Di creatività e comunicazione

L’attività creativa che davvero tutti noi pratichiamo, sempre, è anche la più sottovalutata. Sto parlando di comunicare: produrre e ricevere messaggi che hanno un senso. È un’attività creativa perché la natura combinatoria del linguaggio ci permette di generare continuamente strutture nuove. E utili, perché trasmettono informazione.
Questo, sembra, lo sanno anche i cercopitechi.
Ed ecco altri punti di contatto tra creatività e comunicazione: per produrre messaggi bisogna scegliere un codice condiviso dal destinatario (quindi bisogna interrogarsi sulle conoscenze  del destinatario, suoi suoi riferimenti e sui suoi orizzonti cognitivi). E bisogna saper produrre messaggi secondo quel codice.  Per comprendere messaggi, ci vogliono competenze sia linguistiche che pragmatiche, e ci vuole capacità di intuire intenzioni e di interpretare segni non sempre espliciti.
Per comunicare integriamo, decodifichiamo e interpretiamo diversi linguaggi: non solo parole ma anche gesti e prossemica. Anche se i media e i modi di trasmissione cambiano, le regole di base del buon comunicare resteranno le stesse. E la buona relazione tra i soggetti che comunicano continuerà ad essere fondamentale.
Infine: comunicare è un fatto creativo perché il linguaggio è in sé creativo, e creatività e comunicazione sono legate da mille fili. Questo è il concetto in poche righe. La versione in 400 pagine (ma c’è qualche dettaglio in più) si chiama Farsi capire.

3 Commenti a Di creatività e comunicazione

  1. Giovanna Cosenza

    Due parole in più sulla “versione in 400 pagine”, come la chiama Annamaria Testa. Tengo corsi a vari livelli e gradi – triennio, laurea specialistica, master, dottorato – come docente di semiotica, comunicazione politica, scrittura professionale all’Università di Bologna. Il volume “Farsi capire” è un testo di studio obbligatorio per molti miei studenti fin dal 2000, anno della sua prima edizione. È un libro denso, divertente, una miniera di spunti e riflessioni: gli studenti ne sono sempre entusiasti. La nuova edizione, migliorata e asciugata in diverse parti, ha l’ulteriore pregio di essere economica: solo 11 euro. Non sto facendo promozione: semplicemente descrivo ciò che mi accade da 9 anni.

     
  2. molta gente

    avete suggerimenti su testi riguardanti la parola sul web? è interessante capire come poter sviluppare un nuovo tipo di scrittura su un mezzo con tanto potenziale su cui, a mio avviso, non si fa altro che adattare il linguaggio proprio di altri mezzi. Per ora. grazie

     
  3. annamaria

    @giovanna: grazie. @moltagente: bella domanda. Ecco qualche orientamento sui contenuti che puoi trovare con NeU. Se leggi l’inglese, guarda: – Writing for the web, i consigli di Jacob Nielsen. – in Poewar, gli articoli della sezione Online/Web – in Poynter Online, gli articoli nella sezione E-Media Tidbits, per una visione più ampia del fenomeno. trovi gli indirizzi nella pagina Linguaggio e scrittura di Neu. – in A list Apart, guarda Topics. Nella sezione Contents trovi 51 (ad oggi) articoli sul web writing. Trovi questo indirizzo nella pagina Web e nuove tecnologie di NeU Passiamo ai contributi italiani – in Palestra della scrittura, nella sezione Pocherighe, guarda l’articolo 7 (scrivere per farsi trovare dai motori di ricerca), ma dai anche un’occhiata agli altri interventi. – ne Il Mestiere di Scrivere guarda, nella sezione I quaderni, “Organizzare i contenuti di un sito” (ma dai un’occhiata anche agli altri testi: in ciascuno troverai diversi spunti interessanti) e segui costantemente il blog di MdS: Luisa parla spesso di web. Trovi questi indirizzi nella pagina Linguaggio e scrittura di NeU. Luisa Carrada ha anche recentemente pubblicato l’ottimo testo Il mestiere di scrivere (ed. Apogeo), in cui il web writing è ampiamente trattato. Infine: per sapere tempestivamente che cosa capita in rete, guardati Totem e Wired (gli indirizzi nella pagina Web e nuove tecnologie). …ma ho la sensazione che anche seguendo con costanza qualche buon blog (su qualsiasi argomento: scienze, graphic design ambiente…) si possa imparare, oltre che qualcosa di interessante, anche a scrivere bene per il web. Un caro saluto. at

     

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