Scandali, potere e giornali: che cosa si può imparare?

News of the World era un tabloid, fatto di pettegolezzi, scandali e scoop di dubbia provenienza. Qualcosa di diverso per definizione da un quotidiano autorevole. Eppure la sua chiusura suscita, in Gran Bretagna, una consistente discussione su doveri e responsabilità di chi scrive per un giornale, e Il Guardian propone un giuramento di Ippocrate per giornalisti. Dichiara che i giornali non possono avere la finalità far da ventriloqui alle preoccupazioni dei miliardari, ma devono presentarsi come voce delle persone. Ciò significa, fra l’altro, che è compito dei giornalisti vigilare sul potere. Che devono essere prudenti nelle relazioni con i ricchi e con i potenti… non accettare soldi per promuovere opinioni… mettere in discussione se stessi e la propria percezione del mondo tanto quanto mettono in discussione le altre persone. Ammettere, sempre, gli errori.

Del resto Tim Radford, decano del Guardian, già nel gennaio di quest’anno formula, in una lezione all’Imperial College di Londra, i 25 comandamenti del giornalismo (qui il testo in italiano. Qui in inglese). Ma per capire come dev’essere un articolo che vale più della carta su cui sta scritto, forse, basta imparare dai migliori. Ecco i The Best Magazine Articles Ever raccolti dal cofondatore di Wired Kevin Kelly.

5 Commenti a Scandali, potere e giornali: che cosa si può imparare?

  1. Utente Anonimo

    piccole cose che ho visto succedere in redazione: – la giornalista di economia al telefono con un esperto: “Guardi, io non ci capisco niente, lei detti che io scrivo” (figuriamoci i lettori cosa capiranno…) – l’importante regalo di natale fatto da un potente a due giornalisti, uno italiano, l’altro inglese: l’italiano se lo porta a casa, l’inglese lo porta nello sgabuzzino dove vengono accumulati tutti i regali di natale (dal gadget tecnologico al pacchettino di lenticchie) che poi saranno estratti a sorte tra tutti i giornalisti/segretarie di redazione/ecc. – la frase di 5 parole (vere, sacrosante, un fatto, non un’opinione; peraltro un fatto chiave per capire la notizia) cancellata dal caporedattore dopo la telefonata del pezzo grosso che si è detto “infastidito” dalla frase stessa – open space, una cinquantina di giornalisti lavorano, ciascuno alla propria scrivania. la giornalista di grido (oggi molto presente in tv) svaccata sulla sedia, minigonna inguinale, gambe appoggiate sulla scrivania, sbraita al telefono con la madre: “mami, lo sai che bisogna darla per fare carriera, e io voglio fare una carriera alla grande”. tutto questo nelle redazioni di testate tra le più autorevoli in italia. quanto succede in quelle minori è letteralmente inimmaginabile… Valeria

     
  2. Utente Anonimo

    Valeria scrive: la giornalista di grido (oggi molto presente in tv) O ci dici chi è o: – non ci crediamo – sei come loro Scegli tu. stefano

     
  3. Utente Anonimo

    scusami, ma non sto facendo giornalismo in questo momento. sto raccontando stralci di vita vissuta. se vuoi crederci, bene, se no, non crederci. tra l’altro, è l’aneddoto meno importante (ma più succoso, lo capisco). mi sembra ben più grave ritoccare una notizia per non infastidire il potente, o accettare regali di grande valore da gente che invece dovresti passare ai raggi x per rivelarne le magagne. giusto una precisazione: la giornalista di grido NON conduce tg ma ha scelto la via dell’infotainment. quindi direi che di danni non ne può proprio fare. gli altri invece sono tutti in redazioni importanti, e trattano temi importanti. Valeria Valeria

     
    • Diamond

      Penso che molta gente respinga o dzzirepsa il fantasy per il semlice motivo che non lo capisce. Fantasy e8 immaginazione, un dono che parecchi adulti anno perso o non hanno mai conosciuto. I ragazzi, i bambini vivono di fantasia. Quando disegnano, quando ascoltano la musica, quando leggono. Credo che la lettura anche di questo genere di libri sia importante, perche8 mentre leggiamo entriamo in un mondo princialmente nostro. E’ vero, l’ha creato lo scrittore, ma siamo noi i veri autori che con la nostra fantasia ci immaginiamo i personaggi e gli ambienti. Se non fosse per gli scrittori fantasy, vivremmo in un mondo vuoto, quasi piatto.Provate ad escludere dalle librerie tutti questi generi. Rimarreste sorpresi nel vedere quante storie uguali e simili vi ritrovereste. il fantasy diseducativo . Ma dove?? Senza quello molti ragazzi non avremmo motivo di leggere. I libri aiutano. Ci credo. Se penso a quelle persone che rifiutano li fantasy Mi fanno pena, perche8 non sanno pif9 immaginare, non vogliono credere in un mondo che esiste solo nella nostra fantasia. Gli consiglierei di vedersi, o di leggerso , perche8 per me, sarebbe molto educativo.Credere nei sogni e nella fantasia. Chi lo fa pif9?Come ragazza, posso dire solo poche parole, posso esprimenre pochi pensieri. I libri Fantasy sono una delle cose che amo di pif9. Non potrei vivere senza, ci sono cresciuta. _Alba_

       
  4. Luca

    L’inchiesta su Milanese pubblicata su Lavocedellevoci nel 2008 dimostra una volta di più (ad abundantiam, non che ce ne fosse bisogno) che il ruolo della grande stampa è solamente quello di fare da amplificatore di vocine rade e ben assise nei loro palazzi. Diversamente l’inchiesta sarebbe stata ripresa e avrebbe svettato sulla montagna di spazzatura accumulata dalle foto di Villa Certosa (Oggi, 2007) in poi. Negli apparenti, periodici, cambi della guardia normalmente la stessa sullodata è lesta come un felino nel riportare e commentare gli avvenimenti, accompagnandosi con sconsolate scosse del capo, sempre a favore del potere che si sta nel contempo ridisponendo in corrispondenza della mutata geografia pubblica. Che questo avvenga senza che i lavoranti, che concretamente attuano queste cose, siano favoriti nel portafoglio o nell’orgoglio pare improbabile. Poi c’è chi lo sa fare bene (e diventa direttore, stimato da vasti settori della società) e chi segue l’andazzo come riesce (e diventa ingiustamente zimbello in tribune come questa, alla fine è una debolezza così diffusa che non si può biasimare veramente). So what? Qui tocca scomodare per l’ennesima volta il Gattopardo e rilevare che forse la compagnia di giro ritratta nelle cronache londinesi è più sguaiata ma meno perniciosa delle nostre. Infine, sono solidale con Valeria.

     

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