NeU all'esame di maturità 2008/2009

Il frammento di un articolo pubblicato su NeU è inopinatamente finito tra i materiali proposti per l’esame di maturità. Quando l’ho saputo sono rimasta sbalordita.
Contenta, anche. Perché si parla ufficialmente di creatività a scuola. Perché agli studenti sono state date un’opportunità e sei ore di tempo per ragionarci sopra, anche se con un po’ di stress (che, in quantità moderata, alla creatività fa bene). Contenta perché le idee degli italiani sulla creatività, lo dicono le ricerche (2004 e 2008) andrebbero chiarite: forse anche questo aiuta.
E contenta perché a chi insegna, a partire dai cruciali docenti della scuola primaria, magari viene voglia di lavorare con e per il pensiero creativo. Molti già lo fanno, e ottimamente.
Infine: è interessante, credo, che una suggestione partita da un sito semisconosciuto e lanciata in rete con la logica dei creative commons sia riemersa altrove, e addirittura dentro l’esame di maturità. NeU è una serie di scaffali che mettono in ordine pensieri da usare. Se ne può prendere uno e, magari, restituirne un altro in forma di commento o di segnalazione. Del resto, se tu mi dai la tua idea e io ti do la mia ciascuno di noi avrà due idee. Può funzionare, no? (at)

19 Commenti a NeU all’esame di maturità 2008/2009

  1. Giuliano Cuccurullo

    Sì, secondo me può funzionare.

     
  2. Graziano

    Complimenti! E in compagnia di Negroponte, poi…

     
  3. Utente Anonimo

    Quando ho sentito l’elenco dei temi d’esame alla maturità e l’attenzione centrata sulla comunicazione e sui social network confesso ho pensato ad una mera scelta modaiola ma con l’aggiungersi di ulteriori dettagli sono rimasta piacevolmente sorpresa. La creatività è finalmente oggetto di attenzione rinnovata negli ambiti scolastici, dove giustamente ce n’è più bisogno. Mi pare sia già stato segnalato in questa sede il video di Ken Robinson dal titolo: La scuola uccide la creatività. Vale la pena comunque di riproporlo: http://www.youtube.com/watch?v=iG9CE55wbtY Laura

     
  4. Utente Anonimo

    Cara Annamaria, sbalordisci ma soprattutto gioisci, perché per te e per tutti noi che da te abbiamo tanto imparato, ieri è stato un giorno bellissimo. Diciamo che è stata un po’ la tua festa 🙂 NeU si sarà conquistata in un sol colpo migliaia di nuovi fan… un vero colpaccio, insomma. Un grande abbraccio. Luisa

     
  5. Giovanna Cosenza

    È una grandissima felicità per te, ma anche per noi che da sempre ti stimiamo e apprezziamo. Un incoraggiamento per chi segue il tuo esempio, una ventata di ottimismo per la scuola italiana. W Annamaria! (come si scriveva una volta sui banchi di scuola) 🙂 Giovanna

     
  6. Utente Anonimo

    peccato che proprio il giorno prima il collegio docenti abbia pressochè bocciato un corso di aggiornamento pensato per promuovere la creatività a scuola. Che la testa sia più avanti del tronco? In ogni caso un bel successo per te, il tuo lavoro e questo portale lo meritano!

     
  7. Graziano

    Vorrei scrivere qualcosa di più ma non sono sufficientemente creativo 🙂 Faccio, però, una propopsta: perchè non costruire e, poi, lanciare un bel corso da fare nelle aziende? Hai visto mai che con la creatività riusciamo ad imparare a gestire la complessità della crisi? En passant, non credete a chi dice che stiamo uscendo dalla crisi; stiamo uscendo dalla crisi indotto dalla finanza folle gettata nel mercato negli ultimi cinque anni. Ma nella “crisi”, quella vera (che chiamo crisi ma che è, invece, mutazione strutturale…) ci siamo, appunto, strutturalmente, ed è dovuta dalla pressione crescente di masse di persone, che vengono dall’est, dall’Africa e dall’America meridionale che vogliono lavorare, che costano meno e che, abbassando i prezzi e i margini ci “costringeranno” a cambiare il nostro modo di vivere. E ci vuole creatività per disegnare un nuovo mondo… La risposta non può essere rincorrrere sempre i costruttori di barconi, maledetti loro e chi li invoca!!!

     
  8. annamaria

    Insomma, grazie. Però, dai: NeU è una costruzione condivisa. Senza l’energia e l’attenzione di chi ci passa (e di alcune amiche speciali) non esisterebbe. Già. Non si può parlare da soli. @Graziano. Nelle aziende ci sarebbe un gran bisogno di creatività. Cioè di voglia di immaginare il nuovo, di senso della sfida, competenza. Di capacità di farsi domande. Di inventare processi. Di trovare risposte diverse, di sperimentare, contaminare, esplorare. Di stabilire alleanze. Di essere tosti, anticonformisti, flessibili e tenaci, e così via. In realtà, esistono già tanti corsi di creatività. Se clicchi su Google corso + creatività trovi oltre un milione e mezzo di risultati. Alcuni corsi sono strani. Altri, credo, più che dignitosi. Penso che un po’ possano servire a cambiare le cose. Ma temo che per cambiare sul serio le cose sia necessario, prima, cambiare sul serio le persone. E che per farlo in modo consistente e permanente si debba cominciare molto più indietro. Dalla famiglia, dalla scuola e dalla formazione di base, dai sistema di valori e… ehm… anche dalla televisione. O dal web, magari. Negli USA, è stato un sito web chiamato MoveOn a cominciare a definire un desiderio di nuova politica quando ancora Clinton si arrabattava con lo scandalo Lewinsky. In mezzo ci sono state due legislature con Bush, ma alla fine è arrivato Obama. Insomma: i cambiamenti di clima sociale e di cultura condivisa sono lenti. E la fluidità del pensiero, sul web, dà luogo a fenomeni carsici: le idee a un certo punto sembrano sparire ma poi riappaiono altrove, e sono diventate così forti da cambiare il paesaggio. Non ho soluzioni in mente. Ma due cose mi sembrano importanti. La prima è tessere reti informali che favoriscano il flusso e la crescita delle idee. Può bastare un link, o un tema ripreso e ampliato di sito in sito. Gesti semplici e intelligenza collettiva. La seconda è una mia vecchia ossessione: restituire senso e peso e tutte le loro implicazioni ad alcune parole (creatività, innovazione, progetto…) che, usate troppo spesso a sproposito, ormai sembrano voler dire tutto e niente. Mi piacerebbe, prima o poi, tornarci sopra con un ragionamento più articolato. E dunque: che ne dici? Che ne dite?

     
  9. loredana

    E le parole “innovazione” e “progetto” purtroppo spesso vengono usate a sproposito proprio nel mondo della scuola. E chi ci lavora lo sa bene. Sì, sarebbe bello ragionarci sopra. Della mia gioia di trovarti tra gli autori dei documenti della prova d’esame ti ho già scritto per e-mail. BRAVA ANNA!

     
  10. Graziano

    Annamaria, ho letto attentamente il tuo post. Ho tentato di “imbastire” una risposta alla tua sollecitazione ma mi portava via troppo tempo anche se concordo (anzi, auspico!) con te che occorrerebbe un ragionamento più articolato. Purtroppo il blog non ha, ancora, lo sviluppo necessario per discutere in un gruppetto ma non volevo, per questo, risponderti con una mail privata proprio perchè penso che, invece, questa forma di comunicazione allargata al contributo di altre persone (anche qui, troppe sono troppe ma poche sono poche, diciamo che ne servirebbero da venti a cinquanta…) sia un’opzione importante per il futuro della comunicazione tra persone che vivono in luoghi diversi, che fanno mestieri diversi e che, ogni tanto, condividono ragionamenti “altri”. Naturalmente né Facebook, né Linkedin, né Twitter si prestano alla bisogna… Ecco, questo sarebbe un argomento da sottoporre ad analisi creativa (è un ossimoro? boh! a te la sentenza…). Torneremo, però, io spero, sulla mia sollecitazione iniziale (il seminario “serio”, ho aggiunto serio e l’ho messo tra “” per farmi capire, per le aziende…). Intanto ti segnalo, on line non c’è ma se non sei abbbonata te lo farò avere, se lo vorrai, scannerizzato, un articolo sulll’ultimo numero di Harvard Business Review dal titolo “Innovation in turbulent times” e sottotitolo, “quando le risorse sono un vincolo la chiave per crescere è mettere insieme un manager analitico (left-brain thinker) con uno creativo (right brain partner). Very interesting. Ciao a tutti. P.S. Ma dove siete? Non c’è solo il lavoro al quale siete abituati, c’è anche “questo” lavoro di interlocuzione “nuova e avanzata…”

     
  11. Utente Anonimo

    Un riconoscimento piu’che meritato, un tributo alla serieta’ e alla competenza. E dato che sono convinta che gli slogan siano anche la proiezione della personalita’ di chi li crea, c’e’ dentro molta professionalita’ e determinazione ( o cosi’ o ………) e l’equilibrio indispensabile che permette di lavorare seriamente ma senza montarsi la testa (liscia, gassata o……)! Un saluto cordiale da Eli

     
  12. Utente Anonimo

    chissà se restituire senso alla parola creatività aiuti anche a restituire senso alla parola scuola…che bello Annamaria e che responsabilità! Leggerti tra le tracce di maturità mi ha divertito e commosso. E questo sì che è un vero e meritato regalo di compleanno. Tanti tanti auguri di cuore cri

     
  13. Utente Anonimo

    Ciao Graziano, ti ringrazio della segnalazione dell\\\’articolo su Harvard Business Revew, mi interessava e incuriosiva e sono andata a cercarlo. Lo si riesce a trovare anche on line e senza abbonamento a questo link: http://hbr.harvardbusiness.org/2009/07/architect-ellen-dunham-jones-on-the-future-of-retail-in-the-postsprawl-era/ar/1 A presto, Laura

     
  14. Graziano

    Cavolo,Laura, già mi stavo domandando perchè spendessi soldi per l’abbonamento ad HBR… Poi ho controllato, non è l’articolo completo, ne mancano molte parti. Chi è interessato, mail e io scannerizzo e mando.

     
  15. wc

    Le parole si logorano se dietro ad esse non corrisponde nessuna sostanza concreta, chi ha scelto per il tema d’esame la creatività a già fatto un’operazione inusuale e si è addentrato in territori ricchi e inesplorati per la scuola. Progettare cose e pensieri lunghi, non legati al contingente, innovare un panorama che non ci piace, che ci ha stufato, che non porta da nessuna parte. La creatività quindi come grande spinta per il cambiamento, un atto di coraggio sovversivo!

     
  16. Utente Anonimo

    (Chiedo scusa, nella frenesia di leggere l’articolo nel mio portatile con una decina di finestre aperte non mi sono accorta che i presunti collegamenti ipertestuali altro non erano che l’approfondimento dell’articolo su registrazione/abbonamento… diamo colpa al caldo!) Laura

     
  17. annamaria

    Ciao a tutti. Provo a tirare (provvisoriamente), un po’ di fili – Articolo HBR. Ecco un link diretto alla sintesi. – Discutere su NeU. Graziano, hai ragione: non è comodissimo. Un po’ perché le discussioni oggi si chiudono ad ogni cambio di homepage. Un po’ perché le voci si intrecciano, e non tutte sono riconoscibili “a colpo d’occhio”. Il secondo problema si risolve con un nick e un segnale visivo. Per il primo, devo far fare qualche modifica al CMS del sito. Ci vorrà un po’ di tempo. Se non basta, ci inventeremo qualcos’altro (e mi aiuterete a capire che cosa ☺) – La scuola. (Laura: hai fatto bene a ricordare la conferenza di Ted. Il link all’edizione sottotitolata è qui ) All’esame di maturità, il tema sulla creatività è stato scelto, se ho letto bene, da meno del 7% degli studenti. I quali, come dice wc “hanno fatto un’operazione inusuale e si sono addentrati in territori ricchi e inesplorati”. La scarsa adesione, oltre ad andare a ulteriore merito dei prodi che si sono cimentati, è un’altra prova, se ce ne fosse bisogno, del fatto che sull’argomento le idee sono pochine e i pregiudizi sono molti, anche nel corpo docente. Anche se, come dice Loredana, le parole “innovazione” e “progetto” invece nella scuola si sprecano. Ma perché non cominciare con uno scambio di opinioni ed esperienze tra i docenti (e gli studenti) che hanno a cuore l’argomento? Vedrò di riprendere anche questo tema a breve. E sarebbe una bella cosa se servisse anche, come dice Cri (che fa un bel lavoro con gli studenti al Museo della Scienza e della Tecnologia) a restituire senso all’andare a scuola in sé: inteso come dotarsi degli strumenti necessari (ehi: necessari!) a esprimere il proprio talento. – A ciascuno il suo. Eli, grazie! Devo ricordare che “O così o…” appartiene a una nota campagna fatta da cari amici: Pino Pilla (cw), Bruno Ferlazzo e Roberto Gariboldi (ad). – Cri, grazie anche degli auguri (uh… e diciamolo, con tutta la civetteria del caso. Oggi compio 56 anni. Quasi quasi mi viene da ridere). Francesco Izzo, un amico di web, mi ha inviato questo video. . È così grazioso che non posso non condividerlo.

     
  18. clicky

    Ultime da Babele (Radio 1) del 30 giugno con un’ospite speciale: scaricate e orecchiàtene tutti 😉

     
  19. Graziano

    Bellissimo il video dei sorrisi da Hollywood! Pagherei volentieri una settantina di euro per poter avere, nella vita, quattro o cinque sorrisi come quello che fa Robert Redford verso la metà del video…

     

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