“Le donne sono forti per dieci motivi”. È la tesi sostenuta da Umberto Veronesi. Donne forti sono capaci di conciliare lavoro e procreazione. Che però, in questa visione, appare faccenda solo femminile da una parte, e indispensabile costituente dell’esser donna dall’altra. Siamo certi che è giusto così?, sussurro.
Donne forti sono le maghe del multitasking: la capacità di svolgere più compiti nello stesso momento. Questo, fra l’altro, le favorirebbe in tempi di crisi. Tutte emule di Elastigirl, il personaggio del cartoon Gli Incredibili che allunga se stesso per gestire con creativa flessibilità figli, un bietolone di marito e mille imprevisti. La fantastica edizione italiana dal vero si chiama nonsolomamma.
Veronesi conclude che “ci vorrebbe un nuovo femminismo”. Anche no, sussurro, se il nuovo femminismo deve partire da questo paradigma da superdonna caricata di oneri e responsabilità.
Le pari opportunità non sono una categoria mistica ma una roba pratica. L’elastica sottoscritta sarebbe felice se, per cominciare, alle donne forti fossero garantiti: supporto nei compiti di cura (infanzia e anziani), flessibilità nei tempi di lavoro, autodeterminazione sui temi della maternità, pari trattamento economico. Ah, magari anche una scuola che funziona.
P.S. un paio d’anni fa ho curato un lavoro di sintesi sulla condizione femminile nel mondo e in Italia. Che non è molto cambiata. Se date uno sguardo trovate molti dati, alcuni sorprendenti.

9 Commenti a Donne forti, eccome no? Ma… Dargli una mano?

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