Wikileaks: che c'è di nuovo?

Siamo abituati al fatto che grandi notizie, cattive e buone, rimbalzino istantaneamente da un capo all’altro del pianeta. I minatori cileni. Il disastro ambientale del Golfo del Messico. Il terremoto di Haiti. Oppure la liberazione di Aung San Suu Kyi. Il Nobel al dissidente cinese Liu Xiaobo. Tutti fatti successi nel 2010. Che però, a rileggerne, possono sembrare già lontani.
Del fatto del giorno, i dossier pubblicati dai crittografi di Wikileaks, parla tutto il web. E le prime pagine della stampa mondiale, in una gara di tempestività con la Rete. È un continuum di commenti che si dipana tra due posizioni estreme. Da una parte “niente sarà più come prima”. Dall’altra “è solo un cumulo di pettegolezzi”. In ogni caso, val la pena di riascoltare l’intervista a Julian Assange, fatta da Chris Anderson per TED (sottotitoli in italiano).
Lo ammetto: il rumore mediatico è così intenso che faccio fatica a mettere insieme un’opinione. Ma tre cose mi sembrano evidenti: i sistemi sono tanto più fragili quanto più sono complessi, e dovremo farcene una ragione. Al di là dei contenuti (in larga parte non ancora diffusi) la novità sta nel modo in cui tutto quanto sta accadendo. Non abbiamo ancora idea di come la Rete può cambiare il mondo: questo è solo un assaggio.

DESTRA E SINISTRA, LE LISTE: PRIME SINTESI TRA QUALCHE GIORNO.

15 Commenti a Wikileaks: che c’è di nuovo?

  1. gabri

    Il sistema di postazione funziona male. Avevo inserito un lungo post sull’argomento precedente che il marchingegno ha respinto. In sintesi assoluta, la società di oggi ha bisogno di tagli e investimenti. In queste necessarie operazioni i valori fanno la differenza: la destra taglia per risparmiare e favorisce la speculazione; la sinistra tagli-a (-erebbe) le rendite di posizione e da conventicola per investire in formazione e produzione nei campi che hanno un futuro. Il bene pubblico fa la differenza. Sul nuovo argomento. Se Assange è un superCorona, ha trovato una vena d’oro. La compra-vendita di merce-notizia è facilissima: la notizia, essendo un “venticello”, è immateriale, iperproducibile, facilmente trasportabile. Non ha problemi di qualità né di forza-lavoro o di materie prime. Non è stagionale perché “fa” la storia. E’ facilmente fruibile con un pc da 500 euro una tantum. Però (e qui è il brutto) non si mangia, non scalda, non fa camminare le macchine. Sai le risate (quelle vere) che si fanno gli operosi occhisghembi!

     
  2. Utente Anonimo

    Dopo le sconvolgenti rivelazioni di wikileaks che mi informano che berly va con putin e con gheddafi (ah..), ho ancora il mal di stomaco per quel che hanno detto a report sulle energie sporche spacciate per pulite, non ho ancora aperto il giornale ma sono quasi certa che non trovero’ una riga sull argomento, sara’ che non c e’ segreto da svelare perche’ e’ fatto tutto alla luce del sole..e sara’ che sono una provinciale e non capisco la portata del fenomeno wikileaks.. gio

     
  3. Giovanna Cosenza

    Io stamattina mi sono assunta un piccolo rischio, prendendo posizione. E ora la discussione sul mio blog si è accesa… 🙂 Forse ho torto, forse no, non lo so: l’importante è cercare di capire: http://giovannacosenza.wordpress.com/2010/11/29/wikileaks-un-mezzo-che-conta-piu-del-messaggio/ Colgo l’occasione – visto che ancora non l’ho fatto – per ringraziare tutti i lettori di NeU che hanno contribuito a postare liste di destra o sinistra (o tutt’e due) sia qui che su Disambiguando. GRAZIE! Ci avete lasciato una bella responsabilità ora… 😀

     
  4. annamaria

    QUANDO IL WEB SI SPEGNE Oggi per oltre mezza giornata l’ufficio qui è rimasto disconnesso dal web. La conseguenza evidente è che abbiamo messo online la homepage di NeU molto più tardi del consueto. Ma la cosa curiosa è che, senza web e fino a quando un tecnico non è arrivato a resettare il firewall che stava creando problemi, ci è sembrato di non riuscire a fare bene nemmeno le cose che avremmo tranquillamente potuto continuare a fare. E certo: avevamo giornali e telefoni, e volendo un accesso via iphone. Avevamo documenti da terminare e persone con cui parlare, e lavori da concludere. Ma è come se l’improvvisa cecità/sordità per tutto quanto passa dalla rete avesse sfuocato anche tutto il resto. Bene. Mo’ tutto funziona di nuovo. E stiamo anche cercando di sistemare quel che va sistemato in NeU. Ma continuo a pensarci su. La Rete è entrata in modo prepotente nella mia vita professionale e di relazione. Nei miei tempi. Nei miei processi di lavoro. Nelle mie gerarchie. Nei miei ragionamenti. Nei miei acquisti. Sono tutt’altro che una nativa digitale (quando ho cominciato a lavorare non esisteva neanche il fax), ma in poco più di dieci anni la Rete si è insinuata dappertutto. Mi ha messo in contatto con un’istantaneità e una molteplicità che oggi mi sembrano irrinunciabili. Anche sotto questo profilo, psicologico e soggettivo, la controversa faccenda di Wikileaks andrebbe, credo, considerata. Il fatto che tutti gli individui e tutte le organizzazioni, governi compresi, siano interconnessi, permeabili, violabili, legati in una sorta di sistema nervoso che somma, a cascata, reazione a reazione. Forse, la storia del battito d’ali della farfalla che scatena una tempesta al lato opposto del mondo, inventata per spiegare la teoria del caos è la perfetta metafora della Rete oggi. Dicevo: non ho ancora un’opinione, e sono curiosa delle vostre. Ma qualcosa mi dice che, se per assurdo Wikileaks fosse anche solo una somma di battiti d’ala di farfalla, il fenomeno non andrebbe sottovalutato. Ho anche un altro pensiero che frulla. Ma mi piace talmente poco che faccio fatica a scriverlo, e spero che se ne vada via.

     
  5. Utente Anonimo

    decisamente sono una provinciale. sono andata a leggere i commenti sul blog di Giovanna Cosenza e al mal di stomaco si è aggiunto il mal di mare. prendero’ l argomento a piccole dosi in attesa di miglioramenti.. gio

     
  6. Utente Anonimo

    Giò, è questo il bello: la provincia non esiste più. Oggi, per merito o colpa di Assange, nelle lande desertiche della Mongolia hanno letto le stesse notizie che a Roccadipapa. Io sento questo fascino, è una cosa che mi carica parecchio. Sono emozionata perché assistiamo ad una rivoluzione che avrà i suoi costi, ma che non si può fermare. Tenteranno di bloccarla, questo sp.ttanamento planetario di Assange fornirà il destro per dare una stretta, invocare censure totali o a macchie di leopardo (le peggiori). Il sito di Giovanna Cosenza, che ringrazio per l’indicazione, ha già una ventina di post molto interessanti sull’importanza sovvertitrice del medium. Le menti creative di tutto il mondo si metteranno a lavorare su questo campo, per i soldi, per il potere, per curiosità e passione-tutto insieme. E noi, aspiranti creativi, ce lo vogliamo perdere questo momento? Gabri, che non riesce a postare in modo regolare.

     
  7. Utente Anonimo

    Gabri..un attimo.. a me sembra che la provincia esista ancora. noi, inteso come italia, siamo provincia, se non e’ cosi’ spiegami perche’.nn riesco davvero ad emozionarmi ne’ ad essere affascinata (per il momento). una cosa l ho capita pero’ : tutti, a tutte le latitudini, parlano della stessa cosa ( senza per altro aver bene capito di cosa), lo trovo inquietante, tu no? p.s.nn so se qui dentro si possa duettare in questo modo p.p.s.nn mi considero un aspirante creativa gio

     
  8. annamaria

    Gio… tranquilla. L’unico vincolo è la civiltà degli interventi.

     
  9. gabri

    Giò, non ti emoziona il fatto che tu stia lì a pestare sui tasti, e io qui a pestare sui tasti sullo stesso argomento? Non ci conosciamo, ma ci riconosciamo in un istante per opera di uno strumento straordinario. Certo la provincia esiste ancora, e anche le nostre vite quotidiane che ci sembravano normali e magari un po’ dimesse e che invece si arricchiscono per questi contatti eterei. Anzi, di più, le nostre vite acquistano maggiore consistenza e realtà, nella loro dimensione particolare, per la grande generalizzazione e banalizzazione stessa della Verità: di Assange ne usciranno fuori a valanghe, sempre più creativi, e le Verità si venderanno a un tanto al mazzo, all’ingrosso e al minuto. Svolta epocale o operazione diabolica? Nessuno lo sa, ma è il cambiamento, la “forza operosa” che macina gli eventi.E non è la prima volta che succede. Cari saluti.

     
  10. Utente Anonimo

    Gabri, messa cosi’ sembra emozionante.. allora diciamo che mi emoziono, ma con riserva (sempre che sia possibile sentire il vento in faccia col freno a mano tirato). trovo invece davvero bellissimo cercare di capire come e dove va il mondo confrontandosi con persone vere : ) gio

     
  11. annamaria

    “Che cos’è il genio? E’ fantasia, intuizione, colpo d’occhio e velocità di esecuzione.” Mario Monicelli, Amici miei

     
  12. gabri

    OT Dell’opera di Camilleri la cosa che mi ha colpito di più é il passo in cui Montalbano parla col padrino Tano morente (Il cane di terracotta): Tano:”Mi scanto”. Montalbano, posandogli una mano sulla fronte: ” Non t’affruntari, non ti vergognare di dirlo. Magari per questo tu sei un omo. Tutti ci scanteremo a questo passo”. Conosco quel momento, per vicende personali. Sono religiosa, ripeto come un mantra: Assistetemi nell’ultima agonia. Monicelli aveva 95 anni, ha detto basta.

     
  13. edgardo

    due considerazioni: il mondo delle feluche e dei potenti decide spesso sulla base di chiacchiere da bar.Che Berlusca vada o no a veline, a me pare inconsistente rispetto ad una valutazione dello stato attuale e futuro dell’Italia. Capisco perchè i grandi non siano in grado di uscire dalla crisi: guardano il dito e non la luna.Seconda considerazione:il web ha aperto una porta e nessuno conosceva tutte le conseguenze di ciò.Solo ora le possiamo governare,ora che le conosciamo. Si va avanti per prove e tentativi.

     
  14. Graziano

    1 – Negli anni 70 e 80 l’Italia cresceva più di Francia e Germania; da metà degli anni 90 invece, l’Italia cresce meno dei nostri vicini (anche molto meno, negli anni 2000). 2 – I diplomati e laureati entrati nel mercato del lavoro negli ultimi 4-5 anni percepiscono una retribuzione lorda più o meno uguale, in termini reali, a quella dei laureati di trent’anni fa. 3 – Gli investimenti diretti dall’estero verso l’Italia sono su livelli bassissimi (nel 2009 abbiamo attratto circa il 5% degli investimenti stranieri nell’Unione Europea); e non attraiamo talenti dall’estero. 4 – A livello di efficacia dell’azione di governo l’Italia si situa, tenenco conto delle differenze procapite tra paesi, al 115° posto al mondo con carenze particolarmente pronunciate nel settore della giustizia. 5 – L’economia sommersa in Italia è stimata intorno ad un quarto del PIL, quasi il triplo rispetto a paesi come la Svizzera e gli Stati Uniti. 6 – Si stima che nel 2007 l’evasione fiscale abbia sottratto al fisco oltre 100 mdi di euro, pari a circa il 60% del gettito Irpef totale (e la situazione sta peggiorando). 7 – Rispetto alla percezione circa la diffusione dei fenomeni di corruzione le analisi collocano l’Italia al 67° posto, dietro Cuba e Turchia. … Rivelazioni di Wikyleaks? No! Chicche tratte dalla relazione introduttiva dell’inaugurazione dell’anno accademico Bocconi 2010/2011 del professor Guido Tabellini.

     
  15. Utente Anonimo

    Nonostante il clamore, io ho la sensazione che in questo specifico episodio (i cablo diplomatici divulgati da wikileaks) non ci sia niente di nuovo. Trovo l’avvenimento molto simile a quello dei Pentagon Papers: indiscrezioni che sempre ci sono state e sempre ci saranno. La differenza sta nella velocità di diffusione? sì, forse, ma non mi sembra che questa maggiore velocità abbia amplificato gli effetti delle rivelazioni. La differenza sta allora nella fragilità dei sistemi? mi sembra di ravvisare la stessa fragilità, allora e adesso. Piuttosto, mi era sembrato più inquietante l’attacco informatico all’estonia nel 2007, e i due recenti attacchi informatici alle centrali nucleari iraniane. Addirittura, ho trovato SCONVOLGENTE un piccolissimo fatto accaduto pochi giorni fa: poca roba, ma che mi comunica un senso tremendo di insicurezza per tutto ciò che è informatico (pur dipendendo io, i miei studi, il mio lavoro, dal web e dall’interconnettività di internet). Si è trattato di questo: su google traduttore, qualche settimana fa, è successo che per un’intera giornata se cercavi di tradurre “io non voto berlusconi” verso qualunque altra lingua, il traduttore dava – nella lingua richiesta – “io VOTO berlusconi”. Questo non succedeva per qualunque altro nome tu inserivi nella frase. Sarà una stupidata, ma mi ha colpito tanto. E penso sempre a quando non esisteranno più i libri di carta, e qualcuno andrà a riscrivere a modo suo l’incipit, che so, del Moby Dick accedendo al server superprotetto dove saranno conservati tutti i testi originali della nostra letteratura. E noi non avremo più “call me Ishmael”.

     

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