Laura Bonaguro

    Mi associo anch’io ai complimenti alla Avallone e mi dedicherò al suo libro non ancora letto. Sulla bellezza l’argomento proposto è di una portata tale – soprattutto ora – da stordire chiunque. Da parte mia terrò stretto il trafiletto della Murgia: “… non è che l’ennesima occasione per guardare alle parole come cose importanti, come veicoli di senso, pesarle per quello che trasportano e rispettarle o temerle per quello che costruiscono”. Chissà non servano a ristabilire i giusti equilibri sui quali così spesso noi donne si incespica nelle relazioni quotidiane. Senza magari rinunciare ad un tacco che ci piace tanto…

     
  5. Utente Anonimo

    A tutti piace godere della vista della bellezza e, perchè no, della sensualità. Ma alcuni, chissà perchè, si sentono in diritto di manifestare (maldestramente) questo loro godimento, senza porsi il problema che l’altra persona pensa e prova sentimenti, e non solo respira, e potrebbe magari non gradire. E senza chiedersi se è il caso davvero di far conoscere alla nazione la loro opinione in merito. Perciò, Graziano, viva la bellezza. Ma non così. Cip

     
  6. wc

    BELLI + 22% SALVI Stamani su radio tre ho sentito una notizia di una statistica USA, mi pare che dicesse che i brutti, grassi o piccoli si beccano in media il 22% in più di pena in caso di condanna in un tribunale americano, (quindi i belli, magri o alti hanno un bel vantaggio) Concordo con Graziano, con tutte le buone intenzioni Vespa è a priori difficile da ascoltare per le modalità perfettamente descritte sopra, indipendentemente da quello che dice. Questo ipersensibilità verso il personaggio potrebbe aver ingigantito l’evento? Noi anime belle ci indigniamo per il commento fuori luogo, loro maschi alfa si scandalizzano per la nostra reazione a un complimento sulla bellezza della forma donna in se, che non lesinano ha mostrare e commentare in tutte le salse e occasioni possibili. Una volta, una studentessa americana in Italia per un semestre accademico, mi ha chiesto se il programma di quiz decorato con donnine in tanga mute e variamente movimentate, in onda su una nostra TV commerciale, non fosse una replica di quello che loro captano a volte da alcune truci emittenti messicane. Mi sono vergognato a rispondergli che forse era vero il contrario, cioè era quel format italiano ad essere stato copiato ed esportato. walter

     
  7. Utente Anonimo

    Secondo me il punto è che ormai se sei donna non ti è concesso di essere fuori dal sistema secondo cui il “pezzo di carne”, la scollatura, l’uso strumentale del corpo (anche solo da parte della telecamera) vengono prima di qualsiasi altra annotazione. Si sono mangiati creatività, pensiero politico o filosofico e hanno lasciato solo brandelli alle donne. Quel che mi ha infastidito del tutto (di solito avviene senza che lo spettatore veda, di solito il cameramen è guidato da dietro le quinte, ma sempre ai primi piani “ginecologici” o a buon pro dello sguardo maschile va) è l’ipocrisia di dire che si trattava di complimenti. Non è vero. Il complimento è altra cosa e il trattamento sarebbe stato diverso se al posto di una scrittrice ci fosse stato, per dire, un Saviano. Noi con donne pensanti abbiamo scelto di affrontare il tema prendendo una posizione ironica perché a volte l’ironia è l’unico strumento per vedere le cose da lontano, straniarci e farci rendere conto di quello che ormai non notiamo più perché diventato sfondo. Ringrazio Annamaria Testa e la redazione del blog per averci voluto citare, mi ha emozionata molto perché penso che il vostro lavoro sia importantissimo, uno dei modi per “militare” davvero in questa società. Sono i comunicatori oggi a poter porre quei dubbi che sempre di più vengono sostituiti a rilassanti e rassicuranti risposte. grazie mille francesca sanzo, donne pensanti

     
  8. gabri

    Le donne carine da sempre sanno di essere gradite. A una qualsiasi biglietteria riceverà un trattamento non distratto, come la donna non più giovane ma dal viso dolce e gentile. Quello che sbigottisce il bigliettaio sono le gonne inguinali e le tette in mostra: è possibile allora che il suo turbamento così spavaldamente sollecitato mandi la povera ragazza a Novaro piuttosto che a Novara.

     
  9. Utente Anonimo

    Questo è Lerner: “Naturalmente in un premio letterario francese, tedesco o americano sarebbe stato inconcepibile una simile disuguaglianza di trattamento; e il professionista che per avventura vi fosse incorso, si sarebbe beccato una rispostaccia seduta stante. Silvia Avallone invece vive in Italia, dunque si è limitata a confidare più tardi il disagio provato in quella cerimonia, trasmessa su Raiuno.” Che peccato che la Avallone non abbia avuto la prontezza di riflessi di rispondere per le rime a Vespa, una risposta tipo la staffilata che la Bindi diede a Berlusconi (“Sono una donna che non è a sua disposizione”). Ragazze!! Svegliatevi!! E che tristezza questa ennesima dimostrazione della nostra arretratezza socio-culturale rispetto ai vicini europei. Valeria

     
  10. IdaL

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/07/il-senso-di-vespaper-le-tette/57464/ segnalo il bell’articolo di Michela Murgia su Il Fatto Quotidiano che rimarca esattamente l’impossibile rovesciamento di ruoli di cui parlava Anna Maria ad inizio pezzo.

     
  11. IdaL

    scusate, non avevo vistoche il link c’era già 🙂

     
  12. annamaria

    @ francesca. La segnalazione di donnepensanti è un dovere e un piacere. 🙂

     
  13. wc

    I GUAI DEL ROVESCIAMENTO Tamburrini e Liberatore, due prodigiosi fumettisti italiani, ai tempi di Frigidaire hanno pubblicato un fumetto che si intitolava “Saturno contro la Terra”, che cercherò di riassumervi brevemente a parole, per quel che è possibile: Una astronave aliena sorvola i nostri spazi, e i loro radar proiettano agli ufficiali saturniani delle immagini dalla terra, dal film “Sui mari della Cina” del 1935 con Clarke Gable e Sean Marlow. Decidono subito che siamo troppo stupidi per non essere conquistati, ma poi optano per una mediazione soft prima di usare maniere forti, e mandano una delegazione giù in terra con alieni clonati come coppie di Clarke Gable e platinate Annex Sheridan viste nel film. Atterrano nei pressi di un’osteria di camionisti vicino a Cassino, entrano dentro al locale con vestiti da cerimonia e spacchi vertiginosi, e per difetti del traduttore e incomprensioni lessicali, non si intendono con gli indigeni. Poi finalmente un truzzo sorridendo palpa il fondo schiena a una delle due identiche bionde platinate aliene dicendole “Ciao, bella culona!”, lei entusiasta di aver stabilito un contatto, e che quella modalità sia segno di benvenuto nella nostra civiltà, ricambia il saluto toccando il pacco del tamarro e in segno di cortesia, gli risponde con “Ciao, bella culona!”. Poi succede il finimondo, i locali invitano le donne aliene a compiere varie oscenità, gli alieni maschi le imitano e fanno lo stesso e si prendono sberle dai camionisti, la moglie dell’oste assale una bionda per riconquistare il marito… finchè irrompono sulla scena una quindicina di alieni con le sembianze di cagney james armati di pistola polverizzatrice. walter

     

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